{"id":98158,"date":"2019-09-01T00:41:50","date_gmt":"2019-08-31T22:41:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=98158"},"modified":"2020-01-13T00:47:13","modified_gmt":"2020-01-12T23:47:13","slug":"giacomo-puccini-1858-1924-il-tabarro-1918","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/giacomo-puccini-1858-1924-il-tabarro-1918\/","title":{"rendered":"Giacomo Puccini (1858 &#8211; 1924): &#8220;Il tabarro&#8221; (1918)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Opera in un atto su libretto di Giuseppe Adami. <strong>Johan Botha <\/strong>(Luigi), <strong>Wolfgang Koch <\/strong>(Michele), <strong>Helza van den Heever <\/strong>(Giorgietta), <strong>Heidi Brunner <\/strong>(La Frugola), <strong>Charles Reid <\/strong>(Il Tinca, venditore di canzonette, un amante), <strong>Janusz Monarcha\u00a0<\/strong>(Il Talpa),\u00a0 <strong>Elisabeta Marin <\/strong>(Un\u2019amante), <strong>Wiener Singakademie<\/strong>, <strong>Heinz Ferlesch <\/strong>(Maestro del coro), <strong>ORF Vienna Radio Symphony Orchestra, Bertrand du Billy <\/strong>(direttore). <\/em>Registrazione: Konzerthaus Wien, 20\/05\/2010. <strong>1 CD Capriccio C5326 2018<\/strong><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Di tutte le opere del catalogo pucciniano \u201c<em>Il tabarro<\/em>\u201d \u00e8 fra quelle che conosce una minor circolazione, anche a confronto degli altri pannelli del \u201c<em>Trittico\u201d.<\/em> Il lavoro \u00e8 di grande originalit\u00e0 e mostra pienamente la capacit\u00e0 di Puccini di inserirsi nel panorama europeo del tempo, se la trama apparentemente \u00e8 di un verismo brutale questo evolve da un lato verso modi che anticipano l\u2019espressionismo dall\u2019altro si carica di tematiche sociali non cos\u00ec frequenti nell\u2019opera italiana. La raffinatissima orchestrazione pucciniana riesce come non mai a farsi immagine sonora della modernit\u00e0, l\u2019uso di effetti sonori e di sonorit\u00e0 insolite rende il sottofondo orchestrale forse la pi\u00f9 riuscitarappresentazione in musica della realt\u00e0 urbana del primo Novecento.\u00a0 Quello che manca in \u201c<em>Il tabarro<\/em>\u201d \u00e8 per\u00f2 il puccinismo nel senso pi\u00f9 deteriore del termine, quel sentimentalismo d\u2019effetto di cui non resta traccia in questa tragedia scarna e diretta che per questo risulta pi\u00f9 lontana dal gusto pucciniano classico.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La presente registrazione documenta \u2013 con buona qualit\u00e0 sonora \u2013 un\u2019esecuzione concertante viennese del 2010 ed \u00e8 testimonianza esemplare del fatto che non sempre la riuscita di un\u2019esecuzione \u00e8 strettamente legata ai valori messi in campo, parafrasando il grande Tot\u00f2 si buon ben dire che nell\u2019arte non \u00e8 sempre la somma che fa il totale.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Alla guida dei sempre validissimi complessi della <strong>ORF Radio Vienna Symphony Orchestra <\/strong>il francese <strong>Bertrand de Billy <\/strong>fornisce una lettura di altissimo mestiere e di grande raffinatezza musicale ma sostanzialmente manca il bersaglio sul terreno espressivo. Certo le sonorit\u00e0 sono molto belle, si ascolti il magnifico preludio con lo scorrere del fiume reso con pennellare sonore che raramente come qui hanno evocato l\u2019impressionismo liquido di Debussy. Ma questa cura del dettaglio, questa smaltatura sonora non si fa mai drammatica, tutto scorre in modo troppo pulito, troppo ordinato. Delle volont\u00e0 di rivincita sociale di Luigi, del dolore sordo di Michele, della sensualit\u00e0 repressa di Giorgietta, dell\u2019abbruttimento umano e morale del sub-proletariato cos\u00ec straordinariamente descritto da Puccini ben poco resta.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Quanto detto sulla direzione pu\u00f2 applicarsi sostanzialmente anche ai cantanti. Il compianto <strong>Johan Botha <\/strong>affronta Luigi con voce da autentico Heldentenorer, ampia, ricca, dotata di potenza impressionante e squillo di abbagliante sicurezza. La dovizia vocale si scontra per\u00f2 con un timbro troppo chiaro, troppo schiettamente eroico cos\u00ec come troppo stentoreo \u00e8 l\u2019accento, troppo cavalleresco e marziale cos\u00ec da dare l\u2019impressione di un Lohengrin calato con poca convinzione nelle povere vesti dello scaricatore parigino.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Helza van den Heever <\/strong>ha un buon materiale di base, il timbro \u00e8 piacevole con un fondo dolente e screziature brune che non sono improprie al ruolo. Sul piano espressivo appare pi\u00f9 coinvolta il che fa perdonare quando sbandamento sul piano prettamente vocale. Anche lei sostanzialmente aliena alle ragioni del canto di conversazione pucciniano \u2013 discorso valido di fatto per tutti gli interpreti \u2013 avrebbe forse reso meglio con un direttore pi\u00f9 intenso, in \u201c<em>\u00c8<\/em> ben<em> altro \u00e8 il mio sogno<\/em>\u201d si percepisce la volont\u00e0 espressiva della cantante ma questa si scontra con la totale mancanza di slancio con cui De Billy accompagna un momento pur tanto ispirato.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Poco pi\u00f9 che debuttante all\u2019epoca il baritono <strong>Wolfgang Koch <\/strong>dispone di una voce delicata e di bella musicalit\u00e0 ma manca totalmente dello spessore drammatico e delle necessit\u00e0 di scavo psicologico richiesto dal ruolo di Michele cos\u00ec alcune delle pagine pi\u00f9 intense del catalogo pucciniano scorrono senza scossoni emotivi.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Voce fin troppo chiara ma buona capacit\u00e0 di tratteggiare il personaggio per la Frugola di <strong>Heidi Brunner<\/strong>; <strong>Janusz Monarcha <\/strong>dona al Talpa una voce da autentico basso; bravo <strong>Charles Reid <\/strong>con la sua agile voce di tenore comprimario nei panni del Tinca (oltre ad affrontare anche le parti del Venditore di canzonette e dell\u2019Amante fuori scena insieme a <strong>Elisabeta Marin<\/strong>).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Una nota di colore. La copertina del disco mostra l\u2019immagine di un\u2019elegante signora in mantello rosso che si muove fra marmi di sapore veneziano, un\u2019immagine perfetta per \u201c<em>La Gioconda<\/em>\u201d o altri titoli simili ma totalmente dissonante con l\u2019opera che \u00e8 chiamata a illustrare. Non potrebbe esserci segnale pi\u00f9 palese del fraintendimento stilistico caratterizza questa proposta musicale.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera in un atto su libretto di Giuseppe Adami. 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