{"id":99556,"date":"2020-06-06T18:38:37","date_gmt":"2020-06-06T16:38:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=99556"},"modified":"2020-06-07T10:43:04","modified_gmt":"2020-06-07T08:43:04","slug":"ermanno-wolf-ferrari-1876-1948-i-quatro-rusteghi-1906","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/ermanno-wolf-ferrari-1876-1948-i-quatro-rusteghi-1906\/","title":{"rendered":"Ermanno Wolf-Ferrari (1876-1948): &#8220;I quatro rusteghi&#8221; (1906)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/pCNEOtEp1Gs\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nEsiste l&#8217;opera in musica &#8220;dialettale? Non intendiamo, riferirci a opere realizzate musicando libretti in dialetto;\u00a0 in tal caso la risposta non potrebbe essere che affermativa: la storia dell&#8217;opera comica settecentesca \u00e8 piena di melodrammi su libretti in dialetto.Intendiamo, invece, riferirci proprio alla musica: una musica che si dovrebbe definire &#8220;dialettale&#8221; in quanto intrisa di accenti, motivi, ritmi\u00a0 strettamente legati al canto popolare italiano. Se all&#8217; interrogativo, dopo aver approfondito la questione, si dovesse dare risposta affermativa, forse persino un&#8217;opera come la <em>Cavalleria Rusticana<\/em> di Mascagni, dove le inflessioni melodiche popolaresche sono cos\u00ec frequenti, potrebbe essere inclusa nella categoria dell&#8217;opera &#8220;dialettale&#8221;. Occorre appena aggiungere che tale &#8220;etichetta&#8221; non significherebbe per nulla negativa ma soltanto una migliore valutazione e classificazione. Al teatro in musica &#8220;dialettale&#8221; potrebbero venire attribuite parecchie opere di Wolff-Ferrari., non soltanto perch\u00e9 questo compositore abbia spesso musicato testi in dialetto, ricavati da commedie di Goldoni, ma appunto perch\u00e9 &#8211; pur nella straordinaria eleganza formale e di scrittura &#8211; esse rivelano spesso un&#8217;ispirazione volutamente popolaresca e specificatamente veneziana.<br \/>\nWolff-Ferrari era figlio d&#8217;un tedesco e d&#8217;una veneziana. Fu educato alla musica in Germania, dopo di che riusc\u00ec a vincere i dubbi del padre che lo voleva avviato a quell&#8217;arte che egli stesso praticava: la pittura, ma di Venezia e del suo incanto lagunare. Nelle sue opere di soggetto goldoniano accolse tanti echi delle canzoni veneziane da riempire le partiture, come &#8220;Addio cara Venezia&#8221; del <em>Campiello<\/em>. Proprio attraverso le sue impressioni di &#8220;musica dialettale&#8221;, l&#8217;arte di Wolf-Ferrari realizza il profumo poetico che si sprigiona da tante sue partiture: una condizione di nostalgia, un dolce rimpianto del passato, un accorato richiamo a tempi a luoghi lontani. Con nessun soggetto il compositore doveva dare prova altrettanto vitale che con <em>I Quatro rusteghi<\/em>. Gi\u00e0 i quattro personaggi goldoniani, infatti, non sono tanto dei&#8221; brontoloni&#8221; per partito preso quanto dei nostalgici, degli inguaribili amatori del dolce tempo che fu.\u00a0 Wolf-Ferrari proprio momento in cui la musica italiana tendeva a farsi, da nazionale a europea, non poteva amare e cantare la nostalgia di quei suoi personaggi meglio che rifugiandosi in una condizione musicale &#8220;dialettale&#8221; . Il centro focale di questa opera, il suo autentico nucleo d&#8217;ispirazione, sta nel accento &#8220;veneziano&#8221;. Wolf-Ferrari aveva lungamente studiato e \u00e8 appreso con intelligenza la lezione del <em>Falstaff<\/em> verdiano, di quel <em>Falstaff<\/em> la cui partitura egli considerava come il vangelo del musicista contemporaneo. Ora, la grandezza del <em>Falstaff<\/em> \u00e8 tutta nella virt\u00f9 dell&#8217;accento., la musica insegue e illumina il testo con accento rivelatore. Wolf-Ferrari applic\u00f2 la lezione al suo caso particolare, ch&#8217;era il caso della commedia goldoniana: &#8220;rusteghi&#8221;, &#8220;si\u00f2re&#8221;, e Lucieta e Filipeto, i due &#8220;furbeti&#8221; cos\u00ec adorabilmente ingenui. Il garbo, la lieve leziosaggine, le sdolcinature, il cantar sonoro ed elegante della &#8220;ci\u00e0cola&#8221; veneziana, Wolf-Ferrari li illumin\u00f2 di musica, trovando gli accenti giusti, esteticamente veri, a volte appena ironici, anche derivati dall&#8217;onomatopea imitativa del &#8220;rifare il verso&#8221; con grande eleganza. Il &#8220;settecentismo&#8221; di Wolf-Ferrari \u00e8 pura apparenza: si traduce nel colore della nostalgia. Per questo Wolf-Ferrari, nei <em>Rusteghi<\/em> \u00e8 prima di tutto se stesso. Non lo si potrebbe confondere.<br \/>\nIn tutta la partitura scintillante di caratteri umani, palpita dunque la malinconia autunnale di Venezia., insieme con l&#8217;equivalente musicale di tutta la bonariet\u00e0 di un dialetto al quale si legano ritmi ondulanti di Barcarola e -come se sorgesse da una &#8220;calle&#8221;, cantata da una &#8220;puta amorosa&#8221; &#8211; risuona la Canzonetta &#8220;El specio me ga dito che son bela&#8230;&#8221; proposta con lieve malizia da &#8220;si\u00f2ra&#8221; Marina, diviene l&#8217;indimenticabile &#8220;tema cardine&#8221; di tutta l&#8217;opera. Quando al termine del primo atto Wolf-Ferrari fa di questa melodia il filo d&#8217;argento di un brano per sola orchestra, ottiene il miracoloso effetto di evocare alla nostra mente tutto l&#8217;incanto dolce e patetico della laguna. Aggiungete a ci\u00f2 la grande finezza d&#8217;orchestrazione di Wolf-Ferrari la sua abilit\u00e0 nel trattare le voci, la solida architettura che sostiene i frequenti &#8220;concertati&#8221;, e avrete tutte le ragioni per cui <em>I quatro rusteghi<\/em>\u00a0 hanno deliziato e continueranno a deliziare gli ascoltatori. Fra le pagine pi\u00f9 ricordate, oltre alla gi\u00e0 citata canzone di Marina, l&#8217;aria di Filipeto &#8220;Lucieta xe un bel nome&#8221;, l&#8217;aria di Lucieta &#8220;Beata chi pol goder la vita&#8221;, il finale del secondo atto (detto della &#8220;baruffa&#8221;), il terzetto dei tre bassi nell&#8217;ultimo atto.<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/5065002149237.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-99567\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/5065002149237-386x384.jpg\" alt=\"\" width=\"386\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/5065002149237-386x384.jpg 386w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/5065002149237-201x200.jpg 201w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/5065002149237-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/5065002149237-10x10.jpg 10w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/5065002149237-432x430.jpg 432w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/5065002149237-396x394.jpg 396w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/5065002149237-221x220.jpg 221w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/5065002149237.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 386px) 100vw, 386px\" \/><\/a>In campo discografico<\/strong>, vi segnaliamo la rcente registrazione pubblicata dall&#8217;etichetta Rubicone. <strong>Vasily Petrenko<\/strong>, a capo della <strong>Royal Philharmonic Orchestra<\/strong>, ci offre una fresca e accurata lettura, sempre attentissima a non soverchiare il canto nel suo carattere discorsivo, colloquiale, nel contempo Petrenko ne sa esaltare il ritmo e gli squarci lirici. Complessivamente valida\u00a0 la compagnia di canto nel caratterizzare i personaggi.<br \/>\n<strong>In allegato il libretto dell&#8217;opera<\/strong><br \/>\n<iframe style=\"width: 120px; height: 240px;\" src=\"https:\/\/rcm-eu.amazon-adsystem.com\/e\/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=gbopera-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS1=1&amp;asins=B07CBBDDHD&amp;linkId=4ee521187970519466b44adf47191f26&amp;bc1=FFFFFF&amp;lt1=_top&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066C0&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><br \/>\n<\/iframe><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esiste l&#8217;opera in musica &#8220;dialettale? 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