{"id":97850,"date":"2019-11-24T16:00:43","date_gmt":"2019-11-24T15:00:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=97850"},"modified":"2019-11-24T14:51:49","modified_gmt":"2019-11-24T13:51:49","slug":"pierre-gaveaux-1760-1825-leonore-ou-lamour-conjugal-1798","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/pierre-gaveaux-1760-1825-leonore-ou-lamour-conjugal-1798\/","title":{"rendered":"Pierre Gaveaux (1760 &#8211; 1825): &#8220;L\u00e9onore ou L\u2019amour conjugal&#8221; (1798)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Op\u00e9ra-cominque in due atti su libretto di Jean-Nicolas Bouilly. <strong>Kimi McLaren <\/strong>(L\u00e9onore), <strong>Jean-Michel Richer <\/strong>(Florestan), <strong>Tomislav Lavoie <\/strong>(Roc), <strong>Pascale Beaudin <\/strong>(Marceline), <strong>Dominique C<\/strong><\/em><strong><em>\u00f4t\u00e9 <\/em><\/strong><em>(Pizare), <strong>Keven Geddes <\/strong>(Jacquino), <strong>Alexandre Sylvestre <\/strong>(Don Fernand)<strong>. <\/strong><\/em><strong>Choer er Orchestre de l\u2019Op\u00e9ra Lafayette<\/strong><em>, <\/em><strong>Ryan <\/strong><strong>Brown<\/strong> (direttore), <strong>Oriol Tomas <\/strong>(regia, scene e costumi). Registrazione: New York 23 febbraio 2017. <strong>1 DVD Naxos 2.110591<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Pierre Gaveaux<\/strong> chi era costui? La domanda manzoniana potrebbe facilmente sorgere nella mente di qualunque appassionato di fronte al nome di questo compositore francese oggi praticamente sconosciuto. Eppure negli anni a cavallo tra la Rivoluzione francese e l\u2019Impero napoleonico questo occitano trasferito a Parigi ha giocato un ruolo non secondario nella vita musicale della capitale francese. In primo luogo Gaveaux \u00e8 stato fra i cantanti pi\u00f9 apprezzati della sua generazione, nonostante la formazione abbastanza irregolare \u2013 destinato alla carriera ecclesiastica, dovette affiancare la preparazione teologico-letteraria a quella musicale \u2013 si fece apprezzare come tenore prima a Bordeaux e poi a Parigi dove ottenne la stima d\u2019illustri compositore primo fra tutti Luigi Cherubini che lo volle come primo interprete prima del Floresky di \u201c<em>Lodo<\/em><em>\u00efska\u201d<\/em> (1791) poi del Jason di \u201c<em>Med\u00e9e<\/em>\u201d(1797). A partire dal 1793 Gaveaux affianc\u00f2 all\u2019attivit\u00e0 di cantante quella di compositore distinguendosi soprattutto come autore di op\u00e9ra-cominque e facendo del nuovo Th\u00e9\u00e2tre Feydeau \u2013 dove quell\u2019anno la compagnia del Th\u00e9\u00e2tre de Monsieur si trasfer\u00ec dopo aver lasciato la precedente sede alle Tuilleries \u2013 il proprio regno nella triplice veste di autore, interprete e impresario. Gaveaux fu anche un intellettuale impegnato e politicamente attivo secondo un modello che andava affermandosi negli anni rivoluzionari. Favorevole alla Rivoluzione ma su posizioni moderate, critico degli eccessi del giacobinismo, nel 1795 compose l\u2019inno \u201c<em>Le R\u00e9veil du peuple<\/em>\u201d in cui denunciava la stagione del Terrore e che godette di enorme fortuna tanto da contendere alla \u201c<em>Marsigliese<\/em>\u201d il ruolo di inno della nuova Francia Repubblicana. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il maggior successo del compositore fu <strong>\u201c<\/strong><em><strong>L\u00e9onore ou L\u2019amour conjugal<\/strong><\/em><strong>\u201d<\/strong> su libretto di <strong>Jean-Nicolas Bouilly<\/strong> andata in scena nel 1798. L\u2019opera ha gi\u00e0 una sua rilevanza storica nel rappresentare il diretto precedente del \u201c<em>Fidelio<\/em>\u201d beethoveniano tratto dalla medesima pi\u00e9ce e sostanzialmente analogo come struttura. Ma l\u2019opera non merita di essere conosciuta solo come primo tassello di una fortunata serie di titoli \u2013 oltre a Beethoven anche Pa\u00ebr e Mayr ne diedero una loro versione \u2013 ma in quanto meritevole in s\u00e9 di giusta attenzione. In primo luogo una differenza essenziale \u00e8 data dal contesto di nascita dell\u2019opera: se il \u201c<em>Fidelio<\/em>\u201d \u00e8 una grande riflessione sul valore universale della libert\u00e0 quasi indipendente dal momento storico di creazione, l\u2019opera di Gaveaux \u00e8 strettamente legata alla realt\u00e0 contingente, presentandosi quasi come il grido di liberazione dalla sanguinaria stagione appena conclusa. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Musicalmente Gaveaux si dimostra un compositore perfettamente aggiornato, capace di muoversi fra linguaggi e stilemi differenti senza perdere un\u2019unit\u00e0 di fondo. Se lo schema resta quello tradizionale dell\u2019op\u00e9ra comique \u2013 drammaturgia compresa, presenza di dialoghi parlati in luogo dei recitativi, arie lineari come struttura \u2013, la ricchezza della scrittura e l\u2019intensit\u00e0 drammatica di molti momenti superarono le costrizioni del genere. Nel corso della sua attivit\u00e0 di cantante aveva infatti appreso a confrontarsi con stili diversi; al gusto leggero delle ariette tipiche dell\u2019op\u00e9ra-cominque \u2013 riviste per\u00f2 con una sensibilit\u00e0 melodica non comune nel genere \u2013 si affiancano la piena padronanza dei modi della tragedie lyrique com\u2019era venuta definendosi da Gluck a Cherubini nonch\u00e9 almeno una generica conoscenza delle coeve esperienze italiane e tedesche, <em>in primis <\/em>della produzione matura di Mozart di cui sembrano scorgersi in qualche punto delle suggestioni. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Le forme pi\u00f9 proprie del genere rimangono riservate ai personaggi di carattere come Marceline, Jacquino e in parte Roc il cui linguaggio espressivo si avvicina sempre pi\u00f9 a modi seri con lo svolgersi della vicenda. Di contro i ruoli seri di L\u00e9onore, Florestan \u2013 scritto da Gaveaux per se stesso \u2013 e Dom Fernand si esprimono con un linguaggio strettamente derivato dai modi della trag\u00e9die-lyrique seppur in parte semplificato. Questa ricchezza di stili si coniuga con un&#8217;ammirevole qualit\u00e0 di scrittura che connota Gaveaux tanto come raffinato orchestratore quando come melodista ispirato. In questo alto mestiere di fondo si leva in alcuni punti un colpo d\u2019ala che li eleva a livello di alta ispirazione: l\u2019intensa aria di Florestan che apre il II atto, lo splendido terzetto fra questi, Roc e L\u00e9onore colmo di intensa e commossa umanit\u00e0 e soprattutto lo splendido coro dei prigionieri che rappresenta il momento pi\u00f9 alto dell\u2019opera in modo quasi speculare a quanto accadr\u00e0 nel futuro e immenso capolavoro beethoveniano.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/vo5e_L5ScwQ\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">A farci riscoprire questo interessante tassello della vita musicale francese di fine Settecento \u00e8 l<strong>\u2019Op\u00e9ra Lafayette, piccola compagnia americana\u00a0 fondata nel 1995 a Washington<\/strong> poi con una sede distaccata anche a New York\u00a0 e specializzata nell\u2019esecuzione del repertorio francese del XVII e XVIII secolo. Una compagine con mezzi limitati ma grande entusiasmo e accurata preparazione. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Lo spettacolo firmato da <strong>Oriol Tomas <\/strong>\u00e8 minimalista. La scena si riduce a pochi elementi che evocano grate e inferriate, i costumi richiamano l\u2019epoca del libretto in forme pi\u00f9 stilizzate. L\u2019essenzialit\u00e0 dell\u2019impianto scenico \u00e8 ben sfruttata nel centrare lo sguardo sulle psicologie dei personaggi e sui rapporti che si creano fra di loro. <strong>Ryan Brown, <\/strong>fondatore della compagnia, guida l\u2019orchestra con bel senso dello stile; la compagine strumentale si mostra di buon livello mentre pi\u00f9 debole appare il fin troppo ridotto coro ed \u00e8 un peccato essendo ad esso affidato il momento pi\u00f9 alto dell\u2019opera. <strong>Kimi McLaren <\/strong>(L\u00e9onore) e <strong>Jean-Michel Richer <\/strong>(Florestan) cantano con intensit\u00e0 e buone voci i due ruoli seri dell\u2019opera; di buona presenza anche se un po\u2019 troppo giovanile sia come timbro sia come figura il Roc di <strong>Tomislav Lavoie<\/strong>. <strong>Keven Geddes <\/strong>presta a Jacquino una piacevole voce da tenore di grazia mentre scenicamente spigliata ma poco brillante vocalmente la Marcelline di <strong>Pascale Beaudin<\/strong>. <strong>Alexandre Sylcestre<\/strong> \u00e8 un funzionale Don Fernand mentre <strong>Dominique C<\/strong><strong>\u00f4te <\/strong>affronta con la giusta energia il ruolo solo recitato di Pizare. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">I cantanti sono tutti canadesi \u2013 e in buon numero provenienti dal Quebec \u2013 il che garantisce un\u2019impeccabile dizione francese tanto nel canto quanto nei lunghi dialoghi parlati.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Op\u00e9ra-cominque in due atti su libretto di Jean-Nicolas Bouilly. 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