{"id":96298,"date":"2019-06-10T22:49:24","date_gmt":"2019-06-10T20:49:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=96298"},"modified":"2019-06-10T22:49:24","modified_gmt":"2019-06-10T20:49:24","slug":"venezia-teatro-malibranjonathan-webb-francesco-granata-in-concerto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-malibranjonathan-webb-francesco-granata-in-concerto\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro Malibran:Jonathan Webb &#038;  Francesco Granata in concerto"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><i>Venezia,<\/i><span style=\"color: #000000;\"><i>Teatro Malibran, Stagione Sinfonica 2018-2019<br \/>\n<\/i><\/span><b>Orchestra del Teatro La Fenice<br \/>\n<\/b><span style=\"color: #000000;\">Direttore<\/span><span style=\"color: #000000;\"><b> Jonathan Webb<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">Pianoforte<\/span><i> <\/i><span style=\"color: #000000;\"><b>Francesco Granata<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Sara Caneva: &#8220;<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">Fondale mobile&#8221;<br \/>\n<\/span> <i>Wolfgang Amadeus Mozart:<\/i>Concerto per pianoforte e orchestra n. 17 in sol maggiore KV 453<br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><i>Ralph Vaughan Williams<\/i><\/span>: <span style=\"color: #000000;\">A London Symphony<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Venezia, 7 giugno 2019<br \/>\n<\/i><\/span><strong>Decimo concerto della Stagione 2018-2019<\/strong>, ormai prossima alla conclusione, nonch\u00e9 terza e ultima prima assoluta, nel quadro dell\u2019attuale rassegna, relativa al progetto \u201cNuova musica alla Fenice\u201d. Questa volta \u2013 dopo Simone Maccaglia e Gianni Bozzola \u2013 era alla ribalta la promettente <strong>Sara Caneva<\/strong>, una musicista a tutto tondo che, oltre al diploma in composizione, pu\u00f2 vantare anche quelli in direzione d\u2019orchestra e pianoforte, tutti e tre conseguiti col massimo dei voti e la lode. Della giovane compositrice \u00e8 stato eseguito <strong><i>Fondale mobile<\/i><\/strong><strong>, un breve brano orchestrale<\/strong> \u2013 commissionatole con il sostegno della Fondazione Amici della Fenice e lo speciale contributo di Sonia Guetta Finzi \u2013, che prende spunto dall\u2019assunto secondo il quale \u201cTutto il mondo pu\u00f2 essere un fondale\u201d, in quanto la sua percezione dipende dall\u2019altitudine del nostro individuale punto d\u2019osservazione. Vi risaltano, in primo piano, gli strumenti gravi, che con le loro intense sonorit\u00e0 evocano, appunto, oscuri sommovimenti di un paesaggio cos\u00ec percepito. L\u2019autrice dimostra, tra l\u2019altro, interesse per un uso anticonvenzionale degli ottoni, ai quali talora \u00e8 richiesta l\u2019emissione di un semplice soffio, privo di timbro e intonazione. Pienamente all\u2019altezza si \u00e8 dimostrata l\u2019orchestra nelle sue varie sezioni, forte di una solida esperienza maturata nel campo della musica nuova, che ne fa una delle compagini pi\u00f9 ferrate in questo repertorio, a livello non solo nazionale. Il che ha contribuito al successo riportato da questa pagina suggestiva, seppur di non facile decodificazione rispetto al suo contenuto concettuale.<br \/>\nAnche per quanto riguarda il <strong>Concerto per pianoforte e orchestra n. 17 in sol maggiore KV 453 di Mozart<\/strong> era di scena una promessa di spicco nel panorama musicale nazionale: il pianista milanese <strong>Francesco Granata<\/strong> \u2013 gi\u00e0 brillante allievo del Conservatorio Giuseppe Verdi \u2013 vincitore del Premio Venezia 2017. Il giovanissimo interprete ha brillato per la nitidezza di tocco, il giusto accento sobrio e, nel contempo, pregnante, la padronanza tecnica sempre al servizio dell\u2019espressione, nell\u2019esecuzione di questo capolavoro del Salisburghese \u2013 dedicato all\u2019allieva Barbara Ployer \u2013, brillante e sentimentale insieme, il cui tono da commedia viene accentuato dalla scrittura degli strumenti a fiato, che spesso dialogano con il solista, che si configura quasi come un <i>primus inter pares,<\/i> cosicch\u00e9 il lavoro assume<span style=\"color: #000000;\"> un carattere \u201cconcertante\u201d<\/span>. <span style=\"color: #000000;\">Nel primo movimento si \u00e8 apprezzata la variet\u00e0 di sfumature espressive, corrispondente all&#8217;abbondanza delle proposte tematiche; nell&#8217;<\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Andante<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\"> la cantabilit\u00e0 semplice e pensosa; nell&#8217;<\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Allegretto<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\"> \u2013 insolitamente, in forma di tema con variazioni, culminante in una stretta travolgente, simile a certi finali di opera buffa \u2013 la leggerezza, insieme alla <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>verve<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">.<\/span> Ragguardevole la prestazione dell\u2019orchestra, che ha saputo passare dalle ricercate e talora aspre sonorit\u00e0 del pezzo di Sara Caneva, a tutt\u2019altro ambito estetico, dando prova di un impeccabile stile mozartiano, complice ovviamente l\u2019approccio misurato e sensibile di Jonathan Webb. Successo travolgente con un fuoriprogramma dalle bachiane <i>Variazioni Goldberg<\/i>.<br \/>\nUn ulteriore, deciso cambiamento di clima si \u00e8 colto nel corso dell\u2019esecuzione di <strong><i>A London Symphony<\/i><\/strong><strong> di Vaughan Williams<\/strong>, che pu\u00f2 essere ritenuta un vero e proprio atto d\u2019amore del compositore per la citt\u00e0, in cui trascorse gran parte della sua vita. L\u2019autore appartiene a quella generazione dei musicisti inglesi \u2013 a partire da Elgar \u2013, che acquistarono notoriet\u00e0 anche fuori dai confini nazionali. A <i>London Symphony<\/i> \u2013 che Vaughan Williams penso anche di definire come <i>Sinfonia di un londinese <\/i>\u2013 \u00e8<i> <\/i>la seconda delle sue nove sinfonie. La prima versione, risalente al 1912-14, fu eseguita con successo, in prima assoluta, il 27 marzo 1914, presso la Queen&#8217;s Hall, sotto la direzione di Geoffrey Toye. Poco dopo il compositore invi\u00f2 in Germania, al direttore d&#8217;orchestra Fritz Busch, la partitura, che malauguratamente and\u00f2 perduta nello sconvolgimento provocato dallo scoppio della Prima guerra mondiale. Vaughan Williams ricostruir\u00e0 la sinfonia e successivamente la sottoporr\u00e0 a varie modifiche. La Londra da cui trae ispirazione \u00e8 ancora quella del gaudente Edoardo VII, scomparso nel 1910: una realt\u00e0 urbana in cui convivevano tradizione e modernit\u00e0, la capitale di un impero sterminato, ma anche la citt\u00e0 della nebbia e della Torre dell\u2019Orologio, i cui quattro <i>carillon <\/i>suonano ogni quarto d\u2019ora il tipico motivo. E la nebbia cala su una parte della Sinfonia. E il<i> carillon<\/i> della Torre si sente all\u2019inizio di essa, intonato dall\u2019arpa, per ritornare alla fine: poche note, che diventano il sigillo di tutta la composizione. Nel momento in cui, superando il radicalismo del secolo scorso, si sta riscrivendo la storia della musica novecentesca, anche Vaughan Williams ha diritto di essere rivalutato come artista che aveva scelto la continuit\u00e0 fra passato e presente, accanto a Richard Strauss, Rachmaninov e \u0160ostakovi\u010d. Di forte presa sul pubblico per la variet\u00e0 dei colori e l\u2019icastica espressivit\u00e0 dei temi \u00e8 apparsa l\u2019interpretazione di Webb, sostenuto dalla brillante prestazione dell\u2019orchestra: dalle lente battute battute \u201cnotturne\u201d, che aprono il primo movimento, percorse a un certo punto dai rintocchi di Westminster, seguite da due temi carichi di energia \u2013 di cui il secondo, dominato dagli ottoni, rappresenta il parco di Hampstead Heath in un agosto festivo \u2013, al languore del successivo <i>Lento<\/i>, con gli archi in sordina, a rappresentare Bloomsbury Square in un pomeriggio di novembre; dallo <i>Scherzo<\/i> evocante il Westminster Embankment di notte, circondato dai suoni lontani di The Strand e del New Cut, al tono allegro e leggero del movimento finale, che si apre con un tema di marcia, ed \u00e8 seguito da una sezione piena di forza e di passione, fino al ritorno dei <i>Westminster Chimes<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">, che suggellano la partitura. Grandi applausi per il direttore e l\u2019orchestra..<\/span> <\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia,Teatro Malibran, Stagione Sinfonica 2018-2019 Orchestra del Teatro La Fenice Direttore Jonathan Webb Pianoforte Francesco Granata Sara Caneva: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":96300,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,23007,3854,5056,6858,23008,7646,9745],"class_list":["post-96298","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-francesco-granata","tag-jonathan-webb","tag-orchestra-del-teatro-la-fenice","tag-ralph-vaughan-williams","tag-sara-caneva","tag-teatro-malibran-di-venezia","tag-wolfganga-amadeus-mozart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96298","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=96298"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96298\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/96300"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=96298"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=96298"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=96298"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}