{"id":97553,"date":"2019-10-20T15:31:45","date_gmt":"2019-10-20T13:31:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=97553"},"modified":"2019-10-20T01:32:06","modified_gmt":"2019-10-19T23:32:06","slug":"julia-lezhneva-e-franco-fagioli-da-vivaldi-a-graun","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/julia-lezhneva-e-franco-fagioli-da-vivaldi-a-graun\/","title":{"rendered":"Julia Lezhneva e Franco Fagioli: da Vivaldi a Graun"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em><strong>Antonio Vivaldi <\/strong>(1678-1741):&#8221;Gloria&#8221; RV 589; &#8220;Nisi Dominus&#8221; RV 608; &#8220;Nulla in mundo pax&#8221; RV 630. <\/em><strong>Julia Lezhneva<\/strong> (soprano),<strong> Franco Fagioli<\/strong> (contralto), <strong>&#8220;I Barocchisti&#8221;, Diego Fasolis<\/strong> (direttore).<strong>1 cd Decca <\/strong>8125547<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/yQ0J65Xj62I\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nE\u2019 dedicato ad alcuni dei titoli sacri pi\u00f9 noti e amati di Vivaldi questo nuovo CD Decca che con qualit\u00e0 di suono veramente stupenda presenta il \u201c<em>Gloria<\/em>\u201d RV 589 per coro, soprano e contralto e due cantate sacre solistiche, \u201c<em>Nisi Dominus<\/em>\u201d RV 608 per contralto e \u201c<em>Nulla in mundo pax<\/em>\u201d RV 630 per soprano.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">A reggere con sicurezza le composizioni troviamo la mano esperta di <strong>Diego Fasolis <\/strong>alla guida dei sui complessi d\u2019elezione l\u2019orchestra <strong>I barocchisti <\/strong>e il <strong>Coro della radiotelevisione svizzera <\/strong>che con il maestro ticinese vantano una collaborazione pluridecennale e una ormai totale comunanza di vedute interpretative.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Quello che colpisce in primo luogo \u00e8 la brillantezza della direzione che trova pieno riscontro nelle sonorit\u00e0 orchestrali. Una scelta che esalta la ricchezza della scrittura vivaldiana a costo di sacrificare un po\u2019 lo spirito sacro delle composizioni per valorizzarne il valore pi\u00f9 profanamente musicale e virtuosistico. Il direttore opta per scelte dinamiche molto brillanti, ritmi sostenuti, forti contrasti espressivi. I brani orchestrali hanno una brillantezza che li avvicina ai migliori esempi dei concerti vivaldiani e l\u2019uso della voce si avvicina decisamente a modalit\u00e0 operistiche.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La parte vocale \u00e8 affidata a due dei maggior virtuosi barocchi dei nostri tempi: <strong>Julia Lezhneva <\/strong>(soprano) e <strong>Franco Fagioli<\/strong> (contralto). I due forniscono un ottimo contributo nella riuscita complessiva del \u201c<em>Gloria<\/em>\u201d duettando con perfetta armonia vocale nel \u201c<em>Laudamus te<\/em>\u201d e cominciano a mostrare le proprie qualit\u00e0 nelle arie solistiche in attesa di dar fuoco alle polveri nelle due grandi cantate.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201c<em>Nisi Dominus<\/em>\u201d \u00e8 probabilmente il brano pi\u00f9 riuscito fra quelli proposti. E\u2019 una grande cantata per contralto e orchestra caratterizzata da uno stile molto teatrale, dall\u2019alternanza di sezioni vocalmente ed espressivamente contrastanti, da un uso molto libero delle forme. Il brano ricorda alcune delle pi\u00f9 originali soluzioni operistiche di Vivaldi come la grande scena della follia in \u201c<em>Orlando Furioso<\/em>\u201d caratterizzata da un uso altrettanto libero e frammentato dei modelli e dei generi espressivi.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Splendida la prova vocale di <strong>Franco Fagioli<\/strong>: il cantante argentino mostra ancora una volta di possedere qualit\u00e0 rare che lo elevano dal pur buon livello complessivo dei falsettisti contemporanei. La voce ha una compattezza e un\u2019omogeneit\u00e0 in tutti i registri davvero ammirevole e colpisce la ricchezza di suono del registro grave con sonorit\u00e0 da autentico contralto. Il timbro mantiene inoltre un carattere virile, non eccessivamente femmineo e, quindi, non privo di suggestione. La ricchezza del fraseggio, dell\u2019accento e il gioco dei colori si apprezzano soprattutto nei momenti pi\u00f9 liricamente espressivi dove Fagioli fa valere tutta la sua qualit\u00e0 di interprete. Brani come \u201c<em>Vanum est vobis\u201d <\/em>o \u201c<em>Cum dederit<\/em>\u201d fanno emergere come meglio non si potrebbe le doti di Fagioli che \u00e8 per\u00f2 pronto anche ad esibire un notevole virtuosismo nei brani pi\u00f9 brillanti.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201c<em>Nulla in mundo pax<\/em>\u201d \u00e8 un grande crescendo virtuosistico che dal canto disteso di \u201c<em>Nulla in mundo pax<\/em>\u201d avanza fino ai fuochi artificiali dell\u2019\u201d<em>Alleluja\u201d <\/em>finale. Particolarmente interessante la sezione \u201c<em>Blando colore<\/em>\u201d, un recitativo accompagnato che si apre ad improvvisi squarci melodici e improvvise accensioni virtuosistiche. La voce della <strong>Lezhneva<\/strong> non \u00e8 classicamente bella; il timbro \u00e8 sicuramente molto personale e subito riconoscibile e non di immediata seduzione. Specie nei momenti pi\u00f9 cantabili si ritrovano riflessi metallici di primo acchito non cos\u00ec piacevoli. La qualit\u00e0 del canto \u00e8 per\u00f2 indiscutibile cos\u00ec come la facilit\u00e0 assoluta con cui affronta e risolve anche i maggiori cimenti. In questo senso la composizione permette alla cantante di crescere con l\u2019aumentare delle difficolt\u00e0 fino alla funambolica cascata di note conclusiva che non pu\u00f2 che lasciare ammirati.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0028948315185xxl.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-97759\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0028948315185xxl-384x384.jpg\" alt=\"\" width=\"384\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0028948315185xxl-384x384.jpg 384w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0028948315185xxl-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0028948315185xxl-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0028948315185xxl-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0028948315185xxl-10x10.jpg 10w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0028948315185xxl-432x432.jpg 432w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0028948315185xxl-396x396.jpg 396w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0028948315185xxl-660x660.jpg 660w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0028948315185xxl-220x220.jpg 220w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0028948315185xxl.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/a><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em><strong> Carl Heinrich Graun<\/strong> (1703-1759):&#8221;Sento una pena&#8221;, &#8220;Il mar s&#8217;inalza e freme&#8221;, &#8220;D&#8217;ogni aura al mormorar&#8221; (L&#8217;Orfeo); &#8220;Sforzero d&#8217;avverso mare&#8221; (Ifigenia in Aulide); &#8220;Senza di te, mio bene&#8221; (Coriolano); &#8220;La gloria t&#8217;invita&#8221;,&#8221;A tanti pianti miei&#8221;(Armida); &#8220;Piangete, o mesti lumi&#8221; (I Mithridate); &#8220;Parmi, ah no! Pur troppo, o Dio!&#8221;, &#8220;No, no di Libia fra l&#8217;arene&#8221; (Cinna); Sinfonia (Rodelinda); &#8220;Mi paventi il figlio indegno&#8221; (Britannico). <\/em><strong>Julia Lezhneva<\/strong> (soprano),<strong> Concerto K\u00f6ln<\/strong>, <strong>Mikhail Antonenko<\/strong> (direttore). <strong>1 Cd Decca 6210718<\/strong><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/0MqZnEGdXXc\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nIndividualmente i due cantanti protagonisti del CD vivaldiano della Decca si ritrovano in due recital dedicati al repertorio barocco rispettivamente Decca (Julia Lezhneva) e DG (Franco Fagioli).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Carl Heinrich Graun \u00e8 stata figura non secondaria della vita musicale tedesca negli anni compresi fra il termine della stagione h\u00e4ndeliana e l\u2019emergere dei grandi riformatori neoclassici negli ultimi decenni del secolo, stagione che si caratterizza come quella del pieno trionfo dell\u2019opera seria italiana in tutte le regioni dell\u2019Europa Centrale. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nato in Sassonia nel 1704 da una famiglia di estrazione medio-borghese con spiccate attitudini musicali \u2013 tutti e tre i fratelli Graun furono musicisti \u2013, Carl Heinrich si distinse per un precoce talento di cantante e per una carriera quasi fulminea. Nel 1725 \u2013 poco pi\u00f9 che ventenne \u2013 sostituisce Johann Adolf Hasse come tenore per il teatro di corte a Brunswick cominciando ad affiancare l\u2019attivit\u00e0 di compositore a quella di esecutore e spesso comparendo come interprete delle proprie composizioni. Se Brunswick \u00e8 gi\u00e0 una collocazione di un certo prestigio, la vera svolta per la carriera di Graun avvenne quando venne chiamato a Berlino dal principe Federico di Prussia, il futuro Federico il Grande, cultore di musica e apprezzabile compositore egli stesso. Con la salita al trono di Federico arriva la promozione a Maestro di Cappella (1740) che far\u00e0 di lui l\u2019autentico arbitro della vita musicale prussiana \u2013 anche in virt\u00f9 della sincera amicizia che sempre lo leg\u00f2 al sovrano \u2013 fino alla morte avvenuta nel 1759.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Quasi dimenticato \u2013 alcune isolate arie furono recuperate negli anni 60-70 del Novecento da Joan Sutherland \u2013 come molti compositori del suo tempo, Graun ha per\u00f2 attirato l\u2019attenzione di <strong>Julia Lezhneva<\/strong>, giovane ma ormai affermata protagonista della scena barocca contemporanea. Entusiasta dopo aver eseguito l\u2019aria \u201c<em>Mi paventi il figlio indegno<\/em>\u201d da \u201c<em>Britannico<\/em>\u201d in occasione di un concerto al castello di Sansoussi a Postdam, la Lezhneva si \u00e8 particolarmente interessata alla musica di Graun e da questo colpo di fulmine nasce il presente album che ha almeno il merito di attirare l\u2019attenzione sull\u2019arte di questo compositore.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La forma scelta non \u00e8 forse al riguardo la migliore. Un\u2019opera integrale o almeno un repertorio per voci diverse avrebbe dato un quadro pi\u00f9 completo dell\u2019arte di Graun rispetto alle undici arie per soprano qui proposte, interrotte solo da un intermezzo rappresentato dalla sinfonia della \u201c<em>Rodelinda<\/em>\u201d. Il rischio con un programma di questo tipo \u00e8 quello di una certa monotonia anche perch\u00e9 qualche cosa latita in questa musica. Si ascoltano un altissimo mestiere, una conoscenza tecnica impeccabile, una vocazione al pi\u00f9 impressionante virtuosismo vocale \u2013 il tenore Graun sapeva come esaltare al massimo le possibilit\u00e0 della\u00a0 voce\u00a0 &#8211; ma sarebbe vano ricercare quella scintilla di genio, quell\u2019illuminazione improvvisa che separa l\u2019artista di genio dal nobile artigiano musicale.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Julia Lezhneva \u00e8 sicuramente una stella della scena barocca ma forse \u00e8 una delle cantanti meno adatte a un programma come questo difettando sul terreno espressivo. Tecnicamente mostruosa la Lezhneva affronta con urania facilit\u00e0 autentici trionfi virtuosistici, caleidoscopiche cascate di note come quelle previste da brani come &#8220;<em>No, no di Libia fra l&#8217;arene<\/em>&#8221; da \u201c<em>Silla<\/em>\u201d o &#8220;<em>Il mar s&#8217;inalza e freme<\/em>&#8221; da \u201c<em>L\u2019Orfeo<\/em>\u201d senza mostrare la minima difficolt\u00e0.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Purtroppo la tecnica da autentica virtuosa nasconde in parte le lacune del materiale di base: voce piccola, priva di autorevolezza nei passaggi in cui si richiederebbe maggior corpo e un timbro metallico, a tratti vetroso, non compensano quello che \u00e8 forse il maggior difetto della cantante, consistente in una mancanza di variet\u00e0 espressiva, in un essere troppo se stessa e troppo poco il personaggio affrontato. Sfavorita al riguardo da una dizione al limite dell\u2019incomprensibile, l\u2019interpretazione \u00e8 spesso monocorde; piatto \u00e8, inoltre, il fraseggio e povero \u00e8 il gioco di colori specie considerando che la voce della Lezhneva \u00e8 gi\u00e0 limitata al riguardo. Ovviamente a soffrirne maggiormente sono i brani pi\u00f9 cantabili ed espressivi \u2013 non a caso in palese inferiorit\u00e0 numerica nel programma \u2013 come &#8220;<em>Piangete, o mesti lumi<\/em>&#8221; de \u201c<em>Il Mithridate<\/em>\u201d o &#8220;<em>Senza di te, mio bene<\/em>&#8221; da \u201c<em>Coriolano\u201d. <\/em>Questi difetti si ripercuotono, per\u00f2, anche nei brani di maggior virtuosismo dove la coloratura \u00e8 s\u00ec funambolica ma resta un sentore di meccanicit\u00e0, un\u2019incapacit\u00e0 a trasformarla in strumento espressivo. Di contro a volte la ricerca di una maggior drammaticit\u00e0 la porta a strafare con effetti fin troppo plateali.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Forse il brano pi\u00f9 riuscito \u00e8 la conclusiva \u201c<em>Mi paventi il figlio indegno<\/em>\u201d, da cui \u00e8 scaturito l\u2019intero progetto. Autentico tour de force per la cantante, questo brano \u00e8 affrontato con una convinzione e uno slancio ammirevole che, se non cancellano <em>in toto<\/em> i difetti altrove riscontrati, sono in parte compensati da un\u2019energia e un\u2019identificazione superiore a qualunque altro brano affrontato.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Diretto da <strong>Mikhail Antonenko, <\/strong>il <strong>Concerto K\u00f6ln<\/strong> suona con grande energia e brillantezza, a volte quasi fin eccessiva ma sempre con grande slancio tanto che forse proprio la sinfonia della \u201c<em>Rodelinda<\/em>\u201d risulta essere il momento pi\u00f9 autenticamente compiuto di tutta la registrazione.<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1428810-1507-1-800x800.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-97758\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1428810-1507-1-800x800-384x384.jpg\" alt=\"\" width=\"384\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1428810-1507-1-800x800-384x384.jpg 384w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1428810-1507-1-800x800-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1428810-1507-1-800x800-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1428810-1507-1-800x800-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1428810-1507-1-800x800-10x10.jpg 10w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1428810-1507-1-800x800-432x432.jpg 432w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1428810-1507-1-800x800-396x396.jpg 396w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1428810-1507-1-800x800-660x660.jpg 660w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1428810-1507-1-800x800-220x220.jpg 220w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1428810-1507-1-800x800.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/a><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em><strong> Georg Friedrich H\u00e4ndel<\/strong> (1685-1759): &#8220;Agitato da fiere tempeste&#8221; (Oreste); &#8220;Frondi tenere&#8230;Ombra mai fu&#8221;, &#8220;Crude furie degli orridi abissi&#8221; (Serse); &#8220;Cara sposa, amante cara&#8221;, &#8220;Venti, turbini, prestate&#8221; (Rinaldo); &#8220;Se potessero i sospir&#8217; miei&#8221; (Imeneo); &#8220;Sento brillar nel sen&#8221; (Il Pastor fido); &#8220;Pompe vane di morte&#8230;Dove sei amato bene&#8221; (Rodelinda); &#8220;Se in fiorito ameno prato&#8221; (Giulio Cesare); &#8220;Scherza infida, in grembo al drudo&#8221;, &#8220;Dopo notte, atra funesta&#8221; (Ariodante); &#8220;Ch&#8217;io parta?&#8221; (Partenope).<\/em> <strong>Franco Fagioli<\/strong> (contotenore), <strong>&#8220;Il Pomo d&#8217;Oro&#8221;, Zefira Valova<\/strong> (direttore). <strong>1 CD DGG<\/strong> 8001558<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RNn5Cl68YW8\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nBen altra qualit\u00e0 esecutiva presenta nel complesso il recital di <strong>Franco Fagioli<\/strong>. In primo luogo a fare la differenza \u00e8 la qualit\u00e0 delle musiche: rispetto al pur alto professionismo di Graun appare subito evidente la diversa statura di H\u00e4ndel sia per capacit\u00e0 inventiva sia per senso della melodia.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Superiore \u00a0anche la compagine orchestrale, in quanto al pur valido complesso tedesco dell\u2019incisione della Lezhneva si sostituisce qui l\u2019orchestra <strong>Il pomo d\u2019oro<\/strong>\u00a0che gi\u00e0 aveva entusiasmato nella registrazione completa del \u201c<em>Serse<\/em>\u201d e che qui mostra la stessa qualit\u00e0 esecutiva unendo alla brillantezza e all\u2019energia riconosciuti al Concerto K\u00f6ln una morbidezza di suono e una bellezza di colori ancora superiore. In luogo del direttore abituale Maxim Emelyanychev troviamo la violinista bulgara <strong>Zefira Valova <\/strong>che non solo dirige con ottimo gusto e grande sensibilit\u00e0 musicale ma si affianca splendidamente a Fagioli nelle arie con violino obbligato.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il repertorio scelto prevede sia brani molto noti sia altri di ascolto molto pi\u00f9 raro ma non meno interessanti. Si apre con &#8220;<em>Agitato da fiere tempeste<\/em>&#8221; da \u201c<em>Oreste\u201d <\/em>con cui Fagioli presenta le sue qualit\u00e0 sul versante virtuosistico come l\u2019ampiezza dell\u2019estensione, la facilit\u00e0 nel canto di coloratura, l\u2019omogeneit\u00e0 in tutti i registri che \u00e8 forse il tratto che colpisce di pi\u00f9 nell&#8217;artista insieme alla pienezza autenticamente contraltile del settore medio-grave.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Poco d\u2019aggiungere sulle arie del \u201c<em>Serse<\/em>\u201d, entrambe molto celebri e per le quali si rimanda alla registrazione completa dell\u2019opera da cui non si allontanano. Dal \u201c<em>Rinaldo<\/em>\u201d il primo grande successo londinese di H\u00e4ndel sono scelte le due arie pi\u00f9 celebri. In specie &#8220;<em>Cara sposa, amante cara<\/em>&#8221; si rivela il terreno perfetto per le doti di Fagioli che non \u00e8 solo \u2013 o soprattutto &#8211; un virtuoso ma un vero artista capace come pochi di rendere al meglio queste arie meno spettacolari ma ancor pi\u00f9 complesse nel trasmettere tutte le ragioni di quella retorica degli affetti che del barocco \u00e8 componente essenziale e che qui emerge senza il paracadute che spesso offre la coloratura. \u00a0Ma le doti di interprete non emergono solo nei brani pi\u00f9 centrati sul dato interpretativo; Fagioli \u00e8 fra i pochi ad aver chiarissimo il valore espressivo del canto di coloratura e di saperne sfruttare a riguardo le possibilit\u00e0 anche in momenti vocalmente estremi come nel caso di &#8220;<em>Venti, turbini, prestate<\/em>&#8221; capace di trasmettere come pochissime altre volte tutto il senso di urgenza che domina l\u2019animo del cavaliere crociato.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Dal \u201c<em>Giulio Cesare in Egitto<\/em>\u201d non si scelgono invece i brani pi\u00f9 noti; non vi \u00e8, infatti, nessuna delle arie eroiche pi\u00f9 celebri ma anche pi\u00f9 scontate. Al loro posto \u00e8 possibile apprezzare \u201c<em>Se in fiorito ameno prato<\/em>&#8221; deliziosa scena galante con violino obbligato che arricchisce di sfumature l\u2019insieme della prestazione di Fagioli. Merita una menzione la grande scena di Bertarido da \u201c<em>Rodelinda regina dei Longobardi\u201d; <\/em>il recitativo \u201c<em>Pompe vane di morte<\/em>\u201d \u00e8, infatti, permeato di un&#8217;austera essenzialit\u00e0, di una virile sofferenza pienamente degna di una nobile figura reale, mentre l\u2019aria \u201c<em>Dove sei amato bene<\/em>\u201d non solo \u00e8 cantata splendidamente ma con una sincerit\u00e0 espressiva, con\u00a0 un senso di composta e autentica commozione quale forse mai questo brano aveva avuto. Altro titolo fondamentale del teatro h\u00e4ndeliano \u00e8 \u201c<em>Ariodante\u201d. C<\/em>ome per il \u201c<em>Rinaldo\u201d, <\/em>sono proposti due brani, la celebre \u201c<em>Scherza infida<\/em>\u201d di taglio lirico e cantabile e un\u2019aria di furore come \u201c<em>Dopo notte, altra e funesta<\/em>&#8220;, vero banco di prova delle doti virtuosistiche del cantante anche per la lunghezza di oltre sette minuti.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Gli altri brani vengono da opere meno note ma non per questo\u00a0 inferiori di qualit\u00e0. Semplicemente splendida &#8220;<em>Se potessero i sospir&#8217; miei<\/em>&#8221; da \u201c<em>Imeneo<\/em>\u201d, un magnifico andante cantabile dalla melodia mollemente sensuale che le sonorit\u00e0 terse e setose de Il pomo d\u2019oro esaltano alla perfezione e su cui si dipana il canto elegantissimo di Fagioli, tutto impostato su un magistrale controllo del fiato. Completano il programma &#8220;<em>Sento brillar nel sen<\/em>&#8221; da \u201c<em>Il Pastor fido\u201d, <\/em>leggera e brillante e &#8220;<em>Ch&#8217;io parta?&#8221;\u00a0 <\/em>da \u201c<em>Partenope<\/em>\u201d, un&#8217;altra aria patetica con cui Fagioli chiude il programma salutando gli ascoltatori con un brano che esalta la sua propensione a cantare gli affetti.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonio Vivaldi (1678-1741):&#8221;Gloria&#8221; RV 589; &#8220;Nisi Dominus&#8221; RV 608; &#8220;Nulla in mundo pax&#8221; RV 630. 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