{"id":95599,"date":"2019-04-12T07:44:52","date_gmt":"2019-04-12T05:44:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=95599"},"modified":"2019-04-12T07:44:52","modified_gmt":"2019-04-12T05:44:52","slug":"hector-berlioz-150-1803-1869-benvenuto-cellini-1838","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/hector-berlioz-150-1803-1869-benvenuto-cellini-1838\/","title":{"rendered":"Hector Berlioz 150 (1803 &#8211; 1869): &#8220;Benvenuto Cellini&#8221; (1838)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Op\u00e9ra in due atti su libretto di L\u00e9on de Wailly e Auguste Barbier. <strong>John Osborn <\/strong>(Benvenuto Cellini), <strong>Maurizio Muraro <\/strong>(Giacomo Balducci), <strong>Laurent Naouri <\/strong>(Fieramosca), <strong>Orlin Anastassov <\/strong>(Papa Clemente VII), <strong>Nicky Spence <\/strong>(Francesco), <strong>Scott Corner <\/strong>(Bernardino), <strong>Andr\u00e9 Morsch <\/strong>(Pompeo), <strong>Marcel Beekman <\/strong>(L\u2019oste), <strong>Mariangela Sicilia <\/strong>(Teresa), <strong>Mich\u00e8le Losier <\/strong>(Ascanio). <\/em><strong>Chorus of Dutch National Opera, Ching-Lien Wu <\/strong>(Maestro del coro), <strong>Rotterdam Philarmonic Orchestra<\/strong>, <strong>Mark Elder <\/strong>(direttore). <strong>Terry Gilliam <\/strong>(regia), <strong>Terry Gilliam <\/strong>e <strong>Aaron Marsden <\/strong>(scene),\u00a0<strong>Katrina Lindsay\u00a0<\/strong>(costumi), <strong>Leah Hausman <\/strong>(coreografie), <strong>Paule Constable<\/strong> (luci), <strong>Finn Ross <\/strong>(video). Registrazione: Maggio 2015. T.Time: 180&#8242; <strong>2 DVD Naxos<\/strong><\/span><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/TMdgx8AIkT4\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"> E\u2019 finalmente disponibile in video la registrazione di uno degli spettacoli pi\u00f9 interessanti visti sulla scena europea degli ultimi anni. Per prima cosa si apprezza il fatto che sia disponibile una nuova edizione video di \u201c<em>Benvenuto Cellini<\/em>\u201d dopo quella salisburghese diretta da Gergiev nel 2007 in secondo luogo perch\u00e9 <strong>Terry Gilliam <\/strong>realizza uno spettacolo straordinario capace di cogliere tutta la contradditoria natura di quest\u2019opera che sfugge a qualunque classificazione. Grand\u2019op\u00e9ra storico arricchito da elementi buffi, opera semi-seria portata al massimo grado di spettacolarizzazione, commedia storica, qualunque definizione sfiora senza riuscire a definire con precisione questa turbinante opera che non teme di volteggiare sul filo dell\u2019eccesso ma sempre tenendosene a giusta distanza pronta a spiccare il volo verso le sublimi vette della pi\u00f9 alta ispirazione. E cos\u00ec \u00e8 lo spettacolo di Gilliam, vorticoso d\u2019immagini, di colori, di movimenti \u2013 le grandi scene di massa dei primi atti \u2013 umanissimo nei momenti pi\u00f9 teneri, autenticamente epico nella grandiosa scena conclusiva della fucina. Spettacolo tutto da vedere e da cui farsi trascinare come da un inarrestabile fiume a cui si perdona volentieri qualche piccola volgarit\u00e0 di cui si sarebbe potuto far a meno pur non risultando totalmente impropria nel contesto carnascialesco del II atto.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Per quanto riguardo l\u2019aspetto pi\u00f9 prettamente estetico la vicenda \u00e8 stata trasposta dagli inizi del XVI secolo alla met\u00e0 del XIX, pi\u00f9 o meno in contemporanea alla composizione dell\u2019opera e in sintonia con il mito romantico dell\u2019artista che tutta la sottende. Qualche voluto anacronismo contribuisce con qualche tocco fiabesco a creare un clima vagamente onirico. Antinaturalistiche sono le scene che ricalcano direttamente le incisioni di Piranesi mantenendo un tratto grafico e disegnativo che si realizza in un\u2019estetica bidimensionale \u2013 le statue fuse nel V atto sono pure sagome come figure ritagliate da un libro, i segni di stampa che si riconoscono sugli edifici \u2013 a dare l\u2019impressione di un album grafico d\u2019epoca animato per un sortilegio.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Mark Elder <\/strong>non ha paura della dimensione spesso eccessiva delle invenzioni berlioziane e vi si getta con ardimento e convinzione ma anche con rigoroso senso del mestiere. La sua \u00e8 una direzione teatralissima, ricca di colori, di luci, di riflessi ma dove anche l\u2019abbandono pi\u00f9 estroverso nasconde sempre un rigore di fondo che si esalta nella capacit\u00e0 di concertare senza la minima sbavatura le complesse architetture sonore dei finali d\u2019atto senza perdere nulla in fatto di brillantezza sonora e passo teatrale. La direzione di Elder pu\u00f2 brillare di queste qualit\u00e0 anche per la prova strepitosa della <strong>Rotterdam Filharmonisch Orkester <\/strong>e del <strong>Coro dell\u2019Opera Nazionale Olandese <\/strong>(magnificamente diretto da <strong>Ching-Lien Wu<\/strong>) autori di prove semplicemente maiuscole sotto ogni punti di vista.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La qualit\u00e0 registica e orchestrale trova per altro conferma anche nell\u2019ottima compagnia di canto. <strong>John Osborn<\/strong> non \u00e8 solo il miglior Cellini immaginabile nei nostri tempi ma forse l\u2019unico a non sfigurare di fronte all\u2019interpretazione paradigmatica di Gedda. Sul piano strettamente vocale Osborn mostra una sicurezza tecnica e una robustezza invidiabili che gli permettono di reggere con impressionante facilit\u00e0 una delle tessiture pi\u00f9 impervie dell\u2019intero repertorio ottocentesco. Alle qualit\u00e0 del cantante si assommano quelle dell\u2019interprete. Osborn coglie tutte le contradditorie anime di Cellini, fa convivere il gusto per la spavalderia dei primi due atti con la dolcezza dei duetti con Teresa, l\u2019abbandono romantico di \u201c<em>Sur les monts les plus sauvages<\/em>\u201d con l\u2019eroismo titanico del finale. Una grande prova di maturit\u00e0 artistica oltre che di canto.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Mariangela Sicilia <\/strong>\u00e8 una Teresa incantevole. Bellissima voce di soprano lirica, di una luminosit\u00e0 serica e molto femminile, linea di canto di raffinata eleganza, ottime doti nel canto di coloratura \u2013 si ascolti con quale sicurezza \u00e8 risolta la cadenza di \u201c<em>Entre l\u2019amour et le devoir<\/em>\u201d. L\u2019irresistibile simpatia sul piano scenico contribuisce infine alla piena riuscita del ruolo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Maurizio Murato <\/strong>(Giacomo Balducci) e <strong>Laurent Naouri <\/strong>(Fieramosca) sono una perfetta copia comica impeccabile nei tempi teatrali. Vocalmente brilla decisamente pi\u00f9 il secondo, superiore per freschezza vocale e qualit\u00e0 del materiale, tanto che il suo \u201c<em>Ah! Qui pourrait me r\u00e9sister\u2019\u201d <\/em>\u00e8 un piccolo gioiello di finezza esecutiva. Il primo \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 generico ma canta comunque con propriet\u00e0 e interpreta con cura la propria parte. <strong>Mich\u00e8le Losier <\/strong>\u00e8 dal punto di vista scenico semplicemente perfetta nei panni maschili di Ascanio, dispone di un\u2019ottima qualit\u00e0 vocale e canta con gusto ed eleganza. Un po\u2019 sotto tono il Clemente VII di <strong>Orlin Anastassov<\/strong>; pur scenicamente godibilissimo nel taglio surreale che la regia d\u00e0 del ruolo trasformando il Pontefice in una sorta di mandarino orientale abbastanza buffo, il cantante difetta, per\u00f2, di qualit\u00e0 vocale \u2013 il timbro \u00e8 poco seducente, la tenuta vocale non cos\u00ec ferma come si vorrebbe \u2013 e la buona personalit\u00e0 interpretativa non \u00e8 sufficiente per rendere la statura del personaggio. Ottimi sia il Pompeo di <strong>Andr\u00e9 Morsch <\/strong>sia la coppia degli assistenti di Cellini formata da Francesco di <strong>Nicky Spence <\/strong>e dal Bernardino di <strong>Scott Conner<\/strong>. Completa il cast l\u2019oste di <strong>Marcel Beekman<em>. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Op\u00e9ra in due atti su libretto di L\u00e9on de Wailly e Auguste Barbier. 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