{"id":94756,"date":"2019-01-25T00:05:50","date_gmt":"2019-01-24T23:05:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=94756"},"modified":"2019-01-18T17:06:29","modified_gmt":"2019-01-18T16:06:29","slug":"gioachino-rossini-150-semiramide-1823","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gioachino-rossini-150-semiramide-1823\/","title":{"rendered":"Gioachino Rossini 150:  &#8220;Semiramide&#8221; (1823)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Melodramma in due atti su libretto di Gaetano Rossi. <strong>Albina Shagimuratova <\/strong>(Semiramide), <strong>Daniela Barcellona <\/strong>(Arsace), <strong>Mirco Palazzi <\/strong>(Assur), <strong>Barry Banks <\/strong>(Idreno), <strong>Gianluca Buratto <\/strong>(Oroe), <strong>Susana Gaspar <\/strong>(Azema), <strong>David Butt Philip <\/strong>(Mitrane), <strong>James Platt <\/strong>(L\u2019ombra di Nino). <strong>Opera Rara Chorus, Madeleine Venner <\/strong>(maestro del coro), <strong>Orchestra of the Age of Enlightement, Mark Elder <\/strong>(direttore). <\/em>Registrazione: Londra, Henry Wood Hall, agosto\/settembre 2016.<strong> 4 CD Opera Rara ORC57<br \/>\n<\/strong><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Sxmk_r4gOZQ\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<strong>\u201c<em>Semiramide<\/em>\u201d<\/strong> \u00e8 qualche cosa di pi\u00f9 di un\u2019opera, \u00e8 un monumento estremo a una pagina culturale fondamentale della cultura occidentale, l\u2019ultimo manifesto della grande tradizione belcantista di stampo barocco e neoclassico, non solo l\u2019addio di Rossini all\u2019Italia ma la sintesi somma e conclusiva di un mondo al crepuscolo. Opera estrema per dimensioni e complessit\u00e0, \u201c<em>Semiramide<\/em>\u201d ha circolato poco e soprattutto pesantemente aggiustata e ridotta anche in produzioni a suo tempo mitiche e ancora di strepitoso ascolto sul piano esecutivo. Solo nel 1992 si \u00e8 avuta la prima registrazione integrale e una nuova proposta in tal senso non pu\u00f2 che essere accolta con entusiasmo. Preceduta da un\u2019edizione in forma di concerto ai BBC proms del 2016 questa nuova registrazione in studio \u2013 prima della nuova collaborazione fra Opera Rara e Warner Classics \u2013 si candida a rappresentare un riferimento interpretativo per gli anni a venire.<br \/>\nGrande merito della riuscita spetta alla direzione di <strong>Mark Elder<\/strong> di gran lunga la migliore ascoltata in quest\u2019opera. Elder crede nelle ragioni drammatiche oltre che musicali dell\u2019opera, in questa grandiosa tragedia illuminista e neoclassica in cui Voltaire ha fatto convivere il dramma famigliare dell\u2019\u201d<em>Orestea<\/em>\u201d con le suggestioni del \u201c<em>Macbeth<\/em>\u201d shakespeariano. Lontano dall\u2019approccio di molti direttori filologici Elder affronta la partitura con la sua ampia e profonda esperienza di repertori vasti ed ecclettici e ne d\u00e0 una lettura ampia, magniloquente, sontuosa. Quando la musica lo richiede, Elder sa essere leggero e brillante ma siamo lontanissimi da quel taglio spesso troppo connotato in tal senso che oggi spesso si ascolta e che spesso giunge quasi a compromettere casi la stessa tinta musicale di ciascuna opera. Qui \u00e8 esattamente l\u2019opposto, ogni momento, ogni atmosfera \u00e8 ricercato con la massima efficacia teatrale possibile. Gi\u00e0 i primi accordi dell\u2019ouverture ci fanno entrare pienamente nel clima nell\u2019opera fatta di atmosfere caliginose, cupe, attraversate da fremiti misteriosi \u2013 le lunghe scene dei sotterranei \u2013 e capace di un\u2019imponenza sonora quasi wagneriana nei momenti pi\u00f9 intensi come il grande finale primo con l\u2019apparizione dell\u2019ombra di Nino. L\u2019<strong>Orchestra of the Age of Enlightement <\/strong>suona in un modo strepitoso, capace di far convivere una presenza sonora da grande orchestra moderna con una cura quasi cameristica dei dettagli e altrettanto alta la prova dell\u2019<strong>Opera Rara Chorus<\/strong>.<br \/>\nQualche perplessit\u00e0 pu\u00f2 suscitare la scelta della protagonista. <strong>Albina Shagimuratova <\/strong>\u00e8 vocalista di classe adamantina, per\u00f2 \u00e8 innegabile che la sua vocalit\u00e0 da pretto soprano di coloratura \u2013 anche se con una robustezza superiore a quella tipica di queste vocalit\u00e0 \u2013 sia alquanto lontana dalla tipologia delle voci Colbran per cui il ruolo era stato pensato. Bisogna per\u00f2 considerare che la registrazione \u00e8 britannica e risente di quel gusto &#8220;floreale&#8221; che la Sutherland ha imposto indelebilmente nell\u2019estetica inglese e la scelta della Shagimuratova rientra pienamente in queste tendenza. Per altro la cantante \u00e8 spettacolare nella facilit\u00e0 del canto di coloratura e nella sicurezza degli acuti, essendo in possesso di una tecnica ferrea \u2013 si ascolti la fermezza del controllo vocale \u2013 e di un timbro morbido e piacevole. Nonostante manchi di autentico piglio drammatico si fa apprezzare per la cura del fraseggio e dell\u2019accento. Accettato il taglio interpretativo, \u00e8 difficile immaginare oggi esecutrice migliore. Con Arsace <strong>Daniela Barcellona <\/strong>ritorna a Rossini e ritrova tutto lo smalto che in altri repertori era apparso a volte appannato. Tecnica granitica, padronanza dello stile assoluta, capacit\u00e0 di essere sempre espressiva e mai meramente tecnica. Quello della Barcellona \u00e8 un Arsace lirico e giovanile, un adolescente con gli occhi colmi di stupore abbagliati da un mondo per lui quasi incomprensibile. Un giovane pieno di dolcezza e umanit\u00e0 \u2013 sia essa rivolta ad Azema o alla madre \u2013 che non manca di eroismo ma evita lo stereotipo del guerriero fin troppo virile cui alcune interpreti anche grandi hanno indugiato per recuperare quella femminilit\u00e0 androgina dei ruoli <em>en travesti<\/em> rossiniani che solo la Valentini Terrani aveva fatto emergere con tanta chiarezza. <strong>Mirco Palazzi <\/strong>\u00e8 un ottimo Assur. La voce \u00e8 di bel colore e ha sufficiente forza e autorit\u00e0 rinforzate anche da una dizione molto nitida e da un accento sempre curato ed efficacie. Le colorature sono risolte con grande propriet\u00e0 e non perdono di vista le ragioni espressive del ruolo \u2013 si ascolti il duetto macbethiano con Semiramide che apre il II atto \u2013 mentre la qualit\u00e0 dell\u2019interprete emerge ancor pi\u00f9 nella grande scena declamata della follia. Qualche durezza in acuto non compromette la resa complessiva del ruolo. <strong>Barry Banks <\/strong>non ha la facilit\u00e0 ipnotica di un Blake o di un Florez ma arriva a capo con buona sicurezza degli autentici cimenti rappresentati dalle arie di Idreno. Timbro un po\u2019 anonimo ma nel complesso piacevole, acuti facili, apprezzabile sicurezza nel canto di coloratura. Manca la scintilla dell\u2019autentico fuoriclasse ma siamo a un professionismo pi\u00f9 che ammirevole considerando l\u2019improba difficolta del ruolo. <strong>Gianluca Buratto <\/strong>\u00e8 un\u2019Oroe vocalmente imponente e di grande autorevolezza interpretativa, buone qualit\u00e0 vocali ma si sarebbe potuto lavorar di pi\u00f9 sulla dizione italiana per il Mitrane di <strong>David Butt Philip <\/strong>e l\u2019Azema di <strong>Susana Gaspar<\/strong>, vocalmente solido e bravo nel rendere il carattere ultramondano del personaggio <strong>James Platt <\/strong>come Ombra di Nino.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/yQTtpI-EQm8\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Melodramma in due atti su libretto di Gaetano Rossi. 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