{"id":94624,"date":"2018-12-22T09:29:32","date_gmt":"2018-12-22T08:29:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=94624"},"modified":"2020-06-03T14:25:14","modified_gmt":"2020-06-03T12:25:14","slug":"giacomo-puccini-160-le-villi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/giacomo-puccini-160-le-villi\/","title":{"rendered":"Giacomo Puccini (1858-1924): &#8220;Le Villi&#8221; (1884)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><br \/>\n<\/strong>La produzione operistica di <strong>Giacomo Puccini<\/strong> (Lucca, 22 dicembre 1858 \u2013 Bruxelles, 29 novembre 1924), pur non essendo vastissima, rappresenta uno dei momenti fondamentali per lo sviluppo del melodramma tra la fine dell\u2019Ottocento e gli inizi del Novecento, soprattutto per la capacit\u00e0 del compositore di assimilare e rielaborare, in un personalissimo linguaggio, le nuove ricerche timbriche e armoniche contemporanee.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Dopo alcune composizioni giovanili, <strong>Puccini<\/strong> si affacci\u00f2 al teatro musicale con l&#8217;opera in un atto, <strong><em>Le Villi<\/em>, <\/strong>composta per un concorso bandito dall\u2019editore Sonzogno e annunciato dalla rivista \u00abIl Teatro Illustrato\u00bb il 1\u00b0 aprile 1883. Egli partecip\u00f2 al concorso su esortazione del suo insegnante al Conservatorio di Milano, l\u2019operista <strong>Amilcare Ponchielli<\/strong>, che gli consigli\u00f2 di rivolgersi a <strong>Ferdinando Fontana<\/strong> per il libretto, da lui inizialmente scritto per un altro compositore, molto probabilmente il famoso autore di romanze da salotto <strong>Francesco Quaranta<\/strong>. Il libretto piacque molto a Puccini, ma alcune questioni di natura burocratica, tra cui la risoluzione dell\u2019accordo stipulato tra Fontana e Quaranta, avvenuta non prima del mese di agosto del 1883, ne ritardarono la consegna. Puccini riusc\u00ec ad averlo solo nel mese di settembre grazie anche all\u2019intermediazione di Ponchielli che indusse Fontana a vendere il testo per 100 lire alla consegna e 200 in caso di vittoria al concorso. Per queste ragioni il compositore pot\u00e9 consegnare il manoscritto l\u2019ultimo giorno, il 31 dicembre 1883, come si apprende da una nota apposta alla prima pagina dalla commissione formata da Ponchielli, che ne era il presidente, Amintore Galli, Franco Faccio, Cesare Dominiceti e Pietro Platania. Il concorso non ebbe l\u2019esito sperato dal momento che l\u2019opera non solo non vinse, ma non figur\u00f2 nemmeno tra le prime 5 degne di menzione. Quali furono le ragioni di questo insuccesso? Ancora oggi non \u00e8 stato possibile chiarirle con precisione. Sembrano destituite di ogni fondamento le tesi secondo le quali l\u2019opera sarebbe stata scartata o perch\u00e9 giunta fuori tempo massimo, essendo stata consegnata l\u2019ultimo giorno, o perch\u00e9 la grafia, peraltro conosciuta da Ponchielli, fosse illeggibile. \u00c8 molto probabile, invece, che la commissione, formata da molti membri legati all\u2019editore Ricordi, abbia voluto evitare che il giovane compositore si legasse alla casa Sonzogno. L\u2019opera, tuttavia, sarebbe andata in scena grazie all\u2019interessamento di Fontana, che organizz\u00f2 un\u2019audizione privata a Milano alla quale assistettero eminenti personalit\u00e0 tra cui Arrigo Boito, Giovannina Lucca e Alfredo Catalani, e a una sottoscrizione alla quale parteciparono Marco Sala, lo stesso Boito e il duca Litta. <strong>La prima rappresentazione <\/strong>al Teatro <strong>Dal Verme di Milano il 31 maggio 1884<\/strong> sotto la direzione di Arturo Panizza e con un giovanissimo Pietro Mascagni al contrabbasso in orchestra fu un vero successo. Dell\u2019opera, il cui soggetto fu tratto dal racconto di Alphonse Karr <em>Les Willis <\/em>(1852) a sua volta ricavato dal balletto <em>Giselle<\/em> di Adolphe Adam, Puccini fece ben quattro versioni tra il 1884 e il 1889, delle quali la seconda, andata in scena al Teatro Regio di Torino il 16 dicembre 1884, presenta, oltre all\u2019aggiunta della romanza di Anna (<em>Se come voi piccina<\/em>) e del monologo drammatico di Roberto (<em>Per te quaggi\u00f9 sofferse ogni amarezza<\/em>), la divisione dell\u2019atto unico in due, mentre la terza, realizzata, un mese dopo, in occasione del debutto alla Scala di Milano il 24 gennaio 1885, si segnala per l&#8217;introduzione della romanza di Roberto (<em>Torna ai felici d\u00ec<\/em>). Nell\u2019ultima versione, andata in scena al Teatro Dal Verme di Milano il 7 novembre 1889, Puccini tagli\u00f2 il monologo di Roberto aggiunto nella seconda.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>L&#8217;argomento.<\/strong> \u00c8 primavera. In un villaggio della Foresta Nera sono in corso i festeggiamenti per il fidanzamento di Roberto con Anna, figlia del ricco possidente Guglielmo Wulf, ma la ragazza non partecipa alla gioia generale perch\u00e9 pensa alla prossima partenza del fidanzato per Magonza a causa di un\u2019eredit\u00e0 lasciatagli da un\u2019anziana parente. In effetti il presentimento di Anna si avvera come si apprende da un narratore il quale racconta che Roberto a Magonza si \u00e8 invaghito di una \u00absirena\u00bb dimenticando la fidanzata, morta, nel frattempo, per il dolore. Lasciato, in seguito, dalla sirena, Roberto decide di ritornare troppo tardi dalla fidanzata, della quale ignora la morte, con la speranza di essere perdonato. Il vecchio Guglielmo, che non riesce a dimenticare la figlia morta, una notte d\u2019inverno si reca a chiedere l\u2019aiuto delle Villi, creature magiche che, nelle notti di luna piena, fanno danzare in modo frenetico i traditori d\u2019amore fino a farli morire. Una notte Roberto, che \u00e8 ritornato al villaggio, assalito dalla nostalgia e dal rimorso, vede il fantasma di Anna che, ricordandogli le promesse fattele, lo accusa del tradimento. Egli cerca di andare verso di lei, ma viene afferrato da una schiera di Villi che lo coinvolgono in un ballo sfrenato fino a lasciarlo ormai senza vita quando, all&#8217;alba, si dileguano.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Opera giovanile, <em>Le Villi<\/em> mostra quella facilit\u00e0 melodica<\/strong> che contraddistingue la vena pucciniana, nonostante non manchino alcune influenze verdiane e francesi, rilevate quest\u2019ultime gi\u00e0 dal critico del \u00abCorriere della Sera\u00bb. L\u2019inciso iniziale della romanza di Anna <em>Se come voi piccina<\/em> non pu\u00f2 non ricordare, infatti, il tema del destino della <em>Carmen<\/em> di Bizet, anche se la sua morbidezza e la sua naturalezza insieme alla successiva apertura melodica preannunciano gli esiti della futura arte del compositore. La vena sinfonica di Puccini trova la sua espressione nell\u2019intermezzo in due tempi, intitolati rispettivamente, <em>L\u2019Abbandono<\/em> e <em>La tregenda<\/em>. Introdotto da un\u2019ottava di endecasillabi che, nelle intenzioni di Fontana, avrebbero dovuto essere recitate, <em>L\u2019Abbandono<\/em> \u00e8 una pagina elegiaca in cui interviene un coro interno di soprani, mentre <em>La tregenda<\/em>, al ritmo di tarantella, \u00e8 basata su due temi dei quali il primo rappresenta la ridda delle Villi, mentre il secondo ha un carattere languido.<\/span><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/548613390&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La produzione operistica di Giacomo Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 \u2013 Bruxelles, 29 novembre 1924), pur non essendo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":94635,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,22370],"tags":[4588,21706,82,21703,14671,4106,21702,21704,11304,16812,136,3153,20478,116,14673,21705],"class_list":["post-94624","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-giacomo-puccini","tag-adolphe-adam","tag-alphonse-karr","tag-amilcare-ponchielli","tag-amintore-galli","tag-approfondimenti","tag-arrigo-boito","tag-arturo-panizza","tag-cesare-dominiceti","tag-ferdinando-fontana","tag-franco-faccio","tag-giacomo-puccini","tag-le-villi","tag-marco-sala","tag-montserrat-caballe","tag-pietro-mascagni","tag-pietro-platania"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94624","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=94624"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94624\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94636,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94624\/revisions\/94636"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/94635"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=94624"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=94624"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=94624"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}