{"id":92272,"date":"2018-03-19T19:34:57","date_gmt":"2018-03-19T18:34:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=92272"},"modified":"2018-03-20T13:00:43","modified_gmt":"2018-03-20T12:00:43","slug":"aida-al-teatro-real-di-madrid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/aida-al-teatro-real-di-madrid\/","title":{"rendered":"\u201cAida\u201d al Teatro Real di Madrid"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Madrid, Teatro Real, Temporada 2017-2018<\/em><br \/>\n<strong>\u201cAIDA\u201d<\/strong><br \/>\nOpera in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni, basato su di un argomento di Auguste Mariette e Camille du Locle.<br \/>\nMusica <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Il Re<\/em> SOLOMAN HOWARD<br \/>\n<em>Amneris<\/em> VIOLETA URMANA<br \/>\n<em>Aida<\/em> LIUDMYLA MONASTYRSKA<br \/>\n<em>Radam\u00e8s<\/em> GREGORY KUNDE<br \/>\n<em>Ramfis<\/em> ROBERTO TAGLIAVINI<br \/>\n<em>Amonasro<\/em> GABRIELE VIVIANI<br \/>\n<em>Sacerdotessa<\/em> SANDRA PASTRANA<br \/>\n<em>Messaggero<\/em> FABI\u00c1N LARA<br \/>\n<strong>Coro y Orquesta Titular del Teatro Real<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Nicola Luisotti<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Andr\u00e9s M\u00e1spero<\/strong><br \/>\nRegia, scene e costumi <strong>Hugo de Ana<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Vinicio Cheli<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Leda Lojodice<\/strong><br \/>\nNuova produzione del Teatro Real, in coproduzione con la Lyric Opera di Chicago e il Teatro Municipal di Santiago de Chile, basata sulla produzione originale del Teatro Real del 1998<br \/>\n<em>Madrid, 16 marzo 2018<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-92285 \" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-13.jpg\" alt=\"\" width=\"482\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-13.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-13-290x163.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-13-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 482px) 100vw, 482px\" \/>In una stagione celebrativa come quella per il bicentenario del Teatro Real di Madrid non poteva mancare un\u2019<em>Aida<\/em> (originalmente incorniciata tra <em>Street scene<\/em> di Weill e <em>Gloriana<\/em> di Britten), che oltre tutto richiamasse la storia pi\u00f9 recente del teatro; si tratta infatti della versione rinnovata dell\u2019<em>Aida<\/em> che nel 1998 <strong>Hugo de Ana<\/strong> allest\u00ec per la stagione di riapertura del Real dopo molti anni di restauro. Ora &#8211; assicura lo stesso regista &#8211; di quella produzione resta soprattutto il profilo stilistico, ma lo spettacolo \u00e8 del tutto diverso; senza dubbio il ripensamento e le nuove riflessioni insistono sulla differenziazione dei quadri, delle situazioni e delle ambientazioni, ancor pi\u00f9 che sui caratteri individuali. La direzione del Real ha investito molto anche nelle voci: tre compagnie si alternano per disimpegnare le diciassette recite previste. Il primo <em>cast<\/em> raggruppa nomi illustri, ben collaudati e pluripremiati, tutti specialisti della loro parte; ma l\u2019esito propriamente musicale, seppure in un clima di grande successo, resta inferiore <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-92283 \" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-11.jpg\" alt=\"\" width=\"494\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-11.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-11-290x163.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-11-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 494px) 100vw, 494px\" \/>a quello visivo. <strong>Gli artefici <\/strong>dell\u2019esecuzione, direttore d\u2019orchestra e regista, paiono confermare un giudizio gravido di conseguenze pratiche: che <em>Aida<\/em> sia l\u2019opera ottocentesca <em>par <\/em><em>excellence<\/em>, monumentale, fastosa, fiabesca e guerriera, raggrumata attorno a qualunque iconografia che &#8211; pi\u00f9 o meno plausibilmente &#8211; possa richiamare l\u2019antico Egitto (e non importa di quale dinastia: l\u2019importante \u00e8 che la vista dello spettatore induca a pensare \u00aball\u2019epoca della potenza dei Faraoni\u00bb, come avverte Ghislanzoni in apertura di libretto). Abbracciata questa causa, non ci si meraviglia che l\u2019apparato scenografico sia tutto un fluire di oggetti, sempre pi\u00f9 ingombranti, fino al secondo quadro del II atto, quando devono vedersi \u00abi carri di guerra, le insegne, i vasi sacri, le statue degli Dei\u00bb (ancora il librettista, in una didascalia della scena del trionfo). Il regista vi aggiunge una foresta di lance, scudi, archi e frecce ad accompagnare ciascun momento corale; in cui sfilano guerrieri nubiani, arcieri sciti, schiavi etiopi, sacerdoti egizi, gruppi di donne e uomini del popolo; un\u2019abbondante profusione di glutei e seni colorati si riversa su palcoscenico, all\u2019ombra di obelischi e di piramidi.<br \/>\n<strong>Nicola Luisotti<\/strong> si impegna per porgere un suono orchestrale massiccio e imponente, sebbene non sempre riesca a mantenere i necessari equilibri; nella scena del trionfo, per esempio, qualche sfasatura tra orchestra e coro guasta un po\u2019 l\u2019effetto complessivo. I tempi sono per lo pi\u00f9 pacati, salvo qualche clausola accelerata troppo bruscamente; Luisotti tralascia, del resto, anche la possibilit\u00e0 di far percepire le differenze nell\u2019impostazione sonora tra i primi due atti e i successivi: nelle atmosfere notturne del III, nella scena del giudizio e in quella finale della tumulazione dei due amanti, i volumi orchestrali restano sempre fragorosi, disattendendo molte delle indicazioni agogiche verdiane. In sintesi, la tromba e il timpano prevalgono quasi sempre sul violoncello e il flauto.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-92279 size-full\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-7.jpg\" alt=\"\" width=\"393\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-7.jpg 393w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-7-154x200.jpg 154w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-7-295x384.jpg 295w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-7-115x150.jpg 115w\" sizes=\"auto, (max-width: 393px) 100vw, 393px\" \/>Vieppi\u00f9 affezionato e impegnato nelle stagioni del Teatro Real, <strong>Gregoy Kunde<\/strong> \u00e8 un Radam\u00e8s pienamente affidabile sul piano vocale (a parte l\u2019incipiente debolezza nell\u2019emissione delle note basse). Il suo \u00abCeleste Aida\u00bb procede con ritmo un po\u2019 lento e con qualche armonico in meno rispetto al passato (questo fa s\u00ec che le sezioni del registro risultino pi\u00f9 differenziate); la zona delle note acute, per\u00f2, \u00e8 sempre squillante e solida: con i suoi sessantaquattro anni appena compiuti, <strong>Kunde \u00e8 ancora capace di smorzare in gola la puntatura finale della cavatina e di alleggerire il suono ogni qualvolta lo ritenga opportuno per l\u2019interpretazione<\/strong>. Per l\u2019appunto: il Radam\u00e8s che egli profila non \u00e8 n\u00e9 concitato n\u00e9 manierato; conserva quella stilizzazione tipica dei personaggi rossiniani a cui il tenore \u00e8 sempre rimasto fedele, che tutto dicono con il canto e con il fraseggio (non c\u2019\u00e8 bisogno di altro, del resto, quando un grande cantante deve intonare parole come \u00abMortal giammai n\u00e9 Dio \/ arse d\u2019amor al par del mio possente\u00bb). Anche <strong>Violeta Urmana<\/strong> sa alleggerire l\u2019emissione e restituire un\u2019Amneris efficace; il suo registro basso, per\u00f2, accusa ormai i segni di un deterioramento che dovrebbe sconsigliarle di accettare ancora questo ruolo (ben diverso da quello della Principessa Eboli sostenuto a Valencia lo scorso dicembre). Decisamente deludente la Aida di <strong>Liudmyla Monastyrska<\/strong>, irriconoscibile rispetto a qualche anno fa: l\u2019emissione \u00e8 gridata, la linea di canto aggressiva, la dizione e il fraseggio assenti, il parlato ricorrente nel registro basso, nessuna grazia o <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-92277 size-full\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-5.jpg\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-5.jpg 361w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-5-141x200.jpg 141w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-5-271x384.jpg 271w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-5-106x150.jpg 106w\" sizes=\"auto, (max-width: 361px) 100vw, 361px\" \/>capacit\u00e0 di sfumare il suono. L\u2019impressione complessiva \u00e8 che non le interessi per nulla il dramma del personaggio, visto che si limita a emettere fiati a tutta potenza, indipendentemente da qualunque risultato qualitativo. Tutta la scena di \u00abRitorna vincitor!\u00bb si chiude senza che neppure un applauso risuoni all\u2019indirizzo della cantante. Antoine G\u00f3lea, nei suoi <em>Entretiens avec Wieland Wagner<\/em>, disse che l\u2019amore di Aida per Radam\u00e8s \u00e8 puramente spirituale, e che questo determina la risposta di sacrificio e totale dedizione dell\u2019eroe; ebbene, ad ascoltare questa interprete dell\u2019opera forse non si sarebbe giunti a una conclusione tanto sublime. Se nell\u2019acuto la Urmana tende al grido, la Monastyrska tende all\u2019effetto truccato della filatura di voce, emessa senza troppi riguardi di stile (sar\u00e0 bene ripeterlo: del terzetto protagonista il solo a porgere un registro alto con onest\u00e0 di mezzi e con tecnica soddisfacente \u00e8 Kunde). <strong>Gabriele Viviani<\/strong> \u00e8 un Amonasro dalla voce generosa, capace di accattivarsi la simpatia e l\u2019apprezzamento del pubblico con una recitazione enfatica e con messe di voce tenute a lungo (prevedibile, ma sempre emozionante, la frase \u00abdei faraoni tu sei la schiava\u00bb, al culmine del duetto del III atto). Buono il Ramfis di <strong>Roberto Tagliavini<\/strong> e ottimo il Re di <strong>Soloman Howard<\/strong>, basso statunitense dalla cavata notevole e dalle risonanze pregevoli; professionali e corretti la Sacerdotessa di <strong>Sandra Pastrana<\/strong> e il Messaggero di <strong>Fabi\u00e1n Lara<\/strong>. Il <strong>Coro del Teatro Real<\/strong> preparato da <strong>Andr\u00e9s M\u00e1spero<\/strong> si rivela sempre all\u2019altezza della situazione, sebbene questa volta l\u2019interazione con l\u2019orchestra non sia sempre impeccabile.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-92276 size-full\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-4.jpg\" alt=\"\" width=\"343\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-4.jpg 343w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-4-134x200.jpg 134w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-4-257x384.jpg 257w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-4-100x150.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 343px) 100vw, 343px\" \/><strong>Lo spettacolo di Hugo de Ana<\/strong> \u00e8 complesso, non soltanto per quanto riguarda l\u2019organizzazione scenografica e cinetica: da un lato tende a enfatizzare ogni momento con i mezzi pi\u00f9 tipici (movimenti scenici, gioco di luci, grandi masse), dall\u2019altro <strong>ambisce smaterializzare la monumentalit\u00e0 di <em>Aida<\/em>, esaltando la dimensione evocativa dei suoi svariati simboli per mezzo di videoproiezioni ed effetti di dissolvenza<\/strong>. A differenza di altri registi, forse costretti a cimentarsi con questo titolo, de Ana non ricerca alcun tipo di realismo, perch\u00e9 sa perfettamente che la dimensione realistica non potrebbe essere pi\u00f9 lontana dall\u2019opera di Verdi e dal libretto di Ghislanzoni; altrimenti, quale sarebbe la ragione sensata di porre al centro della scena del trionfo la gradinata di una piramide in rovina (che assomiglia molto pi\u00f9 alla cavea di un teatro greco) e un faraone di Egitto arrampicato sulla met\u00e0 dell\u2019elevato? La finalit\u00e0 di tali scelte \u00e8 puramente pratica, funzionale alla musica, giacch\u00e9 colloca il coro dei sacerdoti e le trombe soliste in alto, su pi\u00f9 livelli della rampa praticabile, concedendo lo spazio del proscenio ai movimenti coreografici. A ogni cambio di scena o di prospettiva l\u2019elemento della piramide, che riassume contemporaneamente monumentalit\u00e0 e morte, incombe come effetto di ombra o di luce; in occasione del terzetto del I atto, per esempio, l\u2019atmosfera si oscura e il triangolo violaceo di una piramide rovesciata si profila sopra i protagonisti del dramma (l\u2019insistenza sull\u2019architettura e sulla sovrabbondanza di spazi pieni deriva ancora una volta dal libretto di Ghislanzoni: la didascalia che introduce il I atto prescrive \u00abuna colonnata con statue [&#8230;] i tempii, i palazzi di Menfi e le Piramidi\u00bb). <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-92281 size-full\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-9.jpg\" alt=\"\" width=\"356\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-9.jpg 356w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-9-139x200.jpg 139w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-9-267x384.jpg 267w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-9-104x150.jpg 104w\" sizes=\"auto, (max-width: 356px) 100vw, 356px\" \/><strong>De Ana cura regia, scene e costumi, rivelandosi sempre molto attento in tema di vestiario<\/strong>: i contrasti di colore della scena del trionfo sono magnifici, e una delle ragioni principali del successo dei movimenti delle masse risiede appunto negli accostamenti cromatici; quando la grande piramide che fa da sfondo avanza rapidamente verso il pubblico e concentra tutti i figuranti in uno spazio ridotto e stratificato, il vivido rapporto tra i colori si impone in modo ancora pi\u00f9 evidente. <strong>I momenti pi\u00f9 deboli dello spettacolo sono quelli coreografici, perch\u00e9 incongrui rispetto all\u2019idea rappresentativa con cui il regista lo ha rivestito. In una <em>pi\u00e8ce<\/em> che tanto ha da raccontare e da cui possono rampollare tante invenzioni (Zeffirelli cre\u00f2 nella sua ultima <em>Aida<\/em> addirittura un nuovo personaggio danzante &#8230;) i balletti di Leda Lojodice non sono sorretti da alcun intento narrativo e neppure affidati all\u2019astrazione: sono puramente decorativi (o peggio ancora riempitivi)<\/strong>. Nella scena della consacrazione di Radam\u00e8s i figuranti iniziano a srotolare candide bende con cui si avvolgono il corpo, come per trasformarsi in mummie; nel II atto il gruppo maschile e quello femminile si affrontano con <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-92273 \" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-1.jpg\" alt=\"\" width=\"465\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-1.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-1-278x200.jpg 278w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Madrid-Teatro-Real-16-III-2018-Aida-1-150x108.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 465px) 100vw, 465px\" \/>movenze alquanto triviali e un erotismo da discoteca, senza che si comprenda alcunch\u00e9. Forse tale vuotezza di messaggio \u00e8 la conseguenza di non aver scritturato una coppia di <em>\u00e9toiles<\/em> (come si fa abitualmente per riflettere anche sulla danza il dissidio amoroso dei personaggi principali) e aver affidato tutta l\u2019espressivit\u00e0 coreografica all\u2019intero corpo di ballo. Comunque sia, <em>Aida<\/em> trionfa nel giudizio e nella reazione entusiasta del pubblico di Madrid; neppure questo deve stupire, dal momento che l\u2019ineffabile perfezione del linguaggio musicale verdiano recupera e cancella qualunque <em>d\u00e9faillance<\/em> delle altre forme di comunicazione. \u00a0\u00a0<em>Foto Javier del Real \u00a9 Teatro Real<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Madrid, Teatro Real, Temporada 2017-2018 \u201cAIDA\u201d Opera in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni, basato su di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":92284,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[13679,20130,20129,1694,153,382,5215,11310,4853,1069,145,4308,1460,20128,11017,10199,119],"class_list":["post-92272","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-andres-maspero","tag-coro-y-orquesta-titular-del-teatro-real","tag-fabian-lara","tag-gabriele-viviani","tag-giuseppe-verdi","tag-gregory-kunde","tag-hugo-de-ana","tag-leda-lojodice","tag-liudmyla-monastyrska","tag-nicola-luisotti","tag-opera-lirica","tag-roberto-tagliavini","tag-sandra-pastrana","tag-solomon-howard","tag-teatro-real-de-madrid","tag-vinicio-cheli","tag-violeta-urmana"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92272","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=92272"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92272\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92292,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92272\/revisions\/92292"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/92284"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92272"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=92272"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92272"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}