{"id":96627,"date":"2019-07-09T19:45:00","date_gmt":"2019-07-09T17:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=96627"},"modified":"2019-07-09T19:45:00","modified_gmt":"2019-07-09T17:45:00","slug":"venezia-teatro-la-fenice-myung-whun-chung-andras-schiff-chiudono-la-stagione-sinfonica-2018-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-la-fenice-myung-whun-chung-andras-schiff-chiudono-la-stagione-sinfonica-2018-19\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro La Fenice: Myung-Whun Chung &#038; Andr\u00e0s Schiff chiudono la Stagione Sinfonica 2018-19"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><i>Venezia, Teatro La Fenice, Stagione Sinfonica 2018-2019<br \/>\n<\/i><strong>Orchestra del Teatro La Fenice<br \/>\n<\/strong><span style=\"color: #00000a;\">Direttore <\/span><span style=\"color: #00000a;\"><b>Myung-Whun Chung<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"color: #00000a;\">Pianoforte <\/span><span style=\"color: #00000a;\"><b>Andra\u0301s Schiff<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"color: #00000a;\"><i>Ludwig van Beethoven: <\/i><\/span><span style=\"color: #00000a;\">Concerto n. 4 in sol maggiore per pianoforte e orchestra op.58<br \/>\n<\/span><em>Johannes Brahms:<\/em><span style=\"color: #00000a;\">Sinfonia n. 4 in mi minore Op. 98<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #00000a;\"><i>Venezia, 6 luglio 2019<br \/>\n<\/i><\/span><strong>Alfa ed Omega dell\u2019appena conclusasi Stagione Sinfonica del Teatro La Fenice, Myung-Whun Chung<\/strong>, come trionfalmente l\u2019aveva inaugurata \u2013 con un memorabile <i>Requiem<\/i> verdiano \u2013, in modo altrettanto esaltante ne ha diretto il concerto finale, attesissimo, tra l\u2019altro, perch\u00e9 vedeva partecipazione di un solista di eccezione, quale il pianista <strong>Andr\u00e0s Schiff<\/strong>. In programma due titoli del grande repertorio: il Quarto concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven e la Quarta sinfonia di Brahms. Composto tra il 1805 e il 1806 \u2013 contemporaneamente alla Quinta sinfonia, alla prima versione del Fidelio e al Concerto per violino \u2013<strong> il Concerto beethoveniano segna una svolta nell\u2019ambito di questo genere musicale:<\/strong> l\u2019atmosfera intima, il tono affettuosamente colloquiale nel rapporto \u2013 paritario \u2013 tra solista e orchestra \u2013 in cui gli stessi passaggi \u201cvirtuosistici\u201d del pianoforte si trasfigurano in poesia \u2013, la variegata veste armonica, la trasparenza dell&#8217;orchestrazione ne fanno un\u2019opera di spiccata originalit\u00e0, rivolta verso il futuro. La grande modernit\u00e0 di Beethoven sta proprio nell&#8217;aver saputo anticipare elementi caratteristici della musica che verr\u00e0 prodotta nel Novecento.Magistrale \u00e8 stata l\u2019interpretazione offerta da Schiff, che si \u00e8 confermato <span style=\"color: #3a3939;\">l\u2019erede della pi\u00f9 nobile tradizione mitteleuropea, rappresentata da straordinari e ormai mitici pianisti come Backhaus, Kempff, Serkin. <\/span>Nell\u2019<i>Allegro moderato<\/i> iniziale \u2013 dove gioco e sentimento si combinano magistralmente in nome di una rinnovata tradizione concertistica \u2013 la breve entrata del solista, che precede, in modo tutt\u2019altro che canonico, l&#8217;esposizione orchestrale, ha introdotto dolcemente l&#8217;antecedente del tema principale col suo caratteristico inciso a note ribattute, prima che gli archi, ripetessero e completassero il tema, con un procedimento imitativo, dando vita a un discorso articolato, in cui la figura fondamentale era sempre costituita da quel tema iniziale. Di grande eleganza \u00e8 risultato il virtuosismo riservato al pianoforte, che ha elaborato con leggerezza di tocco il materiale melodico, in un continuo divenire di scale cromatiche, arpeggi, doppie note, terzine, trilli, creando una dimensione espressiva, dove tutto scorreva veloce, pur conservando una grande nobilt\u00e0 concettuale. Cosa che si \u00e8 confermata anche nella stupenda cadenza.<br \/>\nAll&#8217;affettuoso colloquio fra solista e orchestra, che caratterizzava il primo movimento, \u00e8 seguito nel successivo <i>Andante con moto<\/i> un contrasto pi\u00f9 violento tra questi due elementi. Cos\u00ec al perentorio tema d\u2019apertura dell&#8217;orchestra, il pianoforte ha contrapposto un&#8217;idea cantabile di implorante dolcezza, che si \u00e8 progressivamente trasformata in un canto struggente, seguito da un\u2019ardita cadenza, resa con impareggiabile nitidezza. Nel conclusivo <i>Rond\u00f2.Vivace <\/i>il tema iniziale, brillante e leggero \u2013 introdotto, contrariamente all&#8217;uso, dall&#8217;orchestra \u2013 \u00e8 stato ripreso dal solista con con perentoria, danzante eleganza, per poi sciogliersi nel lirismo del secondo tema, anch&#8217;esso ripreso dal pianoforte dopo l\u2019esposizione da parte dell&#8217;orchestra. Anche qui Schiff ha offerto, in certi passaggi, un saggio di tecnica pianistica, affrontando con prestante abilit\u00e0 terzine, flussi di quartine, arpeggi, scale cromatiche, melodie dal ritmo sperimentale, senza perdere di vista l\u2019espressivit\u00e0, il contenuto concettuale, sotteso a questo capolavoro beethoveniano. Sempre perfetta la sintonia con l\u2019orchestra, a dir poco superlativa per precisione, sensibilit\u00e0, alata poesia degli interventi solistici. Complice ovviamente il gesto essenziale ma efficacissimo del sempre vigile Chung. Due incantevoli <i>bis<\/i>, a placare la ridda di applausi e ovazioni: l\u2019Intermezzo n. 2 in la maggiore op. 118 di Brahms e la Melodia ungherese in si bemolle minore D 817 di Schubert.<br \/>\nPassando al secondo titolo, <strong>Brahms inizi\u00f2 a lavorare alla sua Quarta e ultima sinfonia nell\u2019estate del 1884<\/strong>, mentre si trovava a M\u00fcrzzuschlag in Stiria: l\u2019avrebbe completata, sempre nel piccolo comune austriaco, nell\u2019estate successiva. Gli stretti rapporti intrattenuti in quegli anni con la corte e l&#8217;eccellente livello dell\u2019orchestra di Meiningen indussero, probabilmente, il compositore a finire il lavoro, nonostante il suo scetticismo sulle sue possibilit\u00e0 di successo, ritenendolo abbastanza difficile per il pubblico. Ma alla prima assoluta, che ebbe luogo appunto a Meiningen il 25 ottobre del 1885 sotto la sua direzione, la Quarta si merit\u00f2 immediata ammirazione, come si verific\u00f2 anche in successive esecuzioni, tra cui quella viennese del marzo 1897, alla presenza, in un palco del Musikverein, dell\u2019autore, nella sua ultima apparizione pubblica, pochi giorni prima della morte.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Struggente cantabilit\u00e0 e rigoroso contrappunto, di ascendenza bachiana, sono due aspetti dell\u2019articolato linguaggio della Quarta, cui si aggiunge il carattere zigano-ungherese \u2013 ma anche brahmsiano <i>tout-court<\/i> \u2013 di pizzicati e ritmi sincopati, in miracolosa simbiosi con la classica forma sonata, seppur rimaneggiata. Dall\u2019ossequio alle forme classiche deriva quel ruolo di restauratore, che, talora, ancora oggi viene attribuito all\u2019Amburghese: un giudizio superficiale, che la critica pi\u00f9 attenta \u2013 con il conforto di musicisti come Sch\u00f6nberg \u2013 ha da tempo sconfessato.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><strong>Tesa a conciliare i moti del cuore e le istanze della ragione, l\u2019interpretazione di Myung-Whun Chung<\/strong> si \u00e8 segnalata anche per l\u2019estrema cura del suono e l\u2019ampia gamma espressiva, con il sostegno di un\u2019orchestra che, forse anche grazie al proficuo rapporto con il maestro coreano, ormai di casa alla Fenice, \u00e8 ci \u00e8 parsa davvero cresciuta sul piano tecnico e interpretativo. Un\u2019atmosfera di dolente nostalgia dominava nel primo movimento, <i>Allegro non troppo<\/i>, che si apre con un tema cantabile e malinconico, procedente per salti di terza discendente, alternati da seste ascendenti, evocando una specie di inesausto sospiro. Particolarmente suggestiva \u00e8 risultata la seconda idea tematica \u2013 una melodia affidata agli strumenti gravi, contrappuntata da una linea dal ritmo intensamente scandito \u2013, cos\u00ec come gli sporadici interventi delle fanfare dei fiati \u2013 di magistrale brillantezza e intonazione \u2013, fino all\u2019ansiosa concitazione del finale.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Un\u2019oasi di serenit\u00e0 si \u00e8 schiusa con il secondo movimento, <i>Andante moderato,<\/i> aperto da un cullante tema, presentato stupendamente dai corni e quindi ripreso dai legni e dagli archi, riapparendo successivamente in forma intensamente drammatica.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #333333;\">Un\u2019altra possibilit\u00e0 di evasione \u00e8 stata offerta dal possente vitalismo<\/span><span style=\"color: #333333;\"> del terzo movimento, <\/span><span style=\"color: #333333;\"><i>Allegro giocoso<\/i><\/span><span style=\"color: #333333;\">, una <\/span><span style=\"color: #333333;\">pagina vorticosa, in cui risuonavano ancora suggestive fanfare. Straordinario Chung per forza espressiva, nitore formale, senso del colore ne<\/span>l quarto movimento, <i>Allegro energico e passionato<\/i>: una monumentale <i>Passacaglia<\/i>, costituita da trentacinque mirabili variazioni, su un tema dall\u2019ultimo movimento della cantata BWV 150 di Bach, nelle quali il <span style=\"color: #000000;\">ruolo della strumentazione assume una dimensione strutturale, quasi precorrendo il serialismo novecentesco, pur senza perdere di vista le valenze poetiche ed espressive<\/span>. Per questo movimento finale Sch\u00f6nberg parler\u00e0 addirittura di \u201cdeveloping variation\u201d (variazione sviluppante), associandolo a pagine della pi\u00f9 ardita modernit\u00e0; ma in Brahms non c&#8217;\u00e8 l\u2019ombra di certo intellettualismo combinatorio. Trionfo di applausi e acclamazioni a fine serata.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La Fenice, Stagione Sinfonica 2018-2019 Orchestra del Teatro La Fenice Direttore Myung-Whun Chung Pianoforte Andra\u0301s Schiff [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":96628,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[9604,1940,3645,5874,319],"class_list":["post-96627","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-andras-schiff","tag-johannes-brahms","tag-ludwig-van-beethoven","tag-myung-whun-chung","tag-teatro-la-fenice-di-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96627","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=96627"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96627\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/96628"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=96627"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=96627"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=96627"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}