{"id":95492,"date":"2019-04-04T09:41:57","date_gmt":"2019-04-04T07:41:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=95492"},"modified":"2019-04-05T08:55:12","modified_gmt":"2019-04-05T06:55:12","slug":"hector-berlioz-150-1803-1869-romeo-et-juliette-1839","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/hector-berlioz-150-1803-1869-romeo-et-juliette-1839\/","title":{"rendered":"Hector Berlioz 150 (1803 \u2013 1869): &#8220;Rom\u00e9o et Juliette&#8221; (1839)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A 150 anni dalla morte.<br \/>\n<em>&#8220;Rom\u00e9o et Juliette&#8221;, sinfonia drammatica con cori, soli di canto e prologo in forma di recitativo corale op. 17<br \/>\n<\/em><\/strong><em>Parte prima.<\/em> Introduzione: Combattimenti, tumulto, intervento del Principe (Allegro fugato) \u2013 Prologo: Moderato; Strofe (Andante con solennit\u00e0); Moderato; Scherzetto (Allegro leggiero); Andante.<br \/>\n<em>Parte seconda.<\/em> Romeo solo. Tristezza; Concerto e Ballo; Grande festa in casa dei Capuleti (Andante malinconico e sostenuto, Allegro)<br \/>\n<em>Parte terza.<\/em> Scena d\u2019amore; Notte serena; Il giardino dei Capuleti silenzioso e deserto; I giovani Capuleti uscendo dalla festa passano cantando reminescenze della musica del ballo (Allegretto, Adagio)<br \/>\nParte quarta. La regina Mab, o la fata dei sogni: Scherzo (Prestissimo) \u2013 Corteo funebre di Giulietta (Andante non troppo lento) \u2013 Romeo alla tomba dei Capuleti: Invocazione; Risveglio di Giulietta; Gioia delirante, disperazione; ultime angosce e morte dei due amanti (Allegro agitato e disperato)<br \/>\nFinale. La folla accorre al cimitero; Rissa dei Capuleti e dei Montecchi; Recitativo del padre Lorenzo (Allegro, Un poco meno allegro) \u2013 Aria (Larghetto sostenuto) \u2013 Giuramento (Andante un poco maestoso)<br \/>\nDurata: 95\u2019ca<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/600733914&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><br \/>\nIl 16 dicembre 1838 <strong>Berlioz<\/strong> aveva appena diretto, nella sala del Conservatorio, la <em>Symphonie fantastique <\/em>e<em> Harold<\/em>, quando ricevette la visita di Paganini che, per la prima volta, aveva sentito <em>Harold<\/em> di cui era stato l\u2019involontario ispiratore. Paganini si compliment\u00f2 con lui davanti ad alcuni orchestrali e il giorno dopo il figlio Achille recapit\u00f2 a Berlioz una lettera del padre dicendogli che avrebbe dovuto leggerla da solo. Nella lettera c\u2019era scritto:<br \/>\n\u201cMio caro amico, Beethoven spento non c\u2019era che Berlioz che potesse farlo rivivere; ed io che ho gustato le vostre divine composizioni degne d\u2019un genio qual siete, credo mio dovere pregarvi di volere accettare, in segno del mio omaggio, venti mila franchi, i quali vi saranno rimessi dal signor barone de Rothschild dopo che gli avrete presentato l\u2019acclusa. Credetemi sempre<br \/>\nIl vostro affezionatissimo amico<br \/>\nNicol\u00f2 Paganini\u201d.<br \/>\nLa gratitudine del compositore francese fu tale che egli decise di comporre per il suo benefattore un\u2019opera nuova, grandiosa, appassionata, degna di essere dedicata all\u2019illustre artista e gli sottopose, per averne un consiglio, vari soggetti per questa nuova composizione. Paganini gli rispose che non aveva alcun consiglio da dargli, in quanto egli sapeva bene cosa fosse pi\u00f9 conveniente per lui. Berlioz, infine, scelse il soggetto per questo nuovo lavoro, come egli stesso ricord\u00f2 nei suoi <strong><em>M\u00e9moires<\/em><\/strong>:<br \/>\n\u201cInfine, dopo un\u2019indecisione abbastanza lunga, mi fermai sull\u2019idea di una sinfonia con cori, solisti di canto e recitativo corale, di cui il dramma di Shakespeare <em>Rom\u00e9o et Juliette<\/em> sarebbe il soggetto sublime e sempre nuovo. Scrissi in prosa tutto il testo destinato al canto tra i brani di musica strumentale; Emile Deschamps, con la sua affascinante solita gentilezza e con la sua straordinaria facilit\u00e0, lo mise in versi, e io cominciai\u201d.<br \/>\nDopo circa sette mesi di febbrile lavoro <strong><em>Rom\u00e9o et Juliette<\/em><\/strong> ebbe la sua prima esecuzione al Conservatorio diretta dallo stesso Berlioz il 24 novembre 1839, con notevole successo, come lo stesso compositore scrisse al padre due giorni dopo:<br \/>\n\u201cQuesto primo concerto, oltre alla sua importanza immensa musicalmente parlando (la forma d\u2019arte che ne faceva il soggetto essendo ancora sconosciuta) doveva illuminarmi sull\u2019interesse reale che una nuova composizione mia poteva, in questo momento, eccitare presso il vero pubblico\u201d.<br \/>\n<strong>Paganini<\/strong>, tuttavia, non ebbe la possibilit\u00e0 di ascoltarla o di leggerne la partitura essendo morto a Nizza prima che l\u2019opera fosse stampata dopo i vari ritocchi spesso apportati anche in seguito a osservazioni fatte da critici. Cos\u00ec, quando Frankoski, segretario di Ernst, gli segnal\u00f2 che lo <em>scherzo <\/em>della fata Mab terminava in modo brusco, egli vi aggiunse una coda e, su segnalazione di d\u2019Ortigue apport\u00f2 dei tagli al lungo racconto di padre Lorenzo. Da alcuni critici gli fu rimproverata anche la stravaganza della forma, ben lontana dalla sinfonia classica e non ascrivibile a un\u2019opera teatrale nonostante la presenza del canto, ma lo stesso Berlioz, che aveva intuito tali perplessit\u00e0, nella prefazione della partitura scrisse:<br \/>\n\u201cCertamente non ci s\u2019inganner\u00e0 sul genere di questa composizione. Bench\u00e9 le voci vi siano spesso impiegate, non \u00e8 un\u2019opera in forma di oratorio, n\u00e9 una cantata, ma una sinfonia con cori\u201d.<br \/>\nInoltre si preoccup\u00f2 anche di dare disposizioni sulla collocazione e sul numero degli strumentisti e dei cantanti e sulle particolarit\u00e0 esecutive dei singoli brani della sinfonia, consapevole delle difficolt\u00e0 che la sua esecuzione avrebbe creato. Egli stesso scrisse nei suoi <em>M\u00e9moires<\/em>:<br \/>\n\u201cEssa presenta difficolt\u00e0 immense di esecuzione, difficolt\u00e0 di ogni specie, inerenti alla forma e allo stile, e che si possono vincere solo attraverso lunghi studi fatti pazientemente e diretti perfettamente. Ci vogliono, per renderla bene, degli artisti di primordine, direttore d\u2019orchestra, strumentisti e cantanti decisi a studiarla come si studia nei buoni teatri lirici un\u2019opera nuova, cio\u00e8 quasi come se si dovesse eseguirla con il cuore\u201d.<br \/>\nLa sinfonia, sul cui frontespizio autografo si legge <strong><em>Rom\u00e9o et Juliette<\/em>, <em>Sinfonia drammatica con cori, solisti di canto e prologo in recitativo corale composta dalla tragedia di Shakespeare<\/em><\/strong>, \u00e8 divisa in quattro parti all\u2019inizio delle quali vi sono delle brevi indicazioni relative agli argomenti.<br \/>\nLa prima parte si apre con <strong><em>Introduction. Combats. Tumulte. Intervention du prince<\/em> (<em>Introduzione: Combattimenti, tumulto, intervento del Principe<\/em>) <\/strong>caratterizzata da un iniziale concitato fugato, il cui soggetto, proposto dalle viole, \u00e8 ripreso dagli archi e, poi, da tutta l\u2019orchestra. A questo tema si contrappone una seconda idea affidata ai tromboni che conduce a un recitativo, solenne e ieratico esposto dagli ottoni, dei quali vengono sfruttate le potenzialit\u00e0 timbriche. Nella parte conclusiva ritorna il tema iniziale senza la potenza che lo aveva contraddistinto, perch\u00e9 frammentato e alla fine smorzato nel diminuendo che termina con un rarefatto pizzicato. All\u2019introduzione, prologo strumentale, segue il prologo corale, <em>Prologue<\/em>, del quale \u00e8 protagonista un coro a tre voci, senza i soprani, e un contralto solista inglobato nel complesso vocale, ridotto da Berlioz da 20 a 14 elementi. A questo coro \u00e8 attribuita da Berlioz la funzione di introdurre dal punto di vista tematico e psicologico l\u2019azione del dramma; dal punto di vista musicale esso \u00e8 realizzato in un <em>Moderato<\/em> in 4\/4 e nello stile del recitativo-sillabico il cui carattere di parlato \u00e8 reso perfettamente dall\u2019uso del ribattuto. Ad esso si contrappone un breve episodio strumentale, <em>Allegro<\/em>, che, formalmente , si pu\u00f2 considerare uno scherzo che rappresenta la gioia di vivere. Il coro, per\u00f2, riconduce tutti alla realt\u00e0, proclamando che <em>La f\u00eate est termin\u00e9e<\/em> (<em>La festa \u00e8 finita<\/em>) e sfociando in un <em>Andante con moto e appassionato assai<\/em> dove si libra in una melodia di largo respiro, anche se breve, insieme agli archi gravi e ai legni, per rappresentare lo stato d\u2019animo di Romeo. Nel breve brano successivo, <em>Strophes<\/em>, si assiste a una riduzione dell\u2019organico, qui limitato a un contralto solista che assume la funzione di <em>corifeo<\/em>, a un piccolo coro, mentre tra gli strumenti prevalgono i timbri dell\u2019arpa e del violoncello. Il contralto solista intona una melodia di carattere strofico, annunciando il dramma e alla fine si fonde con il coro che riprende l\u2019andamento di recitativo in moderato. Un carattere magico presenta lo <em>Scherzetto<\/em>, <em>Allegro leggiero<\/em>, che si apre sul nome Mab, la fata dei sogni, annunciato dal tenore solista e dal piccolo coro. \u00c8 questa una pagina che si distingue per la leggera orchestrazione, nella quale emergono i pizzicati degli archi, i leggeri interventi dei legni, un delicato dialogo tra tenore e coro. Dopo lo <em>Scherzetto<\/em> si assiste ad un cambio di umore nell\u2019<em>Andante<\/em>, conclusivo, dove delle lugubri note ribattute rappresentano la morte.<br \/>\nLa seconda parte, <strong><em>Rom\u00e8o seul<\/em>. <em>Tristesse. Concert et Ball<\/em>. <em>Grande f\u00eate chez Capulet<\/em> (<em>Romeo solo. Tristezza; Concerto e Ballo; Grande festa in casa dei Capuleti<\/em>)<\/strong>, nella quale le voci tacciono per lasciare il posto all\u2019orchestra arricchita da due triangoli, due tamburelli baschi e da due parti di arpa, vede la contrapposizione di due piani drammatici. All\u2019inizio il personaggio di Romeo viene rappresentato da un tema di carattere cromatico esposto dai soli primi violini che esprimono con la sua indefinitezza melodica, i suoi ansiosi stati d\u2019animo, la sua malinconia e la sua solitudine. Indifferente alla malinconia di Romeo \u00e8 il mondo che continua a divertirsi nell\u2019<em>Allegro<\/em> la cui idea tematica \u00e8 ripresa dall\u2019<em>Allegro<\/em> del prologo questa volta senza essere interrotta dal piccolo coro. L\u2019orchestra si scatena in tutta la sua potenza fino a coinvolgere il secondo tema di Romeo introdotto dagli ottoni che sembrano evidenziare la sua estraneit\u00e0 al divertimento. Nel <em>Larghetto espressivo<\/em>, che interrompe il clima di festa, ritorna protagonista Romeo che esprime la sua tristezza in un malinconico tema affidato all\u2019oboe. La festa riprende in modo quasi orgiastico con ritmi saltellanti che ruotano attorno al tema principale, gi\u00e0 sentito nel <em>Pologue<\/em>, mentre gli ottoni riprendono il tema lento di Romeo. Un concitato fugato dei fiati conduce alla coda di grande virtuosismo orchestrale che fa emergere il carattere drammatico e inquietante della festa, mentre appare un ultimo accenno al tema di Romeo affidato all\u2019oboe.<br \/>\nNella terza parte, <strong><em>Sc\u00e8ne d\u2019amour<\/em><\/strong>, che comprende i seguenti episodi: <em>Nuit sereine <\/em>(<em>Notte serena<\/em>); <em>Les jardins de Capulet silencieux et desert<\/em> (<em>Il giardino dei Capuleti silenzioso e deserto<\/em>); <em>Les jeunes Capulets sortant de la f\u00eate, passent en chantant des reminiscences de la musique du ball <\/em>(<em>I giovani Capuleti che escono dalla festa, passano cantando ricordi della musica del ballo<\/em>), all\u2019organico orchestrale, ridotto delle percussioni e degli ottoni, ma arricchito dal corno inglese, si aggiungono due cori maschili suddivisi rispettivamente nella parte di tenore e di basso. L\u2019<em>Allegretto<\/em> iniziale \u00e8 caratterizzato da una certa staticit\u00e0 resa grazie alle note lunghe degli archi alle quali si aggiungono in eco quelle dei flauti che si producono nella parte bassa del loro registro. Il corno, unico strumento della famiglia degli ottoni lasciato da Berlioz in questa parte, si aggiunge alle note lunghe degli archi e anticipa l\u2019intervento dei cori lontani che riprendono in eco i temi della festa. Segue senza soluzione di continuit\u00e0 l\u2019<em>Adagio<\/em> per sola orchestra, la <em>Sc\u00e8ne d\u2019amour<\/em>, definita da Berlioz, in una lettera a Joseph d\u2019Ortigue dell\u2019aprile 1846, <em>il miglior pezzo che abbia scritto. <\/em>Il brano, costruito su due temi dei quali il primo, caratterizzato da idee ben fraseggiate, \u00e8 definito dal punto di vista armonico, mentre il secondo \u00e8 tratto dall\u2019<em>Andante con moto e appassionato assai <\/em>del <em>Prologue<\/em>, rappresenta i due personaggi di Giulietta e Romeo in una scrittura intensa che ad alcuni studiosi ha ricordato l\u2019<em>Adagio <\/em>della <em>Nona sinfonia<\/em>. Ad una nuova accelerazione ritmica, che riporta la musica al clima festante, segue la ripresa dell\u2019<em>Adagio<\/em>.<br \/>\n<strong>Nella quarta parte<\/strong> distinguiamo molti episodi differenziati. Il primo , uno <em>Scherzo<\/em>, intitolato <strong><em>Reine Mab ou la f\u00e9e des songes<\/em><\/strong>, \u00e8 il brano pi\u00f9 famoso dell\u2019intera produzione di Berlioz oltre che uno dei pi\u00f9 interessanti esempi di fantasia strumentale. Esso presenta una strumentazione pi\u00f9 snella per la mancanza di trombe e tromboni, ma con l\u2019aggiunta delle percussioni e con l\u2019uso della sordina negli archi. Dopo un\u2019introduzione interrogativa con le note lunghe e l\u2019uso delle corone, inizia il rapido tema dei violini a cui segue un breve dialogo con i legni che imprime un senso di magia e di mistero. Un <em>Allegretto <\/em>in 3\/4, nel quale emerge un delicato tema esposto dal flauto e dal corno inglese su note lunghe degli archi che si producono in trilli sulle corde vuote, funge da <em>Trio<\/em> al quale segue la ripresa dello <em>Scherzo<\/em>, caratterizzato da una raffinata ricerca timbrica. Il secondo episodio, <strong><em>Convoi fun\u00e8bre de Juliette<\/em><\/strong>, un <em>Andante non troppo lento<\/em> nel quale ritornano il coro dei Capuleti e l\u2019orchestra alleggerita degli ottoni e delle percussioni, ha un carattere salmodiante e processionale reso dal ribattuto della tonica <em>mi<\/em> nella parte del coro e anche dell\u2019orchestra, dove emerge inizialmente il timbro dei violoncelli che danno inizio ad un fugato. Il loro tema viene ripreso in altri settori dell\u2019orchestra: dalle viole e dai fagotti in controcanto, dai legni in lamenti che passano agli archi dopo una modulazione in <em>mi maggiore<\/em>. Questo pedale di tonica si trasferisce ai violini e alle viole, mentre il coro intona il tema che nella parte finale d\u00e0 vita a un lamento nel disegno cromatico discendente. Alla descrizione del corteo funebre segue il breve episodio <strong><em>Rom\u00e8o au tombeau des Capulets<\/em><\/strong>, <em>Allegro agitato e disperato<\/em>, che brucia nel rapido volgere di 33 battute tutte le ansie di Romeo. Dopo una breve stasi i legni introducono l\u2019<em>Invocation<\/em>, una struggente barcarola funebre nella quale tutti i sentimenti, come i temi precedentemente esposti, si mescolano nell\u2019animo del protagonista. Tra i temi ritorna infatti anche quello di <em>Sc\u00e8ne d\u2019amour<\/em>. Il dramma precipita verso il suo epilogo tragico e il <em>Risveglio di Giulietta<\/em> \u00e8 caratterizzato da una scrittura rarefatta con le lunghe note discendenti dell\u2019oboe in <em>pianissimo<\/em>.<br \/>\nNel <strong><em>Finale<\/em> <\/strong>le due fazioni dei Capuleti e Montecchi si oppongono in una rissa grazie al perentorio inizio degli ottoni, ma vengono riportati alla calma dalla considerazione della tragedia che accomuna le due famiglie. Dopo il recitativo di Padre Lorenzo, le due fazioni intervengono con un\u2019esclamazione di grande efficacia drammatica: <em>Mari\u00e9s!<\/em> Padre Lorenzo \u00e8 ancora protagonista ed esorta, nell\u2019aria a lui affidata, le due famiglie a riconciliarsi. Questo concitato finale, nel quale vengono ripresi alcuni temi delle altre parti, si conclude con il solenne giuramento, sui corpi di Giulietta e Romeo morti, di riconciliarsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A 150 anni dalla morte. &#8220;Rom\u00e9o et Juliette&#8221;, sinfonia drammatica con cori, soli di canto e prologo in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":95541,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,22364],"tags":[14671,4011,22352,22351,152,2887,4509],"class_list":["post-95492","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-berlioz-hector","tag-approfondimenti","tag-hector-berlioz","tag-jeffrey-francis","tag-roger-norrington","tag-romeo-et-juliette","tag-samuel-ramey","tag-yvonne-naef"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95492","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=95492"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95492\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95601,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95492\/revisions\/95601"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/95541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95492"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=95492"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}