{"id":99764,"date":"2020-09-29T01:40:04","date_gmt":"2020-09-28T23:40:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=99764"},"modified":"2020-09-29T01:40:04","modified_gmt":"2020-09-28T23:40:04","slug":"gustav-mahler-1860-1911-sinfonia-n-9-in-re-maggiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gustav-mahler-1860-1911-sinfonia-n-9-in-re-maggiore\/","title":{"rendered":"Gustav Mahler (1860 \u2013 1911): &#8220;Sinfonia n. 9 in re maggiore&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Gustav Mahler <\/em><em>(Kali\u0161t\u00e9, Boemia, 1860 \u2013 Vienna 1911<br \/>\n<\/em><\/strong><strong>Sinfonia n. 9 in re maggiore<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Andante comodo, Mit Wut (Con rabbia), Allegro risoluto Leidenschaftlich (Appassionato), Tempo I Andante<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Im Tempo eines gem\u00e4chlichen L\u00e4ndlers, Etwas t\u00e4ppisch und sehr derb (In tempo di un tranquillo L\u00e4ndler, Un po\u2019 goffo e molto rude)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Rond\u00f2, Burleska, Allegro assai, Sehr trotzig (Molto ostinato)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Adagio<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Gustav Mahler - Symphony No. 9 (Gustav Mahler Jugendorchester, Claudio Abbado)\" width=\"940\" height=\"529\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/tkChdHBuoiQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Gustav Mahle<\/strong>r, portata a termine la composizione di <em>Das Lied von der Erde<\/em> (<em>Il canto della terra<\/em>), diede vita, nel periodo compreso fra l\u2019estate del 1909 e l\u2019inizio del 1910, alla <strong><em>Sinfonia n. 9 in re maggiore<\/em><\/strong>, l\u2019ultimo suo monumentale lavoro sinfonico, perch\u00e9 della successiva sinfonia, veramente ultima in ordine di tempo, la <em>Decima<\/em>, fu completato, dei cinque previsti, un solo movimento.<br \/>\nLa composizione della <em>Nona sinfonia<\/em>, i cui primi abbozzi risalgono probabilmente all\u2019estate del 1908, coincise con un momento non particolarmente felice, sul piano umano del compositore il quale, come ricordato dalla moglie, aveva appena perduto la figlia Maria Anna:<br \/>\n<em>\u201cQuell\u2019estate colma di dolore per la perdita della bambina, colma di preoccupazioni per la salute di Mahler, fu la pi\u00f9 difficile e la pi\u00f9 triste di quante avevamo passato e dovevamo ancora passare insieme. Tutto, ogni passeggiata, ogni tentativo di distrarci falliva. La sola cosa che lo salvava era il lavoro. Lavorava intensamente al Lied von der Erde e agli abbozzi della Nona\u201d.<br \/>\n<\/em><strong>Sul piano professionale l\u2019attivit\u00e0 di direttore d\u2019orchestra, sebbene svolta con grande impegno, non gli procur\u00f2 grandi soddisfazioni<\/strong> soprattutto nella sua prima e nella sua seconda <em>tourn\u00e9e <\/em>\u00a0in America. Giunto a New York\u00a0 il 21 dicembre del 1908, Mahler diresse pochi giorni dopo il 1\u00b0 gennaio al Metropolitan il <em>Tristano e Isotta<\/em>, ma la sua interpretazione fu giudicata controversa dalla critica. Al \u00abNew York Herald\u00bb che si era espresso in modo entusiastico si contrapponeva il \u00abSun\u00bb, nelle cui colonne si chiedeva se <em>Mahler non pretendesse di insegnare qualcosa di gi\u00e0 conosciuto<\/em>. Il 29 febbraio questa prima esperienza americana di Mahler si poteva considerare conclusa, in quanto il compositore avvertendo l\u2019ostilit\u00e0 della direzione del teatro, della quale faceva parte anche Toscanini, decise di rassegnare le sue dimissioni. Ritornato in Europa, Mahler trascorse le vacanze estive a Toblach dove finalmente incominci\u00f2 a comporre la <em>Nona sinfonia<\/em>, ma la nuova stagione che si apprestava a vivere non fu migliore sul piano professionale. Dopo uno scambio epistolare con Andreas Dippel, nuovo impresario del Metropolitan di New York, che gli aveva chiesto di dirigere nuovamente il <em>Tristano<\/em>, Mahler, che non aveva alcun contratto scritto, perse la direzione a favore del rivale Toscanini che fece mettere in scena un\u2019edizione scaligera; nonostante le ostilit\u00e0 Mahler riusc\u00ec a dirigere al Metropolitan di New York <em>Le nozze di Figaro<\/em> di Mozart, <em>La dama di picche<\/em> di \u010caikovskij e il <em>Fidelio<\/em> di Beethoven e tre concerti alla Carnegie Hall. In queste occasioni il successo non gli arrise per le pessime condizioni in cui versavano le orchestre americane di quegli anni. A Mahler era stato affidato il compito, rivelatosi in seguito molto arduo, di ricostruire la New York Philharmonic Orchestra; gi\u00e0 al primo concerto nel mese di aprile alla Carnegie Hall, si not\u00f2 immediatamente la scarsa qualit\u00e0 dei musicisti, definiti dallo stesso Mahler in una lettera a Bruno Walter, <em>abulici e senza alcun talento<\/em>. Nel frattempo le sue condizioni di salute peggiorarono improvvisamente e il 18 maggio 1911, intorno alla mezzanotte, il compositore mor\u00ec senza aver potuto ascoltare la sua <em>Nona sinfonia<\/em> che, completata nell\u2019estate del 1910, fu eseguita per la prima volta il 26 giugno 1912 sotto la direzione di Bruno Walter<br \/>\n<strong>Dal punto di vista formale la sinfonia, che costituisce il secondo atto, dopo <em>Das Lied von der Erde<\/em><\/strong> e prima della <em>Decima<\/em>, di quella che fu chiamata dal musicologo Hans Redlich, la <em>Trilogia della morte<\/em>, ha una struttura molto originale, ma simile alle altre due composizioni in precedenza ricordate, in quanto i due movimenti, collocati al primo e al quarto posto, incastonano al loro interno quelli veloci. Molto originale \u00e8 anche la struttura del <strong>primo movimento<\/strong> che contamina la forma-sonata con quella della doppia variazione ottenuta con l\u2019alternanza maggiore-minore tipica dell\u2019ultimo Beethoven. Il momento non particolarmente felice vissuto da Mahler in quel periodo si riflette perfettamente in questo primo movimento, <em>Andante comodo<\/em>, dove la tipica sonorit\u00e0 da marcia funebre si mescola ad inquietanti passi di altissimo livello drammatico in una scrittura in cui il contrappunto trova la sua massima espressione. L\u2019alternanza fra il modo maggiore e il modo minore, \u00e8 una metafora del conflitto fra la vita e la morte che assume un carattere ansioso gi\u00e0 nella parte iniziale dove sembra di ascoltare un irregolare battito cardiaco. Le ali della morte avvolgono questo movimento con la citazione del cosiddetto <em>tema della morte<\/em> dell\u2019<em>Ottava <\/em>di Bruckner e dell\u2019ultimo movimento del <em>Das Lied von der Erde<\/em>, marcando, ancora una volta il forte legame sussistente tra questa sinfonia e il lavoro precedente. Con l\u2019<em>Allegro risoluto<\/em> inizia lo sviluppo, nel quale il materiale tematico viene frantumato. La morte \u00e8 la protagonista assoluta di questo movimento, come \u00e8 stato notato dal compositore Alban Berg che scrisse:<br \/>\n<em>\u201cTutto il primo movimento \u00e8 permeato della premonizione della morte. Ne intravedi dovunque la presenza; tutti gli elementi del terrestre culminano in essa [\u2026], con maggiore potenza, naturalmente, nel colossale passaggio ove la premonizione si fa certezza: quando nel mezzo della pi\u00f9 profonda e dolorosa gioia di vivere, la morte appare con tutta forza\u201d.<br \/>\n<\/em>Non molto diversa \u00e8 l\u2019atmosfera del <strong>secondo movimento<\/strong>, uno <em>scherzo<\/em>, nel quale i ritmi della danza e, in particolar modo, del L\u00e4ndler, sempre presente nella produzione sinfonica di Mahler, appaiono trasformati come se, per usare una metafora, fossero stati visti con una lente deformata e deformante. In questo movimento, giudicato forse troppo frettolosamente dalla critica come non all\u2019altezza di altri simili dello stesso Mahler, in realt\u00e0 sembra voler presentare, come notato da Deryck Cooke, <em>la danza della vita come qualcosa di assolutamente volgare, stupido e vuoto<\/em>. Ci\u00f2 appare evidente anche nel primo <em>Trio<\/em> che \u00e8 un valzer nel quale appaiono melodie popolari da quattro soldi. Ad esso si contrappone il secondo <em>Trio<\/em>, un L\u00e4ndler delicatamente romantico, che si staglia come un\u2019oasi di serenit\u00e0 subito distrutta dal ritorno alla volgarit\u00e0. Il <strong>terzo movimento,<\/strong> che si apre con un tema dissonante affidato alla tromba ed esposto nella forma di una doppia fuga, \u00e8 un <em>rond\u00f2<\/em> di straordinaria vitalit\u00e0 ritmica, nel quale emerge la perizia contrappuntistica di Mahler. Molti frammenti tematici vengono sovrapposti in una scrittura estremamente moderna alla quale contribuisce l\u2019ambiente armonico costruito su modulazioni innaturali per l\u2019epoca. Nella partitura autografa in corrispondenza di questo movimento \u00e8 possibile leggere una dedica <em>ai miei fratelli in Apollo<\/em> alla quale non c\u2019\u00e8 chi non ravvisi un velato tono ironico, se non addirittura sarcastico, nei confronti della critica contemporanea. Il <strong>quarto movimento<\/strong>, <em>Adagio<\/em>, \u00e8 aperto dai soli archi con un tema che da alcuni \u00e8 stato assimilato a quello dell\u2019inno cristiano <em>Rimani con me<\/em>, composto da Henry Francis Lyte <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">nel 1847; questo richiamo, individuabile nell\u2019<em>Adagio<\/em>, non \u00e8 unico, in quanto la sua introduzione ricorda quella della sonata di Beethoven <em>Les adieux<\/em>, che egli stesso aveva eseguito di recente in alcuni concerti. Quest\u2019ultimo movimento, che riprende l\u2019atmosfera del primo, si ricollega anche al finale del <em>Lied von der Erde<\/em>, la cui composizione fu terminata da Mahler poco tempo prima. Del contrasto tra vita e morte, adombrato nella sinfonia, si accorse il grande direttore Herbert von Karajan che su di essa cos\u00ec si espresse: <em>\u201c\u00c8 una musica che viene da un altro mondo, viene dall\u2019eternit\u00e0\u201d.<br \/>\n<iframe style=\"width: 120px; height: 240px;\" src=\"https:\/\/rcm-eu.amazon-adsystem.com\/e\/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=gbopera-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS1=1&amp;asins=B00JJ9DYMY&amp;linkId=3fc0e24991d2be03cbb26cfdb4f99cd9&amp;bc1=FFFFFF&amp;lt1=_top&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066C0&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><br \/>\n<\/iframe><br \/>\n<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gustav Mahler (Kali\u0161t\u00e9, Boemia, 1860 \u2013 Vienna 1911 Sinfonia n. 9 in re maggiore Andante comodo, Mit Wut [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":99767,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,650,746,13960],"class_list":["post-99764","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-claudio-abbado","tag-gustav-mahler","tag-sinfonia-n-9-in-re-maggiore"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99764","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=99764"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99764\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":100267,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99764\/revisions\/100267"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99764"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=99764"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99764"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}