{"id":93992,"date":"2018-10-16T01:23:06","date_gmt":"2018-10-15T23:23:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=93992"},"modified":"2018-10-16T01:23:06","modified_gmt":"2018-10-15T23:23:06","slug":"venezia-palazzetto-bru-zane-mi-permette-questo-valzer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-palazzetto-bru-zane-mi-permette-questo-valzer\/","title":{"rendered":"Venezia, Palazzetto Bru Zane: &#8220;Mi permette questo valzer?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>Venezia, Palazzetto Bru Zane, Festival \u201cJacques Offenbach e la Parigi della musica leggera\u201d, dal 29 settembre al 28 ottobre 2018<br \/>\n<\/i><\/span>\u201c<span lang=\"it-IT\"><b>MI PERMETTE QUESTO VALZER?\u201d<br \/>\n<\/b><\/span><span lang=\"it-IT\">Pianoforte <strong>Philippe Hattat<br \/>\n<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Claude Debussy:\u00a0<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> Valse romantiqu; <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Gabriel Piern\u00e9:<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> Viennoise op. 49; <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Benjamin Godard:\u00a0<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> Valse no 5 dite \u201cchromatique\u201d op. 8; <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Gabriel Faur\u00e9:<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> Valses-Caprices : No 4 en la b\u00e9mol majeur op. 6;\u00a0 <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Fr\u00e9d\u00e9ric Chopin:<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> Trois Valses op. 34 : N\u00b0 1 Vivace \u2013 N\u00b0 2 Lento \u2013 N\u00b0 3 Vivace; <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Th\u00e9odore Dubois: <\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">Valses intimes : 1. Mod\u00e9r\u00e9 \u2013 2. Un peu plus vite \u2013 3. Mod\u00e9r\u00e9 \u2013 4. Pas vite, et un peu \u00e0 l\u2019aise \u2013 5. Vif \u2013 6. Mouvement mod\u00e9r; <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Marie-Joseph-Alexandre D\u00e9odat de S\u00e9verac<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">: Pippermint-Ge; <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Camille Saint-Sa\u00ebns<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">: \u00c9tude en forme de vals.<br \/>\n<\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Venezia, 12 ottobre 2018<br \/>\n<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Sembrava quasi intimorito Philippe Hattat nel presentarsi al pubblico del Palazzetto Bru Zane,<\/strong> poco prima di sedersi al pianoforte: lo sguardo mansueto, il sorriso appena accennato, il corpo piuttosto esile avrebbero potuto essere quelli di un ragazzo poco pi\u00f9 che adolescente alle prime armi. Invece, non appena ha messo le mani sulla tastiera, ha mostrato la grinta, l&#8217;energia, la padronanza tecnica di un vero e proprio mattatore e, nello stesso tempo, la sensibilit\u00e0 di un fine interprete, cui certo non manca \u2013 nonostante i suoi venticinque anni \u2013 un <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>curriculum<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> di tutto rispetto, quanto a titoli di studio, affermazioni in concorsi internazionali, attivit\u00e0 concertistica. Cos\u00ec tutti i presenti in sala sono stati idealmente travolti dal ritmo della danza pi\u00f9 seduttrice, pi\u00f9 evocativa dell&#8217;Europa romantica, dell&#8217;atmosfera magica dei suoi salotti altolocati come di quella, pi\u00f9 dimessa, delle sale da ballo popolari. Quelli eseguiti dal giovane solista non erano, comunque, valzer destinati alla danza, bens\u00ec composizioni ascrivibili alla cosiddetta &#8220;musica pura&#8221;, in cui prevale una dimensione, appunto, evocativa, nostalgica, rispetto ad un mondo avvertito ormai come sempre pi\u00f9 lontano, e dove ai movimenti della danza l&#8217;autore intreccia anche i &#8220;moti&#8221; del proprio cuore&#8221;, cos\u00ec come avviene gi\u00e0 a partire da Chopin, con i suoi celebri valzer, fino all&#8217;ultimo Ottocento e ben oltre.<br \/>\n<\/span><strong><span lang=\"it-IT\">Nel primo brano in programma, <\/span><\/strong><span lang=\"it-IT\"><i>Valse romantique<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> \u2013 composta, nel 1890, da un Debussy appena trentenne \u2013, il vagheggiamento di un mitico passato traspariva da un&#8217;interpretazione, che ha saputo trovare il tocco pi\u00f9 appropriato, a rendere le atipiche concatenazioni armoniche, le tessiture strumentali, leggere e trasparenti, gli arpeggi e gli arabeschi, che gi\u00e0 percorrono lo stile della maturit\u00e0. <\/span><span lang=\"it-IT\">Al 1932 risale la prima esecuzione della <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Viennoise<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> di Piern\u00e9; un brano lungo e vario, dove si sono colte tutta l&#8217;eleganza, tutta la sensualit\u00e0 della <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Suite de valses<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">, costituente la prima parte, mentre nella seconda, <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Cort\u00e8ge-Blues,<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> si \u00e8 goduto il vago sapore esotico, che la caratterizza, per quanto il richiamo al genere musicale afro-americano non corrisponda affatto a una reale aderenza al modello originale.<br \/>\n<\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Particolarmente brillante<\/strong> \u00e8 risultata la <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Valse \u201cchromatique\u201d<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> di Godard, risalente ai primi anni Ottanta dell&#8217;Ottocento: una sorta di rapsodia, che esplora le risorse del cromatismo senza peraltro alterare n\u00e9 l\u2019armonia n\u00e9 la propria natura melodica (vedi certi studi di Chopin e Liszt). Si tratta di un pezzo virtuosistico, ma da eseguirsi senza alcun esibizionismo, con qualche tocco spiritoso come l&#8217;<\/span><span lang=\"it-IT\"><i>incipit<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">, che prende forma per progressive aggiunte di note, in base a un procedimento simile a quello usato da Beethoven nelle prime battute del finale della <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Prima sinfonia.<br \/>\n<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Straordinarie doti virtuosistiche \u2013 pur senza ostentazione<\/strong> e con grande attenzione alle numerose indicazioni agogiche, secondo le intenzioni dell\u2019autore \u2013 ha confermato Philippe Hattat nell\u2019ultima delle <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Valses-Caprice<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">s di Faur\u00e9, composte tra il 1882 e il 1894: una raccolta, in cui si coglie l\u2019evoluzione dell\u2019autore, che vi adotta armonie via via pi\u00f9 originali e raffinate. <\/span><span lang=\"it-IT\">Mai mellifluo n\u00e9 in qualche modo eccessivo \u00e8 risultato il suo Chopin, interpretando le <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Trois Valses<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> op. 34, composte in periodi molto diversi e pubblicate alla fine del 1838. Sono tre pezzi, che rispecchiano una variet\u00e0 di vicende professionali e affettive, e dunque non concepiti per la danza, rivelando caratteri evidentemente diversi rispetto ai canoni del valzer ottocentesco: specialmente quello centrale<\/span> <span lang=\"it-IT\">\u2013 in modo minore, malinconico e in tempo lento, cui peraltro ci \u00e8 parso che il solista abbia impresso una velocit\u00e0 eccessiva \u2013 e l\u2019ultimo vorticoso fino alla vertigine.<br \/>\n<\/span><span lang=\"it-IT\">Toni pi\u00f9 delicati hanno caratterizzato il ciclo delle <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Valses intimes<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> di Dubois, pubblicate nel 1909 e cos\u00ec definite per sottolinearne la brevit\u00e0 e la limpidezza della scrittura, scevra da ogni virtuosismo, mentre con <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Pippermint-Get<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> di D\u00e9odat de S\u00e9verac, scritto nel 1907 \u2013 il cui titolo corrisponde al nome di un liquore allora prodotto nei pressi di Tolosa \u2013 la platea \u00e8 stata invasa dalla frivolezza, dalla spensieratezza della <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Belle \u00c8poque<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">, che avvicinano questo pezzo sia alla produzione pianistica di Godard sia alla musica composta per i primi film comici muti.<br \/>\n<\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Degno finale \u2013 pirotecnico!<\/strong> \u2013 di questa rassegna \u00e8 stato l\u2019<\/span><span lang=\"it-IT\"><i>\u00c9tude en forme de valse<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> di Camille Saint-Sa\u00ebns, virtuoso del pianoforte \u2013 che inizi\u00f2 a studiare a soli a due anni e mezzo \u2013 e prolifico compositore per il suo strumento: uno studio, che richiede la padronanza del cosiddetto j<\/span><span lang=\"it-IT\"><i>eu perl\u00e9<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> e decisamente troppo sperticato nella forma per essere preso in considerazione da ipotetici danzatori, risultando invece un formidabile pezzo da concerto, che ha qualcosa di diabolico analogamente al <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Mephisto-Walzer<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> di Liszt. A fine serata il pubblico, galvanizzato, si \u00e8 lanciato in fragorosi applausi, premiati da due altrettanto funambolici <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>bis<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">: <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Valse-Impromptu<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> di Georges Jean Pfeiffer e <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Souvenirs d\u2019Orient<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> di Ludovic Lamothe.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Palazzetto Bru Zane, Festival \u201cJacques Offenbach e la Parigi della musica leggera\u201d, dal 29 settembre al 28 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":93997,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[11167,4930,3064,21231,21155,11244,5142,12544,15793,10201,17581,21232,10743],"class_list":["post-93992","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-benjamin-godard","tag-camille-saint-saens","tag-claude-debussy","tag-conerti","tag-festival-jacques-offenbach-e-la-parigi-della-musica-leggera","tag-frederic-chopin","tag-gabriel-faure","tag-gabriel-pierne","tag-marie-joseph-alexandre-deodat-de-severac","tag-palazzetto-bru-zane","tag-palazzetto-bru-zane-di-venezia","tag-philippe-hattat","tag-theodore-dubois"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93992","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=93992"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93992\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":93993,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93992\/revisions\/93993"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/93997"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=93992"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=93992"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=93992"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}