{"id":93989,"date":"2019-01-04T21:45:54","date_gmt":"2019-01-04T20:45:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=93989"},"modified":"2019-01-05T13:40:33","modified_gmt":"2019-01-05T12:40:33","slug":"charles-gounod-200-faust-1859","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/charles-gounod-200-faust-1859\/","title":{"rendered":"Charles Gounod 200: &#8220;Faust&#8221; (1859)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Opera in cinque atti di Jules Barbier e Michel Carr\u00e9 dall\u2019omonimo poema di Wolfgang Goethe. <strong>Piotr Beczala<\/strong><\/em> <em>(Faust), <strong>lldar Abdrazakov<\/strong> (M\u00e9phistoph\u00e9l\u00e8s), <strong>Maria Agresta<\/strong> (Marguerite), <strong>Alexey Markov<\/strong> (Valentin), <strong>Tara Erraught<\/strong> (Si\u00e9bel), <strong>Paolo Rumetz<\/strong> (Wagner), <strong>Marie-Ange Todorovitch<\/strong> (Marthe). <\/em><strong>Wiener Philharmoniker. Alejo P\u00e9rez <\/strong>(direttore). <strong>Philharmonia Chor Vienna. Walter Zeh <\/strong>(maestro del coro). <strong>Reinhard von der Thannen<\/strong> (regia, scene e costumi), <strong>Giorgio Madia<\/strong> (coreografie), <strong>Frank Evin <\/strong>(luci). Registrazione: Festival di Salisburgo, agosto 2016 . T.Time: 180&#8242; <strong>2 DVD EuroArts 2097038<br \/>\n<\/strong><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/GXLzqIcMfVQ\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<strong><em>Faust<\/em><\/strong>, l&#8217;opera a cui \u00e8 maggiormente legata la fama di <strong>Charles Gounod<\/strong> insieme a <strong><em>Rom\u00e9o et Juliette<\/em><\/strong>, nell&#8217;appena trascorso 2018, in cui si celebravano i 200 anni dalla nascita del compositore francese, \u00e8 stata quasi del tutto ignorata dai teatri europei eccezion fatta per il recente allestimento al Teatro Real di Madrid. Eppure quest&#8217;opera, composta su libretto di <strong>Jules Barbier<\/strong>\u00a0e <strong>Michel Carr\u00e9<\/strong> che avevano ridotto la prima parte del poema di Goethe, alla cui lettura il giovane Gounod si era dedicato sin dai tempi del periodo trascorso a Roma in seguito alla vittoria del <em>Prix<\/em>, alla prima rappresentazione al Th\u00e9\u00e2tre Lyrique, il 19 marzo 1859, con <strong>Marie Miolan Carvalho<\/strong>\u00a0nel ruolo di Marguerite, non ebbe subito il successo sperato, come confessato dallo stesso Gounod nei suoi <em>M\u00e9moires<\/em>: \u00abIl successo di <em>Faust <\/em>non fu eclatante; e tuttavia fin qui il mio pi\u00f9 grande successo a teatro [\u2026]. Quanto alla partitura, fu abbastanza discussa perche io avessi grande speranza di successo\u00bb. Nel corso del tempo l\u2019opera fu soggetta a continui rimaneggiamenti. Dopo la prima edizione sotto forma di <em>op\u00e9ra-dialogu\u00e9<\/em>, fu rappresentata, infatti, a Strasburgo nel 1861 e a Bruxelles l\u2019anno dopo sotto forma di <em>op\u00e9ra-lyrique <\/em>con la sostituzione dei dialoghi e dei melologhi con i recitativi. Infine la terza versione, approntata per l\u2019Op\u00e9ra (1869) con l&#8217;inserimento di un balletto e i <em>couplets <\/em>di Mefistofele all\u2019Op\u00e9ra, ebbe un discreto successo non uscendo pi\u00f9 dal cartellone di quel teatro, nonostante dal 1950 le sue apparizioni siano diventate meno frequenti a causa dell\u2019eccessivo costo da sostenere per la messa in scena. Con quest\u2019opera Gounod\u00a0attu\u00f2 quel rinnovamento del teatro tanto auspicato unendo le forme tipiche del <em>grand-op\u00e9ra<\/em>, come i duetti Faust-Marguerite, il balletto e il terzetto finale con quelle dell\u2019<em>op\u00e9ra-comique <\/em>come il valzer corale e i <em>couplets <\/em>di Mefistofele, ma ricorse anche al repertorio cameristico con le due canzoni di Marguerite e a quello liturgico per la scena della cattedrale e del finale ultimo.<br \/>\n<strong>Anche dal punto di vista discografico <em>Faust<\/em> <\/strong>nel 2018 non ha avuto una grande fortuna se le edizioni pi\u00f9 recenti in DVD, che costituiscono le registrazioni di una produzione del Festival di Salisburgo nel 2016 e di un&#8217;altra del Regio di Torino del 2015,\u00a0 sono state pubblicate dalla Unitel rispettivamente nel 2017 e nel 2016.<br \/>\nPer quanto riguarda la produzione salisburghese va, innanzitutto, notato che la parte visiva, curata per la regia, le scene e i costumi da <strong>Reinhard von der Thannen<\/strong>, desta qualche perplessit\u00e0 sia per la ricerca di simbolismi che appesantiscono sia soprattutto per i costumi che, se, per i solisti, sono borghesi, per il coro e le comparse sembrano, con gli abiti bianchi e i cappelli a punta, quasi da marionette. Quest&#8217;impressione appare confermata anche da una accenno al <em>can-can<\/em> nel coro di soldati dell&#8217;atto quarto che, nelle coreografie complessivamente coerenti con la regia, di <strong>Giorgio Madia,<\/strong> \u00a0appare francamente fuori luogo e che sembra ridicolizzare una partitura mai troppo amata nei paesi di lingua tedesca. Interessante, per\u00f2, \u00e8 la scelta del regista di racchiudere la vicenda di Faust all&#8217;interno del <strong><em>Rien<\/em><\/strong>, parola che apre il libretto e che giganteggia sia nella scena iniziale che in quella finale alludendo al vuoto dell&#8217;esistenza del personaggio goethiano che nella riduzione librettistica di Jules Barbier e Michel Carr\u00e9 assiste alla salvezza di Margherita, ma ancora non \u00e8 protagonista della propria. Questo viaggio interiore di Faust appare avvalorato dalla scenografia che sembra disegnare la coperta di una nave costituendo l&#8217;ambiente che fa da sfondo a tutto lo spettacolo le cui scene vengono variate con pochi elementi. In quella iniziale, per esempio, lo studio di Faust \u00e8 rappresentato con fogli di carta ammonticchiati a cui si aggiunge sulla destra un bauletto, quasi da prestigiatore, che accompagna l&#8217;ingresso in scena di un Mephistoph\u00e8les pi\u00f9 illusionista che diabolico. Ben calibrate e perfettamente coerenti con le scelte registiche sono, infine, le luci di <strong>Franck Evin<\/strong>.<br \/>\nMollto curato \u00e8 invece l&#8217;aspetto musicale a partire dalla concertazione di <strong>Alejo P\u00e9rez <\/strong>il quale, alla guida dei Wiener Philharmoniker, non solo trova delle sonorit\u00e0 e dei tempi adeguati ma riesce ad esaltare i diversi timbri della ricca partitura di Gounod. Di altissimo livello \u00e8 il Faust di <strong>Piotr Beczala<\/strong> le cui doti vocali, note, non richiedono ulteriori approfondimenti; dal punto di vista interpretativo il tenore polacco rende con grande cura le sfaccettature del complesso animo di Faust dalla disperazione iniziale al lirico abbandono di <em>Salut! demeure chaste et pure<\/em>. Al suo fianco in questo cast di stelle, figura una splendida <strong>Maria Agresta<\/strong>, capace di regalare emozioni al pubblico rappresentando perfettamente sulla scena l&#8217;evoluzione del suo personaggio da innocente fanciulla, inesperta della vita, a donna che ne ha conosciuto le dure prove. <strong>lldar Abdrazakov <\/strong>(M\u00e9phistoph\u00e9l\u00e8s) conferma, anche in questa produzione (registrata un anno dopo quella di Torino, del 2015), di essere perfettamente calato nel ruolo sul piano vocale e interpretativo. Di grande effetto \u00e8 il suo <em>Le veau d\u2019or est toujours debout! <\/em>Intensa e appassionata \u00e8 l&#8217;interpretazione di <strong>Alexey Markov<\/strong> del ruolo di Valentin sin dalla cavatina <em>Avant de quitter ces lieux<\/em> alla scena del duello e della conseguente morte \u00a0grazie a una voce dal bel timbro e a una solidissima tecnica. \u00a0Fraseggio e intonazione curati contraddistinguono la prova di <strong>Tara Erraught<\/strong>, un Si\u00e9bel dolce e dai sentimenti puri. Corrette, infine, le <em>performances<\/em> di <strong>Paolo Rumetz<\/strong> (Wagner) e di <strong>Marie-Ange Todorovitch<\/strong> (Marthe) e ottimo il coro Phiolarmonia di Vienna ben preparato da <strong>Walter Zeh.<br \/>\n<\/strong><em><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/faust-torino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-94057\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/faust-torino-272x384.jpg\" alt=\"\" width=\"272\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/faust-torino-272x384.jpg 272w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/faust-torino-141x200.jpg 141w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/faust-torino-106x150.jpg 106w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/faust-torino.jpg 362w\" sizes=\"auto, (max-width: 272px) 100vw, 272px\" \/><\/a>Opera in cinque atti di Jules Barbier e Michel Carr\u00e9 dall\u2019omonimo poema di Wolfgang Goethe.\u00a0<strong>Charles Castronovo<\/strong> <\/em><em>(Faust), <strong>lldar Abdrazakov <\/strong>(M\u00e9phistoph\u00e9l\u00e8s),\u00a0<strong>Irina Lungu<\/strong> (Marguerite), <strong>Vasilij Ladjuk <\/strong>(Valentin), <strong>Ketevan Kemoklidze <\/strong> (Si\u00e9bel), <strong>Paolo Maria Orecchi<\/strong><strong>a <\/strong>(Wagner), <strong>Samantha Korbey<\/strong> (Marthe). <\/em><strong>Orchestra e coro del Teatro Regio di Torino.<\/strong> <strong>Gianandrea Noseda<\/strong> (direttore), <strong>Claudio Fenoglio<\/strong> (maestro del coro). <strong>Stefano Poda<\/strong> (regia, scene e costumi). Registrazione: Torino, Teatro Regio 7 &amp; 9 giugno 2015. T.Time: 180&#8242; 1 <strong>1 DVD CMajor <span id=\"hnum\">1044862<\/span><\/strong><br \/>\nMolto accattivante, dal punto di vista visivo, \u00e8 lo spettacolo del Regio di Torino firmato, per quanto riguarda la regia, le scene e i costumi, da <strong>Stefano Poda <\/strong>il quale ha costruito la sua visione dell&#8217;opera di Gounod intorno ad un anello metallico, metafora della circolarit\u00e0 della vita, che viene modificato e riproposto in diverse angolazioni per adattarsi alle varie scene contenendo ora i libri per lo studio di Faust ora gli alberi per il giardino ora una grande croce per la scena della chiesa. Da un punto di vista registico Poda pone al centro un camaleontico M\u00e9phistoph\u00e9les, impersonato da <strong>lldar Abdrazakov.\u00a0<\/strong>Il suo \u00e8 un M\u00e9phistoph\u00e9l\u00e8s gentiluomo di rara eleganza grazie a un fraseggio e una tecnica assolutamente impeccabili. Eleganti sono, infine, i costumi, i cui colori oscillano dal nero al rosso, pi\u00f9 tradizionale per M\u00e9phistoph\u00e9l\u00e8s, e che contrastano con il bianco indossato da Marguerite, simbolo dell&#8217;ingenua purezza della giovane donna. Il rosso \u00e8 utilizzato anche per il coro e le comparse che nel celebre valzer danno vita grazie anche a un trascinante e vorticoso ritmo impresso da Noseda ad un vero e proprio sabba. Da parte sua la concertazione di <strong>Gianandrea Noseda<\/strong>, che guida con il suo gesto tecnicamente perfetto ed elegante l&#8217;orchestra del Regio, si segnala per una scelta delle sonorit\u00e0 che mostrano una cura del dettaglio. Ogni suono, sotto la sua bacchetta, ha un suo peso proprio tale che l&#8217;opera sembra quasi studiata nota per nota come si pu\u00f2 notare gi\u00e0 nel <em>Preludio<\/em> iniziale. Dotato di una bella ed omogenea voce,<strong> Charles Castronovo<\/strong> \u00e8 un Faust ben centrato nel ruolo e attento dal punto di vista interpretativo a scandagliare l&#8217;animo del suo personaggio. Di dolce malinconia la sua interpretazione della cavatina, <em>Salut! demeure chaste et pure. <\/em>Notevole \u00e8 la prova di <strong>Irina Lungu<\/strong>, una Marguerite che trova i momenti migliori negli afflati lirici da lei particolarmente curati in modo da dare una dimensione pienamente umana del personaggio. Fraseggio e intonazione corretti contraddistinguano il Valentin di <strong>Vasilij Ladjuk<\/strong>, particolarmente a suo agio nella scena del duello del quarto atto, mentre <strong>Ketevan Kemoklidze <\/strong>\u00e8 un tenero e convincente Si\u00e8bel<strong>. <\/strong>Corrette, infine, le prove di <strong>Paolo Maria Orecchi<\/strong><strong>a <\/strong>(Wagner) e di <strong>Samantha Korbey<\/strong> (Marthe) e ottima quella\u00a0 del coro del Regio ben preparato da <strong>Claudio Fenoglio.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8SRZesi9DHo\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera in cinque atti di Jules Barbier e Michel Carr\u00e9 dall\u2019omonimo poema di Wolfgang Goethe. 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