{"id":99312,"date":"2020-04-10T10:33:33","date_gmt":"2020-04-10T08:33:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=99312"},"modified":"2020-04-10T10:39:29","modified_gmt":"2020-04-10T08:39:29","slug":"italo-montemezzi-1875-1952-lamore-dei-tre-re-1913","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/italo-montemezzi-1875-1952-lamore-dei-tre-re-1913\/","title":{"rendered":"Italo Montemezzi (1875-1952): &#8220;L&#8217;amore dei tre re&#8221; (1913)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Poema tragico in tre atti su libretto de Sem Benelli, dal dramma omonimo dello stesso Benelli. Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, <strong>10 aprile 1913<\/strong>. Interpreti: Luisa Villani, Edoardo Ferrari-Fondana, Carlo Galeffi, Nazzareno De Angelis: Direttore: Tullio Serafin.<br \/>\nBellissima! \u00c8 il primo aggetivo che si pu\u00f2 accostare a L&#8217;amore dei tre di Italo Montemezzi, ma se ne potrebbero aggiungere molti altri. Infatti quest&#8217;opera, che dopo la prima rappresentazione del 1913, diretta Tullio Serafin, fu amata da direttori del calibro di Arturo Toscanini, Victor De Sabata, Gino Marinuzzi e da interpreti altrettanto celebri: Enrico Caruso, Giovanni Martinelli, Mary Garden,Lucrezia Bori, Rosa Ponselle, Grace Moore, Virgilio Lazzari&#8230;rappresenta una delle punte pi\u00f9 alte del melodramma italiano del &#8216;900.<br \/>\nIn essa il rapporto parola-musica scolpisce i personaggi di carne e di sangue in un&#8217;atmosfera fatale, carica di fatalismo. Il declamato che appare nei momenti\u00a0 discorsivi dell&#8217;opera si apre in ampie espansioni liriche o si rinchiude in accenti drammatici, veri e propri colpi d&#8217;ala. La scrittura orchestrale con i suoi echi wagneriani \u00e8 abile, raffinata: passi magniloquenti, fiammeggianti, si dissolvono in impalpabili sonorit\u00e0, suscitano grande emozione. Ebbene, <em>L&#8217;amore dei tre re<\/em>., che meriterebbe di ritornare nel repertorio corrente (importante sarebbe stato il ritorno alla Scala nel prossimo maggio), raramente rappresentato nei nostri teatri anche per colpa di una insensanta campagna anti-verista da cui \u00e8 riuscito a salvarsi solo Puccini.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/795188740&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><br \/>\n<strong>Atto I<\/strong> -Nel X\u00b0 secolo, in un castello italiano, quarant&#8217;anni dopo un&#8217;invasione barbarica. Fiora (soprano), gi\u00e0 promessa sposa di Avito (tenore), principe italiano, \u00e8 costretta a sposare Manfredo (baritono), figlio del barone Archibaldo (basso), straniero invasore, padrone del castello e del contado. Manfredo \u00e8 in guerra e il vecchio Archibaldo sospetta d&#8217;infedelt\u00e0 la nuora e si aggira per il castello accompagnato, poich\u00e8 \u00e8 cieco, dal servo Flaminio (tenore) che essendo anch&#8217;egli della stirpe dei vinti lo rassicura ingannandolo. Fiora, infatti, si incontra ogni sera col suo antico innamorato. Manfredo torna dal combattimento per incontrare la moglie, che ama teneramente.<br \/>\n<strong>Atto II<\/strong> &#8211; Manfredo sta per ritornare a combattere e prega Fiora a salutarlo dagli spalti, finch\u00e8 non sar\u00e0 scomparso all&#8217;orizzonte. Fiora \u00e8 commossa e nel suo cuore si va facendo strada un nuovo sentimento nei confronti del marito. Mentre sventola la sua sciarpa per salutare il marito, giunge Avito e la passione li travolge. Archibaldo, che li sente parlare, interviene, intuisce perfettamente\u00a0 la verit\u00e0: poi, quando ormai Avito \u00e8 fuggito, interroga la donna\u00a0 e le stringe con forza la gola, uccidendola involontariamente. Manfredo, non vedendo pi\u00f9 sventolare la sciarpa, ritorna e si trova davanti l&#8217;orrendo spettacolo del corpo esanime della moglie. Archibaldo rivela al figlio il motivo del delitto e si allontana.<br \/>\n<strong>Atto III<\/strong> &#8211; Fiora \u00e8 distesa tra i fiori nella cripta del castello: uomini e donne del contado che l&#8217;amavano e ne conoscevano la storia, piangono intorno a lei. Avito ritorna e bacia appassionatamente le labbra esangui\u00a0 dell&#8217;amante ma un gelo di morte lo invade: il crudele Archibaldo le aveva cosparse di veleno per scoprire l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;amante. Avito muore e Manfredo, che non vuole sopravvivere, bacia anch&#8217;egli Fiora e muore.<br \/>\n<strong>In allegato il libretto dell&#8217;opera<\/strong><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poema tragico in tre atti su libretto de Sem Benelli, dal dramma omonimo dello stesso Benelli. 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