{"id":92175,"date":"2018-03-07T22:30:58","date_gmt":"2018-03-07T21:30:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=92175"},"modified":"2018-03-07T22:31:18","modified_gmt":"2018-03-07T21:31:18","slug":"teatro-del-maggio-musicale-fiorentino-la-favorite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/teatro-del-maggio-musicale-fiorentino-la-favorite\/","title":{"rendered":"Teatro del Maggio Musicale Fiorentino: &#8220;La Favorite&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Stagione 2017-2018<\/em><br \/>\n<strong>\u201cLA FAVORITE\u201d<\/strong><br \/>\nOpera in quattro atti di Alphonse Royer, Gustave Va\u00ebz, e Eug\u00e9ne Scribe<br \/>\nMusica di <strong>Gaetano Donizetti<\/strong><br \/>\nLeonor de Guzman VERONICA SIMEONI<br \/>\nFernand CELSO ALBELO<br \/>\nAlphonse XI MATTIA OLIVIERI<br \/>\nBalthazar UGO GUAGLIARDO<br \/>\nInes FRANCESCA LONGARI<br \/>\nDon Gaspar MANUEL AMATI<br \/>\nUn Seigneur LEONARDO SGROI<br \/>\nOrchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino<br \/>\nDirettore <strong>Fabio Luisi<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Lorenzo Fratini<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Ariel Garc\u00eca Vald\u00e9s<\/strong><br \/>\nCoregia <strong>Derek Gimpel<\/strong><br \/>\nScene e costumi <strong>Jean-Piere Vergier<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Dominique Borrini<br \/>\n<\/strong><em>Firenze, 28 febbraio 2018<br \/>\n<\/em>Nella ricca e interessante stagione invernale del Teatro del Maggio, questa Favorite \u00e8 un evento di particolare importanza. Prima di tutto perch\u00e9 si tratta della prima esecuzione assoluta a Firenze nell\u2019originale versione francese; poi perch\u00e9 questa Favorite segna un notevole esordio alla direzione dell\u2019Orchestra del Maggio, in un un\u2019importante titolo d\u2019Opera, di <strong>Fabio Luisi<\/strong>, che <strong>dal prossimo mese assumer\u00e0 il ruolo di Direttore Musicale del Teatro fiorentino, avvicendandosi con Zubin Mehta, che ne rimarr\u00e0 direttore onorario a vita.<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-92177\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/2-256x384.jpg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/2-256x384.jpg 256w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/2-133x200.jpg 133w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/2-100x150.jpg 100w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/2.jpg 341w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><\/a>La Favorite nasce in Francia, su libretto francese, al termine di una genesi compositiva molto elaborata: dalla fonte letteraria &#8220;Les Amours malheureuses ou le Comte de Comminges&#8221; di Baculard d&#8217;Arnaud (1790), Donizetti, stabilitosi nel 1838 a Parigi, inizia a scrivere l\u2019opera Adelaide per il Theatre des Italiens, ma il progetto non va in porto e l\u2019Adelaide non viene mai messa in scena; il materiale musicale e drammaturgico viene quindi riversato in un nuovo progetto, L\u2019ange de Nisida, destinata al Theatre de la Renaissance, il cui fallimento fa s\u00ec che la partitura rimanga ancora una volta nel cassetto; frattanto Donizetti stava elaborando per l\u2019Opera Garnier Le Duc d\u2019Albe, la cui stesura rimase incompiuta e portata a termine solo molti anni dopo dall\u2019allievo Matteo Salvi; \u00e8 a questo punto che il compositore bergamasco decide di riprendere nuovamente in mano il soggetto e gran parte della musica gi\u00e0 scritta. Ai librettisti dell\u2019Ange de Nisida Royer e Va\u00ebz, si affianca Eug\u00e9ne Scribe e nasce <strong>La Favorite<\/strong>, che, dando nuova coerenza e organicit\u00e0 al materiale gi\u00e0 precedentemente prodotto, integrato con musica scritta ex novo, va finalmente in scena con successo nel massimo teatro parigino il 2 dicembre del 1840.<br \/>\nL\u2019opera rapidamente si afferma in Francia diventando di repertorio. In Italia si rende necessaria una traduzione che, per motivi di censura, mitighi gli aspetti pi\u00f9 scabrosi legati a moralit\u00e0, temi politici e religiosi; delle due traduzioni ritmiche approntate a tamburo battente negli anni immediatamente successivi, si afferma quella di Francesco Iannetti e, in questa versione <strong>La Favorita<\/strong> diventa popolare nei paesi non francofoni e continua ad essere eseguita regolarmente in italiano fino agli anni 70 e oltre.<br \/>\nLa vicenda \u2013 dalla versione originale francese senza tagli e aggiustamenti \u2013 narra di un novizio, Fernand, che appena prima di prendere i voti, si allontana dal convento trascinato dall\u2019amore per una donna misteriosa, Leonore. Ella \u00e8 la favorita del re di Spagna, Alphonse XI, e vive su un\u2019isola, dove riceve le sue visite; Fernand per rendersi degno di lei si fa soldato, e si copre di gloria in battaglia contro i mori, ottenendo cos\u00ec la riconoscenza del re, al quale chiede in premio la mano della donna che ama. Mentre <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-large wp-image-92180\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/3-256x384.jpg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/3-256x384.jpg 256w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/3-133x200.jpg 133w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/3-100x150.jpg 100w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/3.jpg 341w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><\/a>tutti &#8211; il re, Leonore, i cortigiani &#8211; conoscono la verit\u00e0, solo Fernand ignora lo stato della donna. Quando il re, temendo l\u2019ira della Chiesa per il suo adulterio, decide di concedergliela in matrimonio, Fernand viene deriso dai cortigiani e trattato come un uomo che ha perduto l\u2019onore. Solo a questo punto Fernand prende coscienza della sua situazione e reagisce con furia disperata: si strappa di dosso insegne e onorificenze e le getta ai piedi del re, spezza la spada che questi gli aveva donato e fugge nuovamente in monastero, maledicendo la sposa. Il giorno in cui Fernand prende finalmente i voti, Leonore riesce a raggiungerlo in fin di vita, per ricevere l\u2019estrema dichiarazione d\u2019amore e morire tra le sue braccia. La messa in scena di questa edizione fiorentina, che riprende un allestimento prodotto nel 2002 per il Liceu di Barcellona, con la regia di <strong>Ariel Garcia Valdes<\/strong> e le scene e i costumi di <strong>Jean-Piere Vergier<\/strong>, non brilla per profondit\u00e0 di analisi, gestione delle masse, capacit\u00e0 di rappresentare o interpretare il testo; anzi appare piuttosto rinunciataria, certo non invadente, ma sicuramente povera di idee. La massima semplicit\u00e0 garantisce una certa gradevolezza estetica, anche grazie alle belle luci di <strong>Dominique Borrini<\/strong>. La scena \u00e8 dominata in tutti gli atti da un unico elemento, uno scoglio o roccia che sta perfettamente al centro e, leggermente ruotato di volta in volta durante i lunghi cambi di scena, dovrebbe suggerire le diverse ambientazioni; i protagonisti sembrano abbandonati a se stessi, nelle classiche, vecchiotte movenze da melodramma, il coro \u00e8 perlopi\u00f9 statico. Ben altre soddisfazioni derivano dall\u2019esecuzione musicale.<br \/>\nL\u2019incontro tra <strong>Fabio Luisi<\/strong> e l\u2019<strong>Orchestra del Maggio<\/strong> si preannuncia felice. La compattezza e la bellezza del suono, l\u2019ampiezza delle dinamiche, il fraseggio che respira grazie ad una libert\u00e0 agogica rara, in cui ogni dilatazione o contrazione dei tempi \u00e8 suggerita ed eseguita con pulizia impeccabile, senza mai l\u2019ombra di impercettibile asincronia, suggeriscono un feeling tra la compagine e il direttore che sembra gioia di suonare insieme; sbirciando in buca, in effetti, se ne ha la conferma, nella chiarezza delle intenzioni che si riflette nella chiarezza del gesto, essenziale e armonioso, decisamente cordiale. Luisi dirige accentando e sottolineando, trovando tempi e colori affascinanti, svelando <em>nuances<\/em>, facendo teatro, sia nei brani orchestrali che nell\u2019illuminante accompagnamento al canto.Il <strong>Coro<\/strong> diretto da <strong>Lorenzo Fratini<\/strong> segue dappresso, dando una grande prova; sono magici i momenti in cui la sonorit\u00e0 \u00e8 sommessa come un sussurro, quanto le esplosioni in fortissimo, entrambi eseguiti con suono perfettamente rotondo e setoso; si potrebbero citare, solo per fare un esempio, il finale dell\u2019Atto III, magnifico nell\u2019apporto di Orchestra e Coro e la Prima scena dell\u2019Atto IV.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-92181\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/5-256x384.jpg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/5-256x384.jpg 256w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/5-133x200.jpg 133w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/5-100x150.jpg 100w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/5.jpg 341w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><\/a>Venendo al cast vocale bisogna rilevare, pur nelle differenze tra le varie personalit\u00e0, l\u2019omogeneit\u00e0 nell\u2019appropriatezza stilistica, la generale adesione al clima espressivo del Donizetti francese, che si manifesta in un\u2019eleganza, una pulizia formale, una ricerca della sfumatura, un fraseggio non freddo, ma certamente castigato. L\u2019esplosione, lo sfogo vocale, idonei al Romanticismo italiano pi\u00f9 tardo, che caratterizzavano gli interpreti dei decenni passati alle prese con La Favorita in versione italiana, magari dotati di grandi voci, ma non troppo in regola con lo stile, sono lontani dall\u2019approccio di questa compagnia di canto caratterizzata da una disciplina musicale e interpretativa moderna e da strumenti ben educati, pi\u00f9 duttili che appariscenti per volume o squillo.<br \/>\n<strong>Veronica Simeoni<\/strong>, applaudita protagonista della Carmen andata in scena a gennaio in questo stesso teatro, d\u00e0 conferma delle sue doti vocali e di interprete; il suo strumento \u00e8 chiaro, di bel timbro e di medio peso, pi\u00f9 sonoro nella regione medio-acuta, l\u2019emissione \u00e8 scorrevole, il suono omogeneo; la buona proiezione le consente di essere chiaramente udibile in sala, con l\u2019eccezione di qualche isolata nota grave debole. La sua interpretazione \u00e8 ricca di inflessioni e sfumature, sempre viva e credibile sia nello slancio che nella malinconia che nella disperazione, dal momento che Veronica Simeoni \u00e8 una cantante tecnicamente sicura che affronta il ruolo senza difficolt\u00e0 e con le risorse necessarie ad ottenere la ricchezza e la variet\u00e0 dinamica e di colori necessaria.<br \/>\nLa sua aria \u201cO mon Fernand\u201d \u00e8 un\u2019ottima esecuzione, dolcissima, con un tono sospeso molto poetico, nella seguente cabaletta, pur eseguita correttamente, non avrebbe guastato maggior mordente dato da uno strumento pi\u00f9 sonoro e massiccio, come in qualche altro passaggio pi\u00f9 concitato; si tratta comunque nel complesso di una notevole Leonore.<br \/>\nOsservazioni simili si possono fare per <strong>Celso Albelo<\/strong> che, senza tentare di snaturare il suo strumento lirico-leggero, ma anzi sfruttandone la dolcezza e la morbidezza, inquadra Fernand nella vocalit\u00e0 tenorile francese \u201cdi grazia\u201d. Albelo possiede tutte le note di un ruolo dalla tessitura abbastanza impervia, gli<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-large wp-image-92182\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/4-256x384.jpg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/4-256x384.jpg 256w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/4-133x200.jpg 133w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/4-100x150.jpg 100w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/4.jpg 341w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><\/a> acuti sono raggiunti senza alcuna tensione, il volume e lo squillo sono limitati, ma ammirevole \u00e8 la capacit\u00e0 di smorzare il suono con perfette filature, che conferiscono il giusto tono estatico al personaggio giovane e idealista. Il suo \u00e8 un Fernand amoroso, fiero all\u2019occorrenza, non cos\u00ec sferzante e perentorio come qualche pagina farebbe desiderare, ad esempio la scena conclusiva dell\u2019Atto III nella quale \u00e8 mancata qualche scintilla che gli consentisse di sovrastare coro e orchestra, ma la sua prova in conclusione \u00e8 nettamente positiva. \u00c8 un peccato che un\u2019eccessiva nasalit\u00e0 tolga fascino al suo timbro.<br \/>\nIl baritono <strong>Mattia Olivieri<\/strong> offre una piacevolissima sorpresa, bench\u00e9 molto giovane, appare vocalmente maturo, in possesso di una voce calda e piuttosto scura, dal timbro rotondo e nobile. Entra in maniera convincente nel personaggio, al quale conferisce la giusta autorevolezza: sa essere appassionato e poetico nella sua aria \u201cLeonore,Viens!\u201d seguita da una cabaletta vibrante; ancora pi\u00f9 notevole \u00e8 l\u2019esecuzione dell\u2019aria \u201cPour tant d\u2019amour\u201d, nella quale sa fondere la magnanimit\u00e0 esteriore con un accento a tratti sarcastico e sprezzante, che illustra perfettamente la situazione ambigua del sovrano che deve cedere di fronte alla ragion di stato, pur essendo intimamente tanto addolorato quanto contrariato, senza poterlo mostrare. Se la pronuncia francese non \u00e8 sempre perfetta \u2013 cosa che lo accomuna ai suoi compagni di scena \u2013 \u00e8 notevole la sua assimilazione dello stile di canto francese e la sua capacit\u00e0 di entrare nei panni del baritono <em>grand seigneur<\/em> ottocentesco, dall\u2019emissione sempre compatta e morbida e dall\u2019espressione forbita.<br \/>\n<strong>Ugo Guagliardo<\/strong> interpreta con correttezza il personaggio di Balthazar; la sua voce piuttosto chiara e non particolarmente sonora nel registro grave, dall\u2019emissione levigata e gentile, lo rende efficace nei momenti in cui il suo canto deve essere paterno e affettuoso, molto meno nelle scene in cui dovrebbero emergere la solennit\u00e0 sacerdotale e un\u2019autorit\u00e0 a tratti terribile.<br \/>\n<strong>Manuel Amati<\/strong>, tenore ventenne, si disimpegna bene nel ruolo di Don Gaspar, quantitativamente piccolo, ma drammaturgicamente essenziale; ha una voce piccola e dal timbro aguzzo, che per\u00f2 corre bene in sala. Buona vocalmente e scenicamente \u00e8 la Ines di <strong>Francesca Longari<\/strong>, anche lei molto giovane, ma non nuova sulle scene del Teatro del Maggio. Corretto \u00e8 nel suo piccolo ruolo <strong>Leonardo Sgroi<\/strong>. Al termine tutti gli interpreti vengono calorosamente applauditi, in particolare il direttore Fabio Luisi, e il direttore del coro Lorenzo Fratini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Stagione 2017-2018 \u201cLA FAVORITE\u201d Opera in quattro atti di Alphonse Royer, Gustave Va\u00ebz, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":497,"featured_media":92176,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[20080,1295,6004,1683,15953,238,20081,9351,9195,4671,15889,4127,145,6642,2381,4659],"class_list":["post-92175","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-ariel-garcia-valdes","tag-celso-albelo","tag-dominique-borrini","tag-fabio-luisi","tag-francesca-longari","tag-gaetano-donizetti","tag-jean-piere-vergier","tag-la-favorite","tag-leonardo-sgroi","tag-lorenzo-fratini","tag-manuel-amati","tag-mattia-olivieri","tag-opera-lirica","tag-teatro-del-maggio-musicale-fiorentino","tag-ugo-guagliardo","tag-veronica-simeoni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92175","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/497"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=92175"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92175\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92179,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92175\/revisions\/92179"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/92176"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92175"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=92175"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92175"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}