{"id":95476,"date":"2019-03-28T01:14:30","date_gmt":"2019-03-28T00:14:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=95476"},"modified":"2019-04-05T08:55:12","modified_gmt":"2019-04-05T06:55:12","slug":"hector-berlioz-150-1803-1869-harold-en-italie-1835-e-les-nuits-dete-1856","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/hector-berlioz-150-1803-1869-harold-en-italie-1835-e-les-nuits-dete-1856\/","title":{"rendered":"Hector Berlioz 150 (1803 \u2013 1869): &#8220;Harold en Italie&#8221; (1835) e &#8220;Les nuits d\u2019\u00e9t\u00e9&#8221; (1856)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>&#8220;Harold en Italie&#8221; (Aroldo in Italia), Sinfonia in quattro parti con viola solista op. 16<\/em><br \/>\n<\/strong>Aroldo fra i monti. Scene di malinconia, di felicit\u00e0 e di gioia (Adagio, Allegro)<br \/>\nMarcia dei pellegrini che cantano la preghiera della sera (Allegretto)<br \/>\nSerenata di un montanaro degli Abruzzi alla sua amata (Allegro assai)<br \/>\nOrgia dei briganti. Ricordi di scene precedenti (Allegro frenetico)<br \/>\nDurata: 35&#8217;ca<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/SGkzjX6A1-s\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n\u201cAlcune settimane dopo il concerto di riabilitazione [22 dicembre 1833 al Conservatorio con in programma la <em>Symphonie fantastique<\/em>] di cui ho parlato, Paganini venne a trovarmi \u00abio ho una viola meravigliosa, mi disse, un ammirevole strumento di Stradivari che mi piacerebbe suonare in pubblico. Ma io non ho musica adatta. Volete scrivere un assolo per viola? Io ho fiducia solamente in voi per questo lavoro\u00bb. \u00a0\u00abCertamente, gli risposi, io sono lusingato pi\u00f9 di quanto non saprei dire, ma per rispondere alle vostre aspettative, per fare in una simile composizione eccellere, come \u00e8 giusto, un virtuoso come voi, bisogna saper suonare la viola; e io non la suono. Mi sembra che voi solo sareste in grado di risolvere questo problema\u00bb. \u00abNo, no, insisto, disse Paganini, voi farete un bel lavoro; quanto a me io non sto troppo bene in questo momento per comporre e non posso pensare ad essa\u00bb\u201d.<br \/>\n<strong>Berlioz, quindi, come scrisse nei suoi <em>M\u00e9moires<\/em><\/strong>, si convinse ad accontentare il grande virtuoso, scrivendo un assolo per viola capace di coinvolgere l\u2019orchestra in modo tale da non sminuire l\u2019efficacia del suo contributo, sicuro che <em>Paganini, con le sue incomparabili capacit\u00e0 come esecutore, avrebbe saputo come mantenere la viola in risalto<\/em>. Paganini, invece, quando vide le pause della viola nell\u2019<em>Allegro<\/em> del primo movimento, deluso esclam\u00f2:<br \/>\n\u201cIo non far\u00f2 questo, io sono silenzioso per troppo tempo, io ho bisogno di suonare senza interruzione\u201d.<br \/>\nIl compositore francese gli rispose che se egli voleva un concerto per viola solista, in quel caso era lui l\u2019unico in grado di poterlo scrivere. <strong>La collaborazione con Paganini non ebbe seguito<\/strong>, ma Berlioz decise di portare avanti il suo progetto scrivendo una serie di scene orchestrali in cui la viola, senza perdere le sue caratteristiche, avrebbe pi\u00f9 o meno preso parte. Nacque <strong><em>Harold en Italie<\/em><\/strong>, una sinfonia in quattro parti ispirata a <em>Il pellegrinaggio del giovane Aroldo<\/em> di Lord Byron, che, composta nel 1834, fu eseguita con successo al Conservatorio lo stesso anno. Nella sinfonia, uno dei suoi lavori pi\u00f9 poetici, Berlioz sembra aver raggiunto il suo scopo, quello di scrivere musica a programma, le cui prime manifestazioni erano gi\u00e0 nella <em>Symphonie Fantastique<\/em> del 1830, dalla quale differisce per un\u2019atmosfera pi\u00f9 distesa, infatti qui la malinconia del protagonista \u00e8 molto lontana dall\u2019angoscia del giovane musicista. Oltre al programma poetico, esplicitato dai titoli dati ai quattro movimenti allo scopo di rendere palesi le intenzioni e i sentimenti espressi dal compositore nella musica, un\u2019altra innovazione \u00e8 costituita dalla <em>melodia caratteristica<\/em>, una melodia, affidata, in questo caso, alla viola, che d\u00e0 voce e consistenza musicale ai sentimenti provati dal protagonista di fronte alle varie situazioni ed espresse da sapienti variazioni e modulazioni. Questa melodia costituisce il tema principale che, come nella <em>Symphonie Fantastique<\/em>, ritorna in tutti i movimenti con una differenza rilevata dallo stesso Berlioz il quale scrisse:<br \/>\n\u201cIl tema della <em>Symphonie Fantastique<\/em>, l\u2019<em>id\u00e9e fixe<\/em>, s\u2019interpone ostinatamente come un\u2019idea appassionata, episodica in mezzo alle scene che le sono estranee e le rende diverse, mentre il canto di Harold si sovrappone agli altri canti dell\u2019orchestra con i quali contrasta con il suo movimento e il suo carattere senza interromperne lo sviluppo\u201d.<br \/>\n<strong>Dedicata all\u2019amico Humbert Ferrand,<\/strong> la sinfonia, composta in poco tempo, ma migliorata nel corso degli anni, ebbe un discreto successo alla sua prima esecuzione avvenuta al Conservatorio il 23 novembre 1835, come ricord\u00f2 lo stesso Berlioz:<br \/>\n\u201cSolo il primo brano fu poco applaudito per colpa di Girard che dirigeva l\u2019orchestra e che non riusc\u00ec mai a guidarla abbastanza rapidamente nella coda il cui movimento deve animarsi gradualmente del doppio della velocit\u00e0. Senza questa animazione progressiva la fine di questo <em>Allegro<\/em> \u00e8 languente e glaciale. Soffrii il martirio sentendolo trascinarsi cos\u00ec. La <em>Marche des p\u00e8lerins<\/em> fu bissata. Alla sua seconda esecuzione e verso la met\u00e0 della seconda parte del brano, nel momento in cui, dopo una breve interruzione, si sente di nuovo il suono delle campane del convento rappresentato da due note di arpa che raddoppiano i flauti, gli oboi e i corni, l\u2019arpista cont\u00f2 male le sue pause e si perse. Girard allora, invece di rimettere sulla strada giusta, come ci\u00f2 mi \u00e8 accaduto 10 volte in un simile caso (i tre quarti degli esecutori commettono a questa entrata lo stesso errore), grid\u00f2 all\u2019orchestra: \u00abL\u2019ultimo accordo!\u00bb e fu preso l\u2019accordo finale saltando le oltre cinquanta misure che lo precedono. Ci\u00f2 fu uno sgozzamento completo. Fortunatamente la <em>Marche<\/em> era stata eseguita bene la prima volta e il pubblico fece caso al disastro della seconda\u201d.<br \/>\nNonostante il successo tributato dal pubblico del quale facevano parte personalit\u00e0 illustri della cultura francese, come Victor Hugo, Eug\u00e9ne Sue, Alexandre Dumas, Alfred De Vigny, Franz Liszt, Chopin e Lesueur, la critica non fu tutta favorevole tanto che su un giornale parigino apparve un articolo pieno di invettive che cominciava in modo spiritoso: <em>Ha! ha! ha! haro! haro! Harold!<\/em> Berlioz ricevette anche una lettera anonima nella quale, dopo un elenco di ingiurie, gli fu rimproverato di essere <em>assez d\u00e9pourvu de courage pour ne pas se br\u00fbler la cervelle<\/em>.<br \/>\n<strong>Il primo movimento, <em>Aroldo fra i monti. Scene di malinconia, di felicit\u00e0 e di gioia<\/em><\/strong> si apre con un\u2019introduzione lenta e misteriosa (<em>Adagio<\/em>), nel disegno cromatico dei violoncelli e dei contrabbassi, imitati in successione dai violini primi, dalle viole e dai violini secondi, che entrano quasi in stile fugato. Su questo attacco degli archi si staglia un nuovo tema, affidato al fagotto, prima, e all\u2019oboe, dopo, in imitazione. Dopo l\u2019esplosione dell\u2019intero organico orchestrale emerge sul delicato accompagnamento dell\u2019arpa il tema affidato alla viola che rappresenta perfettamente il carattere romantico del protagonista Aroldo, dietro il quale si cela lo stesso Berlioz, immerso nella natura che lo circonda contemplandola in modo nostalgico, come ha notato Liszt che nella sua recensione scrisse:<br \/>\n\u201cAroldo vorrebbe immergersi nella natura, perdersi nel gran tutto, dissolversi\u2026 La viola ha un suono velato, ottavato, che simboleggia la voce di Aroldo, espressione della sua interiorit\u00e0: aleggia sull\u2019orchestra come il respiro dell\u2019uomo sensibile sulla natura\u2026 Improvvisamente la monodia diventa pi\u00f9 flebile, la voce si spegne, l\u2019anima che volava chiude le ali\u201d.<br \/>\n<strong>Il successivo <em>Allegro<\/em>, in forma-sonata<\/strong> con due temi che vengono ampiamente sviluppati da Berlioz, si snoda sul ritmo di un brillante salterello che evoca perfettamente le scene di felicit\u00e0, anche se non \u00e8 del tutto capace di sottrarre alla sua nostalgia Aroldo che ritorna alla fine del movimento con il suo tema cupo.<br \/>\n<strong>Il secondo movimento, <em>Marcia dei pellegrini che cantano la preghiera della sera <\/em>(<em>Allegretto<\/em>),<\/strong> \u00a0\u00e8 un altro saggio delle capacit\u00e0 di Berlioz di disegnare dei perfetti quadri di genere. L\u2019atmosfera serale \u00e8 perfettamente rappresentata all\u2019inizio dai pizzicati delle viole, dei violoncelli e dei contrabbassi ai quali rispondono corni e fagotti, mentre la marcia \u00e8 interrotta da un motivo di carattere processionale che ritorna periodicamente. Nella parte centrale, costituita da un canto religioso il suono della viola interviene con leggeri arpeggi per annunciare la presenza di Aroldo che guarda con disinteresse a tutto ci\u00f2 che gli accade intorno, mentre il carattere processionale \u00e8 conferito dal pizzicato dei contrabbassi che accompagnano le note lunghe dei legni e degli archi. Al canto religioso segue la ripresa della marcia che risuona sempre pi\u00f9 lontana.<br \/>\n<strong>Il terzo movimento, <em>Serenata di un montanaro degli Abruzzi alla sua amata<\/em>,<\/strong> si apre con un brillante episodio, <em>Allegro assai<\/em>, in 6\/8 che sembra assumere le movenze di una <em>tarantella<\/em>; ad esso segue la serenata vera e propria, <em>Allegretto<\/em>, nella quale emerge la voce del corno inglese, strumento idoneo a rappresentare il canto d\u2019amore del pastorello nei confronti della sua amata<em>. <\/em>Nemmeno il canto struggente del pastorello riesce a coinvolgere Aroldo che, introdotto dalla viola con il suo tema, resta uno spettatore triste della scena.<br \/>\n<strong>Nell\u2019ultimo movimento, <em>Orgia dei briganti. Ricordi di scene precedenti<\/em>,<\/strong> Aroldo \u00e8 ritratto all\u2019interno di una caverna in preda ai fumi dell\u2019alcool insieme a dei briganti dediti ad un\u2019orgia rappresentata con un\u2019esplosione ritmica dell\u2019orchestra il cui organico \u00e8 considerevolmente ampliato con ottavino, tuba, piatti e due tamburi piccoli. \u00c8 un attacco frenetico dell\u2019orchestra il cui vivace tema in <em>sol minore<\/em> \u00e8 interrotto, all\u2019inizio, da confusi richiami alle scene precedenti con la ripresa in una forma ciclica di parti dei movimenti precedenti. Le allucinazioni si affollano nella mente del protagonista e assumono le forme ora della marcia dei pellegrini, ora della romanza d\u2019amore abruzzese. La sua voce \u00e8 ora spezzata e confusa annunciando cos\u00ec la prossima morte di Aroldo il cui cadavere viene trascinato, nella parte conclusiva, nel fondo della caverna.<br \/>\n<strong><em>&#8220;Les nuits d\u2019\u00e9t\u00e9&#8221; (Notti d\u2019estate)<br \/>\n<\/em><\/strong>Villanelle (Allegretto)<br \/>\nLe spectre de la rose (Adagio un poco lento e dolce assai)<br \/>\nSur les lagunes (Andantino)<br \/>\nAbsence (Adagio)<br \/>\nAu cimiti\u00e8re. Claire de lune (Andantino non troppo lento)<br \/>\nL\u2019\u00eele inconnu (Allegro spiritoso)<br \/>\nDurata: 30\u2019ca<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/E4Im-OOrFvQ\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nComposto originariamente per voce e pianoforte tra febbraio del 1838 e giugno del 1841, il ciclo di liriche <strong><em>Les nuits d\u2019\u00e9t\u00e9<\/em><\/strong> trae la sua ispirazione e i testi da una raccolta, <em>La com\u00e9die de la mort<\/em>, pubblicata nel 1838 dal poeta francese e amico di <strong>Berlioz<\/strong>, <strong>Th\u00e9ophile Gautier<\/strong>; il compositore utilizz\u00f2 complessivamente sei testi della raccolta e diede all\u2019intero ciclo un titolo di ascendenza shakespeariana ad ulteriore dimostrazione della sua ammirazione per il drammaturgo inglese. La raccolta, che non fu mai eseguita nella versione per voce e pianoforte, \u00e8 dedicata nella sua interezza alla compositrice <strong>Louise Bertin<\/strong>, anche se ogni lirica presenta una dedica particolare. Molto probabilmente la prima idea di orchestrare queste liriche matur\u00f2 durante una <em>tourn\u00e9e <\/em>in Germania dove Berlioz fu accompagnato dalla cantante di origine franco-ispanica <strong>Marie Recio,<\/strong> con la quale aveva iniziato una relazione destinata a durare fino alla morte della donna, avvenuta il 13 giugno 1862; per la Recio, sposata nel 1854 dopo la morte della prima moglie Harriet Smithson, egli aveva orchestrato la lirica <em>Absence<\/em>, tratta appunto dalle <em>Nuits d\u2019\u00e9t\u00e9<\/em>, che la cantante esegu\u00ec al Gewandhaus di Lipsia il 23 febbraio 1843. In seguito, nel 1856, egli decise di orchestrare anche il secondo brano, <em>Le spectre de la rose<\/em>, riscrivendone la parte introduttiva; la prima esecuzione di questa lirica, avvenuta a Gotha il 6 febbraio 1856 con la splendida voce della cantante Anna Bockholtz-Falconi, entusiasm\u00f2 tanto l\u2019editore svizzero Rieter-Biedermann da indurre il compositore ad orchestrare le altre quattro liriche della raccolta.<br \/>\nNonostante <em>Les nuits d\u2019\u00e9t\u00e9 <\/em>non costituiscano un ciclo organico di liriche, \u00e8 possibile distinguere in tutti i brani un tono comune che d\u00e0 unit\u00e0 alla raccolta. Il ciclo si apre con una lirica di carattere estroverso dedicata a M.me Wolf, <strong><em>Villanelle<\/em><\/strong>, costruita su una semplice melodia di carattere strofico che si snoda in un <em>Allegretto <\/em>in 2\/4. Il pezzo \u00e8 un autentico gioiello sia per la raffinata orchestrazione che non scade mai in passi onomatopeici sia per la raffinata armonizzazione con una modulazione di passaggio che, nonostante i suoi cromatismi, non si allontana dalla tonalit\u00e0 d\u2019impianto. Nel brano si intravede anche, in un disegno ritmico, una citazione dell\u2019<em>Ottava <\/em>di Beethoven. Dedicato a M.lle Falconi, il secondo brano, <strong><em>Le spectre de la rose<\/em><\/strong>, \u00a0si distingue per la raffinata orchestrazione in cui risalta, in apertura, il suono del violoncello. Di carattere mesto \u00e8 l\u2019introduzione, scritta interamente per la versione orchestrale con il flauto e il clarinetto che intonano il tema principale, mentre la seconda parte si segnala per un\u2019orchestrazione pi\u00f9 densa e una scrittura armonica estremamente varia grazie alla modulazione dal <em>si maggiore<\/em>, tonalit\u00e0 d\u2019impianto, al <em>re maggiore<\/em>, prima, e al <em>si bemolle<\/em>, dopo. Ritorna, poi, il tema iniziale accompagnato dal pizzicato degli archi che sfocia nello staccato dei legni; dopo un cromatismo discendente, viene introdotta da Berlioz un nuovo tema seguito da un momento recitante e da un declamato nel quale la voce \u00e8 raddoppiata dal clarinetto. Altrettanto raffinata \u00e8 l\u2019orchestrazione del brano successivo, dedicato a M.me Milde, <strong><em>Sur les lagunes<\/em><\/strong>, il cui titolo originale, nella raccolta di Gautier, recitava <em>Lamento-Chanson de p\u00eacheur<\/em>. Il carattere mesto della composizione \u00e8 evidente gi\u00e0 nelle prime battute con il corno e i violini che giocano sul <em>quinto<\/em> e <em>sesto grado<\/em> di <em>fa minore<\/em>, che costituisce l\u2019intervallo sul quale \u00e8 costruita la melodia che pu\u00f2 essere affidata a un baritono, a un contralto o a un mezzosoprano. Il delicato accoppiamento di flauto e clarinetto che si muovono in ottava su un ritmo cullante rende in modo efficace l\u2019oscillazione della barca sul moto ondoso del mare. Meste riflessioni sull\u2019amore non corrisposto costituiscono le tematiche fondamentali delle due liriche successive, <strong><em>Absence<\/em> <\/strong>e <strong><em>Au Cimiti\u00e8re<\/em><\/strong>. Nella prima, dedicata a M.me Nott\u00e8s, il sentimento d\u2019amore frustrato viene descritto ricorrendo ad un\u2019armonia insolita e inquieta con accordi di settima che non risolvono secondo le regole. Il brano presenta una struttura tripartita con una breve introduzione della quale \u00e8 protagonista l\u2019intervallo di <em>quarta,<\/em> <em>do diesis-fa diesis<\/em>. Il tema iniziale, che pu\u00f2 essere affidato a un tenore o a un mezzosoprano, si distingue per una grande espansione melodica che alla fine si riposa sulla tonica, mentre la parte centrale presenta una scrittura pi\u00f9 animata e cromatica. Alla fine \u00e8 ripreso il tema iniziale. Nella lirica successiva, <strong><em>Au cimeti\u00e8re<\/em><\/strong>, dedicata a Herrn Caspari, predomina un sentimento di rassegnazione che a tratti presenta toni glaciali ed \u00e8 accentuato dall\u2019orchestra il cui organico \u00e8 limitato agli archi e ai soli flauti e clarinetti che accompagnano il tenore. La lirica presenta una struttura tripartita con un tema iniziale di carattere modale che, in alcuni momenti, si produce in sospiri e semiminime ribattute, e un secondo tema, apparentemente pi\u00f9 recitato, che \u00e8 accompagnato dall\u2019orchestra in modo pi\u00f9 vario con sincopati, con note puntate affidati ai due legni, e cromatismi discendenti. Dopo la ripresa la lirica si conclude in un\u2019atmosfera rarefatta che riposa sullo sfumato accordo della tonica. Nell\u2019ultima lirica, <strong><em>L\u2019\u00eele inconnu<\/em><\/strong>, il cui titolo originale \u00e8 <em>Barcarolle<\/em>, dedicata a M.me Milde, sembra tornare il clima estroverso della prima lirica. \u00c8 questa pagina, affidata al mezzosoprano o al tenore, di carattere vivace e scorrevole sia nella parte del canto che nell\u2019accompagnato degli archi nel quale emergono per il loro dinamismo i violoncelli e il fagotto ai quali sono assegnate delle figurazioni rapide. La seconda parte della lirica, di libera struttura bipartita, si distingue per una maggiore partecipazione dell\u2019orchestra che sembra dialogare con la voce. I fiati introducono nuovi e brevi idee tematiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Harold en Italie&#8221; (Aroldo in Italia), Sinfonia in quattro parti con viola solista op. 16 Aroldo fra i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":95541,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,22364],"tags":[14671,22265,4011,9310,22266,22267,6284,9041],"class_list":["post-95476","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-berlioz-hector","tag-approfondimenti","tag-harold-en-italie","tag-hector-berlioz","tag-les-nuits-dete","tag-louise-bertin","tag-marie-recio","tag-niccolo-paganini","tag-theophile-gautier"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95476","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=95476"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95476\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95540,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95476\/revisions\/95540"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/95541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95476"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=95476"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95476"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}