{"id":96789,"date":"2019-07-30T23:47:53","date_gmt":"2019-07-30T21:47:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=96789"},"modified":"2019-07-30T23:47:53","modified_gmt":"2019-07-30T21:47:53","slug":"diana-damrau-da-meyerbeer-a-verdi-e-schumann","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/diana-damrau-da-meyerbeer-a-verdi-e-schumann\/","title":{"rendered":"Diana Damrau: da Meyerbeer a Verdi e Schumann"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em><strong>Giacomo Meyerbeer <\/strong>(1791-1864):&#8221;Mon coeur s&#8217;\u00e9lance et palpite&#8221; (Le Proph\u00e8te); &#8220;Robert, toi que j&#8217;aime&#8221; (Robert le diable); &#8220;Nur in der D\u00e4mm&#8217;rung Stille&#8221; ( Alimelek, oder die beiden Kalifen); &#8220;Ah, mon Dieu !&#8230; C&#8217;est bien l&#8217;air que chaque matin&#8221; (L&#8217;etoile du nord); &#8220;L\u00e0-bas, sous l&#8217;arbre noir&#8230; Fleurs nouvelles&#8221; ;<small><span style=\"font-size: 12pt;\">&#8220;Anna, qu&#8217;entends-je ?&#8230; Adieu, mon doux rivage&#8221;<\/span><\/small>L&#8217;Africaine); D&#8217;una madre disperata&#8230; Con qual gioia&#8221; (Il crociato in Egitto); &#8220;Comme cette nuit est lente \u00e0 se dissiper !&#8230; Ombre l\u00e9g\u00e8re&#8221; ( Le Pardon de Plo\u00ebrmel); &#8220;Oh Schwester, find&#8217; ich dich!&#8230; Lebe wohl, geliebte Schwester&#8221; (Ein Feldlager in Schlesien); &#8220;Sulla rupe triste, sola&#8230; Ah questo bacio &#8221; (Emma di Rosburgo); &#8220;O beau pays de la Touraine&#8221; (Les Huguenots). <\/em><strong>Diana Damrau<\/strong> (soprano), <strong>Kate Aldrich<\/strong> (mezzosoprano), <strong>Charles Workman<\/strong> (tenore), <strong>Orchestre de l&#8217;Op\u00e9ra de Lyon, Emmaunel Villaume<\/strong> (direttore). T.Time: 81.87 1 CD Erato <\/span><strong><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Giacomo Meyerbeer<\/span><\/strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"> \u00e8 stato una delle figure pi\u00f9 influenti della cultura musicale europea del XIX secolo. Questo figlio dell\u2019alta borghesia ebraica prussiana, allievo di Salieri e Vogler sarebbe divenuto nel corso degli anni il padre padrone della vita musicale parigina, il geniale despota capace di imporre a intere generazioni di compositori le proprie teorie estetiche e teatrali e destinato a influenzare \u2013 per assimilazione o per contrapposizione \u2013 l\u2019intera cultura musicale ottocentesca.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nonostante questa importanza storica, la sua fama si \u00e8 progressivamente spenta nel corso del Novecento in conseguenza in gran parte dei travisamenti e delle forzature cui la sua musica \u00e8 stata sottoposta e ancora il centocinquantenario della morte avvenuto nel 2014 \u00e8 passato quasi inosservato. Non si pu\u00f2 non essere, in questa sede, grati a una diva di gran fama \u2013 anche mediatica \u2013 come <strong>Diana Damrau <\/strong>per aver riportato con questo recital l\u2019attenzione sul maestro franco-prussiano. Ad accompagnare la cantante uno specialista della musica francese come <strong>Emmanuel Villaume <\/strong>il quale alla guida dei complessi dell\u2019<strong>Op\u00e9ra National de Lyon <\/strong>offre una lettura esemplare per senso stilistico e brillantezza sonora, cogliendo la cifra di stilizzata eleganza che \u00e8 fra le doti migliori del compositore. Tutti i brani proposti sono eseguiti integralmente con la presenza di ottime voci ad accompagnare il canto della Damrau.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201c<em>Mon coer s\u2019\u00e9lance et palpite<\/em>\u201d da \u201c<em>Le proph\u00e8te<\/em>\u201d ci mostra al meglio le doti di Meyerbeer al culmine della sua parabola artistica. Scrittura orchestrale ricca e raffinatissima, uso magistrale della voce, perfezione formale che compensa un\u2019ispirazione spesso di maniera seppur nel senso migliore del termine. La voce della Damrau ha acquisito nel corso degli anni una pienezza e una robustezza non cos\u00ec scontate per un soprano di coloratura. I centri sono morbidi e ricchi, il controllo della coloratura esemplare e solo qualche eccessiva fissit\u00e0 guasta in parte la linea nel settore pi\u00f9 acuto del canto. Le stesse doti si apprezzano nella successiva \u201c<em>Robert, toi que j\u2019aime<\/em>\u201d da quel \u201c<em>Robert le diable<\/em>\u201d che segno la piena affermazione sul palcoscenico parigino di Meyerbeer. Affiancata dall\u2019ottimo contrappunto di <strong>Charles Workman,<\/strong> la Damrau offre una lettura esemplare per controllo vocale e capacit\u00e0 di piegare a fini espressivi i vari passaggi vocali.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nelle arie successive pu\u00f2 forse sopraggiungere un senso di fin eccessiva uniformit\u00e0 che \u00e8 per\u00f2 attribuibile ai personaggi che Meyerbeer affida alla voce di soprano \u2013 solitamente figure liliali e scarsamente approfondite sul piano della personalit\u00e0 \u2013 piuttosto che alla cantante.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Fra i brani proposti meritano particolare attenzione le due arie in tedesco dal Singspiel giovanile \u201c<em>Alimelel oder die beiden Kalifen<\/em>\u201d in cui appaiono evidenti i ricordi della tradizione gluckiana e mozartiana ma in cui compaiono anche influenze dello stile italiano e la successiva \u201c<em>Ein feldlager im Schleisen<\/em>\u201d (in prima registrazione assoluta) in cui mostra la propria maestria nel riprendere i modi della coeva opera romantica tedesca senza sfigurare in nulla di fronte a maestri del genere come Schumann e Weber. Nella parte scritta per le doti straordinarie di Pauline Marx la Damrau mostra una robustezza e una predisposizione alla melodia spianata che sembrano aprirle luminose possibilit\u00e0 per il futuro; al suo fianco troviamo un\u2019efficace <strong>Kate Aldrich<\/strong>.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Quasi un mondo a s\u00e9 quello delle due arie italiane da \u201c<em>Il crociato in Egitto<\/em>\u201d ed \u201c<em>Emma di Resburgo<\/em>\u201d. Il soggiorno italiano fu fondamentale per la piena formazione del compositore che qui mostra pienamente la propria capacit\u00e0 di riproporre lo stile rossianiano pur mantenendo una propria personalit\u00e0. La prima aria \u00e8 un fantasmagorico trionfo di abilit\u00e0 da cui la Damrau esce radiosa, la seconda d\u00e0 spazio a un notevole momento melodico accompagnato dall\u2019arpa e dal flauto non lontano da certe soluzioni belliniane e donizettiane prima di scatenarsi nel rossinismo della cabaletta.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201c<em>L\u2019\u00e9toile du nord<\/em>\u201d rappresent\u00f2 un tentativo di staccarsi dagli schemi pi\u00f9 tipici del Grand\u2019Op\u00e9ra e di provarsi nel genere parallelo dell\u2019Op\u00e9ra comique. L\u2019aria presentata \u201c<em>C\u2019est bien l\u2019air que chaque matin<\/em>\u201d \u00e8 un incanto di grazia e un trionfo di bravura, configurandosi come un&#8217;autentica gara di abilit\u00e0 fra il soprano e il flauto accompagnatore da cui la Damrau esce radiosa vincitrice.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Completano il programma: \u201c<em>\u00d4 beau pays de la Turenne<\/em>\u201d da \u201c<em>Les Huguenots<\/em>\u201d in cui la Damrau fa sfoggio di filature e mezze voci da lasciar stupiti e che compensano ampiamente qualche slittamento di intonazione e un senso di fatica sulla puntatura acuta; \u201c<em>Ombre l\u00e9g\u00e8re<\/em>\u201d da \u201c<em>Le pardon de Plo\u00ebrmel<\/em>\u201d (opera meglio nota con il nome della protagonista \u201c<em>Dinorah\u201d<\/em>), per una volta cantato tenendo conto delle ragioni espressive del personaggio e del momento e non ridotto come spesso accade a mera esibizione virtuosistica, e infine le due arie di Ines da \u201c<em>L\u2019africaine<\/em>\u201d.<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140330.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-96842\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140330-384x384.jpg\" alt=\"\" width=\"384\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140330-384x384.jpg 384w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140330-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140330-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140330-10x10.jpg 10w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140330-432x432.jpg 432w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140330-396x396.jpg 396w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140330-220x220.jpg 220w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140330.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/a><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em><strong>Giuseppe Verdi<\/strong>:&#8221;Stornello&#8221;; &#8220;Lo spazzacamino&#8221;; &#8220;La zingara&#8221;; &#8220;Perduta ho la pace&#8221;; &#8220;Brindisi&#8221;; &#8220;More, Elisa, lo stanco poeta&#8221;; &#8220;Nell&#8217;orror di notte oscura&#8221;; &#8220;La seduzione&#8221;; &#8220;Non t&#8217;accostar all&#8217;urna&#8221;; &#8220;L&#8217;esule&#8221;; &#8220;Il poveretto&#8221;; &#8220;In solitaria stanza&#8221;; &#8220;Deh, pietoso, oh Addolorata&#8221;; &#8220;Ad una stella&#8221;; &#8220;Il tramonto&#8221;; &#8220;Il mistero&#8221;.<\/em> <strong>Diana Damrau <\/strong>(soprano) <strong>Cesar Augusto Gutierrez <\/strong>(tenore)<strong>, Paul Armin Edelmann <\/strong>(baritono),<strong> Friedrich Haider<\/strong> (pianoforte). <strong>1 Cd Profili H\u00e4nnsler PH4033<\/strong><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/XZipOj3SfI4\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nLa romanza da salotto italiana dell\u2019Ottocento si pu\u00f2 considerare non a torto un genere minore. Nonostante l\u2019impegno di musicisti di primissimo livello essa non ha mai saputo ricavarsi una propria sfera espressiva analogamente a quanto \u00e8 avvenuto in Germania ma anche in Francia e in Russia rimanendo una sorta di sorella minore dell\u2019opera; essa \u00e8 comunque da conoscere per comprendere la realt\u00e0 musicale di quella stagione. Negli ultimi anni si \u00e8 notato un certo interesse per questo tipo di repertorio, dopo le registrazioni di Mironov e D\u2019Aguanno dedicate alla stagione di Rossini e dei Dioscuri arriva ora questa nuova registrazione tutta dedicata alle romanze da salotto di Giuseppe Verdi con protagonista un trio vocale che vede una primadonna assoluta come <strong>Diana Damrau <\/strong>affiancata dal tenore <strong>C\u00e9sar Augusto Guti\u00e9rrez<\/strong> e dal baritono <strong>Paul Armin Edelmann<\/strong>. Quello che subito colpisce \u00e8 l\u2019equa suddivisione del programma, i tre cantanti si cimentano in un numero sostanzialmente analogo di brani senza che la Damrau monopolizzi la registrazione lasciando agli altri un mero ruolo di contorno.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ad accompagnare i cantanti \u00e8 il tocco brillante di <strong>Friedrich Haider<\/strong>, forse solo troppo presente rispetto alle voci per questioni di registrazione. I primi cinque brani vedono protagonista la Damrau, di questi solo uno \u00e8 di carattere pi\u00f9 drammatico e melanconico \u2013 <em>\u201cPerduto ho la pace<\/em>\u201d chiusa da una strepitosa mezzavoce \u2013 mentre gli altri sono di taglio leggero e brillante, al pi\u00f9 popolaresco \u2013 \u201c<em>Lo spazzacamino<\/em>\u201d \u2013 appositamente scelti per permettere alla Damrau di scatenare autentici fuochi d\u2019artificio in cui si apprezza non solo la prodigiosa tecnica ma una leggerezza, una gioia nel far musica, una spontaneit\u00e0 comunicativa che rende semplicemente irresistibili brani come \u201c<em>Stornello<\/em>\u201d o \u201c<em>Brindisi<\/em>\u201d. La parte centrale del programma \u00e8 affidata al baritono Edelmann. Materiale vocale interessante, di bel colore e di buona omogeneit\u00e0 dimostra di possedere una linea di canto elegante e curata e una dizione nitida e chiara pur con qualche imprecisione inevitabile per un cantane non madre lingua. Ovviamente siamo lontani dallo scavo analitico di un Fischer-Dieskau o dalla naturalezza con cui Bruson ha reso indimenticabili alcune di questi brani ma quello offerto \u00e8 un ascolto nell\u2019insieme pienamente godibile. I brani di questa sezione sono fra i pochi relativamente noti della produzione cameristica di Verdi \u2013 \u201c<em>More, Elisa, lo stanco poeta<\/em>\u201d, \u201c<em>Non t\u2019accostare all\u2019urna<\/em>\u201d \u2013 la vocalit\u00e0 \u00e8 nobilmente patetica molto prossima a quella delle grandi pagine baritonali del Verdi operistico. La vicinanza con l\u2019opera raggiunge il suo massimo con \u201c<em>L\u2019esule<\/em>\u201d autentica scena tripartita negli schemi della \u201csolita forma\u201d del melodramma italiana primo-ottocentesco.\u00a0 E forse qui \u00e8 il maggior limite di questa produzione, l\u2019incapacit\u00e0 di trovare un proprio linguaggio alternativo a quello dell\u2019opera cos\u00ec che molti brani sembrano arie operistiche non orchestrate piuttosto che momenti musicali autonomamente compiuti.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La scelta dei brani tenorili conferma questa lettura. Qui prevalgono brani dal tono pi\u00f9 eroico, caratterizzati da una vocalit\u00e0 che \u00e8 quella tipica delle opere del primo periodo verdiano. Ritroviamo qui brani pi\u00f9 leggeri come la prima versione del Brindisi ad altri di taglio pi\u00f9 romantico o eroico \u2013 \u201c<em>Deh, pietoso, oh, addolarata\u201d<\/em>, \u201c<em>Ad una stella<\/em>\u201d. Guti\u00e9rrez ha un timbro piacevole anche se non personalissimo e il giusto impeto per affrontare con convinzione i brani che gli sono destinati.<br \/>\n<em><strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140484.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-96843\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140484-385x384.jpg\" alt=\"\" width=\"385\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140484-385x384.jpg 385w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140484-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140484-201x200.jpg 201w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140484-10x10.jpg 10w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140484-432x431.jpg 432w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140484-396x395.jpg 396w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140484-221x220.jpg 221w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0881488140484.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 385px) 100vw, 385px\" \/><\/a>Robert Schumann (1810-1856): Myrthen op.25 Nr.1-26<span style=\"font-size: 12pt;\">:<\/span><\/strong>&#8220;Widmung&#8221;, &#8220;Freisinn&#8221;, &#8220;Der Nu\u00dfbaum&#8221;,\u00a0 &#8220;Jemand&#8221;,\u00a0 &#8220;Sitz&#8217; ich allein&#8221; &#8220;Setze mir nicht, du Grobian&#8221;, &#8220;Die Lotusblume&#8221;<strong>, <\/strong>&#8220;Talismane Lied der Suleika&#8221;, &#8220;Die Hochl\u00e4nder-Witwe&#8221;, &#8220;Lied der Braut 1 e 2&#8221;, &#8220;Hochl\u00e4nders Abschied&#8221;, &#8220;Hochl\u00e4ndisches Wiegenlied&#8221;, &#8220;Mein Herz ist schwer,&#8221; &#8220;R\u00e4tsel&#8221;, &#8220;Venetianisches Lied 1 e 2&#8221;; &#8220;Hauptmanns Weib&#8221;, &#8220;Weit, weit&#8221;, &#8220;Was will die einsame Tr\u00e4ne, &#8220;Niemand&#8221;, &#8220;Im Westen&#8221;, &#8220;Du bist wie eine Blume&#8221;, &#8220;Aus den \u00f6stlichen Rosen&#8221;, &#8220;Zum Schlu\u00df&#8221; <\/em><strong>Diana Damrau<\/strong> (soprano), <strong>Ivan Paley<\/strong> (baritono), <strong>Stephan Matthias Lademann<\/strong> (pianoforte)<strong>. 1 Cd Profili H\u00e4nnsler PH14048<br \/>\n<\/strong><\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3QpChVbsPm8\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Tutto dedicato a Robert Schumann il secondo CD che vede protagonista Diana Damrau, Il titolo \u201c<em>Robert und Clara Schumann songs and letters<\/em>\u201d non deve ingannare, tutti i brani proposti sono di Roberti e non sono presenti composizioni di Clara. Il titolo riprende quello dell\u2019originario ciclo di concerti dove i brani cantanti erano alternati alla lettura di una serie di lettere private dei due sposi.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Si tratta sostanzialmente di un\u2019esecuzione integrale a due voci di \u201c<em>Myrthen<\/em>\u201d op. 25, ciclo fra i pi\u00f9 celebri di Robert e che comprende alcuni dei suoi lieder pi\u00f9 amati e suggestivi ma proprio per questo oggetto di infinite esecuzioni che rendono difficile dire qualche cosa di originale nella proposta interpretativa.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L\u2019ottima qualit\u00e0 della ripresa sonora e il buon accompagnamento pianistico di <strong>Stephan Matthias Lademann <\/strong>permette di apprezzare le innegabili qualit\u00e0 vocali della Damrau e del baritono argentino <strong>Ivan Paley <\/strong>che si alterna con lei nell\u2019esecuzione di lieder.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Forse proprio Paley \u00e8 l\u2019elemento pi\u00f9 interessante della proposta, cantante poco noto almeno in Italia ma dotato di una voce molto bella, calda, omogenea, dizione nitida, accento caldo e partecipe. Certo non si trovo lo scavo espressivo di certi grandi interpreti del passato ma si ascolta comunque con gusto per piacevolezza timbrica e spontaneit\u00e0 espressiva. Prevale in lui una cantabilit\u00e0 nobile e aulica, un accento liricamente aristocratico che sembra la sua cifra pi\u00f9 tipica ma anche in brani caratterizzati da violenti scarti drammatici come \u201c<em>Hauptmanns Weib<\/em>\u201d si disimpegna in modo pi\u00f9 che convincente.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Chi in parte delude \u00e8 invece la Damrau che canta in modo sublime e con una radiosit\u00e0 vocale che raramente capita di ascoltare ma in molti momenti sembra bearsi fin troppo di questa meraviglia vocale restando un po\u2019 in superfice sul piano espressivo. E\u2019 il caso di \u201c<em>Die Lotusblume\u201d <\/em>dove la voce vola sulla melodia con la grazia di un petalo mosso dal vento ma sotto non si sente nessun fremito, nessun palpito che muova l\u2019estatica contemplazione. Anche un brano espressivamente ricco come \u201c<em>Im Westen<\/em>\u201d \u00e8 troppo omogeneo, con troppa \u00a0poca differenza tra le due distinte sezioni. In \u201c<em>Widmung<\/em>\u201d brano di apertura del ciclo su testo di R\u00fcckert la voce della Damrau cerca dinamiche d\u2019effetto, a volte quasi spiazzanti ma nonostante questo resta pi\u00f9 l\u2019impressione di un raffinato esercizio di stile che di un autentica partecipazione emotiva.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il risultato finale \u00e8 un prodotto elegante, valorizzato ulteriormente dall\u2019ottima qualit\u00e0 tecnica, di piacevole ascolto ma che non riesce a lasciare un segno nella sterminata storia discografica di questo ciclo liederistico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giacomo Meyerbeer (1791-1864):&#8221;Mon coeur s&#8217;\u00e9lance et palpite&#8221; (Le Proph\u00e8te); &#8220;Robert, toi que j&#8217;aime&#8221; (Robert le diable); &#8220;Nur in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":91575,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[23422,23350,1661,1904,23424,23425,1622,14143,120,153,2843,3764,1923,9088,10390,23423,10391,10389,5608,5668,968,23351],"class_list":["post-96789","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cd-e-dvd","tag-alimek-oder-die-beiden-kalifen","tag-cesar-augusto-gutierrez","tag-charles-workman","tag-diana-damrau","tag-ein-feldlager-in-schlesien","tag-emma-di-resburgo","tag-emmanuel-villaume","tag-friedrich-haider","tag-giacomo-meyerbeer","tag-giuseppe-verdi","tag-il-crociato-in-egitto","tag-ivan-paley","tag-kate-aldrich","tag-lafricaine","tag-letoile-du-nord","tag-le-pardon-de-ploermel","tag-le-prophete","tag-les-huguenots","tag-paul-armin-edelmann","tag-robert-le-diable","tag-robert-schumann","tag-stephan-matthias-lademann"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96789","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=96789"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96789\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":96844,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96789\/revisions\/96844"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91575"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=96789"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=96789"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=96789"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}