{"id":94884,"date":"2019-02-09T00:15:17","date_gmt":"2019-02-08T23:15:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=94884"},"modified":"2019-02-07T00:00:16","modified_gmt":"2019-02-06T23:00:16","slug":"gioachino-rossini-150-le-comte-ory-1828","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gioachino-rossini-150-le-comte-ory-1828\/","title":{"rendered":"Gioachino Rossini 150: &#8220;Le comte Ory&#8221; (1828)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Op\u00e9ra cominque in due atti su libretto di \u00a0Eug\u00e8ne Scribe e Charles-Gaspard Delestre-Poirson<\/em>. <strong><em>Leonardo Ferrando <\/em><\/strong><em>(Le Comte Ory), <strong>Lars Arvidson <\/strong>(Le Gouverneur), <strong>Daniela Pini <\/strong>(Isolier), <strong>Igor Bakan <\/strong>(Rainbaud), <strong>Erika Miklosa <\/strong>(La comtesse Ad\u00e8le), <strong>Irina de Baghy <\/strong>(Dame Ragonde), <strong>Danka Milacic <\/strong>(Alice), <strong>Jonas Samuelsson <\/strong>(un Paysan). <strong>Malm\u00f6 Opera Orchestra and Chorus<\/strong>, <strong>Tobias Ringborg <\/strong>(direttore), <strong>Linda Mallik <\/strong>(regia), <strong>Karin Betz <\/strong>(scene e costumi), <strong>Mik\u00e4el Sylvest<\/strong> (Luci), <strong>Nathalie Ruiz <\/strong>(coreografie)<\/em>. Registrazione: Malm\u00f6 Opera 4-5 gennaio 2015. T.Time: 145&#8242; <strong>1 DVD Naxos 2.110388 &#8211; 2018<\/strong><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/JRRF6n-AAMk\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nLa Svezia non \u00e8 terra di elezione rossiniana e infatti \u201c<em>Le comte Ory<\/em>\u201d, l\u2019ultimo capolavoro buffo del Pesarese, era stato allestito solo una volta a G\u00f6teborg nel 1967 prima di questa produzione dell\u2019Opera di Malm\u00f6 datata 2015 e basata sull\u2019edizione critica di <strong>Damien Colas<\/strong>.<br \/>\nSorprendono quindi ancor pi\u00f9 la qualit\u00e0 e il senso stilistico dei complessi del teatro svedese capaci di offrire una prestazione di prim\u2019ordine per qualit\u00e0 e brillantezza del suono. <strong>Tobias Ringborg <\/strong>fornisce una direzione brillantissima nei ritmi e nei colori, leggera, cangiante, di grande passo teatrale grazie a un impeccabile senso dello stile. La sua \u00e8 una direzione che esalta la qualit\u00e0 di orchestra e coro e che rende godibile uno spettacolo che sugli altri aspetti risulta decisamente pi\u00f9 deficitario.<br \/>\nPer quanto riguarda la compagnia di canto ad emergere \u00e8 soprattutto la componente femminile. L\u2019ungherese <strong>Erika Miklosa <\/strong>\u00e8 un autentico soprano di coloratura e sfoggia una qualit\u00e0 di canto e una sicurezza acrobatica decisamente ammirevoli e capaci di compensaare un timbro un po\u2019 povero di colori e una pronuncia francese alquanto discutibile \u2013 cosa che purtroppo accomuna buona parte del cast. L\u2019elegante presenza scenica si adatta al ruolo della giovane castellana ma purtroppo la recitazione a tratti risulta troppo caricata. Per gusto, stile, immedesimazione nel ruolo <strong>Daniela Pini <\/strong>(Isolier) \u00e8 l\u2019elemento migliore del cast. Bel timbro, ottime doti di canto, fraseggio sempre puntuale ed elegante al contempo, scenicamente perfetta in abiti maschili. La canadese <strong>Irina de Baghy <\/strong>non solo sfoggia un francese esemplare \u2013 impietoso termine di paragone per tutti gli altri con la sola esclusione di quello forse non altrettanto perfetto ma pur sempre corretto della Pini \u2013 ma anche una voce ricca e corposa e una notevole personalit\u00e0 scenica riuscendo a dare un insolito rilievo a Dame Ragonde a cui forse nuoce solo l\u2019et\u00e0 eccessivamente giovane e non compensata con il trucco. Funzionale <strong>Danka Milacic <\/strong>come Alice. Maggiori problemi emergono sul versante maschile. <strong>Leonardo Ferrando <\/strong>regge con professionalit\u00e0 una scrittura alquanto impegnativa ma non giunge a entusiasmare. La sua prestazione \u00e8 corretta, la linea di canto pulita e gli va riconosciuta una certa musicalit\u00e0 ma manca la scintilla capace di suscitare entusiasmi. Il timbro \u00e8 fin troppo nasale per risultare piacevole, gli acuti ci sono cos\u00ec come i passaggi di coloratura ma sempre con l\u2019impressione di una prudenza anche eccessiva oltre a qualche imprecisione d\u2019intonazione. Se la prova di Ferrando si pone comunque a un livello di dignitosa professionalit\u00e0 non si pu\u00f2 dire altrettanto per gli altri interpreti. <strong>Igor Bakan <\/strong>avrebbe anche una voce robusta e di piacevole colore ma il canto \u00e8 sempre rozzo, monocorde, privo di qualunque gioco di colori o di dinamiche. L\u2019aria di Raimbaud altro non \u00e8 che \u201c<em>Medaglie incomparabili<\/em>\u201d del \u201c<em>Viaggio a Reims<\/em>\u201d e richiede la stessa ironia, la stessa capacit\u00e0 di giocare con le parole e le loro ambiguit\u00e0, la stessa leggerezza mentre nulla di questo si trova nel canto plumbeo e forzato di Bakan. Ancora peggio il Gouverneur di <strong>Lars Arvidson <\/strong>altrettanto monocorde e inespressivo di Bakan.\u00a0 Il suo timbro, inoltre, appare grigiastro e l\u2019emissione erratica e faticosa in tutta la gamma. Completa il cast <strong>Jonas Samuelsson <\/strong>nel breve ruolo del contadino.<br \/>\nL\u2019allestimento di <strong>Linda Mallik <\/strong>sceglie la strada di un\u2019ingenuit\u00e0 quasi infantile con toni da cartone animato. La scelta pu\u00f2 funzionare per un\u2019opera simile \u2013 e gi\u00e0 nel 1997 a Glyndebourne Savary fu giocata questa carta traendone un autentico capolavoro rivisto qualche anno dopo anche a Torino \u2013. Anche il misto di elementi storici e di anacronismi a scopo comico pu\u00f2 reggere ma quello che lascia perplessi \u00e8 la povert\u00e0, il senso di trascuratezza che l\u2019insieme trasmette. Le scene fatte di pochi elementi geometrici fin troppo ripetuti, i costumi poco variati, fin troppo semplici per il taglio fiabesco che si vorrebbe dare. Qualche elemento pi\u00f9 riuscito \u2013 il grande camino che domina il salone del castello, l\u2019entrata di Ory dal cielo con due grandi ali da angelo \u2013 non nasconde la sensazione che si sarebbe potuta sfruttare meglio l\u2019idea di partenza. La recitazione per il gusto italiano \u00e8 spesso troppo carica e anche le trovate comiche risultano scontate o banali, ulteriore testimonianza di come il raffinato umorismo rossiniano sia ancora tanto spesso frainteso sui palcoscenici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Op\u00e9ra cominque in due atti su libretto di \u00a0Eug\u00e8ne Scribe e Charles-Gaspard Delestre-Poirson. 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