{"id":99791,"date":"2020-07-13T13:14:00","date_gmt":"2020-07-13T11:14:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=99791"},"modified":"2020-07-13T14:30:06","modified_gmt":"2020-07-13T12:30:06","slug":"carlo-bergonzi-1924-2014-il-tenore-che-studio-da-baritono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/carlo-bergonzi-1924-2014-il-tenore-che-studio-da-baritono\/","title":{"rendered":"Carlo Bergonzi (1924-2014): &#8220;Il tenore che studi\u00f2 da baritono&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Carlo Bergonzi<\/strong> (<span class=\"st\">13 luglio 1924, Vidalenzo di Polesine Parmens<\/span>e &#8211; 24 luglio 2014, Milano)<br \/>\n(&#8230;) A Bergonzi piace ricordare i suoi natali, piuttosto umili, avvenuti a Vidalenzo, un comune della provincia di Parma con s\u00ec e no mille abitanti, a 5 km da Busseto, patria di Verdi. Glii piace anche ricordare che suo padre faceva il <em>&#8220;formaggiaro &#8220;<\/em> e che lui, Carlo, da ragazzino, lo aiutava a trasportare le forme di parmigiano nei magazzini. Lavorando canticchiava e questo evidentemente non andava a genio al proprietario della fabbrica, che un giorno gli disse: <em>&#8220;Qui o si lavora o si canta&#8221;<\/em>. Fu in quel preciso momento che Bergonzi prese la pi\u00f9 importante decisione della sua vita: pos\u00f2 le stanghe della carriola e scelse il canto.<br \/>\nAvr\u00e0 avuto poco pi\u00f9 di quindici anni. Ma dal dire al fare, cio\u00e8 dal canticchiare al cantare, c&#8217;\u00e8 di mezzo pi\u00f9 che il mare, un oceano di studio, di preparazione, di sacrifici, di forza di volont\u00e0. Il giovane possedeva un fattore decisamente positivo: la voce.<em> &#8220;per la voce&#8221;<\/em>, dice Bergonzi,<em> &#8220;non ci sono sostituti. Per\u00f2 non basta: ci vuole tutto il resto&#8221;<\/em>. Chiarisce che il &#8220;<em>resto<\/em>&#8221; sono appunto quelle qualit\u00e0 al cui accennava prima. Bergonzi racconta. Ricorda una certa stagione lirica a Busseto, diretta dal baritono Edmondo Grandini. Bergonzi si presenta. <em>&#8220;Non c&#8217;\u00e8 male<\/em>&#8220;, sentenzia Grandini,&#8221;<em> vieni a studiare da me a Brescia;hai una bella voce da baritono<\/em> &#8220;. Baritono? Bergonzi ha sempre pensato di essere un tenore. Ma studio da baritono e come tale sostiene una prova al Conservatorio di Parma. Accettato all&#8217;unanimit\u00e0, si mette sotto la guida di Ettore Campogalliani. Non si limita ai vocalizzi, studia solfeggio e pianoforte.<br \/>\n<em>&#8220;Non sono un gran pianista&#8221;<\/em>, afferma, &#8220;<em>ma me la cavo., secondo me, conoscere il pianoforte \u00e8 un elemento di grande utilit\u00e0 per un cantante&#8221;.<\/em> Qui viene fuori la sua dote principale: la pazienza o, meglio la seriet\u00e0. Siamo verso il 1940. se volesse potrebbe debuttare, ha delle offerte: ma preferisce aspettare per consolidare la propria preparazione.<br \/>\nImprovvisamente, la guerra: poco pi\u00f9 che diciottenne, Bergonzi \u00e8 costretto a interrompere tutto per indossare la divisa.Finita la guerra, eccolo a Milano dove\u00a0 riprende lo studio con pi\u00f9 lena di prima, passando da un maestro all&#8217;altro. Tutti sono d&#8217;accordo: \u00e8 un baritono nato. Lui, per\u00f2, ha qualche dubbio in proposito, ma come si fa? Baritono lo hanno classificato e baritono deve essere. Ed \u00e8 proprio in questo ruolo che, a 24 anni, finalmente debutta nel <em>Barbiere di Siviglia<\/em> in un piccolo teatro estivo di Varedo, in Lombardia. Una faccenda parrocchiale, alla buona. l&#8217;orchestra: un pianoforte non perfettamente accordato, un paio di violini, un contrabbasso e qualche altro strumento raccogliticcio. S\u00ec, ammette Bergonzi, un debutto pi\u00f9 che modesto. Il pubblico, di bocca buona, applaude, ma lui non \u00e8 convinto. si domanda, soprattutto, se la sua voce \u00e8 veramente baritonale.<br \/>\nA questo punto ecco una data (delle tante) che Bergonzi ha impresso nella mente: 12 ottobre 1950. Con una <em>Butterfly<\/em> in un teatrino di provincia, il &#8220;baritono&#8221; chiudere definitivamente la sua carriera.<br \/>\nUn momento, volevamo dire la sua carriera di baritono, per aprire l&#8217;altra, quella vera, di tenore. <em>&#8220;Mi accorsi&#8221;<\/em>, dice, &#8220;<em>che nelle note basse avevo la tendenza a perdere l&#8217;intonazione giusta, un eufemismo per far capire che&#8221; steccavo<\/em> &#8220;, <em>mentre gli acuti, nonostante la mia volont\u00e0, non venivano fuori. E allora non mi restava che ricominciare da capo, da me, senza ricorrere ad altri maestri: probabilmente mi avrebbero ripetuto per l&#8217;ennesima volta che era un baritono, e questo mi terrorizzava. non \u00e8 stato facile: c&#8217;\u00e8 voluta molta forza di volont\u00e0 \u00e8 molto studio. Ma ho avuto ragione io. Ero un tenore e non un baritono &#8220;<\/em>. (&#8230;)<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/s2mM-y7a86w\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ecco un&#8217;altra data fatidica, un&#8217;altra casella dell&#8217;archivio mentale di Bergonzi che si apre: 12 gennaio 1951, debutto al Petruzzelli di Bari dell&#8217;<em>Andrea Ch\u00e9nier<\/em> (da tenore!); il primo vero autentico successo. In verit\u00e0, c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra ragione che giustifica il ricordo di questa data. Nel&#8217;intervallo tra il secondo e il terzo atto il cantante riceve un telegramma. Sua moglie Adele (una compaesana sposata nel 1949) gli ha regalato il primo maschietto, Maurizio.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Si capisce che Bergonzi e di quegli uomini che non dimenticano chili Aiutati: viene fuori un nome, Mario Colombo, un noto scopritore di talenti, milanese, organizzatore di spettacoli lirici. \u00c8 stato lui a portarlo al Teatro Nuovo ne <em>La forza del destino<\/em> e in <em>Un ballo in maschera<\/em>. Poco dopo, sempre nel &#8217;51, sar\u00e0 assunto dalla RAI per il ciclo operistico in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Verdi. Da allora la lenta, ma continua affermazione di Carlo Bergonzi nel mondo lirico si fa pi\u00f9 serrata, grandi teatri e celebri direttori cominciano a interessarsi di lui.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nel ottobre del 1957, Rudolf Bing lo chiama al Metropolitan per il <em>Trovatore<\/em> e l&#8217;<em>Aida<\/em>. Il pubblico non si stanca di applaudire, ma Bergonzi,\u00a0 si chiede se quegli\u00a0 applausi sono veramente per lui. Il giorno dopo apre trepidante i giornali di New York e tira un sospiro di sollievo. I critici sono tutti d&#8217;accordo sulla comparsa di un nuovo\u00a0 grande tenore italiano sulla ribalta del famoso teatro nordamericano. La sua fama si estende insieme allargarsi del repertorio. Oltre 62 opere:\u00a0 del ruolo leggero di Nemorino a quello lirico spinto di Manrico. Carlo Bergonzi ormai \u00e8 entrato nel novero dei pochi di categoria A, quelli che appaiono quasi d&#8217;obbligo nei &#8220;cast&#8221; delle grandi produzioni. (&#8230;)<\/span><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/857057578&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nonostante tutta questa attivit\u00e0, Bergonzi trova ogni tanto il tempo per ritornare a Vidalenzo, il paesino dove \u00e8 nato e dove ci sono ancora ad aspettarlo, con legittimo orgoglio, parenti ed amici; con i quali, non c&#8217;\u00e8 bisogno di dirlo, organizza pranzi e cene a base di risotti e spaghettate con montagne di quel formaggio parmigiano a cui egli un tempo ha rinunciato per darsi canto. Aggiungiamo, che ci sembra abbia fatto benissimo.<em> (Estratti da &#8220;Il tenore che studi\u00f2 da baritono&#8221; di Renzo Nissim &#8211; Roma, 1967)<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Bergonzi (13 luglio 1924, Vidalenzo di Polesine Parmense &#8211; 24 luglio 2014, Milano) (&#8230;) A Bergonzi piace [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":75132,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[14670,4106,4770,25705,25704,10365,25706,25707,153,25708,2814,348,2881,800],"class_list":["post-99791","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-album-dei-ricordi","tag-album-dei-ricordi","tag-arrigo-boito","tag-carlo-bergonzi","tag-edmondo-grandini","tag-ettore-campogalliani","tag-fiorenza-cossotto","tag-franco-capuano","tag-gabriella-tucci","tag-giuseppe-verdi","tag-lilian-molnar-talajic","tag-mefistofele","tag-messa-da-requiem","tag-nicolai-ghiaurov","tag-riccardo-muti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99791","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=99791"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99791\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/75132"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99791"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=99791"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99791"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}