{"id":99997,"date":"2020-10-02T11:18:19","date_gmt":"2020-10-02T09:18:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=99997"},"modified":"2020-10-02T11:20:24","modified_gmt":"2020-10-02T09:20:24","slug":"georg-friedrich-handel-1685-1759-rodelinda-1726","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/georg-friedrich-handel-1685-1759-rodelinda-1726\/","title":{"rendered":"Georg Friedrich H\u00e4ndel (1685 &#8211; 1759): &#8220;Rodelinda&#8221; (1726)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Opera in tre atti su libretto di Nicola Francesco Haym. <strong>Jeanine de Bique <\/strong>(Rodelinda), <strong>Tim Mead <\/strong>(Bertarido), <strong>Benjamin Hulett <\/strong>(Grimoaldo), <strong>Avery Amereau <\/strong>(Eduige), <b><strong>Jokub J\u00f3zef Orli\u0144ski<\/strong>\u00a0<\/b>(Unolfo), <strong>Andrea Mastroni <\/strong>(Garibaldo), <strong>Aminata Diouar\u00e9 <\/strong>(Flavio).\u00a0 <strong>Le Concert d\u2019Astr\u00e9e<\/strong>, <strong>Emmanuelle Ha<\/strong><\/em><strong><em>\u00efm <\/em><\/strong><em>(direttore), <strong>Jean Bellorini<\/strong> (regia e scene), <strong>Macha Makaeieff<\/strong> (costumi)<\/em>. Registrazione: Op\u00e9ra de Lille, 2018.<strong> 2 DVD ERATO<\/strong><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gXwfmMokJ2k\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201c<em>Rodelinda, regina dei longobardi<\/em>\u201d \u00e8 uno dei titoli pi\u00f9 sfuggenti e affascinanti del catalogo di H\u00e4ndel. Opera particolare, lontana da qualunque facile classificazione questo capolavoro della piana maturit\u00e0 h\u00e4ndeliana \u2013 la composizione si data tra il 1725 e il 1726 \u2013 rappresenta una delle pi\u00f9 raffinate e profonde indagini sull\u2019animo umano e sui suoi grovigli realizzata dal teatro musicale non solo barocco in cui la vicenda \u2013 molto liberamente tratta da Paolo Diacono diventa elemento secondario rispetto allo scavo psicologico ed emotivo. Questa modernit\u00e0 drammaturgica unita a una qualit\u00e0 abbaglianta dell\u2019invenzione musicale ha inevitabilmente acceso i riflettori su quest\u2019opera specie da quanto si \u00e8 riconosciuta l\u2019inesauribile vivacit\u00e0 teatrale dell\u2019opera barocca.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La videografia \u00e8 per\u00f2 ancora limitata a in qualche modo ha subito l\u2019effetto della strepitosa edizione di Glyndebourne del 1998 dominata da una Anna Caterina Antonacci capace di realizzare forse la pi\u00f9 straordinaria costruzione di un personaggio h\u00e4ndeliano che si sia vista in teatro.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Per quanto riuscita l\u2019edizione inglese diretta di Christie si accoglie con molto piacere una nuova edizione capace di arricchire il catalogo di questa partitura. Registrata a Lille questa\u00a0 edizione si impone per il particolare taglio registico. <strong>Jean Bellorini <\/strong>parte da un personaggio essenziale e tuttavia completamente muto, il piccolo Flavio figlio di Rodelinda e Bertarido e minacciato erede del trono longobardo. Il regista rilegge tutta la vicenda attraverso gli occhi del bambino il cui volto appare spesso proiettato a scrutare dall\u2019alto le vicende degli adulti. Uno sguardo infantile che stravolge le prospettive \u2013 fuori misura come se l\u2019occhio infantile non riuscisse a leggere la realt\u00e0 nella sua realt\u00e0 formale ma la ricostruisse nella propria scala \u2013 e rilegge come spettacoli di burattini i drammi che lo circondano. Le scene sono di rigoroso senso geometrico, di impeccabile eleganza nella loro sostanziale semplicit\u00e0, i ricchi costumi (di <strong>Macha Makaeieff) <\/strong>definiscono un\u2019ambientazione atemporale dove il XVIII secolo e la nostra contemporaneit\u00e0 si fondono e si integrano senza soluzione di continuit\u00e0. La recitazione alterna astrazione e realismo e contribuisce alla riuscita di uno spettacolo d\u2019impeccabile eleganza formale.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La parte orchestrale \u00e8 affidata a <strong>Le Concert d\u2019Astr\u00e9e<\/strong> sotto la guida del loro direttore stabile <strong>Emmanuelle Ha<\/strong><strong>\u00efm <\/strong>che fornisce una delle sue classiche direzioni h\u00e4ndeliane caratterizzate da un andamento molto sostenuto con una ritmica brillante e contrastata e molto luminosa sul piano dei timbri e dei colori orchestrali.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/SHkeYcjvUSA\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nel ruolo del titolo troviamo <strong>Jeanine de Bique. <\/strong>La giovane cantante caraibica \u2013 nativa di Trinidad \u2013 dispone di mezzi pi\u00f9 che ragguardevoli. La voce \u00e8 robusta e sonora e dall\u2019ascolto discografico, sembra di ottima proiezione; la dizione \u00e8 chiara, l\u2019accento e il fraseggio autorevoli in linea con la lettura che la de Bique da del personaggio in cui l\u2019austera fierezza della regina prevale sulle sofferenze materne. Se lo scavo interpretativo non raggiunge quello dell\u2019Antonacci in questo ruolo, la nobilt\u00e0 del gesto e l\u2019innegabile fascino della cantante aiutano ulteriormente sul piano interpretativo. Un talento da seguire.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Al suo fianco il Bertarido di <strong>Tim Mead <\/strong>controtenore dalla voce chiara e morbida, dall\u2019emissione dolcemente flautata. Voce\u00a0 piacevole per timbro e coloro ma innegabilmente esile\u00a0 Se emerge nei momenti pi\u00f9 lirici e dolenti \u2013 anche in virt\u00f9 di una musicalit\u00e0 impeccabile e di un accurato lavoro di fraseggio \u2013 quando si richieda per\u00f2 di accendere le polveri di \u201c<em>Vivi tiranno<\/em>\u201d queste risultino piuttosto bagnate. Sul piano scenico si apprezzano notevoli capacit\u00e0 attoriali.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Non ci sono invece perplessit\u00e0 per il Grimoaldo di <strong>Benjamin Hulett<\/strong>, tenore dalla voce squillante e ben proiettata, di una schiettezza e di una presenza che purtroppo raramente si ascoltano in questo repertorio.\u00a0 Colpisce non solo la luminosit\u00e0 del timbro e la pulizia delle colorature ma la capacit\u00e0 di scavare ogni fibra di questo contradditorio tiranno, vittima delle sue stesse passioni e dei suoi tentennamenti fra furore e pentimento.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Altro talento in ascesa da seguire con attenzione <strong>Avery Amereau <\/strong>affronta Eduige con bella voce di contralto dai gravi particolarmente robusti e timbrati e con un temperamento di prim\u2019ordine. <strong>Jokub J<\/strong><strong>\u00f3zef Orli<\/strong><strong>\u0144ski <\/strong>\u00e8 un Unolfo di spontanea comunicativa. Voce agile e precisa, notevole comunicativa, innegabile presenza scenica. Tende forse a dare un ritratto fin troppo leggero di un personaggio sicuramente caratterizzato da melodie galanti ma non privo di una sua seriet\u00e0 di fondo. <strong>Andrea Mastroni <\/strong>si conferma come uno dei maggiori bassi h\u00e4ndeliani del nostro tempo sfruttando con innegabile maestria il contrasto fra la nobilt\u00e0 innata dell\u2019accento e la viscida doppiezza del personaggio, reso ancor pi\u00f9 pericoloso da questa allure di apparente rispettabilit\u00e0.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera in tre atti su libretto di Nicola Francesco Haym. 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