{"id":99676,"date":"2020-11-12T22:29:36","date_gmt":"2020-11-12T21:29:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=99676"},"modified":"2020-11-13T08:52:50","modified_gmt":"2020-11-13T07:52:50","slug":"georg-friedrich-handel-1686-1759-semele-1743","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/georg-friedrich-handel-1686-1759-semele-1743\/","title":{"rendered":"Georg Friedrich H\u00e4ndel (1685 &#8211; 1759): &#8220;Semele&#8221; (1743)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Oratorio in tre atti su libretto di William Congreve rivisto da Newburgh Hamilton e Georg Friedrich H<\/em><em>\u00e4ndel. <strong>Louise Alder <\/strong>(Semele), <strong>Hugo Hymas <\/strong>(Juppiter), <strong>Lucile Richardot <\/strong>(Juno \/Ino), <strong>Carlo Vistoli <\/strong>(Athamas), <strong>Gianluca Buratto <\/strong>(Cadmus\/ Somnus), <strong>Emily Owen<\/strong> (Iris), <strong>Angela Hicks <\/strong>(Cupid), <strong>Peter Davoren<\/strong> (Apollo), <strong>Angharad Rowlands<\/strong> (Augur), <strong>Dan D\u2019Souza<\/strong> (High Priest).\u00a0 <\/em><strong>Monteverdi Choir<\/strong><em>, <strong>English Baroque Soloists<\/strong>, <strong>John Eliot Gardiner<\/strong> (direttore). <\/em>\u00a0Registrazione: London\u2019s Alexandra Palace Theatre, 2 \u2013 4 maggio 2019. <strong>3 CD Soli Deo Gloria SDG 733<\/strong><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/csf3PO38q54\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L\u2019Inghilterra, rappresenta nel quadro musicale europeo del XVIII secolo, una parziale eccezione. Pur non dotata di una tradizione nazionale forte come quella francese l\u2019Inghilterra \u00e8 forse il solo altro paese a non farsi totalmente travolgere dall\u2019opera seria italiana e dai suoi stilemi. La diffusione dell\u2019opera italiana \u00e8 importante oltre-manica ma non annulla le forme di teatro locale il cui gradimento resta altissimo specie tra il pubblico di estrazione borghese. Non \u00e8 casuale che H\u00e4ndel dopo i successi italiani dei primi decenni del secolo si sia concentrato sempre pi\u00f9 sull\u2019oratorio genere molto popolare nel paese soprattutto per l\u2019utilizzo di libretti in lingua inglese. Caratteristiche del genere erano il soggetto sacro, la realizzazione in forma concertante, una presenza del coro molto maggiore rispetto all\u2019opera seria italiana. Per i compositori il genere presentava il vantaggio di una minor rigidit\u00e0 strutturale e di una maggior libert\u00e0 espressiva.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Sono queste le ragioni che portano H\u00e4ndel a sfruttare il genere per lavori di concezione nuova e rivoluzionaria. E\u2019 questo il caso di \u201c<em>Semele\u201d <\/em>composta nel 1743 in cui le forme del genere oratoriale sono piegate alle necessit\u00e0 di un soggetto profano. Il libretto \u00e8 infatti la rielaborazione di un vecchio lavoro di William Congreve scritto come opera per le musiche di John Eccles nel 1707 su un soggetto tratto da \u201c<em>Le Metamorfosi<\/em>\u201d di Ovidio che reinterpretavano con quel gusto romanzesco tipico della cultura tardo \u2013ellenistica il mito degli amori di Zeus con la principessa tebana Semele e la nascita miracolosa di Dioniso dopo la morte della madre incenerita dalla visione di Zeus nella sua piena maest\u00e0 divina. H\u00e4ndel grazie anche all\u2019aiuto di Newburgh Hamilton adatta il testo alle esigenze del genere oratoriale concentrando l\u2019attenzione sugli affetti contrapposti che caratterizzano la vicenda e rileggendo il mito classico con una freschezza espressiva non scevra da venature ironiche.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La musica rappresenta uno dei pi\u00f9 alti esempi dello stile maturo di H\u00e4ndel. Il soggetto profano permette di recuperare per le arie schemi tripartiti di derivazione italiana con notevoli richieste nel campo dell\u2019estensione e del canto di coloratura. Una particolare importanza acquisiscono i recitativi spesso nella forma di declamati ariosi dallo spiccato andamento melodico la cui rilevanza non \u00e8 inferiore a quella delle arie. Insolita complessit\u00e0 hanno i pezzi d\u2019insieme alcuni dei quali colpiscono per la straordinaria modernit\u00e0. \u00c8 il caso del quartetto del I atto in cui il gioco di emozioni contrapposte fuse in un\u2019unica linea musicale gi\u00e0 anticipa Mozart e analoghe situazioni dell\u2019opera romantica ottocentesca.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Lavoro quindi musicalmente sublime e storicamente fondamentale ma ancora di scarsa diffusione. La natura ibrida della struttura, la complessit\u00e0 della scrittura orchestrale \u2013 tra le pi\u00f9 ricche e raffinate di H\u00e4ndel \u2013 e la complessit\u00e0 delle parti vocali (specie quella della protagonista scritta per la prediletta \u00c9lisabeth Duparc detta \u201cLa Francesina\u201d) non hanno certo favorito la sua diffusione .<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Vero apostolo di quest\u2019opera \u00e8 <strong>John Eliot Gardiner <\/strong>che negli scorsi anni ha attraversato l\u2019Europa riproponendo in diverse piazze \u2013 comprese Roma e Milano \u2013 l\u2019oratorio di H\u00e4ndel con i suoi insuperabili complessi dell\u2019<strong>English Baroque Soloist <\/strong>e del <strong>Monteverdi Choir <\/strong>e con una compagnia di canto perfettamente calata nella proprio visione e funzionale alla coerenza complessiva dell\u2019esecuzione. Il presidente triplo CD testimonia questo progetto, registrato con ottimo suono presso Alexandra Palace Theatre di Londra, e fornisce una lettura che \u2013 fatti salvo alcuni tagli in particolare\u00a0 nei recitativi funzionali alla rappresentazione in forma semi-scenica dell\u2019opera \u00e8 destinata a rimanere una pietra miliare della storia esecutiva.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Impossibile immaginare una relazione pi\u00f9 profonda di quella che unisce Gardiner a questo repertorio. Il maestro inglese offre una prestazione\u00a0 ineccepibile. l&#8217;attenzione al dettaglio \u00e8 quasi maniacale, non vi \u00e8 un singolo passaggio in cui non sia evidente un attento studio musicale e interpretativo. \u00a0Quella di Gardiner \u00e8 una lettura sfavillante di colori, ricca dell&#8217;abbandono di una musica sensuale come pochissime altre e di emozioni contrastanti. Dettagli e sfumature sempre calati in una lettura vitalissima, estremamente teatrale che \u2013 considerando il tema dell\u2019oratorio \u2013 non sarebbe improprio definire dionisiaca. Totalmente in sintonia il direttore, gli <strong>English Baroque Soloist<\/strong> suonano in modo sublima confermando la propria posizione di primissimo piano nell&#8217;interno di un panorama generalizzato di eccellenza. Accanto all&#8217;orchestra\u00a0 il <strong>Monteverdi Choir<\/strong> \u00e8 semplicemente strepitoso in tutte le sue componenti.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Louise Alder <\/strong>deve cimentarsi con l\u2019impervia parte della protagonista e ne esce vincitrice. Qualche suono un \u00e8 po\u2019 &#8220;fisso&#8221; ma \u00e8 poca cosa in una linea di canto elegante e raffinato, aiutato da un timbro radiosamente femminile e sorretto da ottime capacit\u00e0\u00a0 nel canto di coloratura, sempre precise espressive, mai meccanica. L\u2019interprete poi \u00e8 perfettamente calata nel ruolo, mostrando un notevole temperamento.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/9X52lmeBWvM\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il Giove di <strong>Hugo Hymas <\/strong>\u00e8 affrontato con una voce tenorile chiara, molto inglese, oratoriale come gusto e impostazione, quindi alquanto connotata. La linea di canto \u00e8 per\u00f2 elegantissima e gli impervi passaggi vocale del ruolo sono risolti con grande facilit\u00e0.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Giunone e Ino \u2013 la sorella di Semele di cui la Dea prender\u00e0 l\u2019aspetto sono affrontate dal mezzosoprano <strong>Lucille Richardot<\/strong>. Voce importante ma con un taglio interpretativo che la vede esasperare i tratti gi\u00e0 quasi caricaturali del personaggio, attraverso\u00a0 un canto tagliente e un accento sopra le righe. Verosimilmente questo pu\u00f2 essere efficace\u00a0 sul piano scenico, al solo ascolto risulta eccessiva.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Carlo Vistoli <\/strong>si conferma come Athamas uno dei pi\u00f9 eleganti controtenori di questi anni con una prova di impeccabile musicalit\u00e0 e di non comune raffinatezza stilistica. <strong>Gianluca Buratto <\/strong>presta la sua splendida voce di basso profondo sia all\u2019autorevolezza di Cadmo sia alla sonnacchiosa ironia della personificazione di Somnus. <strong>Emily Owen <\/strong>e <strong>Angela Hicks<\/strong> vocalizzano eleganti e sicure nelle vesti di Iris e di Cupido. <strong>Dan D\u2019Souza <\/strong>\u00e8 u autorevole gran sacerdote, <strong>Peter Davoren<\/strong> un Apollo corretto ma un po&#8217; spento. Corretto l\u2019Augure di <strong>Angharad Rowlands<\/strong>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oratorio in tre atti su libretto di William Congreve rivisto da Newburgh Hamilton e Georg Friedrich H\u00e4ndel. 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