{"id":99519,"date":"2022-10-27T01:41:22","date_gmt":"2022-10-26T23:41:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=99519"},"modified":"2022-11-01T10:23:24","modified_gmt":"2022-11-01T09:23:24","slug":"niccolo-paganini-1782-1840-concerti-per-violino-e-orchestra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/niccolo-paganini-1782-1840-concerti-per-violino-e-orchestra\/","title":{"rendered":"Niccol\u00f2 Paganini (1782 \u2013 1840): &#8220;Concerti per violino e orchestra&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Niccol\u00f2 Paganini<\/strong> (Genova,<\/span><span class=\"w8qArf\" style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<\/span><span class=\"LrzXr kno-fv wHYlTd z8gr9e\" style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">27 ottobre 1782 &#8211; Nizza, 27 maggio 1840)<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>A 240 anni dalla nascita<br \/>\nConcerto n. 1 in re maggiore per violino e orchestra op. 6<br \/>\n<\/strong>Allegro maestoso-<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Adagio espressivo-<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Rond\u00f2, Allegretto spiritoso<br \/>\n<\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cQuesto <strong>Paganini<\/strong> \u00e8 un uomo strano. \u00c8 l\u2019enigma pi\u00f9 inspiegabile che si sia offerto agli uomini che si sono riuniti per divertirsi. Non c\u2019\u00e8 nulla di umano nella sua persona. La sua lunga testa ossuta e ricoperta di capelli in disordine pu\u00f2 appena contenere il fuoco prolungato di quel suo sguardo cupo che nessuno sguardo umano sarebbe in grado di sostenere. Non si sa, a vederlo cos\u00ec, se sia un risorto che cammina, tanto assomiglia al Lazzaro di Rembrandt libero dal suo lenzuolo. Le sue due braccia pendono a terra e solo a vedere queste sue mani ossute fasciate da questi tendini d\u2019acciaio si pu\u00f2 indovinare attraverso quali orribili lotte quest\u2019uomo \u00e8 giunto a dominare il suo violino, quell\u2019anima in pena racchiusa tra quattro pezzi di legno. Da parte mia ho sempre paura di quest\u2019uomo, sia che egli venga a salutare la platea con quel sorriso di marmo freddo e pesante, sia che egli rompa le tre corde del suo violino suonando un capriccio fantastico del quale non ha mai dato conto, sia infine che si abbandoni liberamente e fieramente proprio a quella ispirazione galvanica che ci trovava muti e trasportati\u201d.<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">In questo articolo, intitolato <strong><em>Paganini e Berlioz<\/em><\/strong> e pubblicato su \u00abLe Journal des D\u00e9bats\u00bb\u00a0 a firma di <strong>Jules Jamin<\/strong> il 24 dicembre 1838, \u00e8 contenuta una delle descrizioni pi\u00f9 comuni di Niccol\u00f2 Paganini, grandissimo virtuoso del violino, ma al tempo stesso figura leggendaria che sembrava non avere nulla di umano e tale da incutere paura. A creare questa immagine misteriosa, quasi demoniaca, dell\u2019uomo aveva contribuito non solo la sua vita avventurosa, ma anche il suo abito da concerto nero dalla testa ai piedi. Come musicista Paganini fu una delle figure pi\u00f9 importanti del panorama musicale europeo della prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento; la sua arte fu apprezzata da eminenti colleghi come: Berlioz che lo defin\u00ec <em>un genio, un Titano fra i giganti<\/em>; Schubert che paragon\u00f2 il suo modo di suonare al <em>canto degli angeli<\/em> e, infine, Liszt, che, chiamato lui stesso dai contemporanei <em>il Paganini del pianoforte<\/em>, si espresse a proposito del virtuosismo del musicista italiano come di un <em>miracolo che il regno dell\u2019arte ha visto una sola volta<\/em>.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/vadJp7vokL8\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe>Composto tra il 1815 e il 1816, ma pubblicato postumo nel 1851, il <strong><em>Primo concerto per violino e orchestra <\/em><\/strong>\u00a0di Paganini si segnala per una difficolt\u00e0 tecnica quasi proibitiva che ci permette, in un certo quale modo, di ascriverlo all\u2019interno delle composizioni scritte nello stile Bidermeier, nome che, tratto da un personaggio immaginario uscito dalla penna Adolf Kussmaul e Ludwig Eichrodt, fu utilizzato per indicare un\u2019epoca i cui limiti temporali sono rappresentati dal 1815, anno in cui si celebr\u00f2 la fine degli ideali rivoluzionari, e dal 1830, anno che vide l\u2019affermazione della societ\u00e0 borghese. In musica con questo termine furono identificati tutti quei compositori che cercarono il successo tramite il virtuosismo. Il primo movimento, <strong><em>Allegro maestoso<\/em><\/strong>, presenta due temi contrastanti esposti dall\u2019orchestra nell\u2019introduzione, dei quali il primo ha l\u2019andamento marziale tipico dei concerti di quest\u2019epoca, mentre il secondo \u00e8 caratterizzato da un accentuato lirismo di matrice operistica che, non a caso, costituisce una delle influenze pi\u00f9 importanti nei concerti scritti nello stile Biedermeier. Di ascendenza operistica \u00e8 anche il secondo movimento, <strong><em>Adagio espressivo<\/em><\/strong>, la cui struttura formale ricorda quella della scena ed aria, mentre il <strong><em>Rond\u00f2<\/em> <\/strong>conclusivo, <em>Allegretto spiritoso<\/em>, presenta un carattere popolareggiante tipico di questo stile.<br \/>\n<em><strong>Concerto n. 2 (&#8220;La Campanella&#8221;) in si minore per violino e orchestra op. 7<br \/>\n<\/strong><\/em>Allegro maestoso- Adagio- Rond\u00f2, Andantino<em><strong><br \/>\n<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Nicol\u00f2 Paganini - Concerto per violino ed orchestra No. 2 Op. 7\" width=\"940\" height=\"529\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/HPyTia8SRdU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Composto nel 1826, ma pubblicato postumo nel 1851, il <em><strong>Secondo concerto<\/strong><\/em>, nonostante i dieci anni che lo separano dal <em>Primo<\/em>, scritto nel 1816, presenta una struttura formale analoga al precedente. Il primo movimento, <strong><em>Allegro maestoso<\/em><\/strong>, presenta un\u2019introduzione orchestrale di carattere marziale tipica dello stile Biedermeier. In questo movimento, che pur presenta, oltre al carattere marziale dell\u2019introduzione, una scrittura virtuosistica, tipica anche questa del suddetto stile, \u00e8 presente, tuttavia, una contrapposizione tematica che anticipa gi\u00e0 la dialettica romantica tra i due temi, dei quali il primo, nonostante accenti nostalgici, si segnala per un ritmo marcato, mentre il secondo, in <em>re maggiore<\/em>, \u00e8 intriso di una dolce cantabilit\u00e0 melodica di vaga ascendenza rossiniana soprattutto nell\u2019<em>incipit<\/em>. Ispirato al movimento lento del <em>Concerto n. 24 <\/em>di Giovan Battista Viotti, composto tra il 1795 e il 1798, e con il quale condivide l\u2019attacco iniziale dei corni, il secondo movimento, <strong><em>Adagio<\/em><\/strong>, si segnala per gli accenti appassionati e romantici che pervadono la parte del solista. Il concerto si conclude con il celeberrimo <strong><em>Rond\u00f2 della Campanella<\/em><\/strong>, chiamato cos\u00ec per la presenza di una campanella che contrappunta il tema principale e che \u00e8 imitata onomatopeicamente ora dal solista con l\u2019uso di armonici artificiali ora dall\u2019orchestra. Pagina di garbato umorismo, che ha ispirato Franz Liszt nel famoso <em>\u00c9tude S. 140 <\/em>intitolato <em>La campanella<\/em> e Johannes Strauss Padre nel <em>Walzer \u00e0 la Paganini op. 11<\/em>, il movimento racchiude, al suo interno, un ironico <em>Trio<\/em>, caratterizzato da un tema di ninna-nanna in doppie corde anche questo di ascendenza operistica.<br \/>\n<\/span><em><strong>Concerto per violino e orchestra n. 3\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Introduzione. Andantino, Allegro marziale &#8211; Adagio. Cantabile spianato _ Polacca. Andantino vivace<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Paganini - Violin Concerto No. 3\" width=\"940\" height=\"705\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/5SGhUGKm5_U?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Meno famoso del celeberrimo\u00a0<em>Secondo concerto &#8220;La Campanella&#8221;<\/em>, insieme al quale fu composto da Paganini, nel 1826, come si evince da una lettera del 12 dicembre indirizzata all&#8217;amico L. G. Germi, nella quale si legge:\u00a0&#8220;<em>finito d&#8217;orchestrare un terzo con una Polacca<\/em>&#8220;, il\u00a0<\/strong><em><strong>Terzo concerto per violino e orchestra<\/strong>\u00a0<\/em>fu eseguito, per la prima volta, a Vienna il 24 luglio 1828, nonostante il compositore, sempre nella suddetta lettera, avesse manifestato l&#8217;auspicio di\u00a0<em>provare\u00a0<\/em>i suddetti concerti sui suoi\u00a0<em>connazionali prima di eseguirli<\/em>\u00a0<em>a Vienna, a Londra e a Parigi<\/em>. La prima esecuzione, come le successive, fu un successo al quale contribu\u00ec certamente anche la capacit\u00e0 di Paganini di mantenere segreta la sua musica. Si racconta, infatti, che Paganini avesse l&#8217;abitudine di distribuire agli orchestrali le parti del\u00a0<em>Concerto<\/em>\u00a0solo all&#8217;ultimo minuto e che eseguisse a memoria quella solistica per evitare che editori senza scrupoli, in un periodo in cui non c&#8217;era nessuna tutela del diritto d&#8217;autore, si appropriassero delle partiture e le pubblicassero in copie pirata per le quali il compositore non percepiva alcun ritorno economico.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Come negli altri due concerti, <strong>il primo movimento<\/strong> <strong>del\u00a0<em>Terzo<\/em>\u00a0si apre con un&#8217;introduzione orchestrale a cui segue l&#8217;<em>Allegro Marziale<\/em><\/strong>\u00a0in forma-sonata e in stile Biedermeier,\u00a0nome, che, tratto da un personaggio immaginario uscito dalla penna di Adolf Kussmaul e Ludwig Eichordt, fu utilizzato, in un\u2019accezione dispregiativa, dal momento che Meier, un cognome tedesco piuttosto comune, \u00e8 accostato all\u2019aggettivo Bieder che significa semplice, per identificare un\u2019epoca i cui limiti temporali sono rappresentati indicativamente dal 1815, anno in cui si celebr\u00f2 la fine degli ideali rivoluzionari, e dal 1830, anno che vide l\u2019affermazione della societ\u00e0 borghese.\u00a0In questo\u00a0 movimento, che si conclude dopo una\u00a0 cadenza scritta per l&#8217;occasione da Marco Rogliano, il solista assume il ruolo di protagonista sin dall&#8217;inizio grazie anche una scrittura di carattere virtuosistico. <strong>Il secondo movimento<\/strong>,<strong>\u00a0<em>Adagio. Cantabile spianato<\/em><\/strong>\u00a0si segnala per una scrittura di un lirismo di ascendenza operistica con il solista che \u00e8 accompagnato dal pizzicato degli archi mentre i legni arricchiscono la tavolozza orchestrale. <strong>L&#8217;ultimo movimento \u00e8 una virtuosistica\u00a0<em>Polacca<\/em><\/strong>\u00a0in forma di Rond\u00f2 nella quale il solista, facendo ricorso al vasto repertorio della tecnica violinistica fatto di doppie corde, armonici e altri effetti pirotecnici, dialoga con l&#8217;orchestra.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Niccol\u00f2 Paganini (Genova,\u00a027 ottobre 1782 &#8211; Nizza, 27 maggio 1840) A 240 anni dalla nascita Concerto n. 1 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":99530,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,25373,25374,31035,6284],"class_list":["post-99519","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-concerto-n-1-in-re-maggiore-per-violino-e-orchestra-op-6","tag-concerto-n-2-la-campanella-in-si-minore-per-violino-e-orchestra-op-7","tag-concerto-nr-3-in-mi-maggiore-per-violino-e-orchestra","tag-niccolo-paganini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99519","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=99519"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99519\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":107764,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99519\/revisions\/107764"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99530"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99519"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=99519"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99519"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}