{"id":99498,"date":"2020-07-08T00:24:12","date_gmt":"2020-07-07T22:24:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=99498"},"modified":"2020-07-08T00:24:12","modified_gmt":"2020-07-07T22:24:12","slug":"gustav-mahler-1860-1911-sinfonia-n-2-resurrezione-in-do-minore-1888-1894","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gustav-mahler-1860-1911-sinfonia-n-2-resurrezione-in-do-minore-1888-1894\/","title":{"rendered":"Gustav Mahler (1860-1911): Sinfonia n. 2 \u201cResurrezione\u201d in do minore  (1888-1894)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Gustav Mahler <\/em><\/strong><em>(Kali\u0161t\u0115, Boemia, 7 luglio 1860 \u2013 Vienna, 18 maggio 1911)<\/em><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong>A 160 anni dalla nascita<strong><br \/>\nSinfonia n. 2 \u201cResurrezione\u201d in do minore per soprano, contralto, coro misto e orchestra<br \/>\n<\/strong>Allegro maestoso, \u00adMit durchaus ernstern und Feierlichem Ausdruck (Con espressione assolutamente seria e solenne)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Andante moderato. Sehr gem\u00e4chlich (Molto comodo)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">In ruhig fliessenger Bewegung (Con movimento tranquillo e scorrevole)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cUrlicht\u201d (\u201cLuce primigenia\u201d) \u201cSehr feierlich, aber schlicht, Choralm\u00e4ssig (Molto solenne ma con semplicit\u00e0, come un corale)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Im Tempo des Scherzo, Wild herausfahrend (Selvaggiamente), Allegro energico, Langsam (Lento), Misterioso (per soprano, contralto e coro dall\u2019inno di Klopstock \u201cDie Auferstehung\u201d, la \u201cResurrezione\u201d)<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Gustav Mahler: Symphony No. 2 &quot;Resurrection&quot; (Lucerne Festival Orchestra, Claudio Abbado)\" width=\"940\" height=\"529\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4MPuoOj5TIw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>1)<em><strong> La genesi della sinfonia<\/strong><br \/>\n<\/em><\/strong>Composta in un arco di tempo piuttosto lungo che va dal 1888 al 1894, la <strong>Seconda sinfonia<\/strong> fu certamente la favorita di <strong>Mahler<\/strong> che la diresse in molte occasioni e per la cui stesura stravolse il progetto iniziale costituito da un poema sinfonico a s\u00e9 stante. Il nucleo principale della Seconda sinfonia \u00e8, infatti, <strong>Totenfeier<\/strong> (Rito funebre) che, completato nel 1888 come poema sinfonico autonomo, pur collegandosi, per quanto attiene al programma extramusicale, alla precedente sinfonia, sarebbe diventato il primo movimento di questo lavoro. Nonostante risalgano a quell\u2019anno i primi abbozzi del secondo movimento, la Sinfonia cominci\u00f2 a prendere forma soltanto cinque anni dopo, nel 1893, quando Mahler decise di comporre il secondo e il terzo movimento. Nel frattempo egli, fresco della \u00a0nomina di direttore allo Stadttheater di Amburgo, approfond\u00ec la sua conoscenza con Hans von B\u00fclow, all\u2019epoca direttore della Societ\u00e0 dei concerti della citt\u00e0 anseatica, al quale fece ascoltare il suo Totenfeier al pianoforte senza suscitare l\u2019entusiasmo dell\u2019anziano direttore d\u2019orchestra che comment\u00f2 scioccato: se questa \u00e8 musica, allora io di musica non capisco proprio niente. B\u00fclow, infatti, non manifest\u00f2 mai particolare entusiasmo per la musica di Mahler al quale mostr\u00f2 di preferire Richard Strauss, ma apprezz\u00f2 le sue qualit\u00e0 direttoriali, come si apprende da una lettera indirizzata alla figlia Daniela:<br \/>\n\u201cSecondo me \u00e8 uno dei maggiori direttori d\u2019orchestra (al livello di Mottl, di Richter). Ho provato una sincera ammirazione per quest\u2019uomo che senza un adeguato numero di prove ha costretto quei plebei della musica che sono i nostri orchestrali a danzare al suo fischio\u201d.<br \/>\nLa morte di B\u00fclow, avvenuta nel 1894, colp\u00ec profondamente Mahler al quale nel 1892 l\u2019ormai anziano direttore d\u2019orchestra aveva lasciato la direzione della Societ\u00e0 dei Concerti di Amburgo in seguito all\u2019aggravarsi della sua malattia. Proprio in occasione di una cerimonia commemorativa tenuta ad Amburgo il 29 marzo 1894 in onore di B\u00fclow, Mahler, che non era ancora riuscito a risolvere il problema del Finale della Seconda sinfonia, ascoltando il corale Risorgerai di <strong><span class=\"st\">Friedrich Gottlieb Klopstock<\/span><\/strong>, decise di utilizzare questo testo per l\u2019ultimo movimento, come egli stesso ebbe modo di affermare in una lettera del 17 febbraio 1897 indirizzata al direttore d\u2019orchestra ungherese Anton Siedl:<br \/>\n<em>\u201cGi\u00e0 da tempo riflettevo sull\u2019idea di introdurre il coro nell\u2019ultimo movimento e solo la preoccupazione che ci\u00f2 potesse essere inteso come superficiale imitazione di Beethoven [Nona Sinfonia] mi faceva sempre esitare. Allora mor\u00ec B\u00fclow, e io assistetti alla cerimonia funebre in suo onore. Lo stato d\u2019animo in cui mi trovavo stando l\u00e0 seduto e i pensieri che rivolgevo allo scomparso erano nello spirito del lavoro che portavo dentro di me. In quel momento il coro accompagnato dall\u2019organo inton\u00f2 il corale su testo di Klopstock Auferstehen!. Mi colp\u00ec come una folgore e tutto apparve limpido e chiaro alla mia anima! Chi crea attende questo lampo, \u00e8 questo il \u2018sacro concepimento\u2019! L\u2019esperienza che allora vissi dovetti crearla in suoni. Eppure, se non avessi gi\u00e0 portato in me quell\u2019opera, come avrei potuto vivere tale esperienza? [&#8230;] Cos\u00ec \u00e8 sempre per me: soltanto se vivo un\u2019esperienza, compongo, soltanto se compongo, la vivo!&#8230;\u201d.<br \/>\n<\/em>Dopo questa rivelazione la stesura dell\u2019ultimo movimento fu completata il 26 luglio dello stesso anno e la <em>Sinfonia<\/em>, che valse a Mahler l\u2019appellativo datogli da Brahms di <em>re dei rivoluzionari<\/em>, dopo alcuni ritocchi fu pronta il 18 dicembre 1894, ma doveva passare ancora un intero anno prima che venisse eseguita con grande successo nella sua forma integrale il 13 dicembre 1895 a Berlino sotto la direzione dell\u2019autore. Prima di allora lo stesso Mahler aveva diretto il 4 marzo del 1895, sempre a Berlino, i primi tre movimenti che furono, per\u00f2, accolti piuttosto freddamente.<br \/>\n<strong>2)<em> Morte, vita e resurrezione. La sinfonia: la sua struttura formale e il suo significato<br \/>\n<\/em><\/strong><em>\u201cQuasi tutte le Sinfonie di Mahler incarnano conflitti spirituali che trovano talora soluzione nel Finale. Il conflitto in atto nella Seconda Sinfonia \u00e8 quello di una grande certezza di fronte alla mortalit\u00e0; la soluzione \u00e8 la riaffermazione del credo cristiano nella resurrezione dei corpi e nell\u2019immortalit\u00e0\u201d<br \/>\n<\/em>Cos\u00ec il musicologo inglese <strong>Deryck Cooke<\/strong>, uno dei pi\u00f9 importanti studiosi di Mahler, ha sintetizzato il significato di questa sinfonia complessa e rivoluzionaria sia per l\u2019organico orchestrale, che prevede la presenza di 10 corni, 8 trombe e una grandissima variet\u00e0 di percussioni, sia per le dimensioni monumentali mai raggiunte da un lavoro sinfonico. Come la <em>Prima Sinfonia<\/em>, anche la <em>Seconda <\/em>intende affermare un significato profondo non del tutto descrivibile tramite un programma extramusicale. Lo stesso Mahler mostr\u00f2 inizialmente una certa riluttanza a scrivere un programma per questa sua creatura, come egli stesso ebbe modo di affermare in una lettera indirizzata al giovane critico musicale Max Marschalk che gli aveva chiesto con una certa insistenza qualche delucidazione:<br \/>\n<em>\u201cDovrei considerare il mio lavoro come completamente fallito se dovessi trovare necessario dare a Lei, o ad altri, perfino un\u2019indicazione sulla successione dei suoi stati d\u2019animo. Nella mia concezione dell\u2019opera non fui in alcun modo toccato o preoccupato della disposizione degli eventi, bens\u00ec di sentimenti. La base concettuale della mia opera \u00e8 chiaramente espressa dalle parole del coro finale, e l\u2019improvvisa sortita del contralto solo [nel quarto movimento] getta una vivida luce sui movimenti che lo precedono\u201d<br \/>\n<\/em>Mahler, volendo dunque evocare dei <em>sentimenti <\/em>e non semplici <em>eventi<\/em>, era perfettamente consapevole dell\u2019inefficacia di qualunque programma extramusicale che, in definitiva, sarebbe stato un ostacolo pi\u00f9 che un aiuto alla comprensione del lavoro. Egli stesso, dopo aver tracciato un programma della sinfonia, se ne pent\u00ec, scrivendo alla futura moglie Alma il 19 dicembre 1901, il giorno stesso dell\u2019esecuzione a Dresda della <em>Seconda sinfonia<\/em>:<br \/>\n<em>\u201cOggi c\u2019\u00e8 dunque l\u2019esecuzione della Seconda, Almschi mia! Justi ti ha detto che quel programma \u00e8 scritto solo per una persona piuttosto superficiale e sempliciotta (sai bene chi), e offre soltanto qualche elemento esteriore \u2013 la pura superficie della cosa \u2013 come, in fondo, tutti i programmi di un\u2019opera d\u2019arte musicale; e pi\u00f9 che mai di quest\u2019opera che \u00e8 cos\u00ec unitaria, cos\u00ec chiusa in se stessa a formare un sol tutto, e che non si pu\u00f2 spiegare, come non si spiega il mondo. Infatti sono persuaso che se si invitasse Dio a esporre il suo programma del \u00abmondo\u00bb che ha creato, neanche Lui potrebbe farlo. Tutt\u2019al pi\u00f9 ci sarebbe una specie di rivelazione che sarebbe altrettanto lontana dall\u2019essenza di Dio e della vita quanto il mio scritto dalla mia Sinfonia in do minore. Anzi cose del genere \u2013 come in tutte le religioni rivelate \u2013 portano addirittura all\u2019incomprensione, all\u2019appiattimento, alla degradazione e infine a una deformazione irriconoscibile dell\u2019opera e, soprattutto, del suo creatore&#8221;.<br \/>\n<\/em>Non \u00e8 certo semplice pretendere di descrivere con le sole parole un\u2019opera evocativa come la <em>Seconda sinfonia <\/em>di Mahler, ma, pur essendo superficiale tanto da non svelarne il significato profondo, il programma pu\u00f2 essere una valida guida per ricostruirne almeno i momenti essenziali. Mahler scrisse due programmi che, se coincidono nella descrizione dei due movimenti conclusivi, mostrano alcune differenze per quanto riguarda i primi tre;\u00a0 dal loro raffronto \u00e8 possibile notare una certa maturazione \u00a0da parte di Mahler nella visione della stessa sinfonia a distanza di tempo. Il primo \u00e8 contenuto in una lettera indirizzata il 26 marzo 1896 al critico musicale Max Marschalk mentre il secondo, redatto per l\u2019esecuzione di Dresda del 1901, \u00e8 stato allegato da Mahler alla lettera del 14 dicembre 1901 indirizzata alla futura moglie Alma. Nella prima si legge a proposito del <strong>primo movimento<\/strong> qui indicato ancora con il titolo, in seguito cancellato, <em>Totenfeier<\/em>:<br \/>\n<em>\u201cHo intitolato il primo movimento Totenfeier [Rito funebre], e se vuole saperlo, \u00e8 l\u2019eroe della mia sinfonia in Re maggiore che ho condotto alla tomba. Da un alto punto di osservazione ho raccolto la sua vita come in un limpido specchio. Al tempo stesso c\u2019\u00e8 il grande problema: \u00abPerch\u00e9 hai vissuto? Perch\u00e9 hai sofferto? Tutto ci\u00f2 non \u00e8 altro che un\u2019immane, spaventosa beffa?\u00bb. A queste domande dobbiamo rispondere in qualche modo, se vogliamo sopravvivere, anzi se vogliamo e dobbiamo continuare a morire. Chi nella sua vita ha raccolto anche una sola volta questo appello, \u00e8 obbligato a dare una risposta; e la mia risposta \u00e8 nel movimento finale della mia sinfonia\u201d.<br \/>\n<\/em>Nel programma posteriore Mahler non solo evit\u00f2 di ricordare il titolo del movimento, ma decise, almeno apparentemente, con la scelta di trasformare l\u2019eroe in una persona cara, di rescindere ogni legame con la precedente sinfonia quasi a volere accentuare il significato universale di questo suo lavoro:<br \/>\n<em>\u201cSiamo accanto alla bara di un persona amata. Ripercorriamo col pensiero ancora una volta, un\u2019ultima volta, la sua vita, le sue lotte, quel che ha sofferto e quel che ha voluto. E ora, in questo momento grave e profondamente commovente, in cui ci liberiamo, come di una benda, di tutto quello che nella vita di ogni giorno ci distrae e ci degrada, una voce terribilmente seria che non percepiamo mai nell\u2019agitazione assordante del giorno, ci colpisce fin nel profondo del cuore: e ora? Che cos\u2019\u00e8 la vita? Che cos\u2019\u00e8 la morte?<br \/>\nEsiste per noi una continuazione nell\u2019aldil\u00e0?<br \/>\nE dobbiamo trovare una risposta a questa domanda se vogliamo continuare a vivere\u201d.<br \/>\n<\/em>Tutti questi sentimenti appaiono evocati nel <strong>primo movimento<\/strong>, innovativo dal punto di vista formale, in quanto, pur mantenendo una struttura riconducibile ancora alla forma-sonata, non presenta un vero e proprio tema principale nonostante tutti gli elementi tematici proposti al suo interno derivino dalla parte iniziale di 35 battute. La sezione centrale del movimento, solitamente dedicata allo sviluppo, \u00e8 costituita da un corale e da una marcia funebre che, dopo la ripresa, ritorna nella coda conclusiva ponendo gli interrogativi angoscianti sulla morte.<br \/>\nUna struttura formale pi\u00f9 tradizionale presentano il <strong>secondo<\/strong> e il <strong>terzo movimento<\/strong>, sui quali lo stesso Mahler cos\u00ec si espresse nella gi\u00e0 citata lettera a Marschalk:<br \/>\n<em>\u201cIl secondo e il terzo movimento sono concepiti come intermezzi: il primo dei due \u00e8 un ricordo: un dardo di luce solare che scaturisce dalla vita dell\u2019eroe. Le \u00e8 certamente accaduto d\u2019accompagnare alla tomba una persona amata e, forse, sulla via del ritorno, ha improvvisamente ricordato un\u2019ora di gioia a lungo sopita che penetra l\u2019anima come un raggio di sole che nulla pu\u00f2 oscurare. Potrebbe quasi dimenticare ci\u00f2 che \u00e8 appena accaduto. \u00c8 questo il secondo movimento. Ma quando si risveglia da questo malinconico ricordo, si ritrova fatalmente nella confusione della vita e pu\u00f2 facilmente accadere che l\u2019incomprensibile trambusto esistenziale e il continuo moto senza riposo Le diventino insopportabili come l\u2019ondeggiare di figure danzanti in una sala da ballo scintillante di luce, in cui getta uno sguardo dall\u2019oscurit\u00e0 della notte e da una distanza cos\u00ec grande che non pu\u00f2 permetterLe d\u2019udire la musica. La vita Le appare, allora, come priva di significato come un fantasma spaventevole da cui, forse, fugge con un urlo di disgusto. E questo \u00e8 il terzo movimento\u201d<br \/>\n<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><\/a><\/em>Piuttosto lapidario \u00e8 invece il programma del 1901 nel quale Mahler sembra volere evitare di suggestionare il pubblico con una descrizione minuziosa e puntuale del secondo movimento, mentre evidenzia con pi\u00f9 forza la disperazione che attanaglia il protagonista della sinfonia nel terzo movimento:<br \/>\n<em>\u201c2.\u00a0 Tempo, Andante. Descrive un momento felice della vita del defunto a noi caro e fa rivivere il mesto ricordo della sua giovent\u00f9 e della sua innocenza perduta. 3. Tempo, Scherzo. Lo spirito dell\u2019incredulit\u00e0, della negazione si \u00e8 impossessato di lui, egli affonda lo sguardo nel brulichio dei fenomeni e, insieme con la purezza dell\u2019animo infantile, perde il saldo punto d\u2019appoggio che solo l\u2019amore pu\u00f2 dare; dispera di s\u00e9 e di Dio. Il mondo e la vita diventano per lui una ridda sconclusionata; il disgusto di tutto ci\u00f2 che \u00e8 e diviene lo stringe come in un pugno di ferro e lo incalza fino a strappargli un urlo di disperazione\u201d.<br \/>\n<\/em>La rievocazione nostalgica di un momento felice si esprime nel secondo movimento con le movenze di un <em>L\u00e4ndler<\/em> in <em>la bemolle maggiore<\/em> di carattere raccolto interamente costruito su due temi, dei quali il primo, affidato agli archi, occupa le prime nove battute ed \u00e8 immediatamente sviluppato in senso contrappuntistico. Il contrappunto \u00e8, inoltre, il protagonista di questo movimento con il secondo tema esposto in canone dai violini primi a cui rispondono i primi tre violoncelli. Una fitta rete contrappuntistica caratterizza anche il terzo movimento, formalmente uno <em>Scherzo<\/em> con un regolare <em>Trio<\/em>, il cui materiale tematico \u00e8 tratto dal Lied <em>Des Antonius von Padua Fischpredigt<\/em> (<em>Sant\u2019Antonio di Padova predica ai pesci<\/em>) della sua raccolta <em>Des Knaben Wunderhorn<\/em> (<em>Il corno magico del fanciullo<\/em>). Come nel primo movimento tutti gli elementi musicali derivano da un unico tema principale, qui utilizzati in una scrittura assimilabile a una danza macabra che evoca il senso amaro della vita.<br \/>\nIl <strong>quarto movimento<\/strong>, \u00a0(<em>Luce primigenia<\/em>), costituisce l\u2019unico caso in cui Mahler mantenne il titolo in partitura; su di esso lo stesso compositore cos\u00ec si espresse lapidariamente nel programma del 1901, non molto diverso da quello consegnato alla lettera a Marschalk:<br \/>\n<em>\u201cLa voce commovente della fede ingenua risuona al nostro orecchio. \u00abVengo da Dio e voglio tornare a Dio! Il Buon Dio mi dar\u00e0 un lumicino, mi illuminer\u00e0 la strada che porta alla vita eterna e beata!\u00bb&#8221;<br \/>\n<\/em>Anche questo \u00e8 un Lied tratto da <em>Des Knaben Wunderhorn<\/em> e strutturato su un corale che occupa le prime 14 misure; in esso il contralto esprime con una semplicit\u00e0 infantile la speranza di trovare un piccolo posto in paradiso. Il testo del Lied, nel quale non mancano immagini di dolore, si conclude, infatti, con una speranza: <em>L\u2019amato Iddio mi doner\u00e0 la luce \/ Che m\u2019illuminer\u00e0 d\u2019eterna pace<\/em>, sebbene la musica si faccia pi\u00f9 complessa e si sviluppi in angosciosi movimenti cromatici. Sembra che cos\u00ec ritornino tutti i terribili interrogativi che caratterizzano anche l\u2019inizio del quinto movimento sul quale lo stesso Mahler cos\u00ec si espresse nel gi\u00e0 citato programma del 1901:<br \/>\n<em>\u201c<strong>Quinto movimento<\/strong>: ci troviamo di nuovo di fronte a tutti i paurosi interrogativi e nello stesso stato d\u2019animo della fine del primo tempo. Si ode la voce di Colui che chiama: l\u2019ora della fine \u00e8 scoccata per tutti gli esseri viventi \u2013 il Giudizio Finale sovrasta, \u00e8 sopravvenuto il terrore dell\u2019Ultimo Giorno. La terra trema, le tombe si scoperchiano, i morti si alzano e procedono in un corteo infinito. I grandi e i piccoli della Terra \u2013 i re e i mendicanti, i giusti e i senza Dio \u2013 tutti vogliono avanzare \u2013 l\u2019invocazione di misericordia e di grazia risuona spaventosa al nostro orecchio. La marcia del corteo si fa sempre pi\u00f9 terrificante \u2013 tutti i nostri sensi vengono meno, vien meno la nostra coscienza all\u2019avvicinarsi dello Spirito eterno. Risuona il \u00abGrande Appello\u00bb &#8211; echeggiano le trombe dell\u2019Apocalisse; nel silenzio raccapricciante ci sembra di sentire un usignolo lontano lontano, come un\u2019ultima eco tremolante della vita terrena! Si innalza, tenue, un coro di santi e di creature celesti:<br \/>\n<\/em><em>\u00abRisorgerai, s\u00ec, risorgerai.\u00bb E ora appare\u00a0 Iddio nella Sua gloria! Una luce meravigliosa, soave, penetra fino al nostro cuore \u2013 \u00e8 pace e beatitudine! E vedi: non c\u2019\u00e8 giudizio, non c\u2019\u00e8 peccatore, n\u00e9 giusto, n\u00e9 grande, n\u00e9 piccolo \u2013 non c\u2019\u00e8 punizione n\u00e9 premio! Una sensazione irresistibile d\u2019amore pervade e illumina tutto il nostro essere di una consapevole beatitudine\u201d.<br \/>\n<\/em>\u00c8 questo il messaggio del <strong>quinto movimento<\/strong>, monumentale ma suggestivo, e dall\u2019inizio inquieto e tumultuoso con i violoncelli e i contrabbassi che si producono in una scala ascendente di forte impatto emotivo. L\u2019atmosfera inquietante prosegue nella rappresentazione del Giudizio Universale con le fanfare e il tema del <em>Dies irae<\/em>, gi\u00e0 apparso nel primo movimento. La musica si libra verso altezze spirituali affascinanti e apparentemente irraggiungibili grazie agli ottoni interni che sembrano risuonare dall\u2019eternit\u00e0 e al coro a cappella che intona l\u2019inno di Kolpostock <em>Die Auferstehung<\/em>. Il movimento si conclude in un clima osannante a cui partecipano l\u2019organo e le campane che fanno calare il sipario su un itinerario lungo e complesso sintetizzato in modo efficace dal musicologo Sergio Sablich nel programma di sala della <em>Seconda sinfonia <\/em>di Mahler scritto per la stagione 2003-2004 dell\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove si legge:<br \/>\n<em>\u201cDai funerali di un eroe al Giudizio Universale e alla Resurrezione passando attraverso il mondo ingenuo, incantato e fiabesco del Wunderhorn\u201d.<br \/>\n<\/em>Spirito e materia, contingente e trascendente, vita e morte, terra e cielo trovano in questa sinfonia un\u2019icastica quanto efficace sintesi grazie alle immortali e suggestive note di Mahler.<br \/>\n<iframe style=\"width: 120px; height: 240px;\" src=\"https:\/\/rcm-eu.amazon-adsystem.com\/e\/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=gbopera-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS1=1&amp;asins=B0044XF9Q4&amp;linkId=9f763396f03987e3efda3a940efec52f&amp;bc1=FFFFFF&amp;lt1=_top&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066C0&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><br \/>\n<\/iframe><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gustav Mahler (Kali\u0161t\u0115, Boemia, 7 luglio 1860 \u2013 Vienna, 18 maggio 1911) A 160 anni dalla nascita Sinfonia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":99767,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,650,25346,746,25341],"class_list":["post-99498","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-claudio-abbado","tag-friedrich-gottlieb-klopstock","tag-gustav-mahler","tag-sinfonia-n-2-resurrezione-in-do-minore"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99498","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=99498"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99498\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":99776,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99498\/revisions\/99776"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99498"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=99498"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99498"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}