{"id":99901,"date":"2020-07-29T18:15:09","date_gmt":"2020-07-29T16:15:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=99901"},"modified":"2020-07-30T08:34:38","modified_gmt":"2020-07-30T06:34:38","slug":"sir-john-barbirolli-1899-1970","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/sir-john-barbirolli-1899-1970\/","title":{"rendered":"Sir John Barbirolli (1899-1970)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><span class=\"st\">Sir John Barbirolli,<\/span><\/strong><span class=\"st\"> nato Giovanni Battista Barbirolli (Londra, 2 dicembre 1899 \u2013\u00a0 29 luglio 1970)<\/span><em><span class=\"st\"> &#8211; <\/span><\/em><span class=\"st\">A 50 anni dalla morte<\/span><em><span class=\"st\"><br \/>\n<\/span>Roma, maggio 1968<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il 14 aprile scorso a Roma, l&#8217;orchestra dell&#8217;Opera attese l&#8217;entrata di sir John Barbirolli in un silenzio di tomba. Quando si alz\u00f2 il sipario, le prime note dell&#8217;<em>Aida<\/em> si levarono in un clima gi\u00e0 rituale. Il silenzio assoluto sir John l&#8217;aveva preteso fin della prima prova. Giunto in Italia per debuttare come direttore d&#8217;opera, si era affacciato di soppiatto sulla soglia della porticina che porta all&#8217;orchestra, mentre i professori si raccontavano i fatti loro in attesa di eseguire la partitura verdiana. Barbirolli s&#8217;arrest\u00f2 di colpo, non fece un passo oltre. Avverti musicisti che non sarebbe entrato se prima non fosse cessato quel rumore. Parve una pretesa stravagante, ma tutti tacquero e sir John entr\u00f2, camminando a passo lento: un uomo di non alta statura, con un volto serio e smagrito, capelli grigi spioventi, occhi affondati e scuri. Salito sul podio, anzich\u00e9 dare l&#8217;attacco, prese a parlare dell&#8217;Aida come di un&#8217;opera inesplorata: un catechismo abbastanza strano, nella terra di Verdi. Passarono circa due ore e finalmente si incominci\u00f2. Dopo qualche battuta, il direttore fece fermare l&#8217;orchestra e disse: <em>&#8220;Va bene cos\u00ec, grazie; per oggi la prova \u00e8 finita&#8221;.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Awop2x8nTo4\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/em>Nella &#8220;Sala 50&#8221; del Teatro dell&#8217;Opera, \u00e8 lo stesso protagonista a commentare il fatto: &#8220;Non sono entrato &#8220;, mi dice&#8221; Finch\u00e9 non hanno taciuto. Ma loro hanno capito che non era orgoglio il mio: soltanto cos\u00ec si poteva lavorare bene &#8220;. Barbirolli nacque il 1899 a Londra, ma la sua vera storia incomincio qualche anno pi\u00f9 tardi, allorch\u00e8 avvenne l&#8217;incontro con la musica. <em>&#8220;Dall&#8217;et\u00e0 di otto anni, la musica \u00e8 stata la mia vita&#8221;<\/em>. Parla sottovoce, in una lingua ibrida e impastata, in cui la molle cadenza veneta, che denuncia chiaramente l&#8217;origine italiana (il padre del musicista era di Padova), si contrae a tratti negli urti dell&#8217;accento inglese. <em>&#8220;Mio padre e mio nonno erano tutti e due violinisti, suonavano in un grande albergo di Londra. Furono loro a metterlo in mano il violino.Io ero piccolo e nervoso, non riuscivo a star fermo: suonavo passeggiando su e gi\u00f9 per tutta la casa. A mio nonno, che aveva il suo carattere, era veneto sa, quel mio continuo camminare dava i nervi. Un bel giorno non ce la fa pi\u00f9:usc\u00ec, dopo un&#8217;ora ritorn\u00f2 con un piccolo violoncello, un quarto: &#8220;e ora&#8221;, mi disse, &#8220;Dovrai stare fermo per forza&#8221;<\/em>. <em>Abbandonai il violino<\/em> &#8220;. Con il nonno terribile il futuro di sir John andava ai concerti. <em>&#8220;Avevo quattro anni quando iniziai a provare per la prima volta il desiderio di dirigere. A quell&#8217;epoca i direttori d&#8217;orchestra stavano seduti e portavano i guanti bianchi. Vederli mi affascinava. A casa,\u00a0 mi chiudevo in una stanza mi mettevo su un\u00a0 seggiolino e mi infilavo un paio di guanti bianchi rubati e mia sorella. Cantavo, gesticolando come avevo visto fare in teatro. Ma non volevo che scoprissero il mio segreto &#8220;<\/em>.<br \/>\nA parte quegli incontri segret con\u00a0 la sognata immagine del direttore in guanti bianchi, Barbirolli studiava seriamente il violoncello. Il debutto avvenne nel 1911 alla Queen&#8217;s Hall di Londra, con un concerto di Goltermann, autore che aveva avuto una certa notorit\u00e0\u00a0 il secolo scorso. A sedici anni, dopo gli studi al Trinity college e alla\u00a0 Royal Academy, entr\u00f2 in orchestra.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_9xU9iCGvV8\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Poi, and\u00f2 in guerra. Finito il conflitto, fond\u00f2 un&#8217;orchestra da camera. Un concerto fra tanti segn\u00f2 la sua carriera: colpito dalla qualit\u00e0 del giovane musicista, il direttore della British National Opera Company, Frederic Austin, gli offr\u00ec la direzione di tre opere: <em>Romeo e Giulietta, Madama Butterfly, Aida<\/em>: l&#8217;invito era rischioso, Austin gli dava soltanto sei giorni di tempo e dodici ore di prova in tutto. Ma il risultato fu stupefacente. Qualche tempo dopo, la nomina a direttore del Covent Garden.<br \/>\nLa storia continua con i dati di una biografia prestigiosa. Quando, nel 1936 si impone la scelta del successore di Arturo Toscanini da pi\u00f9 parti si fa il nome di Barbirolli. Sette anni di esperienze sul podio della New York Philharmonic, poi la proposta stimolante: c&#8217;\u00e8 da ricostituire la famosa orchestra Hall\u00e9 di\u00a0 Manchester, semidistrutta dagli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Barbirolli oper\u00f2 in breve tempo una sorta di miracolo: ricrea luogo e persone, superando fortissime difficolt\u00e0.<br \/>\nRaccontare il resto significa compilare un lungo elenco di trionfi, citare innumerevoli onorificenze e medaglie che ricordano l&#8217;instancabile attivit\u00e0 dell&#8217;interprete a favore di tutti i pi\u00f9 grandi musicisti. <em>&#8220;A Roma&#8221;,<\/em> mi dice, <em>&#8220;l&#8217;orchestra mi chiama il mago<\/em>&#8220;. Si compiace di questa definizione, la ripete con la ingenuit\u00e0 del ragazzo che mostra una buona pagella, mescolando riso e tosse. Un uomo non facile da capire, l&#8217;amabile sir John. Non te lo spiegano gli amici del musicista, quelli che lo conoscono da vicino, i quali perlopi\u00f9 mettono in luce la sua arguzia non corrosiva, che \u00e8 soltanto un tratto di carattere, o, se vogliamo, una maschera. Certo non ha il cipiglio altero da direttore del podio, gli occhi lampeggianti di un Toscanini. Eppure all&#8217;orchestra riesci a comunicare ci\u00f2 che vuole, in una sorta di trasfusione di linfa vitale che rinsanguano capacit\u00e0 di interpretative sfibrate dalla &#8220;routine&#8221;. Una volta, in Svizzera, gli\u00a0 capit\u00f2 di dirigere l&#8217;orchestra in un festival, formato da tutti i migliori elementi dei complessi sinfonici elvetici. Domand\u00f2 gli orchestrali quale lingua preferivano che parlasse: inglese, francese, italiano. Uno rispose per tutti. Gli disse: <em>&#8220;Maestro, basta guardarla&#8221;<\/em>. Secondo il giudizio di sir John non si impara a dirigere e non si insegna. <em>&#8220;Io dico sempre ai giovani che incontro in giro per il mondo e che verrebbero da tutti i Paesi per studiare con me: se un giorno vi trovate a Londra, vi faccio assistere alle mie prove e cos\u00ec, senza pagare un soldo, se avete talento imparerete a dirigere. Io stesso incominciai senza alcun esperienza, mi buttai &#8220;.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/866607997&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/em><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"G.Verdi: Messa da Requiem (Genova, 1967)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/gverdi-messa-da-requiem-genova-1967\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">G.Verdi: Messa da Requiem (Genova, 1967)<\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Quando Barbiroli dirige, i critici lasciano da parte la parola, &#8220;tecnica&#8221; e parlano di &#8220;suggestione&#8221;. Certo, fra le mani del musicista inglese l&#8217;orchestra ha una saldezza, una intensit\u00e0, una qualit\u00e0 tutta nuova. Sembra che si instauri negli ampi spazi della grande orchestra sinfonica un nuovo rapporto tra strumento e strumento: le distanze si riavvicinano, i legami si stringono, una singolare intimit\u00e0 consacra una parentela da quartetto: <em>&#8220;Forse&#8221;<\/em>, afferma Barbirolli, <em>&#8220;Mi \u00e8 stata utile in questo senso la musica da camera che ho eseguito per tanto tempo. A dodici anni suonavo gi\u00e0 tutti i quartetti di Beethoven. Non c&#8217;\u00e8 scuola migliore, penso, per imparare a bilanciare l&#8217;orchestra. Credo proprio sia questo: comunque l&#8217;arte di un direttore non \u00e8 spiegabile a parole. Per esempio, in una determinata orchestra si hanno<\/em> <\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">ottanta o novanta persone: gli strumenti sono gli stessi, i musicisti anche. Eppure ogni direttore ottiene un suono diverso da quello degli altri suoi colleghi. Dirigo ogni anno i Berliner Philharmoniker, una bellissima orchestra, e molti che mi ascoltano parlano del suono Barbirolli e dicono: Ecco, non lo risentiremo pi\u00f9 finch\u00e9 lui non torner\u00e0. Ma io non so come faccio &#8220;.<\/span><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/866617708&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/em><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"G.Verdi &quot;Otello&quot; (Londra, 1968)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/gverdi-otello-londra-1968\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">G.Verdi &#8220;Otello&#8221; (Londra, 1968)<\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Durante le prove di <em>Aida<\/em>, a Roma, al tenore Gianfranco Cecchele\u00a0 che interpretava Radam\u00e9s e che faceva squillare la voce come le trombe della marcia trionfale si dice che Barbiroli abbia detto: <em>&#8220;La prego, canti pi\u00f9 piano, altrimenti in sala non la sentiranno &#8220;<\/em>. E il tenore, replicando all&#8217;apparente &#8220;boutade&#8221;: <em>&#8220;Maestro, con gli altri direttori sono obbligato a cantare forte, perch\u00e9 mi sommergono punto con lei \u00e8 diverso: lei virgole rispetta la voce<\/em> &#8220;. Il ripudio del &#8220;Kolossal&#8221;, anche nelle opere monumentali: forse questo, uno dei segreti dell&#8217;orchestra di Barbirolli. <em>&#8220;Quel terzo atto dell&#8217;Aida&#8221;<\/em>, dice il maestro,<em> &#8220;che bellezza, che miracolo! Che poesia!&#8221;.<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00c8 da credere che proprio da qui, da questo amore, sia venuto il miracolo di un&#8217;<em>Aida<\/em> in cui una mano distillatrice dei dettagli pi\u00f9 significativi riusciva a cogliere la verit\u00e0 di una opera troppo spesso abusata. <em>&#8220;Un direttore d&#8217;orchestra deve essere un insegnante prima di tutto, deve far suonare la gente chiedendo ad essa ci\u00f2 che sa fare e non di pi\u00f9.<\/em> <em>Mai strillare ai musicisti, mai renderli nervosi&#8221;<\/em>. Sembrano i precetti di un buon maestro di scuola: invece con queste parole Barbirolli vuole dire che di aver inteso che la musica non pu\u00f2 nascere da un cuore irritato.In Italia sir John torner\u00e0. Presto, pare, a dirigere l&#8217;Otello, un&#8217;opera che inciso recentemente con la New Philharmonia di Londra. <em>&#8220;Otello \u00e8 un capolavoro, un modello esemplare, un dramma perfetto: non si fanno tagli, nulla<\/em>. <em>Ah, ricordo, quando ho registrato l&#8217;opera l&#8217;agosto scorso, i tecnici alla fine del quarto atto, erano commossi&#8230;&#8221;. <\/em>A questo alto grado di commozione che \u00e8 la temperatura stabile dell&#8217;arte di Barbirolli, si pu\u00f2 raggiungere per raccoglimento, attraverso il silenzio. <em>&#8220;Quando tutti tacciono,<\/em> dice sir John, <em>soltanto allora, pu\u00f2 cominciare il discorso ineffabile della musica&#8221;. (&#8220;Il mago Barbirolli, suggestiona l&#8217;orchestra&#8221; di Laura Padellaro, 1968)<br \/>\n<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sir John Barbirolli, nato Giovanni Battista Barbirolli (Londra, 2 dicembre 1899 \u2013\u00a0 29 luglio 1970) &#8211; A 50 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":99903,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[111,14670,153,14669,348,616,96,25793],"class_list":["post-99901","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-album-dei-ricordi","tag-aida","tag-album-dei-ricordi","tag-giuseppe-verdi","tag-maria-callas","tag-messa-da-requiem","tag-opera-di-roma","tag-otello","tag-sir-john-barbirolli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99901","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=99901"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99901\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":99904,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99901\/revisions\/99904"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99903"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=99901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}