{"id":98023,"date":"2020-01-31T20:48:47","date_gmt":"2020-01-31T19:48:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=98023"},"modified":"2020-01-31T09:49:13","modified_gmt":"2020-01-31T08:49:13","slug":"emmanuel-chabrier-1841-1894-letoile-1877","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/emmanuel-chabrier-1841-1894-letoile-1877\/","title":{"rendered":"Emmanuel Chabrier (1841 &#8211; 1894): &#8220;L&#8217;\u00e9toile&#8221; (1877)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Op\u00e9ra-bouffe in tre atti su libretto di Eug\u00e8ne Leterrier e Albert-Guillaume-Florent Vanloo. <strong>St\u00e9phanie d\u2019Oustrac <\/strong>(Lazuli), <strong>Christophe Mortagne <\/strong>(Roi Ouf I), <strong>H\u00e9l\u00e8ne Guilmette <\/strong>(La principessa Laoula), <strong>J\u00e9r<\/strong><\/em><strong><em>\u00f4me Varnier <\/em><\/strong><em>(Siroco), <strong>Elliot Madore <\/strong>(H\u00e9rrisson de Porc-<\/em><em>\u00c9pic), <strong>Julie Boulianne <\/strong>(Alo\u00e8s), <strong>Fran\u00e7ois Piolino<\/strong> (Tapioca), <strong>Fran\u00e7ois Soons <\/strong>(Patacha), <strong>Harry Teeuwen <\/strong>(Zalzal), <strong>Jeroen van Glabeek <\/strong>(Le Ma<\/em><em>\u00eetre), <strong>Richard Prada <\/strong>(Il capo della polizia). <\/em><strong>Chorus of Dutch National Opera<\/strong><em>, <\/em><strong>Nicholas Jenkins <\/strong>(maestro del coro), <strong>Residentie Orkest The Hauge<\/strong>,<strong>Patrick Fournillier <\/strong>(direttore). <strong>Laurent Pelly <\/strong>(regia e costumi), <strong>Chantal Thomas <\/strong>(scene), <strong>Jean-Jacques Delmotte <\/strong>(costumi). Registrazione: Dutch National Opera &amp; Ballet Amsterdam, 13\/16 ottobre 2014. <strong>1 DVD Naxos 2019<\/strong><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/iSWGRzUBZO8\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il teatro leggero francese della seconda met\u00e0 del XIX secolo \u00e8 sicuramente dominato dalla figura di Offenbach che dell\u2019operetta francese fu, se non il creatore, l\u2019assoluto maestro. Intorno alla pur ingombrante figura di Offenbach restava per\u00f2 spazio di manovra per altri compositori come <strong>Emmanuel Chabrier<\/strong> che nel 1877 ricevette dal teatro dei Bouffes-Parisiens la commissione per un nuovo lavoro. Il compositore da tempo valutava la possibilit\u00e0 di cimentarsi nel genere buffo e non perse l\u2019occasione per lanciarsi nella nuova avventura tanto pi\u00f9 perch\u00e9 aveva la possibilit\u00e0 di avere per le mani lo stralunato libretto che Eug\u00e8ne Leterrier e Albert-Guillaume-Florent Vanloo avevano tratto da Verlaine. La spietata satira del potere e della diplomazia che si nascondeva sotto i travestimenti esotici del folle regno di Ouf I, fervido appassionato di esecuzioni capitali e vittima del ciarlatano Siroco, che sfrutta a proprio favore la regia creduloneria, sembra aver toccato sul vivo l\u2019ispirazione di Chabrier tanto quanto l\u2019abbandono lirico che l\u2019amore fra il trovatello Lazuli e la principessa Laoula permetteva di inserire a piene mani nella vicenda. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il risultato \u00e8 un\u2019autentica gemma di freschezza e ironia. Chabrier mostra di aver appreso perfettamente la lezione di Offenbach nella capacit\u00e0 di creare ritmi rapinosi, di giocare con gli effetti sonori e con le possibilit\u00e0 espressive d\u2019iterazioni testuali spesso senza senso, con l\u2019uso parodistico dei linguaggi musicali seri cui aggiunge un abbandono lirico, una sensualit\u00e0 sfumata ma pulsante che non troviamo nel pur immenso modello.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Autentico gioiello quindi questa <strong>\u201c<em>L\u2019\u00e9toile\u201d <\/em><\/strong>ma gioiello dalla discografia quanto mai limitata e ridotta di fatto alla sola produzione lionese del 1985 diretta da Gardiner. E\u2019 quindi con grande interesse che si accoglie questa nuova edizione dell\u2019opera nazionale olandese ora disponibile in DVD. Purtroppo non convince pienamente la parte visiva. Apprezzato in altre occasioni, <strong>Laurent Pelly <\/strong>qui non sembra essere entrato in sintonia con lo spirito dell\u2019opera. La scena si apre su una grigia piazza illuminata da file sempre uguali di lampioni e abitata da cittadini mal vestiti, un clima da periferia dell\u2019ex blocco sovietico che, se vuole dare il clima di un regime oppressivo, risulta decisamente troppo spenta per le atmosfere musicali; meglio vanno le cose negli altri atti dove il palazzo-ingranaggio di Ouf \u2013 quasi un immenso orologio non improprio per un uomo ossessionato dallo scorrere del tempo \u2013 evoca meglio certe atmosfere proto-surrealiste del libretto. E se alcuni momenti sono riusciti \u2013 come la parodia dello stile aulico e cerimonioso nel duetto della \u201c<em>Chartreuse vert<\/em>\u201d che la recitazione coglie pienamente -, di contro, troppi sono i momenti o non riusciti \u2013 quanto misero \u00e8 l\u2019arrivo degli ambasciatori come semplici turisti su un furgoncino Renault \u2013 o decisamente troppo caricati, troppo grevi per un\u2019opera che fa della leggerezza la sua cifra dominante.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Fortunatamente tutta la levit\u00e0 che manca a Pelly \u00e8 compensata da <strong>Patrick Fournillier <\/strong>che, in un repertorio a lui particolarmente congeniale, guida gli ottimi complessi olandesi in un caleidoscopico gioco di colori cangianti e tinte sempre mutevoli in cui i passaggi meccanici, quasi da orologio umano che a tratti caratterizzano il re, evolvono in soavi nuvole sonore che avvolgono i momenti pi\u00f9 lirici dedicati ai giovani amanti resi con un senso di lieve e voluttuoso abbandono. Una direzione di primordine che trova sponda in un cast magari non perfetto ma certamente di alto livello e autenticamente divertito dalla propria prova.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>St\u00e9phanie d\u2019Oustrac <\/strong>\u00e8 una delle pi\u00f9 straordinarie cantanti attrici dei nostri tempi e al riguardo offre una nuova conferma.\u00a0 Mezzosoprano dal timbro chiaro e morbido e dall\u2019emissione flautata e omogenea non solo canta molto bene, ma interpreta con rara convinzione sfoggiando un fraseggio sempre vario e ricco di chiaroscuri. Strepitosa \u00e8 poi l\u2019attrice, semplicemente perfetta nei panni di un ragazzaccio di buon cuore, un giamburrasca insofferente alle regole ma di sincera umanit\u00e0 in un mondo di marionette.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La vocalit\u00e0 della d\u2019\u2019Oustrac si sposa alla perfezione con quella cristallina di <strong>H\u00e9l\u00e8ne Guilmette<\/strong>, una principessa Laoula dalla voce non grande ma purissima, dal timbro cristallino e dall\u2019innata eleganza nel porgere, che si esalta nell\u2019intensa melodia dei <em>\u201cCouplets de la rose<\/em>\u201d e nell\u2019abbandono lirico dei duetti con l\u2019amato.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Cantante non irreprensibile ma attore semplicemente fenomenale <strong>Christophe Mortagne<\/strong> \u00e8 un Roi Ouf autenticamente istrionico cui si perdona senza difficolt\u00e0 qualche affaticamento sugli acuti. Se qualche cosa non convince \u00e8 nel taglio registico della parte che del re d\u00e0 un ritratto eccessivamente grottesco e caricaturale, pi\u00f9 divertente clown che temibile tiranno; tratto quest\u2019ultimo che dovrebbe a suo modo emergere nonostante la caratterizzazione grottesca del libretto. Se il taglio registico non convince, \u00e8 per\u00f2 innegabile la bravura di Mortagne. <strong>J\u00e9r<\/strong><strong>\u00f4me Varnier <\/strong>\u00e8 perfettamente funzionale alla parte dell\u2019astrologo Siroco a scapito di un materiale vocale abbastanza anonimo; ottimo interprete, si dimostra perfetta spalla ai vaneggiamenti di Ouf.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Elliot Madore <\/strong>\u00e8 un po\u2019 grezzo e manca dell\u2019ambiguit\u00e0 che dovrebbe avere il diplomatico H\u00e9rrisson de Porc-\u00c9pic anche se nell\u2019insieme fornisce una prova corretta. Molto bravo il giovane tenore <strong>Fran<\/strong><strong>\u00e7ois Piolino <\/strong>molto musicale e dotato di una bella voce di grazia, anche se limitato solo dall\u2019esiguit\u00e0 della parte del segretario d\u2019ambasciata Tapioca. <strong>Julie Boulianne <\/strong>\u00e8 funzionale nel ruolo di Alo\u00e8s, moglie di Porc-\u00c9pic e amante di Tapioca. Ottime tanto le parti di fianco quanto il coro.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Op\u00e9ra-bouffe in tre atti su libretto di Eug\u00e8ne Leterrier e Albert-Guillaume-Florent Vanloo. 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