{"id":94282,"date":"2018-11-12T22:33:17","date_gmt":"2018-11-12T21:33:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=94282"},"modified":"2018-11-12T22:33:32","modified_gmt":"2018-11-12T21:33:32","slug":"sassari-teatro-comunale-rigoletto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/sassari-teatro-comunale-rigoletto\/","title":{"rendered":"Sassari, Teatro Comunale: &#8220;Rigoletto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><i>S<\/i><em>assari, Teatro Comunale, <\/em><em>Stagione Lirica 2018<br \/>\n<\/em>\u201c<b>RIGOLETTO\u201d<br \/>\n<\/b>Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave.<br \/>\nMusica di <b>Giuseppe Verdi<br \/>\n<\/b><i>Il Duca di Mantova <\/i>GIULIO PELLIGRA<br \/>\n<i>Rigoletto <\/i>VLADIMIR STOJANOV<br \/>\n<i>Gilda <\/i>ALEKSANDRA KUBAS-KRUK<br \/>\n<i>Sparafucile <\/i>ANDREA COMELLI<br \/>\n<i>Maddalena <\/i>SOFIA JANELIDZE<br \/>\n<i>Giovanna\/la Contessa di Ceprano <\/i>SERENA MUSCARIELLO<br \/>\n<i>Monterone <\/i>FULVIO FONZI<br \/>\n<i>Marullo <\/i>STEFANO MARCHISIO<br \/>\n<i>Borsa <\/i>DIDIER PIERI<br \/>\n<i>Il Conte di Ceprano\/Usciere <\/i>FRANCESCO LEONE<br \/>\n<i>Paggio <\/i>VERONICA ABOZZI<br \/>\nOrchestra e Coro dell\u2019Ente Concerti Marialisa de Carolis<br \/>\nDirettore <b>Matteo Beltrami<br \/>\n<\/b>Maestro del coro <b>Antonio Costa<br \/>\n<\/b>Regia <b>Paolo Gavazzeni,<\/b> <b>Piero Maranghi<br \/>\n<\/b>Scene <b>Leila Fteita<br \/>\n<\/b>Costumi <b>Nicoletta Ceccolini<br \/>\n<\/b>Light designer <b>Tony Grandi<br \/>\n<\/b>Nuovo allestimento in coproduzione della Fondazione Teatro Coccia di Novara ed Ente Concerti \u201cMarialisa de Carolis\u201d di Sassari<br \/>\n<i>Sassari, 9 novembre 2018<br \/>\n<\/i><strong>I pi\u00f9 vecchi appassionati di lirica cittadina ricorderanno un <i>Rigoletto <\/i>del 1980, in un allestimento \u201cmoderno\u201d del compianto Beppe de Tomasi,<\/strong> con una scalinata sghemba dall\u2019inizio alla fine dell\u2019opera e gli interpreti in costume d\u2019epoca. La stessa cosa fu utilizzata nella medesima stagione, assai al risparmio, anche per Traviata e Trovatore, facendo perdere la pazienza persino all\u2019assai tollerante recensore di allora della Nuova Sardegna. Difficile non rievocare quella stagione di trentotto anni fa assistendo al nuovo allestimento di <i>Rigoletto<\/i> realizzato in collaborazione tra il Coccia di Novara e l\u2019Ente Concerti de Carolis, ora in produzione nel Teatro Comunale sassarese. Ma il buon Beppe conosceva molto bene il teatro e le sue leggi, mentre lo spettacolo ideato e realizzato da <strong>Paolo Gavazzeni<\/strong> e <strong>Piero Maranghi<\/strong> non ha convinto del tutto nella coerenza tra l\u2019idea di partenza e il suo svolgimento. L\u2019allestimento scenico di<strong> Leila Fteita<\/strong>, illuminato da <strong>Tony Grandi<\/strong>, in s\u00e9 decorativo e gradevole, consisteva fondamentalmente in un praticabile accessibile con gradini e alcuni bei fondali: solo delle piccole varianti a questa impostazione (gradinate, balaustra, spostamento di alcuni elementi geometrici d\u2019arredo ecc.) modificavano l\u2019ambiente in funzione delle varie scene. Si \u00e8 trattata insomma di una scelta decisamente anti realistica, connotativa, di taglio moderno ed essenziale. Tutto ci\u00f2 \u00e8 apparso per\u00f2 in conflitto prima di tutto con la grande cornice che inquadrava la scena, come a confinare lo spazio scenico in una sorta di dipinto d\u2019epoca, una memoria del passato che dal quadro iniziale si animava nella narrazione. Al di l\u00e0 della trovata metateatrale non certo nuova, tutto ci\u00f2 ha ben poco a che fare col minimalismo scenico dell\u2019allestimento: se la cornice mi riporta a una illustrazione antica, come giustificare una scenografia che antica non \u00e8? Ma ci\u00f2 \u00e8 il meno: il problema vero \u00e8 stato che poco, sia nei sontuosi costumi tradizionali di <strong>Nicoletta Ceccolini<\/strong> sia nella gestualit\u00e0 e nei movimenti registici, \u00e8 apparso coerente con un allestimento indicativo che faceva apparire i personaggi estranei a ci\u00f2 che li circondava. Quindi vedere i cantanti relazionarsi secondo le convenzioni pi\u00f9 consuete del teatro lirico, salvo poi spostarsi sulla scena nel nulla che giustificasse logiche, scelte e reazioni, ha ovviamente generato varie perplessit\u00e0. La confusione tra aspetto connotativo e denotativo \u00e8 apparsa evidente anche in alcune scelte come la pioggia durante la tempesta, mal realizzata in maniera realistica, o Gilda intrisa di sangue nella scena finale, che sarebbe stata di gusto discutibile anche in un\u2019opera ultra verista. In parole povere, che sia moderno o tradizionale, convenzionale o rivoluzionario, per la riuscita di uno spettacolo \u00e8 fondamentale il rispetto delle logiche del teatro: andando un po\u2019 di qua e un po\u2019 di l\u00e0 si rischia di smarrire presto la strada.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 12pt;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/7.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-94284\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/7-512x342.jpeg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/7.jpeg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/7-290x194.jpeg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/7-150x100.jpeg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/7-366x244.jpeg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/7-285x190.jpeg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a>Per fortuna <i>Rigoletto <\/i>\u00e8 opera che non teme certo cadute di tensione, comunque la si rappresenti: si tratta di un capolavoro in cui il dramma \u00e8 nella musica e nelle sue logiche, a partire dagli echi mozartiani del primo atto fino all\u2019uso sistematico e ferreo degli elementi sintattici ricorrenti. Anche perch\u00e9 gli ottimi interpreti, ben amalgamati e senza grandi punti deboli, hanno sicuramente contribuito alla solidit\u00e0 musicale e alla tenuta drammaturgica dello spettacolo. Su tutti, nel ruolo del titolo, ha offerto una prova sontuosa e a tratti commovente <strong>Vladimir Stoyanov<\/strong>: il suo personaggio non \u00e8 mai forzato o caricaturale e la dignit\u00e0 del padre sofferente sembra prevalere tra i complessi aspetti del suo ruolo. Vocalmente, specialmente nel registro acuto, non ha l\u2019autorevolezza di certi riferimenti, ma l\u2019uso calibratissimo delle mezze voci \u00e8 veramente d\u2019eccellenza, anche per la grande variet\u00e0 nell\u2019espressione e la capacit\u00e0 di dare rilievo dinamico alla singola parola del testo. Magari la celebre invettiva <i>Cortigiani, vil razza dannata <\/i>sar\u00e0 apparsa poco esplosiva, ma i duetti con Gilda valgono il prezzo del biglietto. Anche perch\u00e9 la Gilda della <strong>Aleksandra Kubas-Kruk<\/strong> \u00e8 stata perfettamente in sintonia nelle intenzioni espressive: il bellissimo colore lirico, il perfetto legato e il controllo del vibrato sono assolutamente ammirevoli e rari. Sarebbe stata apprezzabile talvolta una maggior incisivit\u00e0 nella pronuncia e nella presenza vocale, ma il suo personaggio etereo e trasognato le calza a pennello. <strong>Giulio Pelligra<\/strong>, nei panni del Duca di Mantova, dimostra di possedere un buon corpo vocale e un colore adatto: gli acuti di tradizione sono eseguiti con disinvoltura, seppure un po\u2019 \u201cchiusi\u201d, mentre la baldanza espressiva del personaggio \u00e8 resa con efficacia, ma a volte con qualche libert\u00e0 ritmica di troppo nell\u2019insieme con l\u2019orchestra. Qualche sfumatura dinamica ed espressiva in pi\u00f9, specialmente nelle varie riprese, lo avrebbe reso pi\u00f9 interessante, ma \u00e8 tutto sommato, per incisivit\u00e0 e carattere, un buon interprete del ruolo. Sparafucile \u00e8 stato ben interpretato da <strong>Andrea Comelli<\/strong> che \u00e8 stato capace di dare i giusti accenti allusivi a un personaggio chiave della vicenda; dal colore vocale all\u2019uso del registro di testa appare pi\u00f9 basso baritono che basso, ma il registro grave \u00e8 abbastanza sonoro ed efficace nell\u2019espressione. Ben colorata e interessante anche la vocalit\u00e0 di<strong> Sofia Janelidze<\/strong> nel ruolo di Maddalena, specialmente nel bellissimo terzetto dell\u2019ultimo atto: un\u2019interprete da sentire presto anche in ruoli pi\u00f9 impegnativi. <strong>Fulvio Fonzi<\/strong>, (Monterone), \u00e8 incappato in un vistoso incidente ritmico durante il suo intervento, ma ha mostrato comunque una discreta autorevolezza vocale. Nessun punto debole e tanta freschezza vocale nell\u2019affollato cast di contorno: <strong>Serena Muscariello <\/strong>(Contessa di Ceprano, Giovanna), <strong>Stefano Marchisio <\/strong>(Marullo), <strong>Didier Pieri <\/strong>(Matteo Borsa)<strong>,<\/strong> <strong>Francesco Leone <\/strong>(Il Conte di Ceprano\/Usciere) e <strong>Veronica Abozzi<\/strong> (Paggio) hanno tutti disinvoltura e buone doti tecniche e attoriali.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Matteo Beltrami<\/strong> ha diretto con bel mestiere, efficacia e alcune discrete idee agogiche ed espressive, ma senza una particolare cura dei dettagli e delle imperfezioni ritmiche. Ha comunque un\u2019ottima conoscenza dell\u2019opera, sicurezza nella tenuta generale dell\u2019esecuzione e la sua narrazione risulta convincente. \u00c8 stato sicuramente assecondato dall\u2019<strong>Orchestra dell\u2019Ente<\/strong> che dimostra amalgama e una maturit\u00e0 notevole, per un\u2019orchestra stagionale, anche nella solidit\u00e0 raggiunta nelle prime parti. Equilibrato e preciso anche <strong>il coro dell\u2019Ente Concerti<\/strong>, istruito da <strong>Antonio Costa<\/strong>, a suo agio nel repertorio preferito. <\/span><span style=\"font-size: 12pt;\">Successo e applausi calorosi per tutti da parte del folto pubblico che, per la prima volta quest\u2019anno, ha occupato anche la seconda loggia del teatro.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sassari, Teatro Comunale, Stagione Lirica 2018 \u201cRIGOLETTO\u201d Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave. 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