{"id":92345,"date":"2018-04-02T01:36:42","date_gmt":"2018-04-01T23:36:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=92345"},"modified":"2022-08-26T21:50:59","modified_gmt":"2022-08-26T19:50:59","slug":"ricordando-claude-debussy-1862-1918-a-100-anni-dalla-morte-ii-alcuni-lavori-sinfonici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/ricordando-claude-debussy-1862-1918-a-100-anni-dalla-morte-ii-alcuni-lavori-sinfonici\/","title":{"rendered":"Ricordando Claude Debussy (1862 \u2013 1918) II: Alcuni lavori sinfonici"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Claude Debussy <\/span><\/strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">(22 agosto 1862- 25 marzo 1918).<\/span><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><br \/>\nA 160 anni dalla nascita del compositore<br \/>\n<\/span>Pr\u00e9lude \u00e0 l\u2019apr\u00e8s-midi d\u2019un faune (Preludio al \u201cMeriggio d\u2019un fauno\u201d)<br \/>\n<\/strong><\/em>Durata: 12\u2019ca<br \/>\n\u201cAbitavo allora in un piccolo appartamento arredato della Rue de Londre\u2026 <strong>Mallarm\u00e9<\/strong> entr\u00f2 con la sua aria profetica, ravvolto nel suo plaid scozzese. Dopo averlo ascoltato, rimase in silenzio per lungo tempo; poi disse: \u00abNon mi sarei mai aspettato alcunch\u00e9 di simile. Questa musica ravviva l\u2019emozione della mia poesia e le d\u00e0 uno sfondo pi\u00f9 caldo di colore\u00bb. Ed ecco i versi che Mallarm\u00e9 mi mand\u00f2 dopo la prima esecuzione:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Silvano di primo respiro,<br \/>\nSe il tuo flauto \u00e8 riuscito<br \/>\nTu ascolta tutta la luc<br \/>\nChe vi soffier\u00e0 Debussy\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In questa lettera, indirizzata a G. Jean-Aubry<\/strong> <strong>il \u00a025 marzo 1910<\/strong>, Debussy ricordava ancora con orgoglio l\u2019apprezzamento di Mallarm\u00e9 sul suo <strong><em>Pr\u00e9lude \u00e0 l\u2019apr\u00e8s-midi d\u2019un faune<\/em><\/strong>; questo giudizio, certo pi\u00f9 valido rispetto alla tiepida accoglienza tributata sia dal pubblico che dalla critica in occasione della prima esecuzione avvenuta il<strong> 22 dicembre 1894 alla Soci\u00e9t\u00e9 Nationale di Parigi<\/strong> sotto la direzione di <strong>Gustave Doret<\/strong>, evidenzia proprio i pregi musicali di questo lavoro riconosciuti anche da insigni musicisti tra cui merita di essere ricordato, per la sua obbiettivit\u00e0, Ignace Philipp, maestro di pianoforte, che sulle colonne del <em>Menestrel<\/em> aveva scritto:<br \/>\n\u201cIl <em>Pr\u00e9lude \u00e0 l\u2019Apr\u00e8s-midi d\u2019un faune<\/em> del signor Debussy \u00e8 finemente e delicatamente orchestrato; ma vi si cerca invano il cuore e la forza. \u00c8 prezioso, sottile e indefinito nello stesso modo del lavoro del signor Mallarm\u00e9\u201d.<br \/>\n<strong>Il cuore \u00e8 assente perch\u00e9 a Debussy interessava ricostruire l\u2019atmosfera e la luce dell\u2019egloga di Mallarm\u00e9<\/strong>, pubblicata nel 1876, attraverso i colori orchestrali, il cui prezioso utilizzo era stato esplicitamente riconosciuto anche dal critico del <em>Menestrel<\/em>. <strong>Il progetto originario<\/strong>, diretto ad un\u2019utilizzazione pi\u00f9 efficace del poemetto di Mallarm\u00e8, era pi\u00f9 articolato in quanto prevedeva che la composizione comprendesse tre brani, un <em>Pr\u00e9lude<\/em>, un <em>Interlude<\/em> ed una <em>paraphrase finale<\/em>, come lo stesso compositore aveva annunciato nel programma\u00a0 di un concerto che si sarebbe dovuto tenere a Bruxelles il 1\u00b0 marzo 1894. Debussy abbandon\u00f2 presto tale progetto e si limit\u00f2 a completare solo il <em>Preludio<\/em>, utilizzando, in seguito, gli abbozzi per l\u2019<em>Interludio <\/em>e la <em>Parafrasi<\/em><em> finale <\/em>in altre composizioni.<br \/>\n<strong>Dal punto di vista formale il <em>Pr\u00e9lude<\/em><\/strong> presenta uno sviluppo abbastanza libero che solo in parte segue l\u2019egloga di Mallarm\u00e8, pur richiamandone le immagini iniziali, e mira ad evocare l\u2019atmosfera di vago languore perfettamente introdotta con rara efficacia dal celebre tema del flauto che si distingue per il caratteristico e sensuale cromatismo, prima, discendente, e, poi, ascendente. Soltanto nella parte iniziale la corrispondenza tra il testo poetico e la musica \u00e8, quindi, perfetta, in quanto il tema, affidato al flauto, rende in modo efficace il risveglio del fauno il cui sogno era stato allietato dalla vista di due belle ninfe; il fauno si abbandona al piacere del suono del flauto e con la sua melodia evoca quelle immagini su un accompagnamento degli archi che sottolinea e sostiene l\u2019atmosfera sensuale di tutto il poema. Da questo momento in poi la musica sembra esprimere soltanto le sensazioni provate dal fauno attraverso un gioco di luci e di colori dei quali il compositore si serv\u00ec con impareggiabile maestria ricorrendo alla sua ricca tavolozza orchestrale.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/EvnRC7tSX50\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><strong><em>Ib\u00e9ria<\/em>, da <em>Images (Immagini) <\/em>per orchestra<br \/>\n<\/strong>Par les rues et par les chemins (Per le vie e per le strade)<br \/>\nLes parfums de la nuit (I profumi della notte)<br \/>\nLe matin d\u2019un jour de f\u00eate (Il mattino di un giorno di festa)<br \/>\nDurata: 22\u2019ca<br \/>\n\u201cClaude Debussy scrisse musica spagnola senza conoscere la Spagna, cio\u00e8 senza conoscere la terra spagnola, che \u00e8 una cosa diversa. Conobbe la Spagna dalle sue letture, dai quadri, dalle canzoni, e dai balletti con canzoni danzate da veri ballerini spagnoli\u201d.<br \/>\n<strong>Questo breve, quanto icastico giudizio del compositore spagnolo Manuel De Falla<\/strong> descrive efficacemente il rapporto di Debussy con la Spagna, nazione che il compositore francese non conobbe mai direttamente non avendovi mai soggiornato a lungo. La conoscenza della Spagna, da parte di Debussy, \u00e8 limitata, infatti, a una brevissima visita, di un solo pomeriggio, nella citt\u00e0 di San Sebasti\u00e1n, al confine con la Francia, dove assistette a una corrida senza nemmeno fermarsi per la notte, dal momento che decise di rientrare nella citt\u00e0 francese di Saint-Jean-de-Luz in tempo per la cena. Nonostante questa scarsa conoscenza del territorio spagnolo, Debussy fu sempre attratto dalla musica, dai colori e dalla cultura spagnola che avevano gi\u00e0 ispirato una sua composizione per pianoforte del 1903, <strong><em>La soir\u00e9e dans Grenade<\/em>,<\/strong> seconda delle tre <em>Estampes<\/em>, nella quale \u00e8 sorprendente come egli sia riuscito a rappresentare l\u2019Andalusia, senza averla mai vista, in un modo cos\u00ec efficace che il compositore spagnolo Manuel De Falla in <em>Homenaje<\/em>, una sua composizione per chitarra, cit\u00f2 un passo di questo brano sul quale cos\u00ec si era espresso:<br \/>\n\u201cLa natura evocativa di <em>Soir\u00e9e dans Grenade<\/em> \u00e8 proprio miracolosa se si considera che questa musica \u00e8 stata scritta da uno straniero guidato quasi interamente dal suo genio visionario\u201d.<br \/>\nPer la verit\u00e0 Debussy conosceva molto bene la musica popolare spagnola che aveva imparato ad apprezzare grazie sia allo studio delle raccolte del <strong><em>Cancionero musical popular espa\u00f1ol <\/em>\u00a0di Felipe Pedrell<\/strong>, considerato il padre della musicologia spagnola contemporanea, sia alla conoscenza di <strong>Isaac Alb\u00e9niz<\/strong> che viveva a Parigi dal 1893. Proprio la pubblicazione, tra il 1906 e il 1908, dei quattro quaderni pianistici di <em>Iberia<\/em> di Alb\u00e9niz e la contemporanea amicizia con De Falla costituirono forse, per Debussy, la fonte d\u2019ispirazione di questo grande lavoro sinfonico che costituisce la seconda sezione o, se si vuole utilizzare un termine pittorico pi\u00f9 adatto a quella fusione delle arti perfettamente raggiunta dal compositore francese, il secondo quadro dei tre che formano la struttura di <em>Images<\/em> per orchestra. Debussy cominci\u00f2 a lavorarvi dal 1906 e volle fare altrettanti omaggi a tradizioni musicali diverse e precisamente, insieme a quella spagnola di <em>Ib\u00e9ria<\/em>, a quella inglese, con <em>Gigues<\/em> che apre il ciclo, e a quella francese, con <em>Rondes de Printemps<\/em> che lo chiude.<br \/>\n<strong>Il nucleo originario di <em>Images<\/em> \u00e8 costituito proprio da <em>Ib\u00e9ria<\/em><\/strong> completata, insieme a <em>Rondes de Printemps<\/em>, nel 1909, mentre <em>Gigues<\/em> vide la luce soltanto tre anni dopo nel 1912 quando Debussy ne termin\u00f2 l\u2019orchestrazione con la collaborazione di Andr\u00e9 Caplet che diresse la prima esecuzione integrale di <em>Images<\/em> il 26 gennaio 1913 presso la Societ\u00e9 Nationale de Musique di Parigi, nota con il nome di Concerts Colonne e con sede presso il Th\u00e9\u00e2tre du Ch\u00e2telet. <em>I<strong>b\u00e9ria<\/strong><\/em><strong>, completata il giorno di Natale del 1908, fu eseguita da sola per la prima volta, il 20 febbraio 1910 sempre ai Concerts Colonne, ma sotto la direzione di Gabriel Piern\u00e9.<br \/>\n<\/strong>Dalla struttura, a sua volta, tripartita, <em>Ib\u00e9ria<\/em> costituisce il nucleo pi\u00f9 importante e la sezione pi\u00f9 estesa di <em>Images<\/em>, al punto che viene eseguita spesso da sola. Molti anni erano passati dalla <em>Soir\u00e9e de Grenade<\/em> e Debussy aveva nel frattempo maturato una concezione nuova non solo della Spagna, ma anche della sua arte, come si evince da quanto egli scrisse in una lettera a \u00c9mile Durand nello stesso periodo in cui attendeva alla composizione di <em>Images<\/em>:<br \/>\n\u201cSto cercando di fare qualche cosa di <em>diverso<\/em> \u2013 qualche cosa che possa essere chiamato realt\u00e0, ma che gli sciocchi chiamano <em>Impressionismo<\/em>, termine che \u00e8 applicato del tutto a sproposito, specialmente dai critici che non esitano ad applicarlo a Turner, il pi\u00f9 grande creatore del mistero nell\u2019arte\u201d.<br \/>\nLa Spagna con i suoi paesaggi incantevoli e con la festosa vitalit\u00e0 del suo popolo \u00e8 rappresentata con rara efficacia in <em>Ib\u00e9ria<\/em>, in cui tutte le caratteristiche della tradizione musicale spagnola trovano una perfetta quanto intensa espressione, come ebbe modo di evidenziare De Falla:<br \/>\n\u201cGli echi dei villaggi, una forma di <em>Sevillana<\/em> \u2013 il tema principale del lavoro \u2013 che sembra fluttuare in una chiara atmosfera di luce scintillante; l\u2019inebriante magia delle notti andaluse, la festosa allegria di un popolo che danza alla gioiose note di un complesso di chitarre e bandurrie\u2026 tutto questo turbina nell\u2019aria, si avvicina e si allontana, e la nostra immaginazione \u00e8 continuamente tenuta desta e abbagliata dal potere di una musica intensamente espressiva e riccamente variata\u201d.<br \/>\n<strong><em>Par les rues et par les chemins<\/em><\/strong>, primo quadretto di <em>Ib\u00e8ria<\/em>, si apre con un dissonante e luminoso accordo che introduce un ritmo di <em>Sevillana<\/em>, sul quale si innesta una sensuale melodia esposta inizialmente dal clarinetto e affidata all\u2019oboe. Il folklore spagnolo con tutta la sua tradizione piena di storia si esprime anche attraverso melodie arabeggianti, mentre le nacchere, le strappate e i pizzicati rendono perfettamente le sonorit\u00e0 di quel complesso di chitarre a cui faceva riferimento De Falla.<br \/>\nUn raffinatissimo gioco di colori, di timbri e di sonorit\u00e0 contraddistingue il secondo brano, <strong><em>Les parfums de la nuit<\/em><\/strong>, una delicatissima e incantevole pagina, nella quale i magici profumi delle notti andaluse si spandono in lento e sensuale ritmo d\u2019<em>habanera.<br \/>\n<\/em>Elementi popolari, danze, evocazioni di assoli bandistici informano, infine, l\u2019ultimo brano, <em><strong>Le matin d\u2019un jour de f\u00eat<\/strong>e<\/em>, che, secondo quanto affermato dallo stesso Debussy, sembra <em>suonare come musica non scritta<\/em>, ma che, in realt\u00e0, esprime felicemente e con una straordinaria precisione il caos gioioso di un giorno di festa.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/OB9DT80miwA\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La mer<\/em> (<em>Il mare<\/em>), tre schizzi sinfonici<br \/>\n<\/strong>De l\u2019aube \u00e0 midi sur la mer (Dall\u2019alba a mezzogiorno sul mare)<br \/>\nJeux de vagues (Giochi d\u2019onde)<br \/>\nDialogue du vent et de la mer (Dialogo del vento e del mare)<br \/>\nDurata: 25\u2019<br \/>\n<strong><em>La mer\u00a0<\/em><\/strong> ebbe una lunga gestazione perch\u00e9, cominciata in Francia nel 1903, fu completata nel 1905 durante un soggiorno del compositore francese a Eastbourne sul canale della Manica. <strong>La prima esecuzione, effettuata a Parigi il 15 ottobre 1905 presso i Concerti Lamoureux e diretta da Camille Chevillard, fu accolta freddamente dal pubblico<\/strong> che, secondo Louis Laloy, fece pagare all\u2019artista gli \u201cerrori\u201d commessi come uomo, in quanto aveva abbandonato la moglie Lily per la cantante Emma Bardac, e dai critici i cui pareri furono contrastanti. Jean Marnold lod\u00f2 la mescolanza di grandiosit\u00e0 e delicatezza e l\u2019intreccio dei brillanti colori in un tessuto polifonico affascinante e M. D. Calvacoresi, similmente, elogi\u00f2 la robustezza dei colori, la maggiore definizione delle linee, la forza dell\u2019ispirazione che costituiscono la sintesi e il chiarimento di tutte le scoperte musicali di Debussy. <strong>Viceversa Pierre Lalo, critico di \u00abLe Temps\u00bb<\/strong>, consider\u00f2 l\u2019opera poco originale e priva di qualsiasi riferimento all\u2019elemento marino; non meno critico fu il giudizio di Jean Chantavonic il quale, pur elogiando le qualit\u00e0 evocative di questo lavoro, lo trov\u00f2 superficiale e incoerente.<br \/>\nNonostante i primi giudizi poco lusinghieri, <em>La mer<\/em> conobbe ben presto un successo sicuro quanto stabile che l\u2019avrebbe collocata fra i pi\u00f9 grandi lavori orchestrali del XX secolo; fu definita, infatti, come un capolavoro di suggestioni nella sua ricca descrizione dell\u2019oceano in cui si trovano in perfetta combinazione un\u2019orchestrazione insolita e armonie impressionistiche.<br \/>\nLa critica moderna rivalut\u00f2, quindi, questi tre <em>Schizzi sinfonici<\/em>, cos\u00ec chiamati da Debussy; <strong>Jean Barraque<\/strong> defin\u00ec, infatti, <em>La mer<\/em>:<br \/>\n\u201cIl primo lavoro ad avere una forma aperta, un <em>divenire sonoro<\/em>, un processo di sviluppo in cui le numerose nozioni di esposizione e di sviluppo coesistono in un\u2019esplosione ininterrotta\u201d,<br \/>\ne <strong>Caroline Potter<\/strong> scrisse:<br \/>\n\u201cLa descrizione del mare di Debussy evita la monotonia con l\u2019uso di una moltitudine di figure d\u2019acqua che potrebbero essere classificate come onomatopee musicali: esse evocano la sensazione di un dondolante movimento di onde e suggeriscono il picchettio delle goccioline di spruzzi che cadono\u201d.<br \/>\nIndubbiamente contribu\u00ec al suo successo <strong>Arturo Toscanini<\/strong> che nel 1909 la inser\u00ec nel programma di un suo concerto dopo aver ottenuto da Debussy alcuni ritocchi alla partitura; egli l\u2019am\u00f2 a tal punto da dirigerla pi\u00f9 di ogni altra composizione nei suoi concerti tenuti in America.<br \/>\n<em>La mer <\/em>\u00e8 costituita da due potenti movimenti esterni che incorniciano un brano pi\u00f9 luminoso e pi\u00f9 veloce dall\u2019apparente forma di uno <em>scherzo<\/em>.<br \/>\nIl primo schizzo, <em><strong>De l\u2019aube \u00e0 midi sur la mer<\/strong> (Dall\u2019alba a mezzogiorno sul mare)<\/em>, descrive questa magnifica e sempre affascinante realt\u00e0 naturale attraverso un tema ondeggiante strutturato per quinte. Il mare \u00e8 rappresentato da Debussy nel suo moto ondoso e, come ha notato Edward Lockspeiser, uno dei pi\u00f9 importanti biografi del compositore francese:<br \/>\n\u201c\u00c8 significativo, bench\u00e9 questo sia solamente un punto trascurabile, che la copertina di <em>La Mer <\/em>fosse costituita dalla riproduzione di un\u2019onda del giapponese Okusai, l\u2019artista decorativo per eccellenza. Questo non vuol dire che si possano facilmente riconoscere in questa partitura, certi effetti realistici \u2013 lo scroscio delle onde contro le rocce, lo spruzzo illuminato da un raggio di sole, il gorgogliante ritirarsi delle onde \u2013 ma questi sono <em>motivi<\/em> lavorati in un gioco di modelli rappresentativi\u201d.<br \/>\nIl secondo schizzo, <em><strong>Jeux de vagues<\/strong> (Giochi d\u2019onde)<\/em>, rappresenta il movimento ondoso attraverso note ribattute che formano un tappeto su cui, a tratti, emerge o si mimetizza una melodia esposta, per la prima volta, dal corno inglese.<br \/>\nIl terzo schizzo, <em><strong>Dialogue du vent et de la mer<\/strong> (Dialogo del vento e del mare)<\/em>, si segnala per una raffinata orchestrazione e una ricerca timbrica di grande modernit\u00e0.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/SgSNgzA37To\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Claude Debussy (22 agosto 1862- 25 marzo 1918). 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