{"id":98032,"date":"2019-11-11T22:02:00","date_gmt":"2019-11-11T21:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=98032"},"modified":"2019-11-11T22:02:40","modified_gmt":"2019-11-11T21:02:40","slug":"teatro-comunale-di-sassari-la-cenerentola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/teatro-comunale-di-sassari-la-cenerentola\/","title":{"rendered":"Teatro Comunale di Sassari: &#8220;La Cenerentola&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><i>Teatro Comunale \u2013 Stagione Lirica 2019<br \/>\n<\/i><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u201c<b>LA CENERENTOLA\u201d<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-size: 12pt; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Melodramma giocoso in due atti di Jacopo Ferretti.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Musica di <b>Gioachino Rossini<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><i>Don Ramiro <\/i>LEONARDO FERRANDO<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><i>Dandini <\/i>WILLIAM HERNANDEZ<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><i>Angelina <\/i>AYA WAKIZONO<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><i>Don Magnifico <\/i>FABIO MARIA CAPITANUCCI<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><i>Clorinda <\/i>FRANCESCA PUSCEDDU<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><i>Tisbe <\/i>MARTINA SERRA<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><i>Alidoro <\/i>ALESSANDRO SPINA<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 12pt; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Orchestra dell\u2019Ente Concerti Marialisa de Carolis<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 12pt; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Corale Luigi Canepa<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Direttore <b>Jacopo Rivani<br \/>\n<\/b>Maestro <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">del coro <b>Luca Sirigu<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Maestro al cembalo <b>Mari Miura<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Regia <b>Arturo Cirillo <\/b>ripresa da<b> Antonio Ligas<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Scene <b>Dario Gessati<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Costumi <b>Vanessa Sannino<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Light designer <b>Tony Grandi<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-size: 12pt; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Allestimento del Circuito Teatri OperaLombardia<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 12pt; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><i>Sassari, 8 novembre 2019<br \/>\n<\/i><\/span><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Dopo dieci anni esatti ritorna<em> La Cenerentola<\/em> nella stagione lirica di Sassari,<\/strong> un titolo che nell\u2019ultima edizione ebbe una buona accoglienza nel vecchio Teatro Verdi ed era sicuramente attesa negli spazi molto pi\u00f9 ampi, e meno adatti, del nuovo Teatro Comunale. Si tratta di un\u2019opera scritta per un piccolo teatro nella maturit\u00e0 artistica dell\u2019autore, subito dopo i primi capolavori ancora in repertorio di cui utilizza alcune delle formule pi\u00f9 fortunate, con alcuni brani straordinari ma anche con l\u2019affiorare di qualche manierismo. Diciamo subito che \u00e8 stata una produzione sfortunata per un\u2019indisposizione che ha colpito proprio la protagonista, il mezzosoprano giapponese <strong>Aya Wakizono<\/strong>, che ha deciso di cantare comunque facendo intravvedere buoni doti da ammirare al meglio in altra occasione. Ma, al di l\u00e0 dell\u2019incidente, la fluidit\u00e0 dello spettacolo ha risentito dell\u2019impostazione e di una direzione non particolarmente incisiva. L\u2019idea base dell\u2019allestimento (ideato da <strong>Arturo Cirillo<\/strong> e <strong>Dario Gessati<\/strong> per il Circuito Teatri OperaLombardia e ripreso nell\u2019occasione da <strong>Antonio Ligas<\/strong>) sembrerebbe interessante e di particolare attualit\u00e0: Cenerentola come apologo dello scontro tra finzione e realt\u00e0, tra artificio e semplicit\u00e0, tra apparenza e sostanza.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-size: 12pt; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">In questo senso si potrebbero spiegare le semplici tre pareti fondamentali della scenografia che, rivestite da un decoro sfarzoso ma artatamente precario nei luoghi fondamentali della vicenda, spariscono nel finale rivelando le strutture di appoggio e servizio: cadono le labili decorazioni di una realt\u00e0 illusoria e Angelina trionfa nella realt\u00e0 che sta dietro la stolida apparenza.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"> Peccato che l\u2019intuizione si scontri con un grave errore di base, proprio sul piano linguistico, considerando la musica di Rossini come la \u201ccolonna sonora\u201d di ci\u00f2 che succede sul palcoscenico e non mirabile teatro in s\u00e9, senza alcun bisogno di continue sovrapposizioni, connotazioni e didascalie sceniche assolutamente superflue: Giorgio Strehler, uno che se ne intendeva e al di sopra di ogni sospetto, diceva che nell\u2019opera il vero regista \u00e8 il direttore. Fin dal preludio (un tempo parco protetto della musica pura\u2026) compaiono quattro mimi citanti le scarpette della fiaba originale, che infarciranno tutta l\u2019opera di scene, controscene, balletti fuori tempo, mossette e segnali ridondanti che distrarranno l\u2019attenzione da quello che \u00e8, piaccia o non piaccia, un capolavoro essenzialmente musicale. Alla generazione di segnali inutili sono oltretutto chiamati un po\u2019 tutti, dai cantanti ai coristi, in un <i>horror vacui <\/i>che sembra non fidarsi dei meccanismi musicali dell\u2019autore e riempie sistematicamente la scena di siparietti spesso ridicoli e didascalici. L\u2019opera ha la problematica della convivenza di pi\u00f9 linguaggi e gli interventi su forme consolidate vanno effettuati con la giusta misura e, soprattutto, in una logica mai banalizzante o buffonesca: Cirillo muove bene i cantanti, ha idee e conosce le geometrie del palcoscenico, per\u00f2 dovrebbe prima di tutto risolvere le specificit\u00e0 che ha il melodramma storico. Sul piano visivo comunque lo spettacolo funziona, essenzialmente per merito dei fantasmagorici costumi di<strong> Vanessa Sannino<\/strong>, che reinventano lo stile dell\u2019epoca in maniera deformante e caricaturale, perfettamente in linea coi personaggi e movimentando uno spazio fin troppo statico nella lunga durata dello spettacolo.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 12pt; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Qualche problema \u00e8 stato rilevabile anche nella direzione: <strong>Jacopo Rivani<\/strong> ha ben condotto con una scelta di tempi prudente e una buona elasticit\u00e0 agogica, ma non \u00e8 riuscito a evitare alcune imprecisioni negli stacchi sul palcoscenico o nelle ripartenze in orchestra. Soprattutto non sono apparsi molto curati il fraseggio e i piani dinamici, compressi in una genericit\u00e0 che non ha giovato alla vivacit\u00e0 e variet\u00e0 dei colori. In particolare le articolazioni e le sfumature, fondamentali nella musica di Rossini per creare la giusta pronuncia tematica, non sempre avevano la necessaria incisivit\u00e0 per un\u2019espressione pienamente compiuta.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Soddisfacente la situazione sul palcoscenico dove, al di l\u00e0 della partecipazione dimezzata della protagonista, la compagnia \u00e8 apparsa equilibrata, vivace e affiatata, senza particolari punte di eccellenza ma complessivamente interessante e ben aderente allo stile richiesto dalla partitura. <strong>Leonardo Ferrando<\/strong> \u00e8 un Don Ramiro dalla vocalit\u00e0 un po\u2019 esile e con un timbro non particolarmente attraente, ma dallo stile assolutamente impeccabile. La sua tecnica \u00e8 apparsa sicura anche nelle colorature, mentre si notava una certa differenza tra il registro di petto e quello di testa, che tendeva a essere un po\u2019 povero di armonici rispetto a quello centrale. L\u2019esecuzione di <i>Si, ritrovarla io giuro <\/i>e di tutta la grande scena del secondo atto \u00e8 stata sicuramente apprezzabile per precisione, espressione ed eccellente consapevolezza stilistica. Buona la prestazione anche di <strong>Francesca Pusceddu<\/strong> e <strong>Martina Serra<\/strong>, le invidiose sorelle Clorinda e Tisbe, che hanno mostrato degli interessanti mezzi vocali, capacit\u00e0 espressiva e doti attoriali notevoli, fondamentali per il loro ruolo e la minuziosa partecipazione richiesta dalla regia. Apprezzabile il comparto dei bassi baritoni (pi\u00f9 baritoni che bassi per la verit\u00e0\u2026) caratterizzato da maggior facilit\u00e0 nel registro acuto rispetto a quello grave, da buone doti di pronuncia anche nelle velocissime articolazioni del testo e di ottima agilit\u00e0 nelle colorature pi\u00f9 difficili. In particolare \u00e8 stato convincente <strong>William Hernandez<\/strong> nel ruolo di Dandini, grazie a una vocalit\u00e0 sonora e omogenea, con un colore interessante e ricco di armonici. A ci\u00f2 va aggiunta una recitazione spontanea e con un ottimo controllo dei gesti e degli spazi: un\u2019interpretazione sicuramente di valore. Bravo anche <strong>Alessandro Spina<\/strong> nel ruolo di Alidoro, che sarebbe stato interessante sentire nella difficile aria alternativa del primo atto, mentre Il Don Magnifico interpretato da <strong>Fabio Maria Capitanucci<\/strong> \u00e8 stato un personaggio ben realizzato sul piano scenico e vocale ma con un controllo ritmico talvolta non impeccabile.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 12pt; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00c8 apparsa meno precisa del solito negli insiemi e nella fusione delle sezioni l\u2019<strong>Orchestra dell\u2019Ente Concerti,<\/strong> mentre la <strong>Corale Canepa<\/strong>, istruita da <strong>Luca Sirigu<\/strong>, ha ben condotto i suoi interventi con discreta prontezza e ottimo stile, ma dovrebbe <\/span><span style=\"font-size: 12pt; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">prestare qualche volta maggior cura nelle chiusure d\u2019insieme delle frasi.<\/span><span style=\"font-size: 12pt; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il pubblico ha complessivamente apprezzato la produzione, simpatizzando in particolare per la fatica della protagonista, mentre qualche isolato e ingeneroso dissenso si \u00e8 sentito nei confronti del tenore, poco rispondente a certi modelli vocali mediatici di riferimento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><br \/>\n<\/span> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Comunale \u2013 Stagione Lirica 2019 \u201cLA CENERENTOLA\u201d Melodramma giocoso in due atti di Jacopo Ferretti. 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