{"id":93239,"date":"2019-05-21T00:27:12","date_gmt":"2019-05-20T22:27:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=93239"},"modified":"2019-05-18T09:59:06","modified_gmt":"2019-05-18T07:59:06","slug":"dal-donizetti-opera-festival-olivo-e-pasquale-1827-rosmonda-dinghilterra-1834","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/dal-donizetti-opera-festival-olivo-e-pasquale-1827-rosmonda-dinghilterra-1834\/","title":{"rendered":"Dal Donizetti Opera Festival di Bergamo: &#8220;Olivo e Pasquale&#8221; (1827) &#038; &#8220;Rosmonda d&#8217;Inghilterra&#8221; (1834)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Melodramma giocoso in due atti su libretto di Jacopo Ferretti (1827 versione napoletana). Revisione, basata ul materiale contemporaneo, di Maria Chiara Bertieri per la Fondazione Donizetti. <strong>Bruno Taddia<\/strong><\/em><em> (Olivo). <strong>Filippo<\/strong><\/em><strong> Morace<\/strong> <em>(Pasquale). <\/em><em><strong>Laura Giordano<\/strong><\/em> <em>(Isabella). <strong>Pietro Adaini<\/strong> (Camillo). <strong>Matteo Macchionni <\/strong>(Le Bross). <strong>Edoardo Milletti<\/strong> (Columella). <strong>Silvia Beltrami <\/strong>(Matilde). <strong>Giovanni Romeo <\/strong>(Diego).<\/em> <strong>Orchestra dell&#8217;Accademia Teatro alla Scala. Federico Maria Sardelli <\/strong>(direttore). <strong>Coro Donizetti Opera<\/strong>. <strong>Fabio Tartari <\/strong>(maestro del coro). Regia <strong>operAlchemica (Ugo Giacomazzi, Luigi di Gangi), <\/strong>Scene e Costumi <strong>Sara Sarzi Sartori, Daniela Bertuzzi e Arianna Delgado, <\/strong>Luci <strong>Luigi Blondi. <\/strong>Registrazione: Bergamo Teatro Sociale, 28 e 31 ottobre 2016. T. Time: 200&#8242;. <strong>2 DVD Dynamic<\/strong> <strong>37758<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/SIKDnpqwJAo\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/strong>Chiamato dall\u2019impresario del Teatro Valle, Aniceto Pistoni, per un\u2019opera buffa da rappresentare per la successiva stagione di carnevale, <strong>Donizetti<\/strong>, nell\u2019autunno del 1826 ritorn\u00f2 a Roma dove compose <strong><em>Olivo e Pasquale <\/em><\/strong>per il cui libretto <strong>Jacopo Ferretti\u00a0<\/strong>aveva utilizzato la commedia omonima di Antonio Simeone Sografi\u00a0oltre a un episodio tratto da un&#8217;altra commedia sempre di Sografi, <em>Il pi\u00f9 bel giorno della Vestfalia<\/em>. <strong>L\u2019opera, andata in scena il 7 gennaio 1827<\/strong>, ebbe un discreto successo nonostante la mediocrit\u00e0 del libretto e il livello del cast, non certo eccellente, se Donizetti era stato costretto ad affidare il ruolo del giovane Camillo a un <em>musico<\/em> (contralto <em>en travesti<\/em>). Quando Donizetti\u00a0riprese l\u2019opera per un nuovo allestimento al Teatro Nuovo di Napoli, dove era diventato direttore, ripristin\u00f2 la parte di Camillo per la voce del tenore, affidandogli una nuova aria (<em>Che pensar? Che far degg&#8217;io?<\/em>) oltre ad aggiungere parti dialettali e a sostituire i recitativi con dialoghi parlati. L\u2019opera, che, pur non essendo un capolavoro, \u00e8 un lavoro piacevole nel quale si sentono marcate influenze rossiniane, mette in scena i contrasti tra due fratelli di temperamento completamente diverso, Pasquale e Olivo che si oppone all&#8217;amore tra la figlia Isabella e Camillo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Sparita dai cartelloni teatrali dopo il 1869<\/strong>, l&#8217;opera \u00e8 stata ripresa in questa pregevole edizione messa in scena nell&#8217;ottobre del 2016 al Teatro Sociale di Bergamo nella versione napoletana (1827) i cui materiali, non autografi, sono stati revisionati da <strong>Maria Chiara Bertieri<\/strong>. <strong>Molto bello l&#8217;impatto visivo<\/strong> a partire dalla scenografia e dai costumi entrambi realizzati, con fantasia e gusto, da <strong>Sara Sarzi Sartori, <\/strong><strong>Daniela Bertuzzi <\/strong>e <strong>Arianna Delgado<\/strong><strong>. <\/strong>Per quanto riguarda la prima, che non descrive un luogo specifico eccezion fatta per la nave dalla quale scende Le Bross, \u00e8 stata realizzata una bella cornice fatta di banconote che allude all&#8217;importanza data al denaro da Olivo. Variopinti sono i costumi che non rimandano ad un&#8217;epoca o a un luogo specifici, ma appartengono al frizzante mondo dell&#8217;opera buffa, configurandosi come immagini immediatamente significanti del carattere del personaggio. Non pu\u00f2 sfuggire, infatti, il rosso fuoco del costume di Olivo che rimanda al suo carattere &#8220;infiammabile&#8221; o il delicato rosa di un&#8217;Isabella innamorata. All&#8217;interno di questa scenografia <strong>operAlchemica, <\/strong>costituita dal duo formato da <strong>Ugo Giacomazzi <\/strong>e <strong>Luigi Di Gangi,<\/strong> a cui \u00e8 stata affidata la regia, fa muovere i personaggi con vivacit\u00e0 dando vita a gag. I registi hanno curato abbastanza bene anche le parti recitate, cosa non sempre scontata in questi spettacoli, ma forse hanno marcato in senso caricaturale qualche personaggio e soprattutto il protagonista Olivo che a volte sembra eccedere nelle sue manifestazioni d&#8217;ira. Coerenti e dosate con gusto, infine, le luci di <strong>Luigi Blondi<\/strong>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Passando all&#8217;aspetto musicale, si segnala la buona concertazione di <strong>Federico Maria Sardelli<\/strong> che, alle prese con una partitura non particolarmente complessa, si mostra all&#8217;altezza della situazione per quanto attiene alla scelta dei tempi, brillanti quanto basta, e delle sonorit\u00e0. Nel cast vocale si segnala l&#8217;ottima prova di <strong>Laura Giordano<\/strong>, che mostra di essere perfettamente a suo agio sia vocalmente che scenicamente nella parte di Isabella grazie alla buona tecnica, evidente nelle agilit\u00e0 sempre risolte con facilit\u00e0, e grazie a una recitazione frizzante. Sicuramente migliore sul piano vocale rispetto a quello scenico, un po&#8217; caricato soprattutto nelle lunghe parti recitate, \u00e8 la prova di <strong>Bruno Taddia<\/strong> (Olivo) che pu\u00f2 contare su un buon fraseggio.<strong> Filippo Morace<\/strong> \u00e8 un convincente Pasquale. Il suo napoletano \u00e8 perfetto e il cantante restituisce sulla scena molto bene l&#8217;immagine di un uomo pigro, ma tutto sommato pacifico. Fraseggio ed intonazione curati contraddistinguono la <em>performance <\/em>di <strong>Pietro Adaini<\/strong>, alle prese con un ruolo non semplicissimo sul piano vocale, in particolare modo nel settore acuto, come quello di Camillo,\u00a0 e di <strong>Matteo Macchionni<\/strong>, un Le Bross convincente soprattutto per l&#8217;attenzione alle dinamiche. <strong>Edoardo Milletti<\/strong> \u00e8 un Columella scenicamente frizzante e vocalmente preciso. Ben delineati dal punto di vista scenico e vocale sono anche i due personaggi di Matilde e Diego interpretati rispettivamente da <strong>Silvia Beltrami<\/strong> e da <strong>Giovanni Romeo<\/strong>. Buona la prova del <strong>Coro Donizetti Opera<\/strong>, ben preparato da <strong>Fabio Tartari<\/strong>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/rosmonda-dinghilterra-cover.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-93314\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/rosmonda-dinghilterra-cover-272x384.jpg\" alt=\"\" width=\"272\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/rosmonda-dinghilterra-cover-272x384.jpg 272w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/rosmonda-dinghilterra-cover-142x200.jpg 142w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/rosmonda-dinghilterra-cover-106x150.jpg 106w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/rosmonda-dinghilterra-cover.jpg 354w\" sizes=\"auto, (max-width: 272px) 100vw, 272px\" \/><\/a><strong>Gaetano Donizetti: &#8220;Rosmonda d&#8217;Inghilterra&#8221;.<\/strong> Melodramma serio su libretto di Felice Romani. Revisione basata sul materiale contenporaneo a cura di Alberto Sonzogni per la Fondazione Donizetti. <strong>Jessica Pratt <\/strong>(Rosmonda), <strong>Eva Mei <\/strong>(Leonora), <strong>Dario Schmunck<\/strong> (Enrico), <strong>Nicola Ulivieri<\/strong> (Clifford), <strong>Raffaella Lupinacci<\/strong> (Arturo). <\/em><strong>Orchestra Donizetti Opera<\/strong>. <strong>Sebastiano Rolli<\/strong> (direttore). <strong>Coro Donizetti Opera. Fabio Tartari <\/strong>(maestro del coro). Regia<strong> Paola Rota, <\/strong>Scene e luci di <strong>Nicolas Bovey<\/strong>, Costumi <strong>Massimo Cantini Parrini, <\/strong>regia video <strong>Matteo Ricchetti<\/strong>. Registrazione: Teatro Donizetti, Bergamo, novembre 2016. T. Time: 151&#8242;.\u00a0 <strong>2 Dvd Dynamic 37757.<br \/>\n<\/strong>Accolta con scarso entusiasmo alla prima rappresentazione il 26 febbraio 1834 a La Pergola di Firenze nonostante l&#8217;ottimo cast composto da <strong>Fanny Tacchinardi Persiani<\/strong> (Rosmonda), <strong>Anna Del Sere<\/strong> (Leonora) e <strong>Gilbert-Louis Duprez<\/strong> (Enrico II), <strong><em>Rosmonda d\u2019Inghilterra<\/em><\/strong> di <strong>Gaetano Donizetti<\/strong>, su\u00a0libretto di <strong>Felice Romani\u00a0<\/strong>che aveva adattato quello scritto precedentemente per Carlo Coccia\u00a0(Venezia, 1824), spar\u00ec immediatamente dai cartelloni. Eppure la partitura di quest&#8217;opera, il cui soggetto trattava dell&#8217;amore del re Enrico II d&#8217;Inghilterra per la bella Rosmonda e della conseguente gelosia della moglie Leonora che alla fine uccider\u00e0 la sua rivale, presenta alcune pagine di notevole valore come, la bella <em>ouverture<\/em>, il coro introduttivo \u00ab<em>Non udiste? Un suon di tube<\/em>\u00bb, la cavatina di Enrico \u00ab<em>Dopo i lauri di vittoria<\/em>\u00bb, quella di Rosmonda \u00ab<em>Perch\u00e9 non ho del vento<\/em>\u00bb, che Donizetti avrebbe ripreso al posto di \u00ab<em>Regnava nel silenzio<\/em>\u00bb nella versione francese della <em>Lucia di Lammermoor<\/em> per la quale era stata scritturata la Tacchinardi Persiani, il duetto tra Enrico e Clifford \u00ab<em>Tu non conosci il merto\u00bb<\/em> e quello intensamente drammatico tra Rosmonda e Leonora \u00ab<em>Tu morrai, tu m&#8217;hai costretta\u00bb<\/em>. Alla luce di ci\u00f2, non si comprende la ragione per cui \u00e8 stata votata all&#8217;oblio quest&#8217;opera che, pur presentando alcuni difetti come la debolezza dello sviluppo drammatico e del finale, privo di un pezzo d&#8217;effetto, e una melodia che non fluisce come in altre opere del grande compositore bergamasco, \u00e8 comunque un lavoro degno di un posto stabile nel repertorio. Rare sono state, per\u00f2, le riprese moderne dell&#8217;opera da quella del 1975 in forma di concerto alla Queen Elisabeth Hall di Londra all&#8217;incisione per Opera Rara del 1997 con Ren\u00e9e Fleming. Finalmente nel 2016, nell&#8217;edizione critica curata da <strong>Alberto Sonzogni<\/strong> per la Fondazione Donizetti, \u00e8 stata ripresa in versione da concerto a Firenze e con lo stesso cast, eccezion fatta per il tenore, nel mese di novembre 2016 in forma scenica al Teatro Donizetti di Bergamo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Registrata dalla <strong>Dynamic, <\/strong>\u00e8 questa <strong>un&#8217;edizione complessivamente buona sotto il profilo musicale<\/strong>, <strong>ma che desta qualche perplessit\u00e0 sul piano della scenografia e della regia<\/strong>, dallo stile visivamente confuso nonostante i costumi di\u00a0 <strong>Massimo Cantini Parrini\u00a0<\/strong>non siano privi di una certa eleganza. \u00a0 Scarne sono, per\u00f2, le scene di <strong>Nicolas Bovey,<\/strong> costituite da un fondale grigio e da due pareti nere che vengono spostate per restringere o allargare lo spazio scenico a seconda delle situazioni. La regia di <strong>Paola Rota<\/strong> appare statica, in realt\u00e0, come l&#8217;intreccio di questo libretto il cui sviluppo drammatico, come accennato in precedenza, \u00e8 piuttosto esile.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Per quanto attiene all&#8217;aspetto musicale<\/strong> desta qualche perplessit\u00e0 il finale, gi\u00e0 debole nella versione del 1834, in quanto mancante di un pezzo d&#8217;effetto che Donizetti inser\u00ec nella forma di una cabaletta per Leonora nella revisione che egli fece nel 1837 sotto il titolo di <em>Eleonora di Gujenna<\/em> mai rappresentata. In quest&#8217;occasione il finale appare ancor pi\u00f9 anomalo dal momento che \u00e8 stato scelto di mantenersi fedele all&#8217;autografo della versione del 1834, nel quale sono cancellate le ultime battute che accompagnavano i versi di Leonora \u00ab<em>Sono alfine vendicata\u2026 \/ trema, Enrico! Io regno ancor<\/em>\u00bb; l&#8217;opera si conclude cos\u00ec con il progressivo spegnimento delle luci dopo l&#8217;intervento del coro che canta \u00ab<em>Oh! Dio! Che orror!<\/em>\u00bb. Personalmente mi chiedo: non sarebbe stato forse pi\u00f9 opportuno per questo finale inserire la cabaletta scritta da Donizetti per la revisione del 1837\u00a0 tanto pi\u00f9 che la composizione di un&#8217;opera nell&#8217;Ottocento continuava anche durante e dopo le rappresentazioni e che comunque quel finale costituirebbe l&#8217;ultima parola di Donizetti su questa partitura? Nonostante questo piccolo dubbio di carattere filologico, l&#8217;aspetto musicale \u00e8 di buon livello sin dalla concertazione di <strong>Sebastiano Rolli<\/strong> che, come \u00e8 solito fare, dirige a memoria una partitura che mostra di aver ben interiorizzato sia per quanto attiene alla scelta dei tempi che delle sonorit\u00e0, riuscendo cos\u00ec a confermarsi come una delle bacchette pi\u00f9 versate nel repertorio della prima met\u00e0 dell&#8217;Ottocento. La sua concertazione si segnala per un ottimo rispetto delle dinamiche e per l&#8217;esaltazione della linea del canto. Sul piano vocale emerge la Rosmonda di <strong>Jessica Pratt<\/strong>; il soprano inglese naturalizzato australiano, contando su un fraseggio e un&#8217;intonazione particolarmente curati e un facile\u00a0 registro acuto, se pur con qualche tensione,\u00a0 oltre che confermare le qualit\u00e0 virtuosistiche, ha restituito sulla scena in modo convincente il carattere tormentato del personaggio. Intense dal punto di vista interpretativo sono sia la cavatina \u00ab<em>Perch\u00e9 non ho del vento<\/em>\u00bb sia l&#8217;aria \u00ab<em>Io fuggir\u00f2 quel perfido<\/em>\u00bb del secondo atto. Un&#8217;ottima Leonora sul piano interpretativo e vocale \u00e8 <strong>Eva Mei<\/strong>, perfetta dal punto di vista della tecnica e brava nel rendere le sfaccettature del suo personaggio, una donna inizialmente ferita nel suo orgoglio di persona prima ancora che di regina, e, poi, crudele e decisa nel perseguire la sua vendetta. Pur dotato di una voce dal timbro adatto al suo ruolo non certo facile,\u00a0<strong>Dario Schmunck <\/strong>(Enrico) \u00e8 pi\u00f9 convincente sul piano interpretativo, dal momento che riesce a rendere bene il carattere regale e nobile del personaggio, che su quello vocale dove si notano qualche tensione soprattutto nel registro acuto e un fraseggio non sempre accurato. Di spicco, per qualit\u00e0 vocali e interpretative,\u00a0 l&#8217; Arturo\u00a0 <em>en travesti<\/em> del mezzosprano <strong>Raffaella Lupinacci<\/strong>, che pu\u00f2 contare su una voce omogenea dal timbro brunito e su un&#8217;ottima tecnica che le consente di cantare con la morbidezza necessaria<strong>. <\/strong>Fraseggio e intonazione curati contraddistinguono la prova di <strong>Nicola Ulivieri<\/strong>, un Clifford nobile. Ottima, infine, la perfomance del <strong>Coro Donizetti Opera<\/strong>, ben preparato da<strong> Fabio Tartari.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gDVSystzCnA\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Melodramma giocoso in due atti su libretto di Jacopo Ferretti (1827 versione napoletana). 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