{"id":99854,"date":"2020-07-23T12:46:54","date_gmt":"2020-07-23T10:46:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=99854"},"modified":"2020-07-23T12:46:54","modified_gmt":"2020-07-23T10:46:54","slug":"francesco-cilea-1866-1950-larlesiana-1897-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/francesco-cilea-1866-1950-larlesiana-1897-2\/","title":{"rendered":"Francesco Cilea (1866-1950): &#8220;L&#8217;Arlesiana&#8221; (1897)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Francesco Cilea<\/strong> (<span class=\"ILfuVd\"><span class=\"hgKElc\">Palmi, 23 luglio 1866 \u2013 Varazze, 20 novembre 1950<\/span><\/span>)<br \/>\n<em><strong>&#8220;L&#8217;Arlesiana&#8221;<\/strong> &#8211; Dramma lirico in tre atti su libretto di Leopoldo Marenco da &#8220;L&#8217;Arlesienne&#8221; di Alphonse Daudet. Prima rappresentazione: Milano, Teatro Lirico, 27 novembre 1897)<\/em><br \/>\nPersonaggio riservato e signorile, Cilea non venne assorbito in maniera esclusiva dalla passione per il teatro:oltre e dedicarsi al repertorio da camera e sinfonico, per alcuni anni fu supplente Conservatorio di Napoli, poi pass\u00f2 a Firenze, dove rimase fino al 1904 e si dedic\u00f2 alla composizione dell&#8217;<em>Arlesiana<\/em>, rappresentata al 1897 al Teatro Lirico di Milano.Dopo Firenze, diresse per 3 anni il Conservatorio di Palermo. Pass\u00f2 quindi al 1916 al San Pietro a Majella, l&#8217;istituto al quale egli dedic\u00f2 per quasi 20 anni gran parte delle sue energie. Privi di vicende di particolare interesse gli anni della tarda maturit\u00e0: la nomina ad Accademico d&#8217;Italia nel 1938, il trasferimento nella cittadina ligure di Varazze, dove il compositore si spense in anni ormai lontani da quelli dei suoi successi operistici, in un clima di disinteresse, quando non indifferenza o di rifiuto nei confronti dei &#8220;piccoli maestri, della giovane scuola. Cilea, infatti, non pu\u00f2 essere separato da quel gruppo di compositori quali Mascagni, Leoncavallo e Giordano (quest&#8217;ultimo anche suo compagno di studi a Napoli), che fra il 1890 \u00e8 il 1910 arricchirono il codice operistico italiano.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/862999558&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Francesco Cilea (1866-1950): &quot;L'Arlesiana&quot; (1897)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/francesco-cilea-1866-1950-larlesiana-1897\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Francesco Cilea (1866-1950): &#8220;L&#8217;Arlesiana&#8221; (1897)<\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nonostante alcuni elementi di stile e di drammaturgia comuni a questi autori, la personalit\u00e0 di Cilea, tuttavia, sembra potersi collocare quasi in una nicchia parte: non fosse altro che per la\u00a0 scarsa simpatia verso la fuga inventiva e l&#8217;estro improvvisatorio\u00a0 e immediato (ad esempio, di un Mascagni), per la sua inclinazione a ripensamenti e per l&#8217;attitudine a tornare sul gi\u00e0 fatto, per portarvi ritocchi e miglioramenti alla ricerca di un ideale di perfezione. Sia l<em>&#8216;Arlesiana<\/em> sia la successiva <em>Adriana Lecouvreur<\/em> (1902) subirono vari ritocchi, ed anche il celebre &#8220;Lamento di Federico&#8221; &#8211; che decret\u00f2 il trionfo del giovane Enrico Caruso debuttante nell&#8217;Arlesiana &#8211; fu un inserimento dell&#8217;ultima ora. L&#8217;attento lavoro di lima sulla partitura dell&#8217;<em>Arlesiana<\/em> (almeno tre versioni, delle quali l&#8217;ultima per una ripresa al Teatro dell&#8217;Opera di Roma, nel 1937, dopo che l&#8217;opera era stata ritirata dalla circolazione da\u00a0 vent&#8217;anni), non vale tuttavia a cancellare l&#8217;avvicinamento di essa al gusto naturalistico francese: il libretto era stato tratto da Leopoldo Marenco da un celebre racconto di Alphonse Daudet, per il quale nel 1872 Bizet\u00a0 aveva scritto le\u00a0 &#8220;musiche di scena&#8221;. Inoltre, c&#8217;\u00e8 da rilevare la parentela fra personaggi e situazioni dell&#8217;<em>Arlesiana<\/em> con la <em>Carmen<\/em> del maestro francese: anche qui due donne, l&#8217;una perversa (l&#8217;Arlesiana) l&#8217;altra onesta e dolce (Vivetta), si contendono il cuore del protagonista maschile (Federico), con l&#8217;evidente rimando a Carmen, Micaela e Don Jos\u00e8. Poi, il clima paesano e pastorale che qui prende una certa coloritura arcadieggiante, Settecentesca (nella scena\u00a0 dell&#8217;abbigliamento di Vivetta, nell&#8217; arioso di Baldassarre &#8220;Vieni con me sui monti&#8230;&#8221;, entrambi al secondo atto, o nel coro delle fanciulle che apre il terzo). L&#8217;individuazione melodica dei singoli personaggi non \u00e8 ancora univoca \u00e8 compiuta: il recitativo \u00e8 sempre molto espressivo, grazie anche ad una certa spigliatezza discorsiva del libretto, i tratti di colore locale sono assai discreti, non hanno mai sapore di citazione folkloristica; \u00e8 una Provenza di invenzione quella che Cilea ci raffigura, per mezzo di uno strumento &#8211;\u00a0 quello orchestrale &#8211; che ha\u00a0 tutte le finezze di un compositore maturo. In effetti, dell&#8217;<em>Arlesiana<\/em> restano pi\u00f9 facilmente impressi nella memoria alcuni spunti melodici, breve incisi orchestrali (il celebre intervento dell&#8217;oboe, che della prima scena percorrer\u00e0 tutta la partitura), mentre le pagine autenticamente cantabili si riducono a solo\u00a0 tre momenti: il racconto del pastore Baldassarre &#8220;Come due tizzi accesi&#8230;&#8221;, ricco di preziosit\u00e0\u00a0 strumentale, il memorabile &#8220;Lamento di Federico&#8221; (da notare come\u00a0 la grande frase sulle parole &#8220;Anch&#8217;io vorrei dormire cos\u00ec&#8230;&#8221; non viene pi\u00f9 ripresa da Cilea, salvo che nelle ultime battute orchestrale che chiudono il dramma), l&#8217;arioso di Rosa &#8220;Esser madre \u00e8 un inferno&#8230;&#8221;, autentico &#8220;tour de force&#8221; per un compositore non scaltro e raffinato come Cilea, visto che si tratta di un lungo monologo in in endecasillabi, che il musicista riesce a ricomporre in ampie arcate cantabili, che configurano la figura di Rosa Mamai (come fu detto con una certa enfasi) come quella di una <em>mater dolorosa<\/em>. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Sul piano della drammaturgia, tra i punti a favore dell&#8217; opera \u00e8 da registrare la bella trovata di non far comparire mai sulla scena l&#8217;Arlesiana, e di farla alitare su tutta la vicenda come un&#8217;ossessiva presenza che sconvolge ogni personaggio. N\u00e9 si pu\u00f2 dimenticare la figura, appena tratteggiata, dell&#8217;Innocente, che rimanda ovviamente a quello mussorgskiano: ma nel 1897 la conoscenza del Boris ero in un certo modo una finezza, un segno di aggiornamento non comune. <strong>In allegato il libretto dell&#8217;opera<\/strong><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco Cilea (Palmi, 23 luglio 1866 \u2013 Varazze, 20 novembre 1950) &#8220;L&#8217;Arlesiana&#8221; &#8211; Dramma lirico in tre atti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":99855,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[14670,8322,8323,256,23498],"class_list":["post-99854","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-album-dei-ricordi","tag-album-dei-ricordi","tag-francesco-cilea","tag-larlesiana","tag-luca-canonici","tag-marcello-viotti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99854","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=99854"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99854\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99855"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99854"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=99854"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99854"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}