{"id":94234,"date":"2018-11-06T09:09:13","date_gmt":"2018-11-06T08:09:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=94234"},"modified":"2018-11-06T09:09:13","modified_gmt":"2018-11-06T08:09:13","slug":"staatsoper-stuttgart-a-kekszakallu-herceg-vara-il-castello-del-duca-barbablu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/staatsoper-stuttgart-a-kekszakallu-herceg-vara-il-castello-del-duca-barbablu\/","title":{"rendered":"Staatsoper Stuttgart: &#8220;A k\u00e9kszak\u00e1ll\u00fa herceg v\u00e1ra&#8221; (Il castello del duca Barbabl\u00f9)"},"content":{"rendered":"<div id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6224\"><em>Staatsoper Stuttgart, stagione lirica 2018\/2019<\/em><strong id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6223\"><br \/>\n\u201cIL CASTELLO DEL DUCA BARBABLU&#8217;\u201d<\/strong><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6218\"><strong id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6222\">(A k\u00e9kszak\u00e1ll\u00fa herceg v\u00e1ra)<\/strong><br \/>\nOpera in un atto. Libretto di B\u00e9la Bal\u00e1sz<br \/>\nMusica di\u00a0 <strong id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6221\">B\u00e9la Bart\u00f3k<\/strong><br \/>\n<em id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6219\">Herzog Blaubart<\/em> FALK STRUCKMANN<br \/>\n<em>Judith<\/em> CLAUDIA MAHNKE<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6217\">Orchestra della Staatsoper Stuttgart<b><br \/>\n<\/b>Direttore<b id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6229\"> <strong id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6228\">Titus Engel<\/strong><br \/>\n<\/b>Installazione, regia, scene e costumi<b><strong> Hans Op de Beeck<\/strong><br \/>\n<\/b>Drammaturgia<b id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6231\"> <strong id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6230\">Barbara Eckle, Julia Schmitt<\/strong><\/b><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6233\"><i id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6232\">\u00a0Stuttgart, 2 novembre 2018 <\/i><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6234\" style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8387_06.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-94236\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8387_06-256x384.jpg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8387_06-256x384.jpg 256w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8387_06-133x200.jpg 133w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8387_06-100x150.jpg 100w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8387_06.jpg 341w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><\/a>Come secondo nuovo allestimento della stagione, la Staatsoper Stuttgart ha presentato<i> A k\u00e9kszak\u00e1ll\u00fa herceg v\u00e1ra<\/i>, l&#8217;atto unico di B\u00e9la Bart\u00f3k (in italiano <i>Il castello del duca Barbabl\u00f9<\/i>) in una sede abbastanza insolita, l&#8217; ex ufficio di smistamento pacchi della Deutsche Post situato nel Rosenstein Park.<\/strong> La scelta del luogo richiede alcune parole di spiegazione per i lettori italiani: da diverso tempo l&#8217; edificio dell&#8217; Opernhaus Stuttgart, costruito nel 1912 su progetto di Max Littmann, necessita urgentemente di interventi di restauro e ammodernamento della struttura tecnica. Siccome in citt\u00e0 non esiste un altro edificio teatrale in grado di ospitare le stagioni della Staatsoper durante il periodo necessario ai lavori di risanamento, il governo del Baden-W\u00fcrttemberg sar\u00e0 obbligato a costruire una struttura alternativa e ha preso in considerazione la possibilit\u00e0 di utilizzare il vecchio edificio postale da anni non pi\u00f9 in servizio per ricavarne un teatro che, dopo il ritorno della Staatsoper nella sua sede, potrebbe essere impiegato come sede per altri ensembles. La nuova direzione artistica del teatro ha voluto sperimentare le possibilit\u00e0 logistiche di questa struttura con la nuova produzione dell&#8217; unico progetto operistico di Bart\u00f3k, commissionando un&#8217; installazione scenica a <strong>Hans Op de Beeck<\/strong>, quarantanovenne artista visuale belga conosciuto a livello internazionale per le sue opere multimediali di impostazione minimalista. Il progetto raffigurava un molo affacciato su una distesa d&#8217; acqua, forse una proiezione scenica del mare di lacrime di cui parla il Duca Barbal\u00f9 nel libretto bartokiano, in una sala poco illuminata nella quale si entrava accolti da rumori evocanti le onde. Prima di entrare, gli spettatori dovevano calzare soprascarpe in gomma sotto la guida di un gruppo di attori, quasi maestri di cerimonie, che illustravano l&#8217; atmosfera e guidavano il pubblico, diviso in gruppi, ai loro posti camminando attraverso l&#8217; acqua. <strong>Prima di<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8388_07.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-large wp-image-94237\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8388_07-512x341.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8388_07.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8388_07-290x193.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8388_07-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8388_07-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a> entrare, una serie di ciclo-shuttles coperti a tre ruote faceva la spola tra la stazione della U-Bahn e il Paketpostamt<\/strong> attraverso il Rosenstein Park rischiarato da palloncini luminosi, mentre un servizio di bus navetta faceva la spola fra il centro di Stuttgart e il luogo della rappresentazione per accompagnare altri spettatori. Tutto molto suggestivo e organizzato con la precisione tipica di queste parti, ma io durante lo spettacolo e alla fine mi sono posto diverse domande sulla funzionalit\u00e0 della sede come teatro alternativo e su quella della messinscena a livello di interpretazione. Per quanto riguarda il primo punto, la mia risposta \u00e8 decisamente negativa: il luogo \u00e8 scomodo da raggiungere, non troppo ben servito dai mezzi pubblici e oltretutto anche privo di parcheggi. Dubito fortemente che sarebbe possibile organizzare in maniera fissa un servizio di accoglienza realizzabile per le quattro recite di questa produzione ma secondo me impraticabile per un teatro tedesco che mette in scena circa 250 recite all&#8217; anno. <strong>Dal punto di vista artistico, la struttura scenica di Hans Op de Beeck era sicuramente suggestiva<\/strong> da vedere ma io sinceramente non ho proprio capito che rapporto avesse con la vicenda dell&#8217; opera, anche perch\u00e8 di regia vera e propria, intesa come lavoro sulla caratterizzazione scenica degli attori, in questa messinscena non se ne coglieva la minima traccia. Tra le altre cose, la perenne oscurit\u00e0 in cui era immersa tutta la serata contraddiceva in maniera per me abbastanza fastidiosa il senso della musica di Bart\u00f2k e del libretto di quest&#8217; opera definita da Zoltan Kodaly &#8220;il <i> Pell\u00e9as<\/i> ungherese&#8221; per la mancanza assoluta di quei contrasti tra luminosit\u00e0 e buio, di quelle improvvise esplosioni di luce come avviene all&#8217; apertura della quinta porta, che costituiscono un aspetto fondamentale del testo e della musica.<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6249\" style=\"text-align: justify;\"><strong><i><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8390_09.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-94238\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8390_09-512x342.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8390_09.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8390_09-290x194.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8390_09-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8390_09-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a>Sic stantibus rebus<\/i>, la serata dopo l&#8217; innegabile momento di suggestione che si provava all&#8217; ingresso dell&#8217; installazione scenica scorreva in maniera per me abbastanza noiosa<\/strong> a causa di una parte scenica completamente scollegata dalla musica che si stava eseguendo. Fortunatamente, da questo ultimo punto di vista la qualit\u00e0 complessiva era davvero molto notevole, con una <strong>Staatsorchester che ha suonato in maniera impeccabile sotto la direzione di Titus Engel<\/strong>, quarantacinquenne musicista zurighese conosciuto come autorevole esperto del repertorio moderno e contemporaneo, che ha realizzato un&#8217; interpretazione attentissima nel mettere in evidenza tutta la raffinatezza della scrittura di Bart\u00f2k che in questa partitura, composta nel 1911 su un testo di\u00a0B\u00e9la Bal\u00e1zs ma rappresentata per la prima volta solo sette anni dopo, raggiunge vertici straordinari di sapienza e modernit\u00e0. Una direzione molto notevole per sottigliezza dinamica, tensione narrativa e<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8392_11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-large wp-image-94239\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8392_11-258x384.jpg\" alt=\"\" width=\"258\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8392_11-258x384.jpg 258w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8392_11-134x200.jpg 134w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8392_11-101x150.jpg 101w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/8392_11.jpg 344w\" sizes=\"auto, (max-width: 258px) 100vw, 258px\" \/><\/a> raffinatezza di colori strumentali, pregevole soprattutto nella progressione drammatica e nella sottolineatura di certi dettagli come il bicordo di seconda minore che simboleggia il sangue e ritorna continuamente nel corso dell&#8217; opera e la\u00a0melodia pentatonica iniziale che evoca subito musicalmente il clima di antica, leggendaria ballata del testo e conclude la partitura con il ritorno alla situazione iniziale, quando il castello di Barbabl\u00f9 \u00e8 ripiombato nella cupa oscurit\u00e0 in cui era immerso, almeno da quanto si legge nel testo perch\u00e9 in questa messinscena il buio non cambiava nel corso di tutta la serata. Anche dal punto di vista del canto l&#8217; esecuzione era decisamente pregevole. <strong>Claudia Mahnke<\/strong> ha interpretato Judith con una bella intensit\u00e0 di fraseggio e una notevole flessibilit\u00e0 nel seguire una scrittura vocale assai impegnativa perch\u00e9 basata su un declamato frammentato e con molti intervalli scomodi da intonare. Molto buono anche il protagonista maschile impersonato da <strong>Falk Struckmann<\/strong>, basso-baritono molto conosciuto per le sue interpretazioni wagneriane che ha delineato un Barbabl\u00f9 assai autorevole nel suo tono gelido e scostante, privo di qualsiasi scatto emotivo. Successo molto notevole da parte di un pubblico intervenuto numeroso e con parecchia curiosit\u00e0 per assistere a una serata decisamente inusuale. <em>Foto Matthias Baus<\/em><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6248\"><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1541490549897_6246\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Staatsoper Stuttgart, stagione lirica 2018\/2019 \u201cIL CASTELLO DEL DUCA BARBABLU&#8217;\u201d (A k\u00e9kszak\u00e1ll\u00fa herceg v\u00e1ra) Opera in un atto. 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