{"id":92907,"date":"2018-06-16T23:45:22","date_gmt":"2018-06-16T21:45:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=92907"},"modified":"2018-06-24T17:21:19","modified_gmt":"2018-06-24T15:21:19","slug":"gennadi-rozhdestvensky-mosca-1931-2018-in-memoriam-le-sinfonie-n-1-2-3-di-cajkovskij","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gennadi-rozhdestvensky-mosca-1931-2018-in-memoriam-le-sinfonie-n-1-2-3-di-cajkovskij\/","title":{"rendered":"In memoriam: Gennadi Rozhdestvensky (1931 &#8211; 2018), le sinfonie n. 1, 2, 3 di \u010cajkovskij"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I<span class=\"_5yl5\">l 16 giugno, all\u2019et\u00e0 di 87 anni, <\/span><\/strong><span class=\"_5yl5\">\u00e8 venuto a mancare <\/span><strong><span class=\"_5yl5\">Gennadi Rozhdestvensky,<\/span><\/strong><span class=\"_5yl5\"> uno dei pi\u00f9 grandi direttori della scuola russa. Nato a Mosca nel 1931 dal direttore e pedagogo Nikolai Anosov e dal soprano Natalya Petrovna Rozhdestvenskaya, dopo essersi diplomato in pianoforte e direzione d\u2019orchestra, esord\u00ec a 20 anni al Teatro Bol\u2019\u0161oj, del quale fu direttore stabile nel decennio compreso tra il 1965 e il 1975. Fu un grande interprete della tradizione russa e in particolar modo di \u010cajkovskij, Prokof\u2018ev e \u0160ostakovi\u010d. Per ricordarlo proponiamo le sue esecuzioni delle sinfonie di \u010cajkovskij, corredate da guide all\u2019ascolto.<\/span><br \/>\n<strong><em>P\u00ebtr Il\u2019i\u010d \u010cajkovskij <\/em><em>(Votkisnk, Urali, 1840 \u2013 Pietroburgo 1893)<br \/>\n<\/em>Sinfonia n. 1 (\u201cSogni d\u2019inverno\u201d) in sol minore op. 13<\/strong><br \/>\nSogni di un viaggio d\u2019inverno (Allegro tranquillo)<br \/>\nTerra di desolazione, terra di nebbie (Adagio cantabile ma non tanto)<br \/>\nScherzo (Allegro scherzando giocoso)<br \/>\nFinale (Andante lugubre, Allegro moderato)<br \/>\nDurata: 34\u2019ca<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DvgoaOGeemE\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fresco di diploma in composizione conseguito ad appena 25 anni presso il Conservatorio di Pietroburgo e vantando qualche piccolo successo tra cui quello ottenuto con l\u2019esecuzione dell\u2019<em>Ouverture in fa<\/em> il 9 dicembre 1865, <strong>\u010cajkovskij<\/strong> accett\u00f2 l\u2019incarico di docente di teoria musicale nel Conservatorio di Mosca appena fondato e diretto da Nikolaj Rubin\u0161tejn, fratello di Anton che era stato suo insegnante di composizione. Giunto a Mosca il 18 gennaio 1866, \u010cajkovskij, esaurito e depresso e, soprattutto, sentendosi solo in questa sua nuova esperienza, scrisse qualche giorno dopo il suo arrivo ai suoi due fratelli Anatolij e Modest:<br \/>\n\u201cComincio ad abituarmi a Mosca anche se la solitudine mi rattrista\u2026 Il mio stato di depressione migliora, ma Mosca \u00e8 ancora una citt\u00e0 estranea e lo rester\u00e0 certo a lungo prima che io possa anche solo pensare senza terrore a star qui a lungo\u201d.<br \/>\n<strong>Nonostante la grave depressione<\/strong> che aveva messo a dura prova i suoi nervi, \u010cajkovskij, che a Mosca aveva preso alloggio in una stanza dell\u2019appartamento di Nikolaj Rubin\u0161tejn, si dedic\u00f2 con impegno alla composizione rielaborando, nel mese di febbraio, la sua <em>Ouverture in fa maggiore<\/em> che fu eseguita con successo il 16 marzo, e iniziando la stesura della sua <em>Prima sinfonia in sol minore<\/em>. Per la prima volta il giovane compositore russo si accostava ad una forma complessa e di largo respiro come quella sinfonica e l\u2019impegno da lui profuso nella composizione di questa sua <em>Prima Sinfonia<\/em> min\u00f2 gravemente la sua salute nervosa. Insonnia e ansia furono le manifestazioni del disagio interiore del compositore ossessionato anche dalla paura di non riuscire a completare questo suo primo lavoro sinfonico. Con l\u2019arrivo della bella stagione e di un importante successo ottenuto con l\u2019esecuzione a Pietroburgo dell\u2019<em>Ouverture in fa maggiore<\/em> sotto la direzione di Anton Rubin\u0161tejn, la salute di \u010cajkovskij sembr\u00f2 migliorare, tanto che il compositore il 19 giugno incominci\u00f2 l\u2019orchestrazione della sinfonia. Non riusc\u00ec, per\u00f2, a completarla durante le vacanze trascorse insieme al fratello Modest nei pressi di Pietroburgo in una dacia dei Davydov, la famiglia del marito dell\u2019amata sorella Sa\u0161a. La composizione di questa <em>Sinfonia<\/em> costitu\u00ec un vero e proprio tormento per \u010cajkovskij che, nell\u2019affrontare un genere compositivo fortemente radicato nella tradizione, era diviso tra il rispetto delle regole di questa forma musicale e la sua naturale tendenza a infrangerle. Pi\u00f9 volte lo stesso \u010cajkovskij dichiar\u00f2, infatti, di mal sopportare le forme perfette che avrebbe seguito soltanto in linea generale, concedendosi qualche libert\u00e0 nei dettagli. Queste libert\u00e0 furono forse la causa delle pesanti critiche mosse alla <em>Sinfonia<\/em> da Nikolaj Zaremba, docente di teoria musicale al Conservatorio di Pietroburgo, e da Anton Rubin\u0161tejn, all\u2019esame dei quali il compositore la sottopose mentre si trovava di passaggio nella capitale della Russia zarista. Questo parere negativo scoraggi\u00f2 forse \u010cajkovskij che, una volta ritornato a Mosca, decise di accantonare per il\u00a0 momento la <em>Sinfonia<\/em> per dedicarsi alla composizione di un\u2019<em>ouverture<\/em> da eseguirsi in occasione della visita a Mosca dello Zarevi\u010d e della moglie. Completata la composizione di quest\u2019<em>ouverture<\/em>, \u010cajkovskij ultim\u00f2 anche la <em>Sinfonia<\/em> il cui <em>Scherzo<\/em> fu eseguito il 22 dicembre 1866 sotto la direzione di Nikolaj Rubin\u0161tejn in un concerto della Societ\u00e0 Russa di Musica a Mosca. Lo stesso Rubin\u0161tejn nel mese di febbraio del 1867 diresse a Pietroburgo il secondo e il terzo movimento, mentre la <em>Sinfonia<\/em> fu eseguita per la prima volta nella sua forma completa il 15 febbraio 1868 a Mosca in uno dei concerti della Societ\u00e0 Russa di Musica. Questa esecuzione fu un successo tale che colse di sorpresa lo stesso \u010cajkovskij il quale comunque rielabor\u00f2 la sinfonia per la prima edizione che fu pubblicata nel 1875, operando dei tagli al primo, al secondo e al quarto movimento. Alcune di queste parti tagliate furono riprese in una seconda edizione del 1883, che, eseguita il primo dicembre dello stesso anno a Mosca in uno dei concerti della Societ\u00e0 Russa di Musica sotto la direzione di Max Erdmannsd\u00f6rfe, non ebbe mai l\u2019approvazione di \u010cajkovskij per il quale rimase definitiva l\u2019edizione del 1875.<br \/>\nL\u2019indecisione tra il rispetto delle regole e una certa libert\u00e0 nei confronti di esse appare evidente gi\u00e0 in questa sinfonia che, pur presentando la tradizionale struttura in quattro movimenti, \u00e8 venata da quella tipica malinconia slava della quale era stato un cantore il poeta Aleksandr Sergeevi\u010d Pu\u0161kin; proprio una serie di sue liriche dedicate all\u2019inverno, nelle quali l\u2019anima dell\u2019artista, grazie a immagini icastiche, sembra identificarsi in una forma panica con la natura immobile sotto la neve dei paesaggi invernali, sembrano costituire l\u2019originaria fonte di ispirazione della <em>Sinfonia<\/em> che \u010cajkovskij intitol\u00f2 <em>Sogni d\u2019inverno.<br \/>\n<\/em><strong>Nel primo movimento,<em> Allegro tranquillo<\/em>,<\/strong> il programma del titolo, <em>Sogni durante un viaggio invernale<\/em>, che si richiama ad uno dei <em>topos <\/em>pi\u00f9 importanti della poesia di Pu\u0161kin, \u00e8 perfettamente realizzato da \u010cajkovskij nella rappresentazione delle immagini invernali secondo il tradizionale schema della forma-sonata. Al bellissimo e poetico primo tema, esposto dal flauto e dal fagotto all\u2019ottava in una scrittura che, accomunando nello stesso tempo il grave e l\u2019acuto, rappresenta efficacemente il freddo, si contrappone il secondo di carattere lirico che, affidato al clarinetto, evoca la componente fantastica del sogno. Nella ripresa \u010cajkovskij colloca i due temi in una nuova dimensione timbrica con il primo, ora affidato ai violini divisi e alle viole e il secondo al flauto e al clarinetto prima e all\u2019oboe e al fagotto dopo.<br \/>\n<strong>Anche nel secondo movimento, <em>Adagio cantabile ma non tanto<\/em><\/strong>, \u010cajkovskij segue un programma dettato dal titolo, <em>Desolato paese, brumoso paese<\/em>, che ricorda, per le sue assonanze, i versi di Pu\u0161kin. Tutto il movimento \u00e8 costruito, infatti, su un tema ripetuto quasi in modo ossessivo con piccole varianti. Dopo una breve e leggera introduzione degli archi <em>con sordina<\/em>, il tema \u00e8 esposto dall\u2019oboe a cui risponde il flauto con rapide scale, mentre i violini primi e secondi si producono in un sincopato. Nel secondo episodio, marcato nella partitura con l\u2019andamento <em>Pochissimo pi\u00f9 mosso<\/em>, la melodia \u00e8 affidata ai flauti e alle viole, protagoniste, quest\u2019ultime anche nel terzo episodio (<em>Tempo I<\/em>). Nel quarto episodio \u00e8 ripreso il tema iniziale che appare frammentato tra vari strumenti, mentre nel quinto esso si ricompone nella calda voce del clarinetto, che raddoppia i violini primi. Protagonisti del sesto episodio sono, infine, i corni che, dopo un attacco virtuosistico, eseguono la melodia. Una breve coda, costituita dalla ripresa accorciata dell\u2019introduzione, conclude il movimento.<br \/>\nDerivato dallo scherzo di una <em>Sonata in do minore<\/em> per pianoforte pubblicata postuma, <strong>il terzo movimento (<em>Allegro scherzando giocoso<\/em>)<\/strong> alterna i ritmi di due danze, quello della mazurka della prima parte strutturata su un tema armonico e quello del valzer della sezione centrale, in cui emerge una melodia di largo respiro. Come nel primo\u00a0 movimento, la ripresa ripropone il materiale musicale della prima sezione in un nuovo impasto timbrico. Molto suggestiva \u00e8 la coda nella quale i timpani in <em>pianissimo<\/em> eseguono il ritmo della mazurka, mentre gli archi riprendono il tema del valzer centrale.<br \/>\n<strong>Nell\u2019ultimo movimento<\/strong>, che segue soltanto nelle linee generali la struttura tradizionale dei Finali di sinfonia, un drammatico <em>Andante lugubre<\/em> introduce l\u2019<em>Allegro moderato<\/em> che sembra rappresentare una festa popolare in un\u2019esplosione di suoni e di colori.<br \/>\n<strong>Sinfonia n. 2 in do minore op. 17 (\u201cPiccola Russia\u201d)<br \/>\n<\/strong>Andante sostenuto, Allegro vivo<br \/>\nAndantino marziale, quasi moderato<br \/>\nScherzo (Allegro molto vivace, Trio)<br \/>\nFinale (Moderato assai, Allegro vivo)<br \/>\nDurata: 34\u2019ca<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/wWcZGbakxq0\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<strong>Della <em>Sinfonia n. 2 in do minore<\/em> intitolata <em>Piccola Russia<\/em><\/strong> \u010cajkovskij fece due versioni delle quali \u00e8 eseguita solitamente la seconda stampata da Bessel nel 1880; si pensa, infatti, che lo stesso autore distrusse la partitura della prima versione, composta quest\u2019ultima nell\u2019estate del 1872 in uno dei suoi rari periodi di serenit\u00e0 ed eseguita il 26 gennaio 1873 a Mosca sotto la direzione di Nikolaj Rubin\u0161tejn. Alcune sue parti, tuttavia, sono state utilizzate per la seconda versione, come si evince da una lettera di \u010cajkovskij del 16 gennaio 1880 indirizzata a Taneev:<br \/>\n\u201cHo riscritto il primo movimento escluse introduzione e coda che sono rimaste quelle di prima. Il primo tema dell\u2019<em>Allegro<\/em> \u00e8 nuovo, il vecchio primo tema \u00e8 diventato il secondo. Questo movimento adesso \u00e8 pi\u00f9 conciso, pi\u00f9 breve, pi\u00f9 elaborato. Il termine pi\u00f9 appropriato a definire la prima versione del primo movimento sarebbe <em>impossibile<\/em>. Mio Dio come era complicato, rumoroso, sconclusionato e sciocco. L\u2019<em>Andante<\/em> \u00e8 rimasto com\u2019era. Lo <em>Scherzo<\/em> \u00e8 stato modificato radicalmente. Al <em>Finale<\/em> ho apportato un ampio taglio, cio\u00e8 dopo il grande pedale che precede la ripresa del primo tema dopo lo sviluppo, passo al secondo tema\u201d.<br \/>\n<strong>Il sottotitolo <em>Piccola Russia<\/em><\/strong> \u00e8 dovuto all\u2019inserimento di canzoni russe nella versione ucraina; l\u2019Ucraina era, infatti,\u00a0 allora chiamata Piccola Russia.<br \/>\n<strong>Il primo movimento<\/strong>, che si apre con un introduttivo <em>Andante sostenuto<\/em>, il cui materiale tematico \u00e8 basato sulla melodia della canzone popolare ucraina <em>La nostra madre Volga<\/em>, esposta inizialmente dal primo corno, poi dal fagotto e, in seguito, rielaborata da ornamentali scale degli archi, si sviluppa in forma-sonata nell\u2019<em>Allegro vivo<\/em>; le modifiche, apportate da \u010cajkovskij a questa parte del movimento, nella seconda versione, con lo spostamento del primo tema in posizione centrale e la composizione di un nuovo primo tema, esaltano la struttura dialettica della forma-sonata quasi del tutto inesistente nella versione precedente.<br \/>\n<strong>Il secondo movimento<\/strong>, <em>Andantino marziale, quasi moderato<\/em>, \u00e8 una marcia nuziale tratta dal terzo atto dell\u2019opera, poi distrutta dal compositore, <em>Undine<\/em> e si segnala per un uso estremamente raffinato delle combinazioni armonico-timbriche. Aperto da una cellula ritmica affidata ai timpani in <em>pianissimo<\/em>, il movimento presenta, nella parte centrale, una melodia russa esposta per la prima volta dai violini.<br \/>\nAllo <strong><em>Scherzo <\/em><\/strong>conferiscono una straordinaria vitalit\u00e0 ritmica sia il tema iniziale, affidato agli archi, che sottolinea con la stessa incisivit\u00e0 tutti gli accenti del ritmo ternario, sia il secondo motivo, affidato ai legni, che si limita a marcare soltanto i primi due accenti. Nettamente contrastante \u00e8 il <em>Trio<\/em>, dove i legni introducono un tema di carattere popolare.<br \/>\nIl <strong>Finale<\/strong> si apre con un\u2019introduzione solenne basata sul tema della canzone popolare ucraina La gru utilizzata anche nel primo tema dell\u2019Allegro vivo; a questo si contrappone un secondo tema, melodicamente pi\u00f9 disteso, costituito da una struttura ritmica irregolare di danza. Un colpo di tam-tam segnala l\u2019inizio del travolgente Presto conclusivo.<br \/>\n<strong>Sinfonia n. 3 in re maggior op. 29 \u201cPolacca\u201d<br \/>\n<\/strong>Introduzione e Allegro (Moderato assai, tempo di marcia funebre) \u2013 Allegro brillante<br \/>\nAlla tedesca (Allegro moderato e semplice)<br \/>\nAndante elegiaco<br \/>\nScherzo (Allegro vivo)<br \/>\nFinale (Allegro con fuoco, tempo di Polacca)<br \/>\nDurata: 44\u2019ca<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/mCXGjRB5aSw\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nNonostante sia stata composta nel 1875, in uno degli anni pi\u00f9 intensi e importanti della carriera di \u010cajkovskij, la <strong><em>Terza sinfonia<\/em> <\/strong>\u00e8 una delle opere meno eseguite e forse meno amate dallo stesso compositore che durante le prove della prima esecuzione ebbe a dire:<br \/>\n\u201cla sinfonia non presenta alcuna idea particolarmente innovativa, ma dal punto di vista tecnico rappresenta un passo avanti\u201d.<br \/>\nCome riconobbe lo stesso \u010cajkovskij con grande onest\u00e0, <strong>la sinfonia non si distingue certo per il carattere innovativo<\/strong> delle sue melodia, ma segna un notevole passo avanti sul piano tecnico. Non a caso il critico Laros, grande amico del compositore, scrisse sul numero 28 del giornale \u00abLa Voce\u00bb, uscito nel 1876, esaltando la novit\u00e0 formale dell\u2019opera:<br \/>\n\u201cNella profondit\u00e0 e nel significato del suo contenuto, nella ricca variet\u00e0 della sua forma, nella nobilt\u00e0 del suo stile, che \u00e8 contrassegnato da un\u2019ispirazione individuale e particolare, nella rara perfezione della sua tecnica, la <em>Sinfonia<\/em> del signor \u010cajkovskij \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti eventi musicali dell\u2019ultima decade, non soltanto in Russia, ma certo in tutta Europa. [&#8230;] \u010cajkovskij va sempre avanti. Nella sua nuova <em>Sinfonia<\/em> lo sviluppo contrappuntistico e l\u2019abilit\u00e0 formale sono a un livello pi\u00f9 alto rispetto a tutti i suoi precedenti lavori\u201d.<br \/>\nAl notevole passo avanti, compiuto da \u010cajkovskij nella direzione delle innovazioni tecnico-formali, si contrappone la scarsa vena melodica, imputata forse al fatto che il compositore non stava attraversando un periodo particolarmente felice sul piano dell\u2019ispirazione, certamente messa, quest\u2019ultima, in discussione anche dal giudizio poco lusinghiero espresso da Nikolaj Rubinstejn sul suo <strong><em>Primo concerto per pianoforte e orchestra<\/em><\/strong> la cui stesura risale ai primi mesi del 1875. Nella pace dei suoi abituali soggiorni estivi presso parenti e amici \u010cajkovskij, tuttavia, trov\u00f2 quella serenit\u00e0 che gli consent\u00ec di lavorare all\u2019opera, dedicata, non a caso, all\u2019amico Vladimir Silovskij, dal quale fu ospitato per molto tempo durante quell\u2019estate. Fu molto pi\u00f9 facile, per \u010cajkovskij, orchestrare la sinfonia e in particolar modo, gli ultimi due movimenti ai quali diede la loro forma definitiva nel giro di dieci giorni durante un suo soggiorno a Nizy presso l\u2019amico Kondratyev. Appare singolare che Rubinstejn, insoddisfatto della musica del <em>Primo concerto per pianoforte e orchestra<\/em>, si \u00e8 espresso favorevolmente su questa sinfonia che diresse personalmente il 19 novembre 1875. L\u2019anno successivo la sinfonia fu eseguita a San Pietroburgo suscitando l\u2019entusiastico consenso del critico Laros. Il sottotitolo di <em>Polacca<\/em> fu dato alla sinfonia con riferimento al <em>Tempo di polacca<\/em> dell\u2019ultimo movimento dal direttore d\u2019orchestra Sir August Manns che diresse la prima esecuzione in Inghilterra.<br \/>\n<strong>La particolare struttura in cinque movimenti della sinfonia si richiama alla <em>Terza sinfonia<\/em> di Schumann<\/strong>, compositore particolarmente apprezzato da \u010cajkovskij, la cui influenza si percepisce soprattutto nello sviluppo contrappuntistico e nell\u2019attenzione alla forma che, secondo alcuni critici, minarono in un certo qual modo la vena melodica e la spontaneit\u00e0 che contraddistinguono altri lavori del compositore russo.<br \/>\n<strong>Il primo movimento, <em>Introduzione e Allegro<\/em>,<\/strong> si apre con una cupa e dolorosa <em>Marcia funebre<\/em> (Moderato assai), di cui sono protagonisti i corni, che conduce all\u2019<em>Allegro brillante<\/em> in forma-sonata, con il primo tema marziale, affidato a legni e archi, che si contrappone all\u2019elegante secondo intonato dall\u2019oboe solista. La vorticosa conclusione anticipa, dal punto di vista formale, il finale del primo movimento della <em>Quarta sinfonia<\/em>.<br \/>\n<strong>Il secondo movimento<\/strong>, <em>Alla tedesca<\/em> (<em>Allegro moderato e semplice<\/em>), \u00e8 un elegantissimo valzer il cui tema \u00e8 affidato inizialmente al flauto e al clarinetto, a cui si unisce in seguito il fagotto su un classico accompagnamento accordale degli archi. Molto bello \u00e8 il <em>Trio<\/em>, caratterizzato da una leggera ed elegante figurazione di terzine che si snoda tra i legni e gli archi.<br \/>\nUn sentimento di forte nostalgia pervade <strong>il terzo movimento, <em>Andante<\/em><\/strong>, giustamente considerato il cuore della sinfonia, mentre un ritmo danzante informa <strong>il quarto moviment<\/strong>o, uno <em>Scherzo<\/em>, che si evidenzia per l\u2019orchestrazione particolarmente curata e per il <em>Trio <\/em>che si snoda interamente su un pedale di <em>re<\/em>, tenuto dai corni, sostituito, nella parte conclusiva, da arpeggi di <em>re maggiore<\/em> affidati agli archi.<br \/>\n<strong>L\u2019ultimo movimento<\/strong>, <em>Finale<\/em> (<em>Allegro con fuoco<\/em>) \u00e8 un vivacissimo <em>rond\u00f2<\/em>, dove appare l\u2019eroico tema di polacca che sugger\u00ec a Sir August Manns il\u00a0 titolo con cui \u00e8 conosciuta l\u2019intera sinfonia. Nella parte centrale del movimento si trova un episodio fugato giudicato arido dalla critica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 16 giugno, all\u2019et\u00e0 di 87 anni, \u00e8 venuto a mancare Gennadi Rozhdestvensky, uno dei pi\u00f9 grandi direttori [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":92909,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[14670,20541,3324,20542,20543,7265],"class_list":["post-92907","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-album-dei-ricordi","tag-album-dei-ricordi","tag-gennadi-rozhdestvensky","tag-petr-ilic-cajkovskij","tag-sinfonia-n-1","tag-sinfonia-n-2","tag-sinfonia-n-3"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92907","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=92907"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92907\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92908,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92907\/revisions\/92908"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/92909"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92907"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=92907"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92907"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}