{"id":98943,"date":"2020-02-14T07:57:51","date_gmt":"2020-02-14T06:57:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=98943"},"modified":"2020-02-14T00:58:19","modified_gmt":"2020-02-13T23:58:19","slug":"novara-teatro-coccia-donna-di-veleni-intervista-al-compositore-marco-podda-e-al-regista-alberto-jona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/novara-teatro-coccia-donna-di-veleni-intervista-al-compositore-marco-podda-e-al-regista-alberto-jona\/","title":{"rendered":"Novara, Teatro Coccia: &#8220;Donna di veleni&#8221; &#8211; intervista al compositore Marco Podda e al regista Alberto Jona"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">La condizione di oggettiva disabitudine dei teatri italiani all&#8217;opera contemporanea \u00e8 cosa nota su cui non \u00e8 necessario tornare. \u00c8 per questo ancora pi\u00f9 interessante la scommessa che il Teatro Coccia di Novara sta facendo in questi giorni, portando in scena un&#8217;opera appositamente commissionata dal Teatro al Maestro <strong>Marco Podda e per la regia di Alberto Jona, dal titolo \u201cDonna di Veleni\u201d.<\/strong> Abbiamo avuto l&#8217;occasione di intrattenere una breve quanto piacevole conversazione con entrambi.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i><b>Maestro Podda, com&#8217;\u00e8 nata \u201cDonna di Veleni\u201d?<br \/>\n<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Componevo le musiche per il centenario del Teatro Greco di Siracusa, sono venuto a conoscenza della storia di alcune maghe avvelenatrici siciliane, e ne ho trascritto un soggetto. Quando in un secondo momento a Catania ho incontrato il Direttore Artistico del Coccia e mi ha chiesto se avessi un&#8217;idea per un&#8217;opera inedita, io gli ho proposto questo soggetto e gli \u00e8 piaciuto subito. Ho contattato Emilio Jona [<\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>il librettista, ndr<\/i><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">] tramite sua nipote, che casualmente era una mia allieva: Emilio ha trasformato poeticamente il mio soggetto, dandogli una seconda vita; quando poi \u00e8 tornato a me per la composizione della partitura, ho dovuto modificarlo ancora, per dargli una terza vita, che \u00e8 grossomodo quella che portiamo in scena in questi giorni.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><b>La vicenda di \u201cDonna di Veleni\u201d \u00e8 tutto sommato semplice (un triangolo amoroso, con un <\/b><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i><b>twist<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><b> sovrannaturale dato dalla presenza della protagonista), la durata \u00e8 contenuta, ma le parti musicali sono tante, soprattutto quelle corali. Che funzione hanno tutti questi cori?<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Io amo moltissimo il teatro greco, e per me il coro \u00e8 un personaggio vero e proprio. <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Parisi_Baroni_Podda_Jona_Foto-Finotti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-98947\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Parisi_Baroni_Podda_Jona_Foto-Finotti-512x332.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Parisi_Baroni_Podda_Jona_Foto-Finotti-512x332.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Parisi_Baroni_Podda_Jona_Foto-Finotti-290x188.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Parisi_Baroni_Podda_Jona_Foto-Finotti-768x498.jpg 768w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Parisi_Baroni_Podda_Jona_Foto-Finotti-1536x996.jpg 1536w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Parisi_Baroni_Podda_Jona_Foto-Finotti-2048x1329.jpg 2048w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Parisi_Baroni_Podda_Jona_Foto-Finotti-10x6.jpg 10w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Parisi_Baroni_Podda_Jona_Foto-Finotti-432x280.jpg 432w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Parisi_Baroni_Podda_Jona_Foto-Finotti-396x257.jpg 396w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Parisi_Baroni_Podda_Jona_Foto-Finotti-1120x727.jpg 1120w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Parisi_Baroni_Podda_Jona_Foto-Finotti-660x428.jpg 660w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Parisi_Baroni_Podda_Jona_Foto-Finotti-339x220.jpg 339w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a>Tuttavia qui ho voluto inserire, oltre a un coro scenico, anche un coro orchestrale, che sia un vero strumento musicale, e in pi\u00f9 un gruppo di otto solisti che incarnano lo sguardo esterno alla vicenda dei protagonisti, come in un film dove si fa la carrellata su coloro che assistono a un avvenimento.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><b>Si riferisce spesso al cinema parlando della sua musica&#8230;<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Certo! Il cinema \u00e8 la vera arte del nostro tempo. Abbiamo il dovere di non ignorarne le potenzialit\u00e0 comunicative, anche nella musica! So bene che i puristi della disgregazione subparcellare ritmica e armonica troveranno quest&#8217;opera banale, come coloro che cercano solo un impianto tonale la troveranno distorta. Invece la sfida sta proprio nell&#8217;unire le dinamiche narrative e comunicative delle <\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>soundtrack<\/i><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"> con l&#8217;operismo contemporaneo, per creare suoni nei quali l&#8217;ascoltatore si possa riconoscere.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><b>Riportare dinamiche \u201cfilmiche\u201d nel musica d&#8217;opera (come l&#8217;uso di cori orchestrali, e la frammentazione dei punti di vista musicali) \u00e8 quindi la sua personale forma di sperimentazione?<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">S\u00ec. Oggi l&#8217;avanguardia non pu\u00f2 pi\u00f9 nutrirsi di intellettualismi avulsi dalla vera contemporaneit\u00e0: la costante ricerca di emozione e la creazione di empatia con l&#8217;ascoltatore si raggiungono, nella musica \u201cleggera\u201d, con l&#8217;uso dell&#8217;elettronica, ma possono essere ancora benissimo ottenute anche con l&#8217;orchestra. La musica da film racconta, accompagna lo spettatore, ne evidenzia le reazioni. Tutte cose che nell&#8217;opera sembrano <\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>r\u00e9tro<\/i><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">, ma che in effetti si sono perse lungo il XX secolo. Io tento di riproporle non in senso archeologico, ma di farle rinascere alla luce del nostro presente.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><b>Oltre al cinema, anche il teatro di prosa ha un posto di rilievo nella sua vita.<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">La pi\u00f9 importante, senz&#8217;altro. Per me non esiste differenza tra musica per il teatro e teatro musicale, se non che il primo \u00e8 parlato e il secondo \u00e8 cantato. Ma cos\u00ec come dal primo non pu\u00f2 essere eliminata la dimensione musicale (e per questo ho spesso lavorato con registi che chiedevano grandi <\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>performance<\/i><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"> vocali ai propri attori, anche a rischio di aspre critiche), anche nell&#8217;opera non dovrebbe essere \u201cproibita\u201d la parola. <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Podda_Foto-Finotti-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-98944\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Podda_Foto-Finotti-285x384.jpg\" alt=\"\" width=\"285\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Podda_Foto-Finotti-285x384.jpg 285w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Podda_Foto-Finotti-148x200.jpg 148w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Podda_Foto-Finotti-768x1035.jpg 768w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Podda_Foto-Finotti-1139x1536.jpg 1139w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Podda_Foto-Finotti-1519x2048.jpg 1519w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Podda_Foto-Finotti-7x10.jpg 7w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Podda_Foto-Finotti-432x582.jpg 432w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Podda_Foto-Finotti-396x534.jpg 396w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Podda_Foto-Finotti-1120x1510.jpg 1120w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Podda_Foto-Finotti-660x890.jpg 660w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Podda_Foto-Finotti-163x220.jpg 163w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Podda_Foto-Finotti-scaled.jpg 1899w\" sizes=\"auto, (max-width: 285px) 100vw, 285px\" \/><\/a>Io amo lavorare nella prosa perch\u00e9 ha meno paura di una sperimentazione finalizzata alla comunicazione col pubblico. Sono felice che, invece, il Teatro Coccia abbia deciso di fare una scelta pi\u00f9 rischiosa, rispetto ad altri teatri d&#8217;opera che avevo contattato, accettando \u201cDonna di Veleni\u201d. D&#8217;atronde, le prime parole di \u201cDonna di Veleni\u201d sono parlate, e ho voluto che fossero cos\u00ec, per ricordarmi da dove vengo e cosa amo.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><b>Maestro Jona, per la regia di \u201cDonna di Veleni\u201d ha avuto l&#8217;opportunit\u00e0 non frequente di potersi confrontare sia col compositore sia col librettista, suo padre. Com&#8217;\u00e8 andata?<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Mi sento molto fortunato per questa opportunit\u00e0, che, inevitabilmente, se si lavora su Verdi o Bellini non si pu\u00f2 avere. Mi sono confrontato sulla drammaturgia, anche criticamente, con mio padre: ho dovuto prima comprendere a fondo quale fosse la sua idea, per poter poi costruire la mia. Lui ad esempio ha inserito la vicenda in un contesto storico molto preciso, la Sicilia del XVII secolo, con un&#8217;idea naturalista dell&#8217;impianto drammaturgico. Per me, invece, la storia di \u201cDonna di Veleni\u201d \u00e8 assoluta, e per questo ho deciso di tendere a una regia astratta, simbolica. Per i pochi riferimenti storici presenti, come ad esempio i costumi, si \u00e8 pensato a un avvicinamento alla nostra sensibilit\u00e0, portandoli alla fine degli Anni Cinquanta: un periodo le cui dinamiche forse sappiamo intendere meglio rispetto al Barocco.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><b>La pi\u00f9 eclatante cifra stilistica di questa regia \u00e8 l&#8217;utilizzo del teatro d&#8217;ombre. Com&#8217;\u00e8 nata questa idea e come si sviluppa?<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Venticinque anni fa ho fondato con Jenaro Mel\u00e9ndrez Chas e Corallina De Maria la Compagnia Controluce, che si occupa proprio di teatro d&#8217;ombre, e considerato che venivamo dalle arti figurative e dalla musica, ci \u00e8 sempre parsa la cosa pi\u00f9 naturale unire questi due aspetti. Tanto pi\u00f9 che l&#8217;ombra, come la musica, \u00e8 effimera, entrambi sono inafferrabili, si perdono; ed entrambi sanno raccontare, su livelli diversi. <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Jona_Foto-Finotti-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-98946\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Jona_Foto-Finotti-234x384.jpg\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Jona_Foto-Finotti-234x384.jpg 234w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Jona_Foto-Finotti-122x200.jpg 122w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Jona_Foto-Finotti-768x1259.jpg 768w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Jona_Foto-Finotti-937x1536.jpg 937w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Jona_Foto-Finotti-1249x2048.jpg 1249w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Jona_Foto-Finotti-6x10.jpg 6w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Jona_Foto-Finotti-432x708.jpg 432w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Jona_Foto-Finotti-396x649.jpg 396w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Jona_Foto-Finotti-1120x1836.jpg 1120w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Jona_Foto-Finotti-660x1082.jpg 660w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Jona_Foto-Finotti-134x220.jpg 134w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Jona_Foto-Finotti-scaled.jpg 1561w\" sizes=\"auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px\" \/><\/a>Non \u00e8 sempre detto che tutto vada raccontato con l&#8217;ombra, altrimenti si banalizzerebbe la sua funzione. L&#8217;ombra \u00e8 l&#8217;inconscio, la paura, i ricordi: quando un&#8217;opera si apre a questi aspetti, allora noi tentiamo di creare questo connubio artistico. Ci piacerebbe contribuire alla creazione di una <\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Gesamtkunstwerk<\/i><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">, l&#8217;opera d&#8217;arte totale, stabilendo un secondo livello di lettura. Tuttavia \u00e8 importante usare le ombre con parsimonia, per non soffocare la dimensione scenica e musicale; oppure, al contrario, si pu\u00f2 decidere di usare solo le ombre, come abbiamo fatto qualche anno fa in un \u201c<\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Dido and Aeneas\u201d<\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"> di Purcell, nel quale il <\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>cast<\/i><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"> rimaneva esterno alla scena. \u00c8 un equilibrio affascinante, ma occorre saperlo calibrare bene: in \u201cDonna di Veleni\u201d ci sono solo quattro momenti in cui l&#8217;ombra interviene, ma sono momenti densi di significato.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><b>Il teatro d&#8217;ombra potrebbe essere anche una sorta di \u201crisposta\u201d all&#8217;abuso di proiezioni che a volte si vede sulle scene odierne&#8230;?<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Potrebbe, perch\u00e9 no? L&#8217;ombra \u00e8 diversa dalla proiezione perch\u00e9 \u00e8 antica, in lei giace una tradizione anche artigianale, perch\u00e9 l&#8217;ombra si deve fare fisicamente, non \u00e8 automatica.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><b>Infine, con che spirito, secondo lei, lo spettatore dovrebbe avvicinarsi a \u201cDonna di Veleni\u201d?<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Il teatro \u00e8 un altrove, un&#8217;altra possibilit\u00e0 del reale, e a me piace perdermi dentro alla scena. Lo spettatore dovrebbe lasciarsi ugualmente portar via, anche perch\u00e9 la vicenda, i valori dell&#8217;opera di Podda, non sono rigidi: anche il \u201ccattivo\u201d Ruggero, cattivo non \u00e8 davvero. \u00c8 un violento, incarna una mascolinit\u00e0 esecrabile, ma ha un vissuto, un carattere multisfaccettato; cos\u00ec la \u201cvittima\u201d Maria, in realt\u00e0, ha una grande capacit\u00e0 di trasformazione. Questi sono i caratteri del grande teatro, personaggi profondi in grado di coinvolgere lo spettatore. Anche Azucena o Medea sono delle infanticide, ma cosa le porta a quel gesto irreparabile? Questo \u00e8 lo spirito con cui avvicinarsi e lasciarsi rapire dalla \u201cDonna di Veleni\u201d.<em> Foto Finotti<\/em><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La condizione di oggettiva disabitudine dei teatri italiani all&#8217;opera contemporanea \u00e8 cosa nota su cui non \u00e8 necessario [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":101508,"featured_media":98945,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[24855,24851,24852,6588],"class_list":["post-98943","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-alberto-jona","tag-donna-di-veleni","tag-marco-podda","tag-teatro-coccia-di-novara"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98943","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/101508"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=98943"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98943\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/98945"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=98943"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=98943"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=98943"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}