{"id":92290,"date":"2018-03-20T01:07:34","date_gmt":"2018-03-20T00:07:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=92290"},"modified":"2018-03-20T01:07:34","modified_gmt":"2018-03-20T00:07:34","slug":"venezia-palazzetto-bru-zane-il-duo-i-giardini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-palazzetto-bru-zane-il-duo-i-giardini\/","title":{"rendered":"Venezia, Palazzetto Bru Zane: il duo \u201cI Giardini\u201d"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Palazzetto Bru Zane, Stagione 2017-2018<br \/>\n<\/em>\u201c<b>I GIARDINI\u201d<br \/>\n<\/b>Violoncello<b> Pauline Buet<br \/>\n<\/b>Pianoforte<b> David Violi<br \/>\n<\/b><i>Franz Liszt: &#8220;<\/i>La Lugubre gondole&#8221;<br \/>\n<i>Gabriel Faur\u00e9:<\/i> &#8220;Apr\u00e8s un r<span style=\"font-family: Liberation\\ Serif, Times\\ New\\ Roman, serif;\">\u00ea<\/span>ve&#8221;; &#8220;Le Palillon et la Fleur&#8221;; &#8220;Les Berceaux&#8221;<br \/>\n<i>Erik Satie:<\/i> &#8220;Je te veux&#8221;<br \/>\n<i>Fr\u00e9d\u00e9ric Chopin: <\/i>Sonate pour violoncelle et piano en sol mineur op. 65<br \/>\n<i>Venezia, 17 marzo 2018<br \/>\n<\/i><strong>Continua l\u2019attivit\u00e0 concertistica del Palazzetto Bru Zane<\/strong>, nell\u2019attesa che prenda il via il festival di primavera: quest\u2019anno lo Zefiro porter\u00e0 con s\u00e9 la musica di un sommo maestro francese, Charles Gounod, di cui sar\u00e0 delineato \u2013 dal 7 aprile al 5 maggio \u2013 un ritratto pi\u00f9 completo e articolato rispetto a quello comunemente diffuso. Un altro appuntamento da non mancare. Nel frattempo, nella deliziosa sala dei concerti del palazzetto veneziano, si \u00e8 svolto un ultimo concerto \u201cfuori festival\u201d, peraltro sotto il segno dell\u2019imprevisto: doveva esibirsi il Duo Urba, con musiche di Lalo e Magnard, senonch\u00e9 un\u2019improvvisa indisposizione di uno dei due musicisti ha mandato a monte lo spettacolo previsto. Al suo posto, con un tempismo davvero encomiabile, \u00e8 stato organizzato un nuovo concerto, grazie alla disponibilit\u00e0 del duo I Giardini \u2013 gi\u00e0 fattosi apprezzare dal pubblico del Bru Zane in precedenti occasioni \u2013, che ha proposto un programma composto da titoli non solo francesi.<br \/>\n<strong>La bravura di questi due solisti<\/strong> si \u00e8 subito imposta con autorevolezza nella <strong><i>Lugubre gondole<\/i> di Liszt<\/strong> \u2013 dove si evoca tristemente una gondola, che scivola lentamente sull\u2019acqua, trasportando un feretro \u2013, un pezzo straordinario e lungimirante, come molti appartenenti all\u2019ultima fase creativa del grande compositore ungherese, di cui \u00e8 stata evidenziata \u2013 con padronanza tecnica e propriet\u00e0 stilistica \u2013 la grande intensit\u00e0 emotiva, veicolata da una scrittura armonica particolarmente densa ed audace \u2013 con incursioni nell&#8217;atonalit\u00e0 e nella politonalit\u00e0 \u2013, che guarda al preludio del <i>Tristano<\/i>. Del resto questa pagina \u2013 di cui esistono varie versioni: per pianoforte, violino e pianoforte e violoncello e pianoforte \u2013 \u00e8 intimamente legata a Wagner, essendo stata concepita a Venezia pochi mesi prima che la morte cogliesse il Maestro di Lipsia a Ca\u2019 Vendramin Calergi (il 13 febbraio 1883).<br \/>\nAnalogamente suggestiva \u00e8 stata l\u2019esecuzione delle<strong> tre <i>m\u00e9lodies<\/i> di Faur\u00e9<\/strong>, opportunamente trascritte. In <strong><i>Apr\u00e8s un r\u00eave<\/i><\/strong>, la <i>m\u00e9lodie<\/i> pi\u00f9 famosa dell\u2019autore francese, su testo di Romain Bussine, pubblicata nel 1878 \u2013 dove l\u2019io lirico vagheggia l\u2019amata, cos\u00ec come gli era apparsa in un sogno \u2013 l\u2019accompagnamento del pianoforte ha sostenuto con garbo e leggerezza la linea , opportunamente sognante e languida, del violoncello, dal suono armonioso. Suggestive anche le altre due romanze: <strong><i>Le Papillon et la Fleur<\/i><\/strong>, da Hugo, risalente agli inizi della carriera del compositore, pubblicata nel 1869, dalla scrittura piuttosto semplice \u2013, in cui un fiore, invidioso della libert\u00e0 di volare, langue d\u2019amore per una farfalla \u2013, e <strong><i>Les Berceaux<\/i><\/strong> (1879) su versi di Sully Prudhomme \u2013 fondata su giochi di parole e analogie tra \u201cvaisseaux\u201d e \u201cberceaux\u201d \u2013, dove la melodia da intima, nel momento in cui evoca il dolce dondolare della culla, si fa esacerbata (cosa rara in Faur\u00e9), allorch\u00e9 esprime la tragica condizione della gente di mare.<br \/>\n<strong>Lo spirito del Cabaret, di cui Satie era un protagonista, \u00e8 emerso in <i>Je te veux <\/i><\/strong>(anno di pubblicazione: 1903), \u201cvalse chant\u00e9e\u201d, scritta per la cantante e attrice Paulette Darty, su un testo di Henry Pacory, dove il desiderio di unirsi alla persona amata si esprime attraverso una melodia incredibilmente semplice ma incisiva, in \u00be, che viene ripetuta per tutto il brano.<br \/>\nOvviamente le doti interpretative del duo I Giardini si sono potute apprezzare compiutamente nel pezzo pi\u00f9 impegnativo in programma: <strong>la Sonata per violoncello e pianoforte op. 65 di Chopin<\/strong>. Nel catalogo del musicista polacco si trovano prevalentemente composizioni per pianoforte solo, o per pianoforte e orchestra. La produzione cameristica conta appena cinque numeri d\u2019opera: tra questi lavori soltanto la Sonata op.65 \u2013 dedicata al violoncellista Auguste Franchomme, grande amico del compositore polacco \u2013 \u00e8 nata nella fase di piena maturit\u00e0 e di pi\u00f9 alta espressivit\u00e0, intorno al 1847, pur tra ripensamenti e rifacimenti, probabilmente dovuti alla reiterata ricerca del giusto bilanciamento tra i due strumenti. Essi intrecciano un dialogo, nel quale peraltro la parte pianistica \u00e8 generalmente ritenuta, a torto o a ragione, preponderante \u2013 soprattutto nel primo e nell\u2019ultimo tempo \u2013 su quella del violoncello, diversamente da quanto avviene nelle analoghe nelle Sonate di Beethoven e, ancor di pi\u00f9, in quelle di Brahms, dove i due strumenti sono trattati alla pari. Nondimeno, per quanto attiene all\u2019esecuzione, di cui ci occupiamo, il violoncello di Pauline Buet si \u00e8 messo diffusamente in luce \u2013 per profondit\u00e0 interpretativa e ricchezza di colori \u2013, tenendo validamente testa all\u2019altrettanto variegata espressivit\u00e0 del pianoforte di David Violi. Nell&#8217;<i>Allegro moderato <\/i>del primo tempo il pianista ha affrontato, con destrezza e sensibilit\u00e0, la densit\u00e0 della scrittura, facendo altres\u00ec emergere la chiara linea melodica, ma certamente la violoncellista non gli \u00e8 stata da meno. Successivamente, i due strumenti hanno brillato di pari luce nello <i>Scherzo<\/i> (lo strumento ad arco, in particolare nel <i>Trio<\/i>), come nel <i>Largo<\/i>, dove il violoncello intona un canto di struggente lirismo, che passa poi al pianoforte. Nel <i>Finale<\/i> Violi, ancora perfettamente corrisposto da Pauline Buet, ha sfoggiato tutta la sua maestria in passaggi carichi di energia e tecnicamente ardui. Applausi fragorosi e reiterai. Un <i>bis<\/i> abbastanza fuori dagli schemi: la canzone \u201cDis, quand reviendra-tu?\u201d, parole e musica di Barbara, offerta con accento delicato dalla voce di Pauline Buet.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Palazzetto Bru Zane, Stagione 2017-2018 \u201cI GIARDINI\u201d Violoncello Pauline Buet Pianoforte David Violi Franz Liszt: &#8220;La Lugubre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":92291,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,10738,13212,352,3704,5142,19577,17581,18592],"class_list":["post-92290","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-david-violi","tag-erik-satie","tag-franz-liszt","tag-friedrik-chopin","tag-gabriel-faure","tag-i-giardini","tag-palazzetto-bru-zane-di-venezia","tag-pauline-buet"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92290","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=92290"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92290\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/92291"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92290"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=92290"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}