{"id":94849,"date":"2019-01-23T00:46:47","date_gmt":"2019-01-22T23:46:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=94849"},"modified":"2019-04-05T09:04:35","modified_gmt":"2019-04-05T07:04:35","slug":"giacomo-puccini-160-madama-butterfly-1904","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/giacomo-puccini-160-madama-butterfly-1904\/","title":{"rendered":"Giacomo Puccini 160: &#8220;Madama Butterfly&#8221; (1904)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A 160 anni dalla nascita<br \/>\n<\/strong>Mentre era ancora viva l\u2019eco della prima rappresentazione di <em>Tosca<\/em>, <strong>Puccini<\/strong> gi\u00e0 fremeva alla ricerca di un soggetto per una nuova opera, al punto che in una lettera indirizzata alla futura moglie Elvira si autodefiniva, utilizzando un suo neologismo, <em>inoperaio<\/em> e in un\u2019altra del mese di agosto dello stesso anno indirizzata a <strong>Ricordi<\/strong> si firmava <em>il vostro operaio disoccupato<\/em>. Tra i soggetti proposti in questo periodo Puccini manifest\u00f2 un certo interesse per il celebre romanzo di Alphonse Daudet <em>Tartarin de Tarascon<\/em>, ma i suoi entusiasmi furono raffreddati sia da <strong>Illica<\/strong> che da Ricordi i quali lo ritenevano comico e, quindi, poco adatto alla sua vena musicale. La ricerca si concluse, in modo del tutto inaspettato, una sera a Londra, dove Puccini si trovava nell\u2019estate del 1900 per le rappresentazioni di <em>Tosca<\/em> al Covent Garden. Quella sera, infatti,\u00a0 il compositore, pur non comprendendo quasi nulla, dal momento che non conosceva l\u2019inglese, rimase fortemente impressionato dall\u2019impatto drammatico di un lavoro che in quel periodo si dava a Londra, l\u2019atto unico <strong><em>Madama Butterfly<\/em><\/strong> di <strong>David Belasco<\/strong> che, alla prima rappresentazione al Duke of York\u2019s Theatre con Evelyn Millard nella parte della protagonista, aveva ottenuto un successo tale da essere replicato fino a luglio. Secondo il racconto, per la verit\u00e0 poco attendibile, di Belasco, Puccini, che si sarebbe recato, subito dopo la rappresentazione, nel suo camerino per chiedergli il permesso di musicare questo suo lavoro, avrebbe dato vita ad una scena poco rispondente alla verit\u00e0 dei fatti:<br \/>\n&#8220;Giacomo Puccini, il compositore italiano, era presente quella notte e, dopo che il sipario fu calato, venne dietro le quinte per abbracciarmi con entusiasmo e chiedermi di concedergli di servirsi di Madama Butterfly per un libretto d&#8217;opera. Fui subito d&#8217;accordo e gli dissi che poteva fare qualunque cosa gli piacesse del dramma e che preparasse qualunque tipo di contratto dal momento che \u00e8 impossibile discutere di affari con un impulsivo italiano che ha le lacrime agli occhi e ti mette tutte e due le braccia al collo. Non potevo mai credere che egli abbia visto Madama Butterfly quella prima notte; aveva solamente sentito la musica che avrebbe scritto&#8221;.<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 un po\u2019 diversa: le trattative, condotte da George Maxwell, rappresentante a New York di Ricordi, ci furono e non si conclusero prima del mese di aprile del 1901 quando fu firmato il contratto con Belasco. Puccini, tuttavia, confidando sul consenso verbale strappato al drammaturgo, aveva cominciato a lavorare all\u2019argomento sin dal mese di novembre abbozzando dei progetti iniziali di adattamento scenico. All\u2019inizio aveva pensato di fare un atto unico, l\u2019attuale primo atto, con un prologo, poi di stenderne due, dei quali il primo avrebbe dovuto essere ambientato nel Nord America, mentre il secondo in Giappone. Infine decise di affidarsi ad Illica affinch\u00e9 ricavasse importanti idee dalla lettura del romanzo, pubblicato da <strong>John Luther Long<\/strong>, un avvocato di Philadelphia, nel 1898 sul \u00abCentury Magazine\u00bb, di cui il dramma di Belasco era a sua volta un adattamento teatrale. Il romanzo di Long era ispirato ad un fatto vero, di cui lo scrittore era venuto a conoscenza grazie alla sorella, Mrs. Irwin Corell, moglie di un missionario americano a Nagasaki, la quale aveva appreso da un mercante, la triste storia di una geisha, convertita al cristianesimo proprio dall\u2019American Missionary House di Nagasaki. Firmato il contratto con Belasco, l\u2019adattamento della <em>Butterfly <\/em>fu abbastanza facile, anche perch\u00e9 il testo teatrale si prestava molto bene ad una trasposizione per il teatro musicale. Messosi\u00a0 al lavoro con un certo entusiasmo, Puccini, per creare un\u2019opera il pi\u00f9 possibile realistica, cerc\u00f2 di documentarsi sul suono della lingua e sulle caratteristiche della musica giapponese e a tale fine, nella primavera del 1902 contatt\u00f2 la grande attrice giapponese Sada Yacco, in quel momento a Milano, per sentirla parlare nella lingua originale. Per la stessa ragione aveva incontrato anche la moglie dell\u2019ambasciatore giapponese in Italia, dalla quale aveva appreso importanti notizie sui costumi di quella nazione e dalla cui voce aveva sentito alcuni canti della sua terra natale. Sembra che la donna gli abbia dato anche consigli a proposito dei nomi dei personaggi e, in particolar modo, di quello del principe Yamadori, a suo giudizio, poco adatto ad essere attribuito a un uomo, dal momento che era tipicamente femminile. Alla fine del mese di novembre del 1902 egli aveva iniziato l\u2019orchestrazione del primo atto e il lavoro sembrava procedere con una certa facilit\u00e0 quando, vittima di un incidente d\u2019auto, il 25 febbraio 1903 mentre era di ritorno a Torre del Lago di notte con la moglie Elvira e il figlio Tonio dopo una cena a Lucca, fu costretto a ben otto mesi di convalescenza. Ripreso soltanto alla fine dell&#8217;estate e portato a termine il 27 settembre alle 11:10 di sera, il lavoro, nella versione in due atti and\u00f2 in scena il <strong>17 febbraio 1904 alla Scala di\u00a0 Milano<\/strong>, ma, nonostante l&#8217;ottimo cast, che comprendeva <strong>Rosina Storchio<\/strong> (Cio-Cio-San), <strong>Giovanni Zenatello<\/strong> (Pinkerton) e <strong>Giuseppe De Luca<\/strong> (Sharpless) e con <strong>Cleofonte Campanini<\/strong> sul podio, fu un clamoroso fiasco.\u00a0 Impietosi furono anche i giornali dell&#8217;epoca nei cui titoli si lesse: \u00abPuccini fischiato\u00bb, \u00abFiasco alla Scala\u00bb o ancora \u00ab<em>Butterfly<\/em>, opera diabetica, risultato di un incidente\u00bb. Puccini, convinto dei valori musicali della sua opera, il giorno dopo la sfortunata prima alla Scala, scrisse a Camillo Bondi, un suo amico milanese: \u00abla mia <em>Butterfly<\/em> rimane qual \u00e8: l\u2019opera pi\u00f9 sentita e pi\u00f9 suggestiva che io abbia mai concepito! e avr\u00f2 la rivincita, vedrai \u2013 se la dar\u00f2 in un ambiente meno vasto e meno saturo d\u2019odi e di passioni\u00bb. <strong>Puccini ebbe effettivamente ragione e l\u2019opera, con Salomea Krusceniski nella parte della protagonista al posto della Storchio,\u00a0 trionf\u00f2 al Teatro Grande di Brescia il 28 maggio 1904<\/strong> in una sala gremita di importanti personalit\u00e0 del mondo musicale milanese, tanto che la rappresentazione pu\u00f2 essere ritenuta di pari livello rispetto ad una vera e propria prima alla Scala. Contrariamente alla dichiarazione iniziale di non volere toccare nulla, il compositore apport\u00f2 delle modifiche non solo per quest\u2019occasione, ma anche in seguito, al punto che si contano quattro diverse versioni a stampa. Le modifiche pi\u00f9 significative furono la divisione del secondo atto nell\u2019attuale secondo e terzo dove fu aggiunta la romanza <em>Addio fiorito asil<\/em> e l\u2019eliminazione delle battute colonialistiche di Pinkerton nel primo.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/563156343&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A 160 anni dalla nascita Mentre era ancora viva l\u2019eco della prima rappresentazione di Tosca, Puccini gi\u00e0 fremeva [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":94853,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,22370],"tags":[19708,136,18307,19707,21853,19662,465,19607,21854],"class_list":["post-94849","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-giacomo-puccini","tag-cleofonte-campanini","tag-giacomo-puccini","tag-giovanni-zenatello","tag-giuseppe-de-luca","tag-john-luther-long","tag-luigi-illica","tag-madama-butterfly","tag-rosina-storchio","tag-salomea-krusceniski"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94849","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=94849"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94849\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94854,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94849\/revisions\/94854"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/94853"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=94849"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=94849"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=94849"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}