{"id":93342,"date":"2019-06-01T10:00:45","date_gmt":"2019-06-01T08:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=93342"},"modified":"2019-05-31T20:00:22","modified_gmt":"2019-05-31T18:00:22","slug":"cecilia-bartoli-vivaldi-cecilia-e-sol-dolce-duello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/cecilia-bartoli-vivaldi-cecilia-e-sol-dolce-duello\/","title":{"rendered":"Cecilia Bartoli: &#8220;Vivaldi&#8221; &#038; &#8220;Cecilia e Sol. Dolce duello&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em><strong>Antonio Vivaldi:<\/strong> &#8220;Se lento ancora il fulmine&#8221; (Argippo), &#8220;Sol da te, mio dolce amore&#8221;, &#8220;Ah fuggi rapido&#8221; (Orlando furioso), &#8220;Vedr\u00f2 con mio diletto&#8221; (Il Giustino), &#8220;Quell&#8217;augellin che canta&#8221; (La Silvia), &#8220;Leggi almeno tiranna infedele&#8221;(Ottone in villa), &#8220;Solo quella guancia&#8221; (La verit\u00e0 in cimento), &#8220;Sovente il sole&#8221; (Andromeda liberata), &#8220;Combatta un gentil cor&#8221; (Tito Manlio), &#8220;Se mai senti spirarti sul volto&#8221; (Catone in Utica).<\/em> <strong>Cecilia Bartoli <\/strong>(mezzosoprano), <strong>Ensemble Matheus, Jean-Christophe Spinosi<\/strong> (direttore), Registrazione: Bad Kissingen, Max-Littmann Saal, 2018. T.Time: 58.27. <strong>1 Cd Decca 483 4475<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/AQV06hBrmmA\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Cecilia la Diva, perch\u00e9, a prescindere dai giudizi personali, <strong>Cecilia Bartoli <\/strong>\u00e8 forse l\u2019unica vera diva del nostro tempo, l\u2019unica cantante ad avere quell\u2019arcana scintilla che separa pochissimi eletti anche dal novero della massa dei musicisti comuni, compresi molti di grandissime qualit\u00e0 ma privi di quella scintilla demonica che solo pochissimi possiedono. Cecilia la musicista colta e raffinata, Cecilia l\u2019esploratrice di repertori sconosciuti, la rabdomantica scopritrice di tesori dimenticati sotto le onde del tempo. Cecilia, questo e mille altre cose, la cantante pi\u00f9 dibattuta, amata e odiata dei nostri tempi ma sempre capace di stupire, di far riflettere, di mettere in discussione le certezze anche quando \u2013 in<em> \u201cNorma\u201d<\/em> e ancor pi\u00f9 in <em>\u201cLa Sonnambula\u201d<\/em> \u2013 si \u00e8 spinta fuori dal proprio alveo sfidando estetiche e prassi esecutive stabilizzate forse senza trovare la chiave definitiva ma costringendo comunque a guardare con occhio diverso anche questo repertorio pi\u00f9 abituale. Un duplice anniversario \u00e8 sotteso alla scelta di questo CD, il trentennale della collaborazione con la Decca e il ventennale dal primo CD vivaldiano, passaggio fondamentale per la piena affermazione anche mediatica della produzione operistica del Prete rosso. La Bartoli torna quindi a Vivaldi e vi torna con un materiale che nulla ha perso in brillantezza \u2013 la tecnica mostruosa della Bartoli e l\u2019intelligenza dell\u2019artista hanno fatto si che i lunghi anni trascorsi non abbiamo praticamente lasciato ruga sul materiale vocale \u2013 mentre lo scavo interpretativo si \u00e8 ulteriormente arricchito. La Bartoli sa \u2013 come forse nessun\u2019altra \u2013 cantare gli affetti e in questo \u00e8 maestra nel cogliere tutto il gioco di sfumature, di inflessioni, di dettagli espressivi che di questa musica sono tratti essenziali quanto il gusto trionfante del far musica, la gioia del virtuosismo che accende i numerosi passaggi di coloratura in cui la Bartoli \u00e8 stata mille volte imitata ma in cui resta inarrivabile per chiunque. Poi ci si pu\u00f2 chiedere quanto ortodossa sia la tecnica della Bartoli,\u00a0 quanto il suo modo di cantare sia stilisticamente appropriato ma sono riflessioni della mente che non intaccano le emozioni del cuore che la cantante romana \u00e8 in grado di trasmettere. Qualit\u00e0 espressive che colpiscono soprattutto nei grandi brani lenti dove pi\u00f9 che il virtuosismo \u2013 comunque mai assente \u2013 sono le qualit\u00e0 di fraseggio e accento a emergere. \u00c8 il caso della struggente \u201c<em>Se mai senti spirarti sul volto\u201d <\/em>da \u201c<em>Catone in Utica<\/em>\u201d, aria di austera commozione in cui il canto di coloratura \u2013 presente non meno che in arie brillanti o vivaci \u2013 \u00e8 piegato a esigenze espressive intime e dolenti che la Bartoli realizza in modo magistrale con la sua capacit\u00e0 di dare senso a ogni nota, a ogni pausa, in un fraseggio dove mai nulla \u00e8 lasciato a se stesso. In altri brani la malinconia cede a un elegante gioco seduttivo; sono i casi della celeberrima \u201c<em>Sol da te, mio dolce amore<\/em>\u201d da \u201c<em>Orlando furioso<\/em>\u201d, di cui la Bartoli fornisce una lettura esemplare per cura del dettaglio e senso della melodia, o della meno nota, ma non meno suggestiva, \u201c<em>Solo quella guancia<\/em>\u201d da \u201c<em>La verit\u00e0 in cimento<\/em>\u201d. Non meno entusiasmante il <em>cot\u00e9<\/em> delle arie brillanti che permettono alla Bartoli di scatenare le sue funamboliche doti nel canto di bravura. La Bartoli apre il programma con i fuochi d\u2019artificio di \u201c<em>Se lento ancora il fulmine<\/em>\u201d da <em>\u201cAgrippo\u201d <\/em>dove con la pi\u00f9 assoluta naturalezza si getta in trascinanti cascate di note, in variazioni precisissime e realizzate a velocit\u00e0 vertiginosa. Anche nel campo delle arie di bravura non c\u2019\u00e8 ripetitivit\u00e0 ma ogni aria ha una propria personalit\u00e0 che va dall\u2019eroismo di \u201c<em>Ah fuggi rapido<\/em>\u201d da \u201c<em>Orlando furioso<\/em>\u201d al quel gioiello di tenue grazia che \u00e8 \u201c<em>Quell\u2019augellin che canta\u201d<\/em> da \u201c<em>La Silvia\u201d <\/em>con la voce chiamata a riprodurre il canto degli uccelli in un luminoso scenario primaverile. Ad accompagnare la Bartoli \u00e8 <strong>Jean-Christophe Spinosi <\/strong>con il suo <strong>Ensemble Ma<\/strong><strong>teus, <\/strong>ottimo conoscitore del repertorio operistico vivaldiano \u2013 fu tra i protagonisti dell\u2019integrale Na\u00efve \u2013 che accompagna con energia ed entusiasmo la prova della cantante. Assolutamente da non perdere.<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/32238922981.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-93343\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/32238922981-384x384.jpg\" alt=\"\" width=\"384\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/32238922981-384x384.jpg 384w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/32238922981-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/32238922981-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/32238922981-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/32238922981-75x75.jpg 75w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/32238922981.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/a><br \/>\n<em><strong>Antonio Caldara<\/strong>: &#8220;Fortuna e Speranza&#8221; (Nitocri), &#8220;Tanto. E con si gran piena&#8221; (Gianguir. Imperatore del Mogol),\u00a0 <strong>Tomaso Albinoni<\/strong>: &#8220;Aure. Andate e Baciate&#8221; (Il nascimento dell&#8217;Aurora), <strong>Domenico Gabrielli<\/strong>: &#8220;Aure voi. De&#8217; miei sospiri&#8221; (San Sigismondo, re di Borgogna), <strong>Antonio Vivaldi:<\/strong> &#8220;Di verde ulivo&#8221; (Tito Manlio),<strong> George Frideric Handel<\/strong>:&#8221; What passion cannot Music raise and quell&#8221; (Ode for Saint Cec<\/em><span style=\"font-size: 12pt;\"><em>ilia&#8217;s day Hwv76), &#8220;Son qual stanco pellegrino&#8221; (Arianna in Creta), <strong>Nicola Porpora<\/strong>: &#8220;Giusto Amor, tu che m&#8217;accendi&#8221; (Gli orti Esperidi),\u00a0<strong> Luigi Boccherini<\/strong>: Concerto per violoncello nr.10 in re maggiore G.483<\/em>. <strong>Cecilia Bartoli<\/strong> (mezzosoprano), <strong>Sol Gabetta<\/strong> (violoncello), <strong>Cappella Gabetta, Andr\u00e9s Gabetta<\/strong> (violino &amp; direzione). Registrazione: Zurigo, Evangelisch-reformierte Kirchgemeinde, marzo 2017. T.Time:76.48. <strong>1 CD Decca 483 2473<\/strong><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/sU6IQYC6hv0\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nel mare piatto e spesso sconsolante dei recital lirici <strong>Cecilia Bartoli <\/strong>rappresenta una delle poche, sicure eccezioni. I programmi proposti dal mezzosoprano romano hanno sempre un\u2019originalit\u00e0 e una logica strutturale difficile da trovare altrove. Non fa eccezione questo \u201c<em>Dolce duello\u201d<\/em> che merita decisamente un attento ascolto nonostante la copertina fin troppo stucchevole con i suoi richiami alle riviste patinate del dopoguerra. Il programma prosegue l\u2019esplorazione del repertorio barocco portata avanti dalla Bartoli concentrandosi sulla forma espressiva pi\u00f9 caratterizzante quell\u2019estetica: l\u2019aria con strumento obbligato. Questo tipo di arie rappresenta il punto pi\u00f9 compiuto dell\u2019estetica barocca, quello in cui emerge con maggior chiarezza uno dei suoi assiomi fondamentali: la gara d\u2019imitazione e contrasti fra voce e strumento solista che esalta i temi della mimesi e della meraviglia cos\u00ec centrali nel gusto del tempo. Ma la Bartoli non poteva limitarsi a una banale scelta di arie con strumento obbligato; la selezione \u00e8 pi\u00f9 stretta e pi\u00f9 rigorosa e si concentra su un tipo particolare di queste arie, quelle con violoncello obbligato. Il violoncello era all\u2019epoca strumento di ancora recente introduzione e il viaggio proposto dalla Bartoli \u2013 dalla Bologna di fine Seicento che del violoncello \u00e8 il principale terreno di coltura \u2013 alla Londra h\u00e4ndeliana attraverso Vienna e Venezia \u00e8 anche un viaggio sulla creazione e sull\u2019evoluzione di un\u2019estetica del violoncello dai primi esperimenti ancora influenzata dagli strumenti a corda pizzicata di tradizione manierista al raggiungimento di una specifica maturit\u00e0 espressiva. Ad accompagnare la Bartoli in questo viaggio \u00e8 <strong>Sol Gabetta, <\/strong>ancor giovane e talentuosa violoncellista argentina, il cui gusto interpretativo caratterizzato da una calda e intensa cantabilit\u00e0 si presta benissimo a fondersi con il canto della Bartoli. Il viaggio comincia \u2013 non come ordine di ascolto ma come cronologia di brano \u2013 da \u201c<em>Aure voi, de miei sospiri<\/em>\u201d tratta dal \u201c<em>San Sigismondo, re di Borgogna<\/em>\u201d composta da Domenico Gabrielli nel 1687. \u00c8 <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">un brano tipico della prima stagione violoncellistica in cui la ricerca di un linguaggio \u00e8 ancora agli albori come attesta l\u2019uso di arpeggiature ancora legate alla prassi esecutiva di liuti e chitarroni. I brani viennesi e veneziani segnano invece il raggiungimento di questa autonomia espressiva. La Bartoli li affronta da par sua e, se il modo di cantare resta molto personale e suscita sempre profonde divisioni fra sostenitori e oppositori, la tecnica \u00e8 mostruosa; le colorature di \u201c<em>Aure, andate e baciate\u201d <\/em>da \u201c<em>Il nascimento dell\u2019Aurora<\/em>\u201d di Albinoni sono, infatti, di una pirotecnica brillantezza, dando l&#8217;impressione di un\u2019argentina cascata di note. La Bartoli \u00e8, inoltre, altrettanto sensibile come interprete e mostra una rara capacit\u00e0 di cantare sulla parola in questo repertorio e di cogliere sempre la giusta temperatura espressiva dei singoli brani da quella pi\u00f9 scopertamente patetica alla leggerezza galante del \u201c <em>Gianguir, Imperatore del Mogol<\/em>\u201d di Caldara \u2013 una delle autentiche rivelazioni di questo cd \u2013 alla capacit\u00e0 di fondere alla perfezione virtuosismo ed espressione che trionfa in \u201c<em>Giusto amor, tu che m\u2019accendi\u201d <\/em>da \u201c<em>Gli ori esperidi\u201d <\/em>di Porpora. Come si noter\u00e0 dai brani citati quelli proposti sono di ascolto decisamente raro \u2013 tre in prima esecuzione moderna &#8211; rendendo ancor pi\u00f9 stimolante l\u2019ascolto. Anche in un brano relativamente noto come \u201c<em>Di verde ulivo\u201d <\/em>dal \u201c<em>Tito Manlio<\/em>\u201d di Vivaldi la Bartoli e la Gabetta offrono l\u2019esecuzione forse pi\u00f9 compiuta ascoltata fin ora. Concludono la parte vocale due brani composti da H\u00e4ndel negli anni 30 del Settecento che segnano in qualche modo il punto di arrivo della stagione sperimentale del violoncello e la sua definitiva affermazione internazionale; composti infatti per Londra testimoniano la qualit\u00e0 ormai raggiunta dagli esecutori anche lontano dall\u2019Italia. L\u2019aria da \u201c<em>Arianna in Creta<\/em>\u201d \u00e8 uno dei grandi andanti h\u00e4ndeliani in cui la Bartoli pu\u00f2 far valere tutte le sue qualit\u00e0 nel canto espressivo. Chiude il programma il Concerto n.10 in Re Maggiore G 483 composto da Boccherini nel 1783 che segna in qualche modo la fine della stagione barocca e l\u2019apertura verso i nuovi lidi del classicismo e del prossimo romanticismo. Qui la Gabetta, divenuta protagonista assoluta, pu\u00f2 far valere tutta la cantabilit\u00e0 quasi umana del suo stile esecutivo. Ad accompagnare l\u2019insieme la <strong>Cappella Gabetta <\/strong>con direttore e primo violino <strong>Andres Gabetta<\/strong>, fratello di Sol che offre una prestazione pienamente apprezzabile sotto tutti i punti di vista non sfigurando di fronte a pi\u00f9 affermate compagini.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonio Vivaldi: &#8220;Se lento ancora il fulmine&#8221; (Argippo), &#8220;Sol da te, mio dolce amore&#8221;, &#8220;Ah fuggi rapido&#8221; (Orlando [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":96231,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[20896,22965,11811,137,377,11928,9089,146,15867,160,5953,22956,244,22966,22960,22963,22961,630,22964,9715,18803,2023,22959,11941,14421,22962,4949,11905,3512],"class_list":["post-93342","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cd-e-dvd","tag-andres-gabetta","tag-andromeda-liberata","tag-antonio-caldara","tag-antonio-vivaldi","tag-argippo","tag-arianna-in-creta","tag-catone-in-utica","tag-cd","tag-cd-e-dvd","tag-cecilia-bartoli","tag-domenico-gabreilli","tag-ensemble-mateus","tag-georg-friedrich-handel","tag-gianguir-imperatore-del-mogol","tag-gli-orti-esperidi","tag-il-giustino","tag-il-nascimento-dellaurora","tag-jean-christophe-spinosi","tag-la-silvia","tag-luigi-boccherini","tag-niccolo-porpora","tag-nicola-porpora","tag-nitocri","tag-ode-for-st-cecilias-day","tag-orlando-furioso","tag-san-sigismondo-re-di-borgogna","tag-sol-gabetta","tag-tito-manlio","tag-tomaso-albinoni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93342","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=93342"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93342\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":96237,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93342\/revisions\/96237"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/96231"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=93342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=93342"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=93342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}