{"id":99754,"date":"2020-07-07T00:05:42","date_gmt":"2020-07-06T22:05:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=99754"},"modified":"2021-05-16T12:19:23","modified_gmt":"2021-05-16T10:19:23","slug":"gustav-mahler-1860-1911-sinfonia-n-1-in-re-maggiore-il-titano-1889","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gustav-mahler-1860-1911-sinfonia-n-1-in-re-maggiore-il-titano-1889\/","title":{"rendered":"Gustav Mahler (1860 \u2013 1911): Sinfonia n. 1 in re maggiore \u201cIl Titano\u201d (1889)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Gustav Mahler <\/em><\/strong><em>(Kali\u0161t\u0115, Boemia, 7 luglio 1860 \u2013 Vienna, 18 maggio 1911)<br \/>\n<\/em><strong>A 160 anni dalla nascita<\/strong><em><br \/>\n<\/em><em><strong>Sinfonia n. 1 in re maggiore \u201cIl Titano\u201d<\/strong><\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Langsam, Schleppend, Wie ein Naturlaut; im Anfang sehr gem\u00e4chlich; belebtes Zeitmass<\/em> (Lentamente, trascinato, come un suono della natura; all\u2019inizio molto tranquillo)<\/span><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Kr\u00e4ftig bewegt, doch nicht zu schnell; Trio, Recht gem\u00e4chlich<\/span><\/em><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">(Vigorosamente mosso, ma non troppo presto; Trio, Molto tranquillo)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Feierlich und gemessen, ohne zu schleppen<\/em> (Solenne e misurato senza trascinare)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>St\u00fcrmisch bewegt<\/em> (Tempestosamente agitato)<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Gustav Mahler: Symphony No. 1 (Lucerne Festival Orchestra, Abbado)\" width=\"940\" height=\"529\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4XbHLFkg_Mw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>\u201cL\u2019intera mia vita \u00e8 in esse contenuta: ho in loro infuso la mia esperienza e la mia sofferenza [\u2026]: chi sapr\u00e0 ascoltarla vedr\u00e0 chiaramente nell\u2019intero intimo mio, perch\u00e9 le mie creazioni e la mia esistenza sono cos\u00ec strettamente intrecciate che se la mia vita dovesse fluire pacifica come un ruscello attraverso un prato, io credo che non sarei capace di comporre pi\u00f9 nulla\u201d.<\/em><br \/>\nIn queste sincere e, per certi aspetti, drammatiche parole di <strong>Mahler<\/strong> \u00e8 racchiuso il significato profondo delle sue prime due sinfonie nelle quali si avverte l\u2019unit\u00e0 inscindibile tra vita e arte, esperienza e impulso creativo, modulazioni del sentimento e bisogno di tradurle in note musicali. Con la <strong><em>Sinfonia<\/em><em> n. 1 in re maggiore \u201cTitano\u201d<\/em><\/strong> egli scrisse il primo importante capitolo della sua autobiografia musicale dando pratica attuazione ad un\u2019esigenza narrativa che sapeva di poter esprimere solo attraverso il linguaggio della musica. Questa esigenza fu avvertita come un carattere dominante di tutta la sinfonia gi\u00e0 sin dalla <strong>prima esecuzione avvenuta a Budapest il 20 novembre 1889<\/strong>, quando fu presentata dall\u2019autore al pubblico con il titolo, di origine lisztiana, <em>Symphonische Dichtung in zwei Teilen<\/em> (<em>Poema sinfonico in due parti<\/em>) e con un programma del quale la prima parte, intitolata <em>Giorni della giovinezza \u2013 fiori, frutta e spine<\/em>, comprendeva i primi tre movimenti, e la seconda, <em>Commedia umana<\/em>, gli ultimi due.<br \/>\nLa <em>Sinfonia<\/em> sub\u00ec nel corso degli anni vari rifacimenti con modifiche dei titoli e sostituzioni di movimenti. I titoli dei movimenti della prima versione erano infatti: <em>Eterna primavera<\/em> per il primo che descriveva il <em>risveglio della natura all\u2019aurora<\/em>; <em>Blumine-Una ghirlanda di fiori<\/em> per il secondo in seguito eliminato; <em>A gonfie vele <\/em>per il terzo;<em> Piantato in asso \u2013 Marcia funebre alla maniera di Callot<\/em> per il quarto in cui era descritto il <em>funerale del cacciatore<\/em> e, infine, <em>Dall\u2019Inferno al Paradiso<\/em> per il quinto aperto da una musica che esprimeva <em>l\u2019erompere improvviso di un cuore ferito<\/em>.<br \/>\n<strong>Per la seconda versione, eseguita ad Amburgo nel 1893<\/strong> e a Weimar l\u2019anno successivo, Mahler, pur mantenendo intatta la struttura in cinque movimenti, decise di dare al poema sinfonico il titolo di <em>Aus dem Leben eines Einsamen<\/em> (<em>Dalla vita di un solitario<\/em>), come si legge nel manoscritto del 1891 conservato nella Osborn Collection presso la Yale University; questo titolo fu sostituito in seguito con quello definitivo di <em>Titano<\/em> tratto dall\u2019omonimo romanzo di Jean Paul che, secondo quanto affermato dal compositore stesso, non ispir\u00f2 direttamente la sua opera. Essa, infatti, non \u00e8 una puntuale realizzazione musicale del lavoro narrativo, il cui protagonista Roquairol, il Titano appunto, costituisce un eroe negativo che si configura come l\u2019<em>alter ego<\/em> dell\u2019altro protagonista del romanzo, il principe Albano, eroe positivo. Probabilmente ad attirare l\u2019interesse di Mahler non fu tanto la figura di Roquairol, protagonista di una vera e propria <em>Verbildung (deformazione)<\/em>, la cui vita fu caratterizzata da un\u2019eccessiva importanza data alle apparenze e a un vacuo estetismo, quanto la sua accesa sensibilit\u00e0 romantica evidenziata in questo ritratto fatto da Jean Paul:<br \/>\n<em>\u201cUn prototipo delle forme in cui l\u2019era aveva modellato la passione e la bruciante disperazione [\u2026], come conscio desiderio che si sviluppa in bizzarra eccentricit\u00e0; siccome il mondo circostante non sa cosa farsene e poich\u00e9 esso non possiede il potere di aggrapparsi alla realt\u00e0, di riplasmarla e di sottometterla; diviene cos\u00ec una malattia che rode interiormente e che conduce a una morbosa auto-contemplazione e al suicidio\u201d.<br \/>\n<\/em><strong>Mahler, quindi, si ispir\u00f2 principalmente al protagonista del romanzo<\/strong> nel cui carattere rivide alcuni importanti e significativi aspetti del proprio, anche se nella definitiva versione dell\u2019opera, presentata al pubblico come <em>Sinfonia n. 1<\/em> il 16 marzo 1896 a Berlino, decise di eliminare, insieme al secondo movimento <em>Blumine<\/em>, anche il titolo <em>Titano <\/em>e il programma; il titolo <em>Titano<\/em> \u00e8, tuttavia, ancora oggi usato per identificare questo lavoro.<br \/>\nDi grande suggestione \u00e8 l\u2019<em>incipit<\/em> del <strong>primo movimento<\/strong> che si svolge su un pedale di <em>la<\/em>, tenuto dagli archi per ben 61 battute ed esteso su sette ottave, che evoca la misteriosa grandezza della natura a cui, non a caso, il compositore fa cenno nell\u2019indicazione <em>Wie ein Naturlaut<\/em> (<em>Come un suono della natura<\/em>). In questa parte iniziale i lamenti per l\u2019innocenza perduta, rappresentati dal suono del corno, si mescolano a fanfare militari, mentre prende forma il caratteristico intervallo di quarta discendente che costituisce la base di tutti i movimenti della sinfonia, eccezion fatta per <em>Blumine<\/em> eliminata probabilmente per questo motivo. Dopo questa introduzione prende l\u2019avvio il vero e proprio movimento scritto nella classica <em>forma-sonata<\/em> con il primo tema, tratto dal secondo Lied, <em>Ging heut\u2019 morgen \u00fcbers Feld<\/em> (<em>Me ne andavo stamane per i prati<\/em>), della raccolta <em>Lieder eines fahrenden Gesellen<\/em> (<em>Canti di un giramondo<\/em>) e una serie di temi cantabili che evocano ora immagini agresti ora il canto degli uccelli. In questa pagina sembra che Mahler si sia ricordato di un episodio della sua infanzia, quando, lasciato solo dal padre in un luogo sicuro di un bosco, rimase ad attenderlo per ore in uno stato quasi di sogno ad occhi aperti dal quale si dest\u00f2 soltanto al ritorno del genitore. Nella parte finale dello sviluppo gli squilli della fanfara sembrano inneggiare con gioia al trionfo della natura e preparano la ripresa con il primo tema che ritorna.<br \/>\nNel <strong>secondo movimento<\/strong>, un <em>L\u00e4ndler<\/em> in <em>la maggiore<\/em> con un <em>Trio<\/em>, la vita di campagna con le sue gioie sembra esplodere sia nei ritmi della danza popolare sia nei toni assordanti dei corni e delle trombe, mentre nel <em>Trio<\/em>, in <em>fa maggiore<\/em>, sembra insinuarsi una certa malinconia che nasconde il desiderio di rivivere quelle gioie.<br \/>\nQueste immagini di gioia vengono, per\u00f2, annientate dalla morte che nel <strong>terzo movimento<\/strong>, una marcia funebre in <em>re minore<\/em>, \u00e8 ritratta con toni grotteschi e spettrali; la melodia di <em>Fr\u00e8re Jacques<\/em> (<em>Fra Martino campanaro, dormi tu?<\/em>) \u00e8 esposta efficacemente da un contrabbasso con sordina per diventare il <em>dux<\/em> di un canone. Una certa ironia scaturisce dal caratteristico suono della fanfara che sembra irridere alla bassezza del mondo mentre nel <em>Trio<\/em>, in <em>sol maggiore<\/em>, la morte paradossalmente assume il ruolo di consolatrice che, affidatole dal Romanticismo, \u00e8 svelato come illusorio dalla ripresa della marcia.<br \/>\n<em>Un improvviso scoppio di disperazione<\/em>, come afferm\u00f2 lo stesso Mahler, fa da lacerante <em>incipit<\/em> all\u2019<strong>ultimo movimento<\/strong> caratterizzato, in questa parte iniziale, come ha notato Deryck Cooke nel suo saggio <em>La musica di Mahler<\/em>, da un urlo dissonante di legni e ottoni che sembra spegnersi nella ripresa della marcia in <em>fa minore<\/em> del primo movimento. L\u2019ultimo movimento, nel quale si staglia il bellissimo e lirico secondo tema,\u00a0 \u00e8 tutto sviluppato sulla ripresa delle idee tematiche del primo che vengono esasperate fino a quando ritorna un passo in <em>crescendo in re maggiore<\/em>. Appare, tuttavia, evidente una sostanziale diversit\u00e0, in quanto questa sezione in <em>crescendo in re maggiore <\/em>ne rappresenta la parte conclusiva dello sviluppo mentre nell\u2019ultimo prelude al trionfo finale in cui la vita con la sua potenza creativa celebra la sua vittoria definitiva sulla morte.<br \/>\n<iframe style=\"width: 120px; height: 240px;\" src=\"https:\/\/rcm-eu.amazon-adsystem.com\/e\/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=gbopera-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS1=1&amp;asins=B000001GEZ&amp;linkId=8e72364e662eed3d4db1a282a044319e&amp;bc1=FFFFFF&amp;lt1=_top&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066C0&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><br \/>\n<\/iframe><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gustav Mahler (Kali\u0161t\u0115, Boemia, 7 luglio 1860 \u2013 Vienna, 18 maggio 1911) A 160 anni dalla nascita Sinfonia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":99767,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,650,25666,746,25665],"class_list":["post-99754","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-claudio-abbado","tag-deryck-cooke","tag-gustav-mahler","tag-sinfonia-n-1-in-re-maggiore-il-titano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99754","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=99754"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99754\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":102072,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99754\/revisions\/102072"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99754"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=99754"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99754"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}