{"id":94125,"date":"2018-11-08T00:08:27","date_gmt":"2018-11-07T23:08:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=94125"},"modified":"2019-08-06T14:58:40","modified_gmt":"2019-08-06T12:58:40","slug":"ricordando-georges-bizet-1838-1875-ii-gli-esordi-les-pecheurs-de-perles-1863","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/ricordando-georges-bizet-1838-1875-ii-gli-esordi-les-pecheurs-de-perles-1863\/","title":{"rendered":"Ricordando Georges Bizet (1838 \u2013 1875) II: gli esordi (\u201cLes p\u00eacheurs de perles\u201d, 1863)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong> A 180 anni dalla nascita.<br \/>\n<\/strong>Mentre procedevano le prove de <em>La guzla de l\u2019Emir<\/em> all&#8217;Op\u00e9ra-Comique, <strong>Bizet<\/strong>, ritornato a Parigi, dopo il soggiorno a Roma per il Prix,\u00a0fu contattato dal direttore del Th\u00e9\u00e2tre Lyrique Leon Carvalho\u00a0il quale annualmente percepiva la somma di 100.000 francs dal Conte Walewski a condizione che mettesse in scena un\u2019opera in 1 atto di un giovane vincitore del <em>Prix de Rome<\/em>. Carvalho, che aveva intuito le qualit\u00e0 del giovane compositore, gli offr\u00ec il libretto di <em>Les p\u00eacheurs de perles <\/em>scritto da <strong>Michel Carr\u00e9\u00a0<\/strong>ed <strong>Eug\u00e8ne Cormon<\/strong>. Bizet\u00a0accett\u00f2 di buon grado l\u2019offerta e ritir\u00f2 <em>La guzla de l\u2019Emir <\/em>poich\u00e9 tra le condizioni imposte dal Conte era previsto anche che il compositore non avesse mai fatto rappresentare un\u2019opera a scopo commerciale. <strong><em>Les p\u00eacheurs de perles<\/em><\/strong>, in 3 atti, and\u00f2 in scena al Th\u00e9\u00e2tre Lyrique il 18 settembre 1863 con una buona accoglienza da parte del pubblico ma non della critica che accus\u00f2 di Bizet sia di wagnerismo sia di imitare Verdi per non parlare del caustico giudizio di <strong>\u00abLe Figaro\u00bb<\/strong> che la defin\u00ec \u00aborgie bruyante\u00bb. L&#8217;unica voce fuori dal coro fu quella di <strong>Berlioz<\/strong> che scrisse<br \/>\n&#8220;La partitura dei <em>P\u00eacheurs de perles<\/em> fa onore al signor Bize; cos\u00ec, nonostante il suo talento nella lettura a prima vista, dobbiamo ora attribuirgli il merito di essere un compositore. [\u2026]. La partitura di quest&#8217;opera ha ottenuto un successo autentico; contiene un numero considerevole di bei pezzi espressivi pieni di fuoco e di un ricco colore. Non c&#8217;\u00e8 l&#8217;ouverture, ma un&#8217;introduzione cantata e danzata piena di verve e di fervore&#8221;. (H. Berlioz, <em>Th\u00e9\u00e2tre-Lyrique<\/em>, in \u00abJournale des D\u00e9bats\u00bb, 8 ottobre 1863<br \/>\nDopo la <em>premi\u00e8re<\/em> l\u2019opera, non pi\u00f9 rappresentata mentre era in vita il suo autore, fu ripresa, per iniziativa dell&#8217;editore Sonzogno in una versione italiana curata da <strong>Angelo Zanardini<\/strong> alla Scala di Milano nel 1886<em>.<\/em>\u00a0 Sette anni dopo <strong>L\u00e9on Carvalho<\/strong> la mise in scena in una versione ampiamente rivista con l&#8217;aggiunta di pezzi ispirati al suo gusto personale e nello stesso anno Choudens pubblic\u00f2 una partitura basata su questa versione deformata e lontana dallo spirito originale dell&#8217;opera che, tuttavia, in questa forma, fu rappresentata e incisa fino al 1965. Da allora un rinnovato interesse filologico ha portato alla realizzazione di ben tre versioni di cui l&#8217;ultima, opera del musicologo inglese <strong>Hugh Macdonald<\/strong>, che, nel 2014, ha ricostruito la partitura in una forma quanto pi\u00f9 possibile originale avvalendosi della riduzione per canto e pianoforte redatta dallo stesso Bizet e di una partitura ad uso della spalla, che nell&#8217;Ottocento fungeva da direttore d&#8217;orchestra, risalente al 1863; questa \u00e8, in\u00a0 realt\u00e0, una <em>particella<\/em> con sei parti in cui sono segnate le principali entrate degli archi e degli ottoni \u00a0e non la partitura autografa.<br \/>\n<em><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/0827949068560.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-94221\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/0827949068560-381x384.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/0827949068560-381x384.jpg 381w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/0827949068560-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/0827949068560-198x200.jpg 198w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/0827949068560-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/0827949068560-75x75.jpg 75w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/0827949068560.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a>Op\u00e9ra-lyrique in tre atti su libretto di Michel Carr\u00e9 e Eug\u00e8ne Cormon. Edizione critica a cura di Hugh Macdonald. <strong>Julie Fuchs<\/strong> (Le\u00efla), <strong>Cyrille Dubois <\/strong>(Nadir), <strong>Florian Sempeys <\/strong>(Zurga), <strong>Luc Bertin-Hugault\u00a0<\/strong>(Nourabad).<\/em> <strong>Orchestre National de Lille. Alexandre Bloch<\/strong> (direttore). <strong>Les Cris de Paris. Geoffroy Jourdain<\/strong> (direttore). Registrazione: Nouveau Si\u00e8cle de Lille 9-11 maggio 2017. <strong>2 CD Pentatone PTC 5186 586 &#8211; 2018<\/strong><br \/>\nSu questa partitura \u00e8 stata incisa la presente edizione dei <strong><em>P\u00eacheurs de perles<\/em><\/strong>, opera rivalutata dalla critica moderna che l&#8217;ha considerata come un lavoro in cui appaiono gi\u00e0 i primi segnali di una melodia e di una strumentazione evocativa che avrebbero raggiunto il massimo splendore nel suo capolavoro assoluto, pur riconoscendo alla musica un carattere irregolare e poco originale. Protagonista di quest&#8217;edizione \u00e8 un cast di giovani promettenti a partire da <strong>Alexandre Bloch<\/strong> che, sul podio dell&#8217;Orchestre Nationale de Lille non solo sceglie dei tempi adeguati, ma riesce a trovare anche delle sonorit\u00e0 belle, gi\u00e0 nel preludio, e mai soverchianti le voci. Dotata di una voce omogenea che trova nel settore acuto i suoni pi\u00f9 belli, <strong>Julie Fuchs<\/strong> \u00e8 una Leila vocalmente solida sul piano del fraseggio e dell&#8217;intonazione. Intensa la sua interpretazione del Finale del primo atto e del duetto dell&#8217;atto secondo con Nadir. Ottima tecnica, evidente nell&#8217;uso delle mezze voci negli acuti della sua aria <em>Je crois encore<\/em>, e fraseggio curato contraddistinguono anche la prova di <strong>Cyrille Dubois<\/strong>, un Nadir pienamente convincente anche grazie ad una voce che si segnala per la bellezza degli acuti. Di buon livello, oltre al duetto con la Fuchs, anche quello con Zurga (<em>Au fond du temple saint<\/em>), qui presentato nella sua versione originale. Fraseggio e intonazioni curati contraddistinguono anche lo Zurga di <strong>Florian Sempeys<\/strong>, baritono dotato di una voce potente evidente sin dal suo perentorio ingresso, <em>Amis, interrompez vos danses et vos jeux!<\/em> <strong>Luc Bertin-Hugault<\/strong> \u00e8 un Nourabad convincente e ottima \u00e8, infine, la prova del coro <strong><em>Les Cris de Paris<\/em><\/strong>, ben preparato e diretto da <strong>Geoffroy Jourdain.<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A 180 anni dalla nascita. 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