{"id":93661,"date":"2018-09-17T18:47:20","date_gmt":"2018-09-17T16:47:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=93661"},"modified":"2018-09-19T10:57:26","modified_gmt":"2018-09-19T08:57:26","slug":"napoli-teatro-di-san-carlo-la-dame-aux-camelias-e-il-suo-immortale-fascino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/napoli-teatro-di-san-carlo-la-dame-aux-camelias-e-il-suo-immortale-fascino\/","title":{"rendered":"Napoli, Teatro di San Carlo: \u201cLa Dame aux Cam\u00e9lias\u201d e il suo immortale fascino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Napoli, Teatro di San Carlo, stagione di balletto 2007-2018<\/em><br \/>\n\u201c<strong>LA DAME AUX CAM\u00c9LIAS\u201d<\/strong><br \/>\nMusica <strong>Carl Davis<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Derek Dean<\/strong><br \/>\n<em>Marguerite<\/em> MARIA YAKOVLEVA<br \/>\n<em>Armand<\/em> ALESSANDRO STAIANO<br \/>\n<em>Padre di Armand<\/em> EDMONDO TUCCI<br \/>\n<em>Olympe<\/em> CLAUDIA D&#8217;ANTONIO<br \/>\n<em>Prudence Duvernoy<\/em> VALENTINA VITALE<br \/>\n<em>Nanine<\/em> OTTAVIA COCOZZA<br \/>\n<em>Gaston<\/em> SALVATORE MANZO<br \/>\n<em>Il Conte<\/em> ERTUGREL GJONI<br \/>\n<em>Il Barone<\/em> FABIO GISON<br \/>\n<em>Dottore<\/em> MARCELLO PEPE<br \/>\n<em>Benefattore<\/em> GIUSEPPE CICCARELLI<br \/>\n<em>Giselle<\/em> LIOSA VALLOZZI<br \/>\n<em>Albrecht<\/em> GIUSEPPE CICCARELLI<br \/>\nDirettore <strong>Nicola Giuliani<\/strong><br \/>\nDirettore del Corpo di ballo <strong>Giuseppe Picone<\/strong><br \/>\n<strong>Assistente alla coreografia <\/strong>Ivan Gil Ortega<br \/>\n<strong>Orchestra Giovanile Luigi Cherubini<\/strong><br \/>\n<strong>Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo<\/strong><br \/>\n<em>Napoli, 16 settembre 2018<br \/>\n<\/em>Immortale, rovinoso, catartico. <em>La Dame aux Cam\u00e9lias<\/em>, romanzo pubblicato da Alexandr Dumas figlio nel 1848 e tratto da una vicenda autobiografica, racconta l\u2019amore impossibile per la giovanissima e sfortunata cortigiana Marie Duplessis ed \u00e8, a tutt\u2019oggi, una delle opere della letteratura mondiale pi\u00f9 fortunate e incisive, sul piano delle arti. Dumas e la Duplessis divennero Armand Duval e Marguerite Gautier, in un testo che \u00e8 un insieme di ricordi, di realt\u00e0 rivissute di rimpianti e rimorsi, di amore negato e amore venduto. Vi si dipinge tutta la solitudine delle prostitute di alta societ\u00e0 che, dietro ai gioielli e agli abiti all\u2019ultima moda, nascondevano la paura di una solitudine che sarebbe inevitabilmente sopraggiunta, con lo sfiorire dell\u2019et\u00e0 o con la malattia, come nel caso di Marguerite.<br \/>\nSe la storia dei due infelici amanti divenne subito un testo teatrale, rielaborato dallo stesso Autore, e ispir\u00f2 il libretto di Francesco Maria Piave per <em>La Traviata <\/em>di Giuseppe Verdi (1853), la danza non ha trascurato di ricondurre al codicemuto una vicenda che da due secoli appassiona lettori e pubblico (teatrale ma anche cinematografico). Gi\u00e0 nel <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-93665 alignright\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dama-1-512x341.jpg\" alt=\"\" width=\"464\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dama-1.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dama-1-290x193.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dama-1-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dama-1-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 464px) 100vw, 464px\" \/>1857, con la <em>Violetta<\/em> di Antonio Coppini, e nel 1858 con<em> Rita Gutier<\/em> di Filippo Termanini, per prendere corpo, nel Novecento, con <em>La dama delle camelie <\/em>di Aurel Millos (1945), <em>Camille <\/em>di John Taras (1946),<em> Lady of Camelias<\/em> (1951) di Antony Tudor,<em> Kameliendame <\/em>(1957) di Tatiana Gsovsky, <em>Violetta <\/em>di Maurice Bejart (1959), <em>Marguerite e Armand<\/em> di Sir Frederik Ashton (1963, storica creazione per la coppia Fonteyn-Nureyev), <em>Die Kameliendame<\/em> di John Neumeier su musica di Fryderyk Chopin, creato per il balletto di Stoccarda nel 1978 con Marcia Hayd\u00e9e ed Egon Madsen e che \u00e8 divenuto uno degli spettacoli in repertorio del Balletto di Amburgo, dell\u2019Op\u00e9ra di Parigi e del Teatro alla Scala, giusto per dare una panoramica minima.<br \/>\nQuella di Derek Dean proposta in prima nazionale al San Carlo (dove gi\u00e0 nel 1982 Beppe Menegatti aveva portato in scena Carla Fracci e Gheorghe Iancu con <em>La signora delle camelie <\/em>su musica di Carl Mariia von Weber, per la coreografia di Alberto M\u00e9ndez) risale al 2011. La musica \u00e8 di Carl Davis, compositore e direttore d\u2019orchestra noto per aver creato le colonne sonore di serie tv britanniche e cinema, oltre che per la composizione di musica per balletto.<br \/>\n<strong>L\u2019allestimento, completamente rinnovato rispetto alla prima messa in scena a Zagabria, si nutre di un romanticismo intrinseco che il linguaggio di Derek Dean riesce a rendere moderno<\/strong>, bench\u00e9 rimanga fedele alla fonte scritta, senza snaturarne i passaggi principali e al fine di non complicare troppo la vicenda da narrare. La sua finalit\u00e0, difatti, \u00e8 far comprendere al pubblico quello che sta raccontando senza parole, in un codice comunicativo che \u2013 lo sottolineava gi\u00e0 il grande Salvatore Vigan\u00f2 all\u2019inizio dell\u2019era romantica \u2013 nella danza si riescono a raccontare al meglio le vicende del presente: \u00e8 difficile parlare del futuro e del passato. Eppure Dean riesce a farci intravedere il passato e il futuro di Marguerite gi\u00e0 in apertura: i creditori che portano via gioielli e gli abiti migliori in esposizione all\u2019asta, il dramma di una vita che si spegne e la donna che intravede la sua bara che si avvia al cimitero colpiscono subito lo spettatore e lo proiettano su quello che inevitabilmente succeder\u00e0 e su quello che \u00e8 gi\u00e0 stato. Ma si comprende presto che si tratta di un delirio febbrile e Marguerite deve tornare in societ\u00e0, alla vita mondana senza la quale non potrebbe vivere. <strong>Tutto \u00e8 costruito intorno ai protagonisti e ai personaggi comprimari, tutto \u00e8 affidato alla danza e alle sapienti luci curate da Jean Michelle D\u00e9sir\u00e9<\/strong> (Directeur Technique des Ballets Roland Petit), che creano un\u2019atmosfera di volta in volta perfettamente calzante con lo stato d\u2019animo dei protagonisti e la situazione scenica. <strong>Punto di partenza, per Dean come per la migliore tradizione coreica, \u00e8 la musica: una musica che, per questo soggetto, \u00e8 stato spesso punto nevralgico di riflessione per i coreografi<\/strong>. Se Neumeier aveva svelto Chopin per l\u2019affinit\u00e0 tra la sua malattia e quella di Marguerite, oltre che per aver vissuto nello stesso periodo storico della protagonista, Derek Dean ha scelto una creazione nuova, che potesse rendere unico il suo allestimento, descrivendo situazioni e persone in un processo creativo in cui la danza e la musica avessero incubazione comune. <strong>Il prodotto finale, ben riuscito &#8211; sia pure con qualche d\u00e9faillance a livello drammaturgico, caratterizza i personaggi e si colora di romanticismo, pur restando un\u00a0lavoro riconoscibilmente contemporaneo. <\/strong>L\u2019immersione negli stilemi e nelle sonorit\u00e0 della musica per la danza che ha sorretto le pi\u00f9 importanti creazioni di Ottocento e Novecento affiora qua e l\u00e0 <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-93667 alignleft\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dama-2-512x341.jpg\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dama-2.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dama-2-290x193.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dama-2-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dama-2-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/>(chiaramente percepibili, fin dall\u2019Ouverture, richiami a \u010cjajkovskj, a Delibes, a Prokofiev, Faur\u00e9, Stravinsky \u2013 reminiscenze inconsce che proiettano, anche chi non se ne rende conto, l\u2019orecchio in atmosfere familiari). L\u2019inserzione del metateatrale momento dedicato a <em>Giselle<\/em> \u00e8 un interessante parallelismo tra due figure apparentemente lontane, come quella della pura contadinella tradita da una promessa bugiarda del principe Albrecht, e la cortigiana che, se pura non \u00e8, lo diventa nello spirito, dopo aver conosciuto l\u2019amore vero, un sentimento capace di renderla persona migliore, come era successo per Albrecht giusto qualche anno prima rispetto alla pubblicazione di Dumas. Nel romanzo (e nell\u2019allestimento di Neumeier) l\u2019alter ego di Marguerite \u00e8 Manon, una cortigiana probabilmente pi\u00f9 attaccata al denaro, nella cui vita la nostra eroina si identifica e scorge un preludio alla sua fine. Come non ricordare l\u2019ammonimento, nel romanzo:<em> Manon a Marguerite: umilt\u00e0<\/em>?<br \/>\n<strong>Gli elementi di scenografia, ben collocati e opportunamente rimossi a scena aperta, hanno contribuito a riscaldare la \u201cscatola bianca\u201d del palcoscenico, volutamente essenziale e non convenzionalmente arricchita di lussi d\u2019epoca, in un connubio perfetto di classico e moderno<\/strong>, Ottocento e XXI secolo. Il grande specchio inclinato sul fondale, in apertura del II atto, ha permesso non solo di ammirare le geometrie della coreografia dall\u2019alto, ma \u00e8 apparso come un ampliamento di quello stesso specchio che Marguerite si rifiuta di guardare, quando il padre di Armand le impone di vedere chi \u00e8 e com\u2019\u00e8 ridotta, in una lotta tra l\u2019essere, l\u2019apparire e il non essere pi\u00f9 la ragazza florida e bella ma una maschera divorata dalla malattia. Ben costruite anche le proiezioni, che solitamente raffreddano la scena proiettandola in un mondo virtuale lontano dalla verit\u00e0 teatrale, mentre qui sono caldamente articolate in un mix di simboli e significanti. Tra le sezioni pi\u00f9 affascinanti, le danze del II atto in cui un Armand offeso e ferito danza con Olimpia, cortigiana avvenente e ambiziosa, continuando a fissare Marguerite e il Passo a due finale dei due amanti, l\u2019ultimo che li vedr\u00e0 uniti e che <strong>il coreografo costruisce con un sapiente lessico in cui la tecnica, sia pure di grande difficolt\u00e0, non mette in ombra il dialogo tra i due <\/strong>e la loro passione (positiva o negativa che sia) pu\u00f2 bucare la quarta parete per rapire il pubblico.<br \/>\n<strong>Brillante prestazione per i due protagonisti, Maria Yakovleva (Principal dell\u2019Opera di Stato di Vienna) e <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2015\/04\/un-principe-guerriero-per-il-san-carlo-intervista-ad-alessandro-staiano\/\">Alessandro Staiano <\/a>(Solista del Massimo partenopeo)<\/strong> &#8211; <strong>che si alterneranno con Anna Chiara Amirante e Istv\u00e1n Simon<\/strong>. Dotata di una figura armonica e proporzionala, Yakovleva ha interpretato Marguerite Gautier con grande trasporto e sicurezza tecnica; commossa fino alle lacrime durante i ringraziamenti finali, ha padroneggiato la scena mostrando grande affiatamento con il partner. Alessandro Staiano, le cui doti sono ben note ai nostri lettori (GBopera segue questo ragazzo fin dagli esordi e lo ha insignito del GBoscar della danza 2015), per cui non ci ripeteremo, ma si conferma nel pieno di un crescendo artistico: le sue doti interpretative hanno raggiunto un punto di notevole interesse, per cui \u00e8 in grado di affiancare qualsiasi <em>\u00e9toile<\/em> ospite in un livello generale di completezza che lo rende un <em>unicum<\/em> nella compagnia sancarliana. <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2016\/03\/claudia-dantonio-ovvero-la-rivincita-delle-donne-al-san-carlo\/\"><strong>Claudia D\u2019Antonio<\/strong><\/a>, altra perla napoletana, ha dato ottima prova di s\u00e9, attirando diversi applausi a scena aperta, per i virtuosismi e la naturalezza con cui sa sempre portare in scena i suoi personaggi. Il ruolo del padre, drammaticamente complesso perch\u00e9 chiave di volta nella storia, \u00e8 stato interpretato dal primo ballerino <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2016\/09\/edmondo-tucci-primo-ballerino-del-teatro-di-san-carlo-bisogna-far-crescere-cio-che-si-ha\/\"><strong>Edmondo Tucci<\/strong><\/a>, con l\u2019esperienza di scena che un veterano come lui sa far fruttare nei momenti di pantomima, laddove \u00e8 necessario far procedere l\u2019azione in maniera efficace. In verit\u00e0 sarebbe stato qui opportuno un trucco scenico pi\u00f9 marcato, poich\u00e9 la tradizionale figura paterna ha lasciato il posto a un personaggio non cos\u00ec visibilmente pi\u00f9 anziano di Armand e il duetto talvolta dava l\u2019impressione di un antagonismo amoroso, pi\u00f9 che di un richiamo all\u2019ordine da parte di una figura veneranda. Particolare forse<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-93668 alignright\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dama-4-512x341.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dama-4.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dama-4-290x193.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dama-4-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dama-4-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/> trascurabile, ma evidente. Tra i solisti, emerge <strong>Salvatore Manzo<\/strong>. il Corpo di Ballo, diretto da <strong>Giuseppe Picone<\/strong>, sta lavorando particolarmente bene e la gestione delle risorse umane appare vincente.<br \/>\n<strong>L\u2019Orchestra Giovanile Luigi Cherubuni, diretta dal Maestro Nicola Giuliani, ha dato ottima prova di s\u00e9<\/strong>, con una esecuzione di bella qualit\u00e0 timbrica e dalle sonorit\u00e0 perfette. Era da tempo che non si ascoltava una simile qualit\u00e0 orchestrale al San Carlo, per il balletto.<br \/>\nGrande successo di pubblico, unanimit\u00e0 nell\u2019entusiasmo all\u2019auscita dal teatro: probabilmente il migliore prodotto messo in scena dalla Compagnia del San Carlo negli ultimi anni. \u00c8 questa \u00e8 la danza che vogliamo vedere e che emoziona il pubblico, anche laddove non vi siano numeri imponenti in organico. Perch\u00e9 la quantit\u00e0 non fa necessariamente la qualit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli, Teatro di San Carlo, stagione di balletto 2007-2018 \u201cLA DAME AUX CAM\u00c9LIAS\u201d Musica Carl Davis Coreografia Derek [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":70,"featured_media":93662,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[6606,3834,14677,21056,5827,7411,15133,17280,1406,19691,21084,21083,8215,18262,9544,13126,6907,9408,13127],"class_list":["post-93661","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-alessandro-staiano","tag-corpo-di-ballo-del-teatro-di-san-carlo-di-napoli","tag-danza","tag-derek-dean","tag-edmondo-tucci","tag-ertugrel-gjoni","tag-fabio-gison","tag-giuseppe-ciccarelli","tag-giuseppe-picone","tag-la-dame-aux-camelias","tag-luisa-vallozzi","tag-marcello-pepe","tag-maria-yakovleva","tag-nicola-giuliani","tag-orchestra-giovanile-luigi-cherubini","tag-ottavia-cocozza","tag-salvatore-manzo","tag-sara-sancamillo","tag-valentina-vitale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93661","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/70"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=93661"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93661\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":93669,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93661\/revisions\/93669"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/93662"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=93661"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=93661"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=93661"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}