{"id":98502,"date":"2019-12-26T16:25:03","date_gmt":"2019-12-26T15:25:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=98502"},"modified":"2019-12-26T20:23:53","modified_gmt":"2019-12-26T19:23:53","slug":"sumemart-la-memoria-dellarte-del-fotografo-luigi-bilancio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/sumemart-la-memoria-dellarte-del-fotografo-luigi-bilancio\/","title":{"rendered":"&#8221;\u00a0SuMemArt &#8211; La Memoria dell\u2019Arte&#8221;\u00a0 del fotografo Luigi Bilancio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cSuMemArt\u201d \u00e8 la Memoria dell\u2019Arte, l\u2019idea progettuale del fotografo Luigi Bilancio. Rappresentare l\u2019arte nell\u2019arte, le linee estetiche della danza immerse nella maestosit\u00e0 della storia dell\u2019arte campana, al fine di creare \u00a0maggiore consapevolezza e sensibilit\u00e0 verso i nostri patrimoni materiali e immateriali. Usare la danza come linguaggio di comunicazione e raccontare, attraverso la costruzione di immagini composite, la grande cultura campana ricca di storia non sempre conosciuta, se non addirittura dimenticata da molti. L\u2019idea fotografica \u00e8 sollecitare interesse e curiosit\u00e0 per la memoria dell\u2019arte e della storia. <strong>Protagonisti sono i corpi dei danzatori del Teatro di San Carlo di Napoli<\/strong>, punto di riferimento storico per l\u2019arte della danza, nell\u2019intento di avvicinare, attraverso un linguaggio visivo moderno, le persone alla antica cultura italiana meridionale dei complessi storici monumentali. <strong>L\u2019anfiteatro Campano<\/strong>, il secondo pi\u00f9 grande d\u2019Italia dopo il Colosseo, \u00e8 uno dei luoghi storici e poco conosciuti della Campania in cui Bilancio ha condotto i danzatori sancarliani <strong>Danilo Notaro, Tommaso Palladino e Sara Gison<\/strong>, che rappresentano l\u2019arte in una fusione artistico-storico-culturale destinata a un pubblico di giovanissimi che amano la danza, ma che spesso trascurano il grande patrimonio della nostra terra, e a un pubblico ben pi\u00f9 ampio amante dell\u2019arte. La dimostrazione ulteriore che la <strong>Campania<\/strong> <strong>\u00e8 uno dei luoghi del pianeta a maggior densit\u00e0 di risorse culturali e monumenti. L\u2019anfiteatro campano sar\u00e0 il primo testimone di una serie di scatti. <\/strong>Per ogni complesso monumentale saranno coinvolti alcuni danzatori e quelli scelti avranno una funzione rappresentativa. La dottoressa\u00a0\u00a0Ida\u00a0\u00a0<strong>Gennarelli<\/strong>, direttrice del Museo Archeologico dell&#8217;\u00a0<strong>Antica Capua, <\/strong>\u00e8 stato il fulcro politico di questo progetto ed ha aperto alla danza l\u2019importante complesso monumentale dell\u2019antica Capua.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Luigi Bilancio (Dance Photographer) si racconta<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Mi ritrovo davanti alla tastiera a raccontarmi e questa \u00e8 la cosa pi\u00f9 difficile per me. Sono un appassionato dell\u2019arte della fotografia e ho iniziato a fotografare la danza per \u201cnecessit\u00e0\u201d, o meglio per amore. L\u2019amore della mia vita \u00e8 una tersicorea: all\u2019et\u00e0 di diciotto anni ho conosciuto la mia attuale moglie, oggi insegnante di danza. Pur di starle vicino, all\u2019epoca, sono stato per mesi dietro uno specchio segreto di una sala di danza a vederla studiare. L\u00ec ho potuto ammirare quel mondo fatto di sacrificio e dedizione, una dimensione fuori dal tempo, ma che nei secoli non \u00e8 mai completamente mutata sia nella sostanza che nella forma. Dico sempre\u00a0che mia moglie mi ha dato la possibilit\u00e0 di affacciarmi a questo mondo e ammirarne la bellezza, ma anche i sacrifici. Nel <strong>2014<\/strong> ho elaborato il mio primo progetto fotografico <strong><em>Outre la Danse<\/em><\/strong> &#8211;<em> il bello \u00e8 solo l&#8217;inizio del tremendo<\/em>, nato dal desiderio personale di raccontare il \u2018dietro le quinte\u2019 della danza, evidenziandone il sacrificio, la passione, il dolore, la solitudine e, a volte, anche la \u2018pazzia\u2019.\u00a0\u00a0Ho voluto la danzatrice in un manicomio abbandonato, perch\u00e9 quel luogo &#8211; di abbandono e abbandonato &#8211; venivano lasciate morire dalla societ\u00e0 persone malate, persone definite pazze o semplicemente diverse. Per anni ho visto applaudire il pubblico a fine spettacolo solo per elogiare l&#8217;esecuzione dei danzatori, ma se il pubblico sapesse quanto sacrificio, quanta passione, quanta devozione e dedizione serve per arrivare sul palcoscenico, allora questa societ\u00e0 dovrebbe alzarsi in piedi in un interminabile applauso per onorare quei sacrifici. Nel <strong>2016<\/strong> ho voluto raccontare \u00a0un altro aspetto della danza con <strong><em>Cover<\/em><\/strong><em> &#8211; Radicata al corpo come albero al terreno<\/em>: \u00e8 la maschera, ovvero la sovrastruttura con la quale ci presentiamo, ci relazioniamo alle persone e che spesso dimentichiamo di avere e a volte non permette di mostrarci per quello che siamo. Ma se la maschera, all\u2019improvviso, si sgretolasse e mostrasse l\u2019essenza e la purezza, cosa succederebbe? Ho giocato con continue contrapposizioni di colore e sesso per suscitare nell\u2019osservatore continue domande e altrettante curiosit\u00e0. Nel <strong>2018<\/strong> \u00e8 stata la volta di <strong><em>AQVA &#8211; <\/em><\/strong><em>L\u2019istante infinito di un momento<\/em>, un progetto che ha visto\u00a0 il coinvolgimento di alcuni danzatori del Teatro di San Carlo, ai quali ho chiesto di realizzare con l\u2019acqua una serie di immagini fotografiche che riproducessero, attraverso le gocce d\u2019acqua, la dinamica della danza al di l\u00e0 della stasi di una immagine. Dal marzo del 2019 il progetto \u00e8 in mostra presso il Teatro San Carlo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSuMemArt\u201d \u00e8 la Memoria dell\u2019Arte, l\u2019idea progettuale del fotografo Luigi Bilancio. 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