{"id":95917,"date":"2019-05-03T20:57:51","date_gmt":"2019-05-03T18:57:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=95917"},"modified":"2019-05-03T20:57:51","modified_gmt":"2019-05-03T18:57:51","slug":"georg-friedrich-handel-260-tamerlano-1724-alcina-1735","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/georg-friedrich-handel-260-tamerlano-1724-alcina-1735\/","title":{"rendered":"Georg Friedrich H\u00e4ndel 260: &#8220;Tamerlano&#8221; (1724) &#8211; &#8220;Alcina&#8221; (1735)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Opera seria in tre atti su libretto di Nicola Francesco Haym. <strong>Christophe Dumaux <\/strong>(Tamerlano), <strong>Jeremy Ovenden <\/strong>(Bajazete), <strong>Sophie Karth\u00e4user <\/strong>(Asteria), <strong>Delphine Galou <\/strong>(Andronico), <strong>Ann Hallenberg <\/strong>(Irene), <strong>Nathan Berg <\/strong>(Leone), <strong>Caroline D\u2019Haese <\/strong><\/em>(<em>Zaida). <strong>Les Talens Lyrique<\/strong>, <strong>Christophe Rousset <\/strong>(direttore), <strong>Pierre Audi <\/strong>(regia), <strong>Patrick Kinmonth <\/strong>(scene e costumi),<strong> Matthew Richardson <\/strong>(luci), <\/em>Registrazione, Bruxelles La Monnaie\/Die Munt, gennaio 2015. <strong>2 DVD Alfa Classics EDV 1857<\/strong><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il cofanetto edito da Alfa Classics riunisce due spettacoli handeliani andati in scena a Bruxelles nel 2015 e accomunati dalle firme di <strong>Christophe Rousset<\/strong> come direttore \u2013 affiancato dai suoi fedelissimi <strong>Les Talens Lyrique<\/strong> \u2013 e di <strong>Pierre Audi <\/strong>per la regia. I titoli scelti per l\u2019operazione sono due dei maggiori capolavori del teatro barocco \u201c<em>Tamerlano<\/em>\u201d e \u201c<em>Alcina<\/em>\u201d e ad accomunarli vi \u00e8 anche un altro fattore di cui bisogna tener attentamente conto nella valutazione delle scelte stilistiche. Entrambi gli spettacoli sono stati infatti concepiti per il teatrino del castello di Drottningholm che per le sue particolarit\u00e0 impone scelte che possano valorizzare il piccolo palcoscenico e che siano realizzabili con gli originari macchinari teatrali settecenteschi che ancora sopravvivono nel teatrino svedese.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u201c<em>Tamerlano<\/em>\u201d<\/strong> risulta il titolo pi\u00f9 compiuto da tutti i punti di vista. L\u2019opera \u00e8 forse il risultato pi\u00f9 alto di H\u00e4ndel sul piano dell\u2019efficacia drammaturgica e della capacit\u00e0 di indagine psicologica dei personaggi. Lontano dall\u2019enfasi di altri lavori \u201c<em>Tamerlano<\/em>\u201d \u00e8 principalmente dramma di affetti, indagine di psicologie condotta con un rigore e con una pregnanza teatrale che dovrebbe far riflette su come ancora \u2013 specie in Italia \u2013 si sottovaluti la qualit\u00e0 teatrale dell\u2019opera barocca. Nello scontro fra le psicologie estreme del tiranno tartaro vincitore e del vinto sultano turco \u2013 anche musicalmente fra le creazioni pi\u00f9 originali e moderne di tutto il catalogo h\u00e4ndeliano \u2013 si snoda un\u2019enciclopedia delle emozioni al cui centro brilla la nobile figura del principe greco Andronico portatore di quei valori di equilibrio che lo elevano sui barbari, entrambi a loro modo vittime di passioni incontrollate.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Costretto anche dalle particolarit\u00e0 del palcoscenico, <strong>Audi<\/strong> punta su un allestimento di rigorosa essenzialit\u00e0 con quinte nere scandite da lesene classicheggianti definiscono lo spazio \u2013 e si riconosce la lezione del teatro di Pizzi con tutta la sua stilizzata eleganza \u2013 che nel finale lasciano spazio alle pure strutture lignee del palcoscenico \u2013 qui ricostruite ma autentiche a Drottningholm \u2013 cos\u00ec da isolare al massimo le emozioni dei personaggi. I costumi evocano un Settecento di classica sobriet\u00e0 e di grande eleganza \u2013 anche se un po\u2019 latita il colore esotico che pure la vicenda inevitabilmente sembra richiedere &#8211; \u00a0e semplicemente strepitoso \u00e8 il gioco di luci creato da <strong>Matthew Richardson <\/strong>capace di creare chiaroscuri di grande suggestione, quasi in grado di rendere visibili i tormenti dei personaggi. La recitazione \u2013 fatto salvo qualche piccolo eccesso come i tratti inutilmente caricaturali di Leone \u2013 \u00e8 naturale e coinvolgente, riuscito esempio di come si possa avere un taglio teatralmente moderno senza inutili forzature e attualizzazioni.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Rousset<\/strong> dirige con la ben nota maestria, brillante, teatrale, capace di rendere al meglio i contrasti su cui si regge la partitura. Ricca la tavolozza cromatica, cos\u00ec come variate e sempre teatrali sono le scelte ritmiche e agogiche. Il suono luminoso, morbido, setoso dell\u2019orchestra \u00e8 innegabilmente seducente e fa risaltare con ancor maggior rilievo le accensioni e le rotture. Rousset conosce questa musica alla perfezione e sa renderla con una ricchezza che teme pochi confronti.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La compagnia vocale non \u00e8 alla stessa altezza ma nell\u2019insieme fornisce una prestazione pi\u00f9 che sufficiente. L\u2019elemento pi\u00f9 debole del cast \u00e8 il Tamerlano di <strong>Christophe Dumaux <\/strong>che, pur elegante, raffinato, ottimo interprete e perfettamente a suo agio nella scelta registica che nel ruolo vede pi\u00f9 un subdolo manipolatore che un guerriero vittorioso ed eroico pur nella sua barbara indole, conta su una voce\u00a0 decisamente troppo piccola, povera di corpo e di mordente. Le colorature sono pulite e precise ma nei grandi momenti virtuosistici le polveri danno sempre l\u2019impressione di essere bagnate e i grandi recitati lasciano solo intuire le proprie potenzialit\u00e0 espressive. Suo contraltare \u00e8 il Bajazete di <strong>Jeremy Ovenden<\/strong> alle prese con quella che \u00e8 forse la prima grande parte tenorile della storia dell\u2019opera. La sua voce appare chiara, agile, di buono squillo anche se carente di colori, ma il problema maggiore sembra essere una tendenza a far prevalere l\u2019impeto drammatico sulla correttezza del canto cos\u00ec che fin troppo frequenti sono gli slittamenti nel parlato. La scena della morte \u2013 una delle pi\u00f9 alte realizzazioni del genio h\u00e4ndeliano \u2013 \u00e8 impressionante sul piano teatrale \u2013. Ovenden, da parte sua, \u00e8 ottimo attore e ha personalit\u00e0 scenica da autentico mattatore ma suscita pi\u00f9 di una perplessit\u00e0 sul piano della correttezza musicale. Vero protagonista dell\u2019opera \u00e8 pero il greco Andronico, parte di vertiginosa difficolt\u00e0 tecnica ed espressiva pensata per le eccezionali qualit\u00e0 del Senesino. <strong>Delphine Galou<\/strong> non ha certo quelle doti ma, nonostante una voce limitata per volume, sa cantare decisamente molto bene. Il timbro di un velluto caldo e morbido e di grande suggestione, la tecnica ottima, il senso dello stile ineccepibile che si fa apprezzare soprattutto nelle pagine pi\u00f9 liriche \u2013 \u201c<em>Bella Asteria<\/em>\u201d \u00e8 un autentico gioiello al riguardo \u2013 e probabilmente la registrazione permette di apprezzarla in pieno compensando la non particolare potenza della voce. In \u201c<em>Vivo in te<\/em>\u201d il timbro della Galou si sposa alla perfezione con quello di <strong>Sophie Karth\u00e4user<\/strong>. Il soprano vallone tratteggia un\u2019ottima Asteria. La voce \u00e8 limpida e luminosa ma con una buona tenuta anche nel registro medio-grave, la musicalit\u00e0 eccellente, il fraseggio di raffinata precisione. La Karth\u00e4user appare particolarmente a suo agio in un ruolo molto giocato sulla capacit\u00e0 espressiva trovando accenti di autentica commozione nella splendida \u201c<em>Cor di padre e cor d\u2019amante<\/em>\u201d che chiude il II atto. Pur impegnata in un ruolo per molti aspetti secondario, <strong>Ann Hallenberg<\/strong> fa valere tutta la sua classe tratteggiando un\u2019Irene autenticamente regale. Di contro veramente modesto il Leone di <strong>Nathan Berg, <\/strong>faticoso nel canto e sgraziato nell\u2019accento.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/jvWx3vKCCRw\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Dramma per musica in tre atti su libretto anonimo. <strong>Sandrine Piau <\/strong>(Alcina), Mait<strong>\u00e9 Beaumont <\/strong>(Ruggero), <strong>Ang\u00e9lique Noldus<\/strong> (Bradamante), <strong>Sabina Pu\u00e9rtolas <\/strong>(Morgana),<strong>Chlo\u00e9 Briot <\/strong>(Oberto), <strong>Daniel Behle<\/strong> (Oronte), <strong>Giovanni Furlanetto <\/strong>(Melisso), <strong>Eduard Huguet<\/strong> (Astolfo), <strong>Choer de Chambre de l\u2019IMEP<\/strong>, <strong>Beno\u00eet Giaux <\/strong>(Maestro del coro). <strong>Les Talens Lyrique<\/strong>, <strong>Christophe Rousset <\/strong>(direttore), <strong>Piere Audi <\/strong>(regia), <strong>Patrick Kinmonth <\/strong>(scene e costumi<strong>), Matthew Richardson <\/strong>(luci), <\/em>Registrazione, Bruxelles La Monnaie\/Die Munt, gennaio 2015. 2 DVD Alfa Classics EDV 1857<br \/>\nAffidata agli stessi interpreti \u201c<em>Alcina<\/em>\u201d risulta eno convincente soprattutto sul piano scenico. Dove \u201c<em>Tamerlano<\/em>\u201d, dramma di affetti e di emozioni, si inseriva alla perfezione nell\u2019essenzialit\u00e0 dell\u2019allestimento in \u201c<em>Alcina<\/em>\u201d la mancanza di quella spettacolarit\u00e0 che un\u2019opera magica e fiabesca sembra pretendere lascia un senso di incompiutezza. Le quinte architettoniche dell\u2019opera precedente si fanno qui stilizzate architetture di verzura a rendere il giardino incantato che, al disparire degli inganni, lasciano spoglie quinte lignee mentre nel finale ritornano le architetture di \u201c<em>Tamerlano<\/em>\u201d. Il tutto anche qui concentrato sulle relazioni dei personaggi ma forse quest\u2019opera richiederebbe un taglio diverso. Restano l\u2019eleganza dei costumi di Kinmonth e il magistrale gioco di luci di Richardson cos\u00ec come la qualit\u00e0 del lavoro sugli interpreti svolta da Audi \u00e8 capace di portare a risultati di una naturalezza espressiva veramente ammirevole anche se la scelta di far morire violentemente entrambe le maghe \u2013 di ferro Morgana, di veleno Alcina \u2013 lascia un velo fin troppo mesto sul finale. Resta fortunatamente anche la qualit\u00e0 musicale di Rousset e dei suoi Les Talens Lyrique che offrono una lettura di incantevole trasparenza, di colori tenui, cangiati, di una sensualit\u00e0 languida e indolente. Una direzione poco propensa forse agli elementi pi\u00f9 spettacolari ma di una raffinatezza e di un\u2019attenzione al dettaglio veramente rare.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Interessantissima l\u2019Alcina di <strong>Sandrine Piau<\/strong> perfettamente calata nel taglio interpretativo di Rousset. In Alcina la Piau vede pi\u00f9 la donna che la maga, pi\u00f9 il contrasto degli affetti che la spettacolarit\u00e0 delle scene di furore. La voce non \u00e8 di particolare imponenza ma usata in modo esemplare, perfetta nell\u2019emissione \u2013 morbida, carezzevole, flautata \u2013 sicura nel canto di coloratura (anche se forse priva di quel gusto spettacolare che certe pagine sembrerebbero richiedere), sempre espressiva e curata negli accenti, nei colori, nelle inflessioni. Prevedibilmente la sua Alcina trova i momenti pi\u00f9 intensi nelle scene pi\u00f9 dolenti e sofferte come nel doloroso senso di impotenza che trasmette il suo \u201c<em>Ombre pallide, lo so, m\u2019udite<\/em>\u201d ma anche nei momenti pi\u00f9 leggeri e galanti &#8211; si ascolti quanta vaporosa femminilit\u00e0 avvolga \u201c<em>Sin, son quella<\/em>\u201d nella piena coincidenza di vedute interpretative fra cantante e direttore. Di contro un po\u2019 di autentica forza manca nei momenti pi\u00f9 drammatici dove il lavoro d\u2019accento non compensa <em>in tot<\/em>o la natura sostanzialmente lirica della voce ma questo non compromette una lettura che proprio nella sua non convenzionalit\u00e0 trova gli elementi di maggior interesse. Di fronte a quest\u2019Alcina tende a non reggere pienamente il confronto il Ruggero di <strong>Mait\u00e9 Beaumont<\/strong>, fin troppo adolescenziale nella figura e nel colore vocale, corretto, preciso, educato ma sostanzialmente anonimo, poco eroico e poco passionale. Ottima presenza scenica e gran temperamento ma anche qualche difficolt\u00e0 nel cimento di \u201c<em>Tornami a vagheggiar<\/em>\u201d per la Morgana di <strong>Sabina Pu\u00e9rtolas<\/strong>. <strong>Daniel Behle <\/strong>nel repertorio italiano non ha quella naturalezza e facilit\u00e0 che lo caratterizzano quando canta nella sua lingua madre ma resta un musicista sensibile e preparato e un ottimo cantante inoltre \u00e8 un vero piacere ascoltare una voce cos\u00ec solida e robusta nelle arie di Oronte anzich\u00e9 una di quelle voci fin troppo esangui cui spesso si affidano le parti tenorili barocche. <strong>Ang\u00e9lique Noldus <\/strong>\u00e8 una Bradamante di forte impatto scenico, alta e slanciata, dal gesto giustamente marziale; l&#8217;artista canta con correttezza e propriet\u00e0 ma latina di personalit\u00e0 e alla fine risulta fin troppo fredda. Forse ancora un po\u2019 immatura vocalmente <strong>Chlo\u00e9 Briot <\/strong>\u00e8 in compenso scenicamente strepitosa nei panni adolescenziali di Oberto. Decisamente troppo ingolato <strong>Giovanni Furlanetto <\/strong>non risulta troppo sgradevole solo per la brevit\u00e0 della parte di Melisso.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gg95xce0GqM\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera seria in tre atti su libretto di Nicola Francesco Haym. 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